Un quartiere a luci verdi

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio si riparte: - Da una bambina (69%)

INCREDULITÀ

Seduta a pochi metri dal vecchio, una bambina di circa sette otto anni mangia lo zucchero filato. Ha i capelli castani chiari, il corpo esile, la postura composta. I suoi piedi non toccano a terra e le gambe oscillano avanti indietro sotto la panchina.

Un paio di piccioni, dalla livrea grigio-cenerino e coda bordata di bianco, sorvolano basso la sua testa, unendosi al gruppo che è a terra. Lei si sposta leggermente e ride. Sorride anche Greta, contagiata da quella risata fresca, semplice e gioiosa.

Le si siede accanto. Fa un respiro profondo.

«La mia casa ha un giardino come la tua. Si va di là.», dice la bambina, puntando il dito su uno dei viali laterali.

E poi chiede: «Anche tu sei mancina?»

«Sì.»

Greta rimane in silenzio per alcuni minuti. La sua mente insinua dubbi, si chiede: Come fa a sapere di me?

***

Non affretta il passo. Lentamente sale la via, annusando l’aria. Allunga lo sguardo in profondità, come la giraffa allunga il collo su un ramo alto, per mangiare le foglie più lontane.

Il cuore le salta dal petto, quando scorge la villetta bifamiliare con giardino. Quella casa non è sua per contratto ma le appartiene, perché custodisce la sua fanciullezza e i suoi sogni. È sua ad honorem. Tra tutte le case dalle mura variopinte e giardini fioriti, è l’unica da tempo disabitata. Ne sono testimoni l’erba alta e i cespugli che nascondono le aiuole.

Sulla facciata, quattro grandi occhi con le palpebre abbassate occupano il posto delle finestre, come se celassero segreti dell’anima da molto dimenticati. In cima alle scale, la porta di legno dell’entrata principale è chiusa. Resiste al tempo, nostalgica della protezione fresca e svanita del pergolato di glicine.

Incolla mani e volto all’inferriata, come una carcerata che spera e sogna, guardando fuori il mondo di altri. L’abbandono che alleggia nell’aria le punge l’animo. Rabbrividisce, al ricordo delle parole del poeta che era felice al tempo in cui festeggiavano il giorno del suo compleanno e nessuno era morto. Una brezza fredda le sferza il viso, trascinando con sé il sospiro alato e profondo di un tempo passato, che esiste e persiste nella memoria, come fantasma di un arto amputato e per sempre perduto.

***

Greta non ha particolare simpatia per quei pennuti. Quegli urbani poi sono dei mangiatori compulsivi, che non fanno altro che scacazzare dappertutto, imbrattando la città.

«Sciò! Sciò!» esclama, nel tentativo di liberarsi da quelli che le volano intorno, riempendo l’aria di soffici piume grigiastre. Borbotta contro l’uomo, che alimenta la loro ingordigia. Le occorre un bersaglio su cui sfogare e cacciare via le emozioni tossiche che ha accumulato nelle ultime ore.

L’anziano non sembra accorgersi della sua presenza.

A un certo punto dice: «Non se la prenda con me, questo è cibo buono, cibo giusto. Granaglie, non pane e pasta come danno in molti.»

Greta finge d’ignorarlo, ma lo osserva in tralice. Si sente intrappolata in quel luogo, mugugna a voce alta: «Ma dove sono finita?»

Lui risponde: «Vuole proprio sapere che posto è questo?»

«Come dice, scusi?»

«Lei si trova sul rovescio della sua routine, un luogo dove tutto è irregolare, ambiguo, imprevedibile, inquietante. Un luogo che esce dalla banalità del quotidiano, dove gli oggetti e gli esseri umani sono indecifrabili, perfino decontestualizzati.»

Ne segue un silenzio perplesso. Greta non afferra bene il significato di quelle affermazioni. È diffidente. Qualcosa in lei non si è ancora sciolta.

