Questo non me lo aspettavo

Come tutto ebbe inizio

Oggi è una bella giornata primaverile. Sto andando a lavoro con la mia migliore amica Clarissa che continua a cambiare ragazzo una settimana sì e l’altra pure. È da ieri sera che mi martella con la sua nuova conquista, ormai ci faccio poco caso. Dalla macchina vedo la gente passare. Ad un certo punto scorgo Yana.

«Ehi! Fammi scendere! – dico a Clarissa – Da qui posso andare a piedi»

«Va bene – risponde lei – ma non ti interessa…»

«Me lo conterai stasera»

Scendo velocemente dalla macchina, saluto Clarissa e mi dirigo velocemente all’angolo dove so che Yana sta per passare. Eccola lì con i suoi dodici anni appena compiuti che pattina ad alta velocità, senza dar segno di avermi vista. Praticamente l’afferro al volo.

«Non dovresti guardare dove vai?» le chiedo.

«A scuola vado» risponde lei sorridendomi.

«Oggi è il giorno del giallo?» le chiedo subito dopo.

Yana infatti indossa un vestito giallo, calze gialle, pattini gialli, cartella gialla, ha i capelli tinti di giallo, le lenti a contatto gialle e persino rossetto e smalto sono gialli. A volte mi chiedo quale sia il suo colore naturale di capelli ed occhi.

«Sì, sì – risponde lei allegra – oggi è un giorno solare. Ti lascio o faccio tardi»

«Va bene, d’accordo»

Lascio andare Yana: è la mia scusa per separarmi da Clarissa quando diventa “asfissiante”.

Raggiungo in 15 minuti l’ufficio. Accendo il computer e subito un articolo attira la mia attenzione: un’ambulanza letteralmente saltata in aria! Leggo l’articolo

«Oh poverina – commento – Non bastava la sua continua malattia degenerativa. Adesso pure l’esplosione dell’ambulanza che la portava all’ospedale. Chissà in che condizioni sarà il nostro Presidente. Ehi! Non parla di morti… eppure… Oh beh, non sarà di certo questo il caso di cui mi devo occupare»

Prendo una lettera dalla posta, la apro.

«Mi correggo: è proprio il caso di cui mi devo occupare. Meglio fare un salto da André»

Prendo la moto dal garage e mi dirigo al bar dove di solito André fa colazione.

«Ciao, bello ciccione!» lo saluto

«Clara! – mi risponde – sei venuta a far colazione?»

«No, io ho già mangiato. La tua è la terza, vero?»

«No, è la quarta. Sei qui per lavoro?»

«Ovvio che sì – gli consegno la busta – Quando più cose riesci a darmi»

«Passa domani»

«Ti offro il pranzo»

«Passa questo pomeriggio»

***

Il tempo per avere le informazioni da André lo passo guardando il giornale e rileggendo più e più l’articolo. C’è qualcosa di veramente strano in quell’incidente. Un unico articolo, una foto sgranata e nessuno che ne parla… eccetto il presidente: deve essere stato un duro colpo per lui; in fondo era la sua nipote preferita. Meglio chiamare Mister Green: il mio capo.

«Salva Mr Green… mi sono già mossa… certo… come al solito… la tengo informata»

La prima telefonata è sempre inutile, ma la vuole: facciamolo contento.

Infine inforco di nuovo la moto per raggiungere la casa di André. Quando entro è tutto buio.

«Che succede André? – chiedo – Perché è tutto buio? Dov’è la luce?»

«NON ACCENDERE!  – mi urla André interrompendomi – Salterà in aria tutta la casa!»

«COSA?!»

Prima che possa far altro, la porta si chiude alle mie spalle e si sigilla.

«André: se è uno scherzo non è divertente»

«Mi sono messo troppo in mostra: la mia copertura è saltata»

«Di che copertura parli?»

«Tieni – mi lancia una busta che non vedo ma che sento quando mi arriva addosso – Qui ci sono le informazioni che cercavi – si alza qualcuno di decisamente più grande di André. Arrivederci Clara, anche se forse non mi riconoscerai»

La luce si accende, vedo per un istante una figura tutt’altro che umana e poi salta tutto in aria!

