Storie di vita

Dove eravamo rimasti?

Passato o futuro? Incontro alla Spalla? (50%)

Alla Spalla

La Spalla era una Taverna fuori dal centro vero e proprio, sorgeva nel quartiere del porto, ma non era la prima per frequentazioni marinaresche. Però era il luogo ideale per gli scambi commerciali. offriva una clientela varia, locali intimi, ricavati in stanze laterali a quella principale e centrale, ma soprattutto birra e buon cibo. Adbel sospettava che fosse quello il motivo principale che aveva spinto Humbi a frequentarla. Poi ovviamente i contatti con i mercanti che oltre alle merci fornivano informazioni.

“Il nostro uomo siede laggiù” indicò il tavolo quasi in fondo al locale dove due uomini erano intenti a chiacchierare con una donna. Adbel ricalcolò il locale. Offriva anche altri piaceri e sperò che il vecchio amico non fosse li anche per quelli.

Pavimento di pietra, con un sottile strato di segatura, travi massicce che soreggevano il secondo piano, tante candele racchiuse in teche di vetro appese in alto. ecco forse il camino acceso si poteva evitare pensò il guerriero cominciado a sudare.

Raggiunsero il tavolo. I due uomini si interruppero e la donna smise di sorridere. “Humbi..dovrò parlare ad Hanna prima o poi..”. “Fallo è ti rovinerò il mercato per sempre!”, tra i due c’era una discreta intesa, notò Adbel lanciando al compare uno sguardo semiserio. “Mi sono perso qualcosa immagino” commentò lui. “Ehi, straniero, se non hai da fare dopo fatti vedere” si mosse lei alzandosi lentamente. Il sorriso era carico di aspettative. Tutti e quattro la seguirono attentamente mentre si allontanava diretta al tavolo successivo. “Difficile dirle di no” commentò quello di destra e gli altri cercarono di recuperare un po’ di dignità. “Assya è decisamente fuori dal comune” rispose Humbi sospirando. “Adbel, questi sono Turo, mercante di Ospatara e Yvir di Montcas. questi è l’uomo di cui vi ho accennato oggi”. Si scambiarono un gesto con il capo. “Sedetevi, mangiate qualcosa?”. “Io si sono decisamente affamato”, rispose Adbel. Humbi scosse il capo. “Hanna mi aspetta a casa per cena. volevo solo mettervi in contatto poi quello che deciderete è affar vostro”.

“Il cosciotto di maiale con le patate o verdure grigliate?”, chiese la cameriera. “Verdure per me” fece Adbel. “Io con le patate” rispose Yvir. “Per me quella minestra che ho visto passare prima”, chiese invece Turo. “Tre birre della casa due cosciotti e una minestra. Tra poco arriva tutto”. La cameriera si allontanò. “..Humbi ci ha accennato che sei in cerca di un ingaggio. A noi mancano due persone in realtà. Domani vorremmo metterci in viaggio, visto che abbiamo già rimandanto la partenza due volte”. “Io sono da solo, libero e pronto a mettermi in marcia. Posso chiedervi come siete organizzati?”. “Viaggiamo leggeri, questa volta. Due carri. Spezie e tessuti, quindi non abbiamo bisogno di un grosso numero di uomini di scorta. Però i passi sono sempre frequentati da bande armate”. “Due carri sui passi? una scelta ardita, la stagione è avanzata su troviamo la neve”. “Con noi abbiamo altri sei uomini, con te sette, se accetti”. Tagliò corto Turo. Yvir gli lanciò una occhiata strana. Adbel mantenne il sorriso divertito. “La paga?”. “Una moneta al giorno, più dieci a fine lavoro”. “La paga di un mercenario, non mi aspettavo niente di meno. Be non ho di meglio da fare, accetto Signori”. “Ottimo!” Yvir sembrava più tranquillo, Turo mascherava meglio i propri pensieri, notò Adbel. Era una traversata di una decina di giorni i conti erano presto fatti, calcolò velocemente. Si strinsero le mani come atto formale, ora nessuno sarebbe venuto meno alla parola.

“Ecco le vostre birre e la minestra” ritornò la cameriera. “I cosciotti si stanno arrostendo, ci vorrà ancora un’stante, c’è parecchia richiesta sta sera”. “Aspetteremo” alzò le spalle Adbel deluso. “Avete una camera libera di sopra?”. “Camere libere? no, non credo”. Doppia delusione. “Non hai dove dormire sta notte”, gli chiese Turo. “In realtà no. sono arrivato sta mattina e non pensavo di fermarmi una notte in città”. “Tanto vale che fai amicizia con il resto della squadra. Dopo ti accompagno da loro. A come ho già detto agli altri, non voglio casini. Eventuali disaccordi li risolvete senza creare danni al viaggio”. “Ovvio, Turo. Siete voi che pagate”.

“Quella cosa che ti porti appresso” chiese Yvir, dopo che ebbero mangiato e bevuto il terzo giro di birra. “Non è propriamente comoda”. “No, ma è il suo aspetto che fa da deterrente. Poi non è così pesante da usare”. “In un campo di battaglia, certamente miete vittime, ma ad esempio di qui dentro?”. “L’aspetto, Yvir. come ho detto prima il suo aspetto incute quantomeno una certa attenzione, poi in luogo chiuso userei certamente altri mezzi”. “Si fa tardi signori. domani vorrei partire presto e tu Yvir hai bevuto troppo” commentò Turo. “Vogliamo andare?”.

Partenza!

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7 Commenti

  1. Eccoci alla fine della storia..oppure no. In effetti la vicenda non si chiude, il finale in sospeso dovrebbe lasciare spazio ad una seconda serie di capitoli. Ho da recriminare il fatto di averli riletti solo ora, la stesura è stata in diretta, niente di preparato prima, se non un canovaccio mentale, quindi ci sono una serie di imprecisioni, alcuni nomi variati, frasi costruite sui pochi spazi possibili.
    Scarse visualizzazioni, nessun commento in un senso o nell’altro, quindi sono molto deluso. Non so se Abdel e gli altri troveranno futuro, so per certo che i loro viaggi continueranno..
    buona fortuna a tutti e buona vita

  2. Adoro i mondi così costruiti, diversi dal nostro ma non abbastanza da toglierti ogni appiglio. L’incipit a mio parere è semplicemente perfetto!
    Ho votato per leggere quanto hai già scritto liberamente, perchè credo che nessuna seconda stesura ti soddisferà mai come la prima.

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