Il vecchio riprende: «È stata lei a decidere di venire qui, cara signora. Ognuno sceglie la linea che vuole seguire. Succede che, da un certo punto in avanti, non si può più tornare indietro.»

Reagisce con veemenza: «Come lo sa? Lei fa solo congetture!»

Lui senza scomporsi con tono pacato dice: «Quando uno si affaccia al davanzale del dubbio e si mette a scavare nei desideri, finisce sempre per aprire una breccia nella parete del quotidiano, scoprendo altri mondi.»

Greta lo ascolta sbalordita. C’è del vero nelle parole dell’uomo. Riconosce che sarebbe difficile dimostrare il contrario ma, dentro di sé, il suo pensiero analitico oppone un’ostinata resistenza.

Prende tempo, cerca di chiarire sé stessa, prima di controbattere.

Infine, azzarda: Ma qui è tutto…

All’improvviso, tutti i piccioni si alzano in volo, spaventati.

L’uomo le fa: Ssst! Tende l’orecchio, allarmato per il ronzio di un motore che si avvicina.

Esclama: «Stanno arrivando!»

«Sta arrivando chi?»

«I cellicotteri! Li usano per sorvegliarci.»

«Che intende dire? Ma chi è lei?»

«Sono il Coordinatore della resistenza. Questo è l’ultimo quartiere rimasto ad opporsi al loro spadroneggiare in città. Non siamo ostili ma rifiutiamo di essere sopraffatti. Pretendiamo delle regole!»

Poi aggiunge: «Comunque, non si deve preoccupare. Ci faremo valere, si fidi!»

Greta incredula: «E come?»

«Ora non c’è tempo per spiegazioni. Bisogna andare via.»

Chiama la bambina: «Arianna! Andiamo via.». La bimba si alza e gli dà la mano.

E rivolgendosi a Greta, serio: «Signora, meglio che ci segua!»

Che succede, adesso? Greta…

  • - È titubante, non sa cosa fare quando… (33%)
    33
  • - È fiduciosa. Segue vecchio e bambina (33%)
    33
  • - È diffidente. Resta sul posto e… (33%)
    33
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180 Commenti

  1. Cara Maria, spero perdonerai la mia sparizione. Lessi il capitolo conclusivo non molto tempo dalla pubblicazione e non ti nego di essere rimasta abbastanza confusa al punto da ripromettermi di rileggere il racconto per intero. Ti ho pensata spesso, così sono tornata. Rileggendo ho provato nuovamente la sensazione di vivere sulla pelle le emozioni della protagonista. Il tuo stile si conferma impressionante, così come la capacità di lasciare il lettore appeso, stordito, senza capire se ha capito veramente quel che stava da capire. Quel che è certo è che guarderó il mio smartphone diversamente d’ora in poi. 😅
    Mi chiedo solo se questo racconto non meritasse più spazio.
    Quanto a te, spero tornerai presto. Sarebbe un piacere leggerti ancora. 😊

    • Ciao Fra, che sorpresa!
      Forse hai ragione, un po’ di spazio in più non guasterebbe ma, in fondo, nella scrittura è un po’ come nella pittura: a volte è più importante quello che si toglie di quello che si aggiunge.
      Credo che non tornerò presto e mi dispiace, il sito non funziona bene come in passato.
      Se ti va di leggere qualche altro mio racconto già pubblicato, ne sarei felice.
      Fammi sapere e grazie di esserti fatta viva 🙂

  2. Ciao! Ho finalmente trovato il tempo di tornare qui e mi sono messa in pari.
    Credo che la cosa che mi è piaciuta di più è il finale, che spiega e non spiega. Pare l’inizio di qualcosa di più lungo, come base d’idea.
    In generale, mi piace quando sono confusa (e anche quando resto in sospeso con un finale aperto) e stupita e questo è successo, quindi mi è piaciuto.
    Se devo trovare un pelo nell’uovo, avrei preferito sentire di più il punto di vista di Greta. Tipo perché prima piange e poi decide di sistemarsi? Due parole su come si sente, su cosa le passa per la testa mi avrebbero fatta entrare più in empatia. All’inizio era così, poi l’ho persa un po’.