***

Mi sveglio al pronto soccorso. Mi raccontano che stavo entrando nella casa quando è esplosa. Ho fatto un volo di dieci metri. Non so cosa sia successo esattamente e non mi piace. Quando mi dimettono è ormai buio e della mia moto non vi è alcuna traccia. Chiamo Clarissa.

«Ciao! Sì sto bene. Avrei bisogno di un favore: mi verresti a prendere al solito posto? Mi hanno ciulato la moto. Grazie»

Quando metto a posto il telefono mi accorgo che ho anche qualcos’altro in tasca: la busta che mi ha dato André. Sono abituata alle stranezze, anche se di solito non avvengono a me. Leggo la prima lettera e comprendo. Chiamo Mr Green.

«Salve Mr Green. Abbiamo a che fare con gli alieni. Devo ancora capire cosa vogliano da noi, ma l’incidente dell’ambulanza non è un caso. Sì, esatto: credo che la bimba in realtà faccia parte dei loro, il che ci mette in una posizione di “svantaggio”. Sì, la tengo informata»

Ora bisogna decidere da dove iniziare.

Dove vado per primo?

  • Ma ci sarà qualcos'altro in quella lettera, no? Torniamo in ufficio! (0%)
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  • Al luogo dove l'ambulanza è esplosa: in una pista fredda si possono trovare più indizi (50%)
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  • Alla ex-casa di André: meglio seguire una pista finché è calda (50%)
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66 Commenti

  1. Qui si chiude questo racconto, spero che sia piaciuto a chi è rimasto (keziarica) 🙂

    L’esperimento è stato un flop totale: i lettori sono costantemente diminuti fin quando “non ne rimase un solo” 😀 Quindi direi di accantonare l’esperimento e passare ad altro.

    Prossima settimana torno alla fantascienza: ritornano due personaggi di una precedente storia, ma non servirà leggerla perché rispiegherò tutto da capo.

    A buon rendere 🙂

    Ciao 🙂

  2. Ciao Red,
    bene bene, siamo quasi arrivati alla fine. Un episodio carico carico, questo. Il signor Green che vomita mi ha fatto ridere 🙂
    Ma dimmi un po’, cos’è sta storia del motocross da Formula Uno? O è cross o è F1 😉 A parte gli scherzi, hai davvero il potere di creare mondi fantastici con la fantasia. I consigli li ho esauriti nel commento precedente, quindi ti faccio i complimenti e ti aspetto per il finale, mi raccomando: col botto!
    Alla prossima!
    p.s. con una vittoria importante…

  3. Ciao Red,
    quando è arrivata la parte della nuova stanza, in quarantena, ho subito pensato a THE PASSAGE, lo stai seguendo? Poi è arrivato il turno di Matrix e dopo la tua fantasia, che non ha nulla da invidiare agli sceneggiatori di Hollywood! Il tuo stile è un po’ acerbo, ma sono sicura che se lo coltiverai, col tempo arriverai a bei risultati. È sempre un piacere leggerti, i tuoi personaggi portano allegria.
    Alla prossima!

      • Nel senso che hai uno stile giovanile, che tende a descrivere ciò che accade come se stesse scrivendo sul proprio diario giornaliero. Le idee ci sono e sono buone, ma andrebbe approfondito un po’ tutto, dai personaggi alle ambientazioni, agli stati danimo… per questo serve leggere molto. Per dare corpo a una frase non serve girarci troppo intorno, come non serve schematizzarla o usare cliché.
        Ti scrivo una frase che mi ha colpito tempo fa, durante la lettura di un libro molto famoso:
        “Mentre l’alba aspettava sull’altra sponda.” È una frase tratta da Fahrenheit 451 di RAY Bradbury e trovo che sia una frase bellissima, dice tutto in poche parole… un po’ come “i pomeriggi malva” di Marquez… anch’io sono lontanissima da autori di questo calibro, come tutti qui, o non saremmo su TI, tuttavia riconosco di essere migliorata negli anni, se guardò indietro ai miei dimscritti, ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. Sono migliorata anche da quando sono qui, davvero e devo dire grazie a chi ha speso,un po’ del,suo tempo per leggermi e per trovare il modo di dare consigli utili. Per questo mi sono permessa di scrivere ostile acerbò perché penso che con la tua fantasia potresti scrivere grandi racconti, ti manca tanto così…😉
        Non volevo farti tutta questa filippica, volevo solo farti capire cosa intendo per stile acerbo. Ma potrebbe essere. CHe tu sia giovane (e potrebbe non trattarsi solo di età anagrafica) e che tu abbia bisogno di fare solo un po’ dimesperienza. Prendi tutto come un consiglio da parte di chi, consigli non dovrebbe darne troppi perché ha ancora tantissimo da imparare, ma sicuramente é molto più vecchia dimte😉😊

