Storie di vita

Dove eravamo rimasti?

voi avete capito? Quello che hai immaginato è vero? (100%)

Verità e verità

Il mercenario guardò i presenti, “Davvero?!” chiese loro. “Così è”, ammise l’erborista. “Era qui sotto lo sguardo di tutti..”. “Quale posto migliore che tenerlo in vista?”. “Ora non credo sia più così!”, fece lui alzandosi e provando a muovere la spalla con diverse smorfie. “Comunque ora dobbiamo muoverci e alla svelta”. “In merito..” cominciò Yvir. “Avevamo in mente un piano..”.

“Alt!” lo bloccò la guardia alla porta delle mura. Turo fece avanzare il proprio cavallo e raggiunse le guardie. “Turo” lo riconobbero gli uomini. “Sei in partenza?”. “Si, un piccolo carico lungo la costa, cotone e lana, come potete vedere”. La guardia fece velocemente il giro del carro, senza prestare troppa attenzione al carico. “Sbaglio o il tuo compare è uscito questa mattina presto?”. “Chi Yvir?!”, “Già, proprio lui”. “Ci siamo divisi le spedizioni. Lui ha preso la via dei passi alpini con l’altra metà del carico”. “Sembrava seduto su casse di pece esplosiva”. “Oh credo sia parte della sua natura vedere sempre tutto nero!”. “Saputo dello scontro di sta notte?”. “Voci, solo voci..due uomini morti, per mano di uno straniero a quanto pare”. La guardia scoppiò a ridere. “Ne sai quasi tu più di noi, mercante! la fuori fate attenzione comunque”. “Se inseguono cotone da lavorare, vuol dire che sono messi davvero male questi banditi”. “Potrebbero voler guardare nelle tue tasche, sai?”.

“Non avremo problemi con il tempo, l’aria spinge dal mare, le nuvole resteranno sui passi” commentò Dessìo. “Bene odio bagnarmi e bagnare questo carico”.

Adbel si era presentato alle guardie con Alaina e Humby da testimone, per i fatti accaduti nella notte. Con il fatto che il mercenario stesse comunque lasciando il territorio cittadino, venne ammonito, ma lasciato andare. Humby non sapeva cosa in realtà stesse accadendo, ma l’erborista, dopo, avrebbe raccontato gli ultimi fatti o la storia per intero. Il suo vecchio amico si fidava di entrambi e questo era un bene.

Uscì dalla porta opposta a quella dei carri diretto verso le colline. Conosceva quelle terre, anche se neera rimasto lontano per anni. Raggiunse la foresta che ricopriva le pendici dei monti, mantenendo Sunrik al passo tranquillo. la pista saliva lenta, la cittòà scomparve velocemente alla vista e nessuno sembrò avergli preso dietro. attese paziente fino alla sera, quando i soli cominciarono a scendere assieme alla luce. Poi tagliò il fianco della collina lasciandosi il sentiero battuto a destra. In cima alla successiva altura, si accampò dove ricordava bene esistere un cerchio di pietre scure che fungevano da buon riparo. Si accampò per la notte.

Guossè aveva liberato il cavallo da traino dai finimenti lasciandolo libero di pascolare. Il carro era ben assicurato, non sarebbe scivolato via in discesa. Yvir stava sistemando il campo per entrambi. Al mercante non era mai dispiacuito farlo, come gli piaceva cucinare peraltro. 

Dessìo guidava senza fretta lungo la pista bassa della costa. Il villaggio di Adiasta era davanti a lui, lo avrebbero raggiunto solo a sera inoltrata, inutile fermarsi li, quando potevano dormire sotto un tetto. Le luci cominciavano ad accendersi.

Quattro cavalieri a spron battuto raggiunsero il campo base dove Yvir e Goussè si erano sistemati, quando la sera era avanzata. i due sentiro i cavalli prima di vederli. “Buonasera” fermò il gruppo il primo dei quattro. SCese da in sella, mentre gli altri attesero. “Questo è un ottimo posto riparato dove fermarsi, possiamo dividere il campo con voi?”. “C’è spazio in abbondanza” fece Goussè, mentre Yvir si limitò a fissarli cupo. “E comunque quattro uomini armati garantiscono a due mercanti un po’ di sicurezza in più, per cui benvenuti”. L’uomo annuì sorridendo e fece segno agli altri di smontare per sistemarsi. “Salite ai passi?”. “Già, sperando che la stagione non sia troppo avanzata lassù”. “Si, troveremo neve, ma non così tanta. anche noi siamo diretti la”. Nessuno dei quattro si era presentato, constatò Yvir.

Il villaggio non aveva porte ne mura, solo una bassa palizzata. nessuno li fermò. Raggiunsero la taverna, l’unica presente ed erano gli unici occupanti, constatarono, oltre a tre uomini armati in un angolo. Turo prese accordi con l’oste per la notte e la cena. “Tutto tranquillo da queste parti?” chiese all’uomo. “Si, la strada è tranquilla come anche il porto, sono due giorni che non attracca una barca”. “Ma ho intravisto delle navi..secondo voi e possibile che una sia diretta a Nord?”. “Immagino di si, ma dovrete chiederlo ai proprietari”. Dessìo entrò raggiungendo Turo. “Tutto a posto” fece “Mangiamo?”. “Ottima idea!” rispose il mercante. Due dei tre uomini si erano alzati..

“Ora vogliamo sapere dove si trova il ragazzo” gli puntò la spada alla gola. Yvir deglutì a vuoto. Goussè era a terra immobilizzato. “Io non..” cominciò, “Diglielo, diglielo!” fece Goussè annaspando. “Ascoltalo!”, fece l’aggressore. “Non è qui..è partito con Turo lungo la costa..”.

“Non è nel carro” fece l’uomo rientrando. “Dove si trova?”. “Con Yvir..”

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7 Commenti

  1. Eccoci alla fine della storia..oppure no. In effetti la vicenda non si chiude, il finale in sospeso dovrebbe lasciare spazio ad una seconda serie di capitoli. Ho da recriminare il fatto di averli riletti solo ora, la stesura è stata in diretta, niente di preparato prima, se non un canovaccio mentale, quindi ci sono una serie di imprecisioni, alcuni nomi variati, frasi costruite sui pochi spazi possibili.
    Scarse visualizzazioni, nessun commento in un senso o nell’altro, quindi sono molto deluso. Non so se Abdel e gli altri troveranno futuro, so per certo che i loro viaggi continueranno..
    buona fortuna a tutti e buona vita

  2. Adoro i mondi così costruiti, diversi dal nostro ma non abbastanza da toglierti ogni appiglio. L’incipit a mio parere è semplicemente perfetto!
    Ho votato per leggere quanto hai già scritto liberamente, perchè credo che nessuna seconda stesura ti soddisferà mai come la prima.

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