  3. Ciao Maria ,
    un racconto iniziato nella realtà e finito nella realtà.
    Un racconto che ho interpretato come un viaggio per fuggire allo routine quotidiana di una donna comune, come ce ne sono tante che, come lei, a volte hanno bisogno proprio di fuggire dalla realtà per apprezzare quello che possiedono; e Greta non è messa poi tanto male: un buon lavoro, una bella famiglia e magari anche un marito bisognoso, come lei, di intraprendere un viaggio ai “confini del vero”.
    Attendo il prossimo racconto.
    Ilaria

  4. La tua è una delle storie più intriganti che ho trovato sul sito, un viaggio onirico che tutto sommato non necessitava di un finale tanto più chiarificatore… sebbene la mia parte razionale preferisca sempre un bello spiegone “da Silente” 🙂 Ho visto che hai scritto diverse storie, ora pian piano comincio a recuperarle. Alla prossima!

  5. Premesso che non leggo spesso questo genere. Ho letto tutto insieme. Bella la descrizione dell’amarezza iniziale e anche il finale a sorpresa, ma in mezzo a volte troppo confusionale (magari sono io che non riesco a cogliere il senso di quanto non è razionale). Forse io avrei fatto capitoli più brevi per arrivare prima al succo del discorso.
    Alla prossima

    • Questa storia è la prima che ho scritto nel genere “fantasy”. La considero una specie di esperimento 🙂
      Mi dispiace che tu ti sia persa tra il secondo e il nono capitolo, capitoli in cui, volutamente, il confine tra reale e surreale non erano netti :-
      Ti ringrazio ugualmente della lettura e commento 🙂
      Ciao

  6. CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP!
    Un finale in cui sembra tutto un sogno e poi si scopre che non lo è. Uno dei miei finali preferiti! ^_^

    La mia parte razionale si sta ancora “grattando la pera”, ma il racconto mi è piaciuto molto e spero di leggerti “presto”.

    Alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

  7. Ciao Maria,
    Un finale a sorpresa. Quindi il mondo a luci verdi non era solo suo, anche il marito ne ha fatto parte in qualche modo (era l’uomo col megafono, giusto?). Non so se ho capito esattamente il messaggio del racconto, il bisogno di vivere qualcosa di diverso? Una svolta di mezza età?
    Il racconto mi è piaciuto, non so bene come sentirmi riguardo all’esperienza vissuta. Mi piacciono però le interferenze tra i vari mondi. Ho in testa un’idea in proposto, ma la lascio ad Allegra, sperando che abbia voglia di scriverla😉
    Alla prossima!

  8. Ciao Maria. Come sempre pendo dalla tua penna, le tue descrizioni mi irretiscono, senza lasciarmi capire un tubo.
    Lascerei che sia il marito a parlare, mentre Greta riacquista un attimo di pace, dopo tutti questi eventi.
    In bocca al lupo per il finale, nel frattempo ti auguro una buona Pasqua! 😊

  9. Ciao Maria,
    il “viaggio” di Greta per il quartiere ha portato esperienze strane in una strana dimensione. Quasi una rivisitazione del Pese delle Meraviglie, in chiave urbana e vissuta da un’adulta anziché da una bambina. Non ho ancora ben chiaro quel che vuoi trasmetterci con questo racconto, la necessità di far prevalere i rapporti umani, piuttosto che quelli digitali, anche se l’anziano che parla di social mi ha un po’ spiazzato… Non so, manca ancora qualche tessera al puzzle, sono sicura che arriverà con i finale. Scelgo il marito e ti auguro una buona settimana.