        • Grazie della spiegazione perché non avevo capito cosa intendevi con “acerbo”. Lo ammetto: ho ancora difficoltà a mettere per iscritto i pensieri e le scene che ho in testa. A volte invece sono i caratteri che mi costringono a tagliare parti descrittive, esclamazioni od altre parti ininfluenti ai fini della storia ma che darebbero colore. Per questo, per le storie che hanno avuto maggior seguito ed interesse, cerco di realizzare una versione “estesa” che poi pubblico sul mio sito (insieme ad altre storie che qui non pubblico perché troppo complesse per stare in 10 capitoli).
          Devo dire, comunque, che è una bella esperienza scrivere qui: anch’io quando rileggo i miei primi scritti mi accorgo che sto “evolvendo” 🙂
          Ovviamente sono lontanissimo da chi lo scrittore lo fa per professione e non per diletto; però mi ritengo soddisfatto del percorso che stiamo facendo ^_^

          Ciao 🙂

  4. Non so quanto si è capito, comunque: mentre Clara ballava con le pantere, le hanno sostituito il telefono e le hanno fatto credere di star parlando con Mr Green mentre in realtà era un altra persona. Questi ha preso l’aspetto di Mr Green e ha pilotato gli eventi affinché potesse prendere Clara con sé. Non sappiamo ancora come abbia fatto a far sì da poter avere il controllo sul Laboratorio (o se ci sono state altre magagne), sappiamo che qualcuno ha voluto aiutare Clara. Sofia, con l’aiuto di Yana, si è introdotta e le ha consegnato le due pillole. La pillola rossa avrebbe accelerato il processo (che cosa esattamente dipende dalle vostre risposte), la pillola blu fermava il processo.

    Ora come tutto questo collimi, lo scopriremo nelle prossime puntate ^_^

    Ciao 🙂

  5. Ciao Red
    Flora mi piace, cerco di immaginare come sarebbe, nella realtà, una che si perde i pezzi e poi si ricompone. Il Presidente, invece, è assai bizzarro, o dovrei dire matto?
    Da Mister Green

    PS azzurri e(d il) rossetto azzurro. “Lui sta venendo portato via da alcuni uomini” suona un tantino male. Meglio se “Alcuni uomini lo stanno portando via” 🙂

  6. Ciao Red,
    stai andando bene, riesci sempre a tirar fuori elementi fantasiosi che ben si combinano tra loro.
    Mi è piaciuto molto l’incontro con la pantera, ma avrei evitato di esprimere la sorpresa per non essere stata sbranata, qualcuno di “show don’t tell” io ti dico: la scena si concludeva perfettamente al saluto dell’animale. 🙂
    Bene ci si vede al sesto.
    Ciao Red e alla prossima!
    p.s. paziente zero.

