Storie di vita

Dove eravamo rimasti?

Che intenzioni hai adesso? Ti cerchi un lavoro? (50%)

Vita e ricordi

Ci fu un momento di smarrimento, negli occhi del suo antico compagno di vita. “Io qui ho molti contatti” riprese più motivato Humbi. “Un lavoro, un ingaggio lo troviamo..Adbel. Se non vuoi lavorare qui in città, ci sono sempre carovane in movimento, mercanti che cercano guardie per loro e per le merci..non credo tu stia cercando una compagnia d’armi, o sbaglio”. “Non sbagli affatto, visto che l’unica compagnia è stata quella che abbiamo fondato assieme a Ruthes, troppi anni fa”, sorrise amaro il soldato che era Adbel. Humbi si era lasciato quella vita molti anni prima e non si era mai completamente legato a quella esistenza. “E ti direi che non sono pronto a fermarmi per mettere radici da qualche parte, non adesso almeno”. “Già, tu non lo sei mai veramente stato capace di fermarti, sei più che tagliato per quella vita di continue peregrinazioni. Dovrei avere quello che fa per te. un paio di mercanti hanno messo assieme le loro mercanzie per attraversare i passi, dovrebbero mettersi in viaggio da qui a uno o due giorni, cercavano gli ultimi uomini..provo a sentirli. Sta sera, se ti va, li incontriamo alla Locanda di Spalla”. “Non credo di conoscerla, ma la posso trovare”. “Vieni qui e o meglio fermati con noi fino a sta sera e ci andiami assieme”. “Diciamo che accetto l’invito, di andarci assieme più tardi, Humbi. ora preferirei farmi un giro in città e vedere cosa è cambiato, manco da troppo tempo”. “Fai come vuoi, testa di legno! Allora ci vediamo all’imbrunire. Hai bisogno di denaro?”. “Uh..no in realtà no. Sono a posto. Ci vediamo più tardi allora..c’è una scuderia dove possa lascire Sunrik?”. “Quella bestia è ancora in giro?” si stupì il bottegaio. “Potrebbe offendersi sai?”. “Vai da Hol infondo alla strada. Lui ha lo spazio giusto per quella bestiaccia”.

Uscirono assieme sulla piazzetta. “E ancora più brutto di quanto ricordassi” borbottò bonariamente Humbi. Sunrik tirò indietro le orecchie dopo averlo guardato dall’alto in basso limitandosi a sbuffare spazientito. Adbel lo affiancò. “Ci vediamo più tardi panzone”.

Dalla finestra del piano superiore una figura aveva scostato appena la tenda osservando la sagoma del soldato allontanarsi. Suo marito si era voltato e l’aveva vista. Qualcosa gravava nel suo sguardo ora triste.

Passati erano molti anni, ma la sostanza di una città spesso resta immutata. Cambiano le persone, non i luoghi. Hol forniva già in tempi antichi le stalle per chi doveva muoversi in una città costruita prevalentemente di stradine strette, tortuose e in salita, poco adatte alle cavalcature, per nulla a cavalli addestrati alla guerra. Sunrik fu bel lieto di spostarsi in un luogo più ampio, sebbene recintato come una stalla. Certo Hol era decisamente invecchiato ora erano i figli a mandare avanti la baracca, il vecchio restava seduto davanti al piccolo porticato di pietra che dava accesso alla casa e alla stalla. da li comandava ancora a bacchetta tutti.

Recuperato quello che gli serviva dalle sacche della sella, scese infilandosi nei vicoli, lasciandosi trasportare dalla corrente di persone. Sbucò in quella che era la piazza principale, dalla forma regolare, dove si affacciavano i Palazzi signorili, uno dei due templi dedicati al mare o al cielo, non ricordava qual’era dei due.

Aveva bisogno di alcuni finimenti di ricambio per le redini, un paio di guanti, fece mente locale, se salivano hai passi alpini un mantello sarebbe servito, assieme ad un cambio d’abiti più adatto. Fece un giro del mercato nella piazza, poi preferì affronatere le botteghe a lato della piazza, trovando in una di esse ciò che andava cercando. Non perse molto tempo, ma ci passò comunque del tempo. Quello che gli rimaneva, lo utilizzò risalendo la città vecchia fino alla torre. Sorgeva in un fazzoletto di verde circondata da alberi rigogliosi. Posto più adatto alle coppiette che a un soldataccio com’era lui. Puntò dritto alla Torre invece. una costruzione vecchia, di pietre e mattoni. come ricordava era aperta. Si arrampicò sui consumati scalini stretti fino a raggiungerne la sommità. Da lassù si dominava ancora una grande fetta di quel territorio. La grande Dorsale era in quel momento parzialmente coperta dalle nubi, non si capiva bene dove finisse la terra e dove cominciasse il cielo. Dalle spalle della città sembrava estendersi una foresta unica, su colline e montagne. Dalla parte opposta, l’oceano a perdita d’occhio, l’insenatura su cui Evengyr si affacciava, la nave con la quale era arrivato. I Soli correvano in cielo, perso in quelle immagini si rese conto che la giornata andava passando e il suo stomaco gli ricordò che anche il pranzo era passato da un bel po di tempo. Li, tanti anni prima aveva porta la sua giovane ragazza e assieme avevano pensato al futuro ridendo. Era solo sulla torre. Diede una occhiata in giro. Si accovacciò sotto la merlatura e trovò ciò andava cercando da alcuni minuti. Dovette armeggiare con la corta lama, la pietra si smosse rivelando uno spazio. In mano reggeva il ciondolo di Leyla.  

Passato o futuro?

  • Lascia la città senza avvertire nessuno? (50%)
    50
  • Incontro con Hanna? (0%)
    0
  • Incontro alla Spalla? (50%)
    50
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7 Commenti

  1. Eccoci alla fine della storia..oppure no. In effetti la vicenda non si chiude, il finale in sospeso dovrebbe lasciare spazio ad una seconda serie di capitoli. Ho da recriminare il fatto di averli riletti solo ora, la stesura è stata in diretta, niente di preparato prima, se non un canovaccio mentale, quindi ci sono una serie di imprecisioni, alcuni nomi variati, frasi costruite sui pochi spazi possibili.
    Scarse visualizzazioni, nessun commento in un senso o nell’altro, quindi sono molto deluso. Non so se Abdel e gli altri troveranno futuro, so per certo che i loro viaggi continueranno..
    buona fortuna a tutti e buona vita

  2. Adoro i mondi così costruiti, diversi dal nostro ma non abbastanza da toglierti ogni appiglio. L’incipit a mio parere è semplicemente perfetto!
    Ho votato per leggere quanto hai già scritto liberamente, perchè credo che nessuna seconda stesura ti soddisferà mai come la prima.

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