  10. Ciao Maria,
    senza volere ti ho mandato in parità. Bene, non so ancora come andrà a finire, ma pare che creda abbia subito un’evoluzione e qui ne guadagna la storia. Al suo ritorno a casa, spero incontri il marito… che poi stava col megafono tra la folla, magari avrà anche qualcosa da raccontarle e da spiegarle.
    Che dire? Ci vediamo al finale.
    Buona domenica e alla prossima!
    p.s. una cosina ci sarebbe: “uno sciame di cellulari pressoché tutti identici” io avrei tolto qualcosa… tutti o pressoché, ma è una mia idea 😉

    • Ciao Keziarica
      sicuramente un’evoluzione c’è stata (almeno era quello che volevo accadesse) 🙂
      Dopo l’ultimo capitolo, spero mi saprai dire se ho deluso le aspettative, anche nell’eventualità di non trovare tutte le risposte.
      grazie e a presto
      PS l’osservazione ci sta. Mi piaceva una specie di rafforzativo dell’immagine. (Ti è venuto in mente qualche riferimento pittorico?)

  11. Uno dei figli.

    Ok, la mia parte razionale non ci ha capito un tubo, ma la mia parte “onirica” è rimasta affascinata. Ancora non sono riuscito a capire come tutto questo abbia “risvegliato” Greta, ma forse lo scoprirò nell’ultima puntata 🙂

    Ciao 🙂

  12. ciao Maria
    io dico che la situazione è ormai insostenibile perché è quasi giunta l’ora della tremenda, se tale sarà, verità.
    Spero che altri facciano la mia scelta in quanto il “tutto bene signora” è proprio scontato (vista la storta e il male alla caviglia).
    La tua scrittura è sempre molto lineare e chiara.
    Non giri intorno ai discorsi e la lettura vola.
    Continua così, attendo il prossimo.
    Ciao ciao
    Ilaria

  13. Direi “non possiamo stare con le mani in mano”… Scusa, ti ho mandato in parità…
    Ciao Maria.
    Anche io , come altri lettori, non so bene dove vuoi andare a parare, so che hai in mente un disegno e so che lo svelerai piano piano, prima di arrivare alla fine. Ora il marito con il megafono fa irruzione in questo mondo strano, mi ricorda vagamente il mio primo racconto qui, Eddie. Anche se, ovviamente, non ha nulla a che fare con il tuo.
    Vediamo che succede 🙂
    Alla prossima!

  14. Ho letto tutto d’un fiato i sette capitoli pubblicati e ancora mi chiedo “ma dove vuole andare a parare?”. Quindi sono curiosa di scoprire cosa succederà ancora.
    Ho scelto “Greta e Aurora a confronto”, perché dopo aver messo “tanta carne al fuoco” credo sia tempo di tirare le somme e prepararsi al gran finale.

  15. Ciao Maria.
    Scelgo Aurora, Greta e qualcun altro.
    Questo capitolo è stato meno avventuroso degli altri e ovviamente una piccola pausa ci sta ogni tanto. Continuo a immaginare questo mondo parallelo stranissimo, sinceramente non vorrei mai esserci… Anche perché ora entrerà in gioco il tempo. Un argomento di cui parlare ore e ore.
    Spero che il prossimo passaggio sia proprio dedicato allo scorrere dei minuti, dei giorni un concetto davvero relativo per ognuno di noi e altrettanto importante.
    Ciao Maria alla prossima

  16. Aurora e Greta a confronto!

    >Cos’è che ti confonde?
    Il fatto che accadono cose a cui non si riesce a dare una spiegazione (ad esempio, in questo capitolo, i “cellicotteri”). Ma è proprio questo il bello del viaggio onirico: non tutto deve avere una spiegazione 🙂

    Ciao 🙂

  17. Ciao Maria,
    un episodio interessante, quasi onirico, ai confini con questo mondo e il mondo che prende forma nel dormiveglia, poco prima di sognare. Ti faccio notare un paio di cose:
    “Lo sa che può essere sospettata di averli NASCOSTO lei”
    “«Sospettata, io? Di cosa parla? Il suo tono è indignato.” mancano le caporali di chiusura.
    “S’infosca”… non che non sia corretto, ma risulta forse un po’ artificioso. S’incupisce, mi sarebbe suonato meglio. Ma è una mia opinione, ci mancherebbe, sta al gusto dell’autore.
    “l’uomo fa secco secco” l’accostamento di queste due parole mi fa pensare a un uomo magrissimo, ma credo che il tuo intento fosse far risultare perentoria la frase o sbaglio?
    “È la nostra percezione e l’uso che ne facciamo ad essere soggettivi.” Soggettiva? O soggettivi, nel caso in cui la frase fosse partita con “sono”.
    Detto questo, il capitolo è ben scritto, come sempre.
    Anche io, ultimamente, ho problemi a collegarmi al sito dal Mac, ho ovviato con Chrome, eppure sul cell funziona benissimo.
    🙂
    Alla prossima!

  18. Dal cane.
    Maria ho recuperato, è stata dura, non riuscivo più a entrare sul sito. Devo ammettere che la tua storia è davvero moto intrigante e che tu con gli intrecci non ti smentisci mai. Ho anche notato che il tuo stile si è affinato, molto brava.
    (mi farebbe piacere se leggessi una storia presente in the incipit che si intitola 3×1, appena all’inizio, solo un episodio) ti abbraccio, al prossimo!!!

    • Ciao Alessandra
      Ho notato anch’io che ultimamente ci sono stati problemi con l’accesso al sito, speriamo si risolvano presto.
      Confesso che gli ultimi episodi di ogni racconto che scrivo sono, per me, i più impegnativi. Temo sempre di non riuscire a chiudere la storia in modo coerente, in più preferisco i finali aperti agli “spiegoni”, che spesso sottovalutano la fantasia e capacità critica dei lettori.
      grazie della tua presenza e delle belle parole.
      a presto

  19. Ciao Maria,
    Capitolo inquietante che un po’ eccita e un po’ rilassa, come il respiro chat da affannoso ritorna tranquillo. Ho pensato a un’esperienza di pre-morte, ma non credo sia qualcosa di così banale. Cosa sta accadendo a questa donna? Non resta che scoprirlo col prossimo episodio.
    Intanto voto per il padrone del cane, non sono pronta ad abbandonare questo strano mondo.
    Alla prossima!

  20. Maria eccomi.
    Mi dispiace che il commento nel capitolo precedente a questo non sia andato a buon fine, purtroppo la piattaforma o il mio collegamento, non saprei, a volte danno problemi.
    Comunque.
    Ribadisco che tu hai una scrittura fluida, morbida, elegante che mi piace tantissimo. Il tuo romanzo è curato nei minimi particolari e mi fa proprio piacere leggerti.
    Scelgo Greta.

    • Buongiorno Ilaria
      In effetti, ho notato anch’io che da un po’ di tempo succedono cose strane. Spesso la pagina non è disponibile, si fa fatica a inviare i commenti, le notifiche non arrivano… già per non parlare della gara agli “incipoints” tra molti giovani autori, racconti caricati due volte ecc…
      A parte questo, mi fa piacere che continui a leggere e commentare la mia storia.
      grazie e a presto.

  21. Ciao Maria!
    Io voglio ripartire da Greta. Ho trovato un po’ frettoloso questo capitolo. A differenza degli altri, in cui era facile seguire la protagonista, non mi sono sentita partecipe del suo monologo interiore e ho sentito meno ansia, pur nella siturazione così caotica e concitata. O forse volevo solo che seguisse il vecchio? 😉
    Ovviamente il livello è sempre altissimo e ho proprio indicato un minuscolo peletto nell’uovo. A prestissimo!