    • Beh, essendo un racconto in prima persona, i cambio scena sono quando lei non ha voglia di raccontare la routine quotidiana. Ma se ti trovi una pantera che ti dice “ciao” ed oltertutto sei in un luogo in cui non dovresti essere, qualche domanda te la fai. E, giustamente, lei si è fatta un mucchio di domande 🙂

      Ciao 🙂

  7. Rieccomi, Red. Ho votato per il circo, gli alieni che descrivi sono bestie strane e interessanti 😀
    Un racconto decisamente… colorito 😀
    Con la scattatempo non ci sarebbero più delitti irrisolti, comoda! MI è piaciuto come hai caratterizzato Gendarme, me lo sono raffigurato in po’ come gli alieni di Space Jam, prima piccole e deboli larvette e poi, grazie al talento della NBA enormi e muscolosi 😀
    Ciao, ti auguro un ottimo pre-week-end… e anche un ottimo week-end 😀

    • Sì, mi ero ispirato alla loro trasformazione 😀

      E sì, la Scatta-Tempo è meravigliosa, se sai dove devi fotografare. Ma attenzione a non trarre conclusioni sbagliate dalle foto scattate 😉 Diciamo che gli investigatori esisterebbero ancora, anche se il modo di investigare sarebbe diverso 🙂

      Ciao 🙂

  8. Ciao Red,
    capitolo pieno di trovate, bello. Avrei evitato la descrizione di indumenti, capelli e occhi verdi, ne avevi già parlato nel primo episodio, sappiamo già che Yana “cambia colore” e cosa colora 🙂
    Mi è piaciuta parecchio la trovata della macchina Scatta-Tempo, le avrei dedicato più spazio, raccontando come funziona in un tour fotografico per la città…
    Bene, aspetto il quarto e voto per l’esperimento.
    Alla prossima!

  9. Rieccomi, Red. Ho votato per un regalo di Yana. Uau, stai tratteggiando un mondo di intrighi ingarbugliatissimi! Ho un dubbio: ma se qualcuno (i Cangianti?) manipola la memoria su larga scala, come fai a dare credito ai ricordi di chiunque? E come fa la protagonista a essere certa che la sua memoria non sia stata manipolata?
    Un sacco di fantasia: alieni bruchimorfi, sformati di bambina, divertente e intrigante 😀
    Ciao, ti auguro un ottimo weekend.

    • Difatti non ne ha la minima idea. Sa che ci deve essere stata una manipolazione perché i suoi ricordi, quelli della gente vicino alla casa e quelli della gente lontana, non combaciano. Quindi c’è qualcosa che non va. Attualmente dà credito alla sua di memoria, ma ovviamente potrebbe avere delle sorprese 😉

      Ciao 🙂

  10. Buongiorno Red
    Due capitoli vorticosi, pieni di informazioni che sono difficili da ricordare. (vado a bere il caffè e poi rileggo… magari aiuta 🙂 )
    Seriamente, La protagonista cosa fa? Giornalista? Ispettore di polizia? medico legale? non ho capito molto bene. Voto Yana, mi sembra particolare, con i suoi dodici anni, lenti a contatto e rossetto 🙂

    PS André od ambulanza? suona strano. Meglio “o” anziché “od”

  11. è la prima tua storia che leggo, per i ritmi, il tema e la valanga di informazioni sciorinate in poche righe mi sembra quasi l’inizio di un episodio di Doctor Who (e un paio di nomi mi fanno sospettare che non sia una coincidenza, ma magari sbaglio) quindi non posso che gradire. Io inizierei dall’ambulanza, se c’è di mezzo un Presidente mi pare importante 🙂

  12. Tri-eccomi, Red. Piuttosto indeciso, alla fine ho votato per l’ex casa di André.
    Un incipit – è il caso di dirlo – col botto 😀
    Leggendo dell’ambulanza esplosa, pensavo alla moglie del presidente. invece è una nipote… uhm… curioso… 🙂
    Così come sono curioso di vedere in faccia questo capo, il Signor Verde 😀
    Ciao, ti auguro un sacco di cose belle 🙂

  13. Ciao Red e bentornato!
    Una delle critiche più ricorrenti ai miei scritti è l’abbondanza di personaggi… tu ne hai messi 5 in un incipit… 😉 forse sono troppi, forse no, non saprei… occorre tempo per scoprirlo.
    Un inizio scoppiettante, un po’ ghostbuster un po’ MIB, ma al femminile 🙂 mi piace.
    Vediamo cosa succede, intanto io tornerei alla ex casa di André, per cercare indizi “caldi” letteralmente.
    Alla prossima!

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