La strada per rincontrarsi

Il primo passo è fatto

– hai preso tutto?

-si, non ti preoccupare!

– il nastro adesivo?

-il nastro adesivo?? ma perchè dovrei prendere il nastro adesivo? staremo per caso partendo per un safari in Africa?

-smettila di fare l’idiota e metti quel rotolo lì nello zaino!

-a proposito e tu? le hai poi prese le tue cardioaspirine?

-so ancora badare a me stesso, per quanto tu possa credere che sia semplicemente un vecchio rincitrullito!

Se questi erano i presupposti, allora sì che questo sarebbe stato il viaggio perfetto soprattutto per Marco che quest’anno una bella vacanza se l’era pur meritata.

E invece no.

Perché anziché essere in spiaggia ad Ibiza, a smaltire la sbornia di una serata ignorante o incosciente, che dir si voglia, nelle discoteche più festaiole di Europa, Marco è a casa.

In casa con suo padre a litigare su cosa mettere in valigia.

E a suo padre Lorenzo, 75 anni, pensionato, un uomo che per tutta la vita ha preso il caffè nello stesso bar di fronte al piccolo negozietto che gestiva, beh a suo padre poco importa che dopo 5 anni questa sarà la prima volta che Marco non andrà in vacanza coi suoi amici.

Quest’estate i due hanno da fare, insieme.

E così messo il rotolo di nastro adesivo, un cordino, un taglierino svizzero lo zaino è pronto e si può partire.

O forse no. Appena prima di chiudere la porta Marco scorge lì su un tavolino un libro. é il libro che sua madre stava leggendo prima che li lasciasse. Due uomini soli, in una casa che non era mai stata loro e che avrebbero dovuto fare i conti ognuno con la vita dell’altro. Due sconosciuti, che per la prima volta si ritrovano faccia a faccia.

Marco coi suoi 30 anni, le sue mille storie, i suoi mille lavori, la sua vita precaria.

Lorenzo con le sue abitudini, le sue ipocondrie e con la sua testardaggine che ancora aspetta che sua moglie torni.

Paula di Isabelle Allende, era quello il libro che sua madre stava leggendo prima che chissà quale pensiero la spingesse a prendere una valigia e partire. Chissà dove, chissà perché.

Fu una frazione di secondo, non ci pensò poi tanto. E così Marco tornò indietro e lo prese.

Fra le pagine del libro, una fotografia a tenere il segno. Lui, sua madre e suo padre. Una giornata al mare. Il sole che strizza l’occhio ad una famiglia che sorride alla nuova macchina fotografica. Chissà chi c’era dietro l’obiettivo.

Suo padre tuonò dalla tromba delle scale.

-Ti dai una mossa o vuoi che la morte mi colga qui sul pianerottolo dei Dambrosio?

– Arrivo, arrivo. Stai calmo, non sia mai ti prenda un infarto proprio oggi!

– Mi vedi pallido vero? Ce la facciamo a passare dal dottore?

-Papà smettila scherzavo.

E discutendo discutendo entrarono nel bar di fiducia, dove ad attenderli c’era da sempre la signorina Lucia.

-Lorenzo le preparo il solito? ah vedo che siamo in compagnia oggi?

-Si oggi parto col mio adorabile figliolo.

E nonostante le ultime due parole nascondevano in maniera poco vela del sarcasmo, l’unica cosa che Marco riuscì a notare in suo padre fu uno strano cambiamento.

Chi era quell’amabile uomo che sorrideva e sembrava quasi civettare con la barista? Che fine aveva fatto il burbero capo di famiglia che credeva di portare i pantaloni in casa?

Marco si ritrovò così ad osservare suo padre come forse non gli era mai capitato prima. Da giovane doveva essere davvero un bell’uomo, d’altronde lui da qualcuno avrebbe dovuto pur prendere.

-Lucia, in realtà oggi son qui per chiederti un favore.

-Dimmi tutto, qualsiasi cosa sarà un piacere per me.

– Vorrei lasciarti le chiavi di casa. Ci son le piante e il gatto a cui dare un’occhiata. Se non è di troppo disturbo posso chiederti di andare anche solo ad innaffiare le piante e a dar da mangiare alla bestiola? Questo è il mio numero per qualsiasi problema non esitare a chiamarmi.

E niente, quell’uomo davanti ai suoi occhi non poteva in alcun modo essere suo padre. Stava flirtando con la barista. E c’era anche da dire che lei sembrava stare al gioco. Bella donna lei.

Chissà perché non si era mai sposata.

-Certo che posso farlo. Ma posso chiederti dove siete diretti così pimpanti?

-Nel profondo Sud. Torno a casa.

-Ma torni?

Nella domanda i sussulti di una donna sedotta e abbandonata. Nella risposta di suo padre, la scena finale di una Drama Queen.

-Per ora parto.

qual'è il motivo che spinge padre e figlio a partire?

  • Marco ha proposto a suo padre di fare un cammino in Puglia, e lui gli ha acconsentito a patto che lo facesse con lui. (14%)
    14
  • La mamma di Marco ha chiesto di rivedere entrambi nel posto in cui lei ora vive. (14%)
    14
  • un imprevisto avvenuto nella terra natale di Lorenzo, ha costretto i due a scendere insieme per risolvere la questione. (71%)
    71
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4 Commenti

  1. Ciao Lucia,
    ho creduto, da principio, che la mamma di Marco fosse morta… e invece se n’è solo andata e non è poco. Ho notato qualche refuso, l’uso delle minuscole a inizio dialogo, qualche accento mancante e una “e” di troppo, a mio parere, nella frase: “Due uomini soli, in una casa che non era mai stata loro e che avrebbero dovuto fare i conti ognuno con la vita dell’altro.” secondo me bastava una virgola. 🙂
    Anche a me picevamo molto scrivere e quando ho provato a mandare in giro i miei racconti mi hanno restituito pareri orribili. Io, comunque, non ho mai smesso, non perchè pensi di saperlo fare, ma perchè mi piace molto, perciò ti capisco. 🙂
    Alla prossima!
    p.s. un imprevisto.

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