  22. Ciao Maria, bello ritrovarti in un altro contesto: quello del tuo racconto, scritto a mio modesto avviso in maniera magistrale. Le tue descrizioni riescono ad irretire il lettore che non si libera del senso di inquietudine, di disgusto, incredulità e vertigine sin dal primo capitolo. Ecco, sono proprio le vertigini quelle che sento, amplificate da questa strana luce verde. Immagino che la protagonista della tua storia si senta diffidente (come darle torto?) proprio quando… Sono ansiosa di proseguire la lettura!
    Ti seguo, ovviamente.
    Unico appunto, fermo restando la mia inesperienza e probabilmente l’infondatezza del mio consiglio: forse sarebbe meglio ridurre gli aggettivi e gli avverbi.
    A presto! 😊

  23. Ciao Maria, un capitolo che fotografa bene quel periodo alienante che, prima o poi, colpisce tutti.
    Credo, addirittura, che a volte sia necessario affacciarsi sul proprio dubbio esistenziale e Greta, come tanti di noi, di dubbi ne ha abbastanza. L’ immersione che sta vivendo la nostra protagonista può ripulirla ma anche risucchiarla irreversibilmente. Confido nella dualità che fortifica.
    Arrivati a questo punto io seguirei “il vecchio e la bambina”, che detta così sembra il titolo del prossimo capitolo.
    A presto

  24. Ciao Maria,
    un episodio carico di nostalgia, di mistero e poesia. Ho notato nell’ultimo paragrafo che hai dedicato a quello che, immagino, sia un viaggio mentale verso la villette di cui la bimba parla, un ripetersi di rime, quasi volessi dare al paragrafo la musicalità di una poesia, è una cosa voluta? Immagino di sì, vista la tua bravura.
    Bellissime le descrizioni e interessante la rivelazione del vecchio; non riesco ancora a capire dove andrai a parare, perciò voto perchè segua entrambi così da scoprire qualcosa in più su questo strano mondo.
    Alla prossima!

  25. È titubante: si è sempre mostrata titubante, che sia ancora titubante 🙂

    —————————–
    «Lei si trova sul rovescio della sua routine, un luogo dove tutto è irregolare, ambiguo, imprevedibile, inquietante. Un luogo che esce dalla banalità del quotidiano, dove gli oggetti e gli esseri umani sono indecifrabili, perfino decontestualizzati.»
    ——————————
    Questo è molto interessante; non so ancora cosa significhi, ma mi suona interessante 🙂

    Invece non ho capito la scena tra gli asterischi: è un ricordo? Di quando?

    Ciao 🙂

    • Buongiorno Red
      Rompere con la routine è come uscire dalla confort zone della quotidianità.Ti trovi a vedere cose che prima non avevi visto, a percepire il mondo intorno a te in un modo e da una prospettiva diversi. Passi necessari per un cambiamento interiore 🙂
      Il testo tra gli asterischi… Beh, prova a sbirciare quello che ha scritto Keziarica 🙂
      Ciao e grazie

  26. Ciao Maria.
    L’atmosfera è ancora onirica e nebulosa. Nonostante le accurate descrizioni degli ambienti, sono come in un sogno e sto provando quello che prova Greta: confusione, irritabilità, sbandamento. Quindi fino ad ora mi hai trasportato in questo mondo…mi chiedo dove andrò a finire e non ho la più pallida idea.
    Molto bene.
    Ilaria

    • Buongiorno Ilaria
      Sto finendo il prossimo episodio e mi faccio un sacco di domande cercando di definire, nella mia testa, il prosieguo. Come al solito, le mie storie nascono da un’idea iniziale ben precisa, per poi trasformarsi in qualcos’altro inseguendo la trama.
      Sono comunque contenta che, sin’ora, ti piaccia “il flusso di coscienza” della protagonista.
      grazie e a presto

  27. Ciao Maria! 🙂

    Torno a fare un giro da queste parti dopo mesi di assenza e son contenta di essermi imbattuta nel tuo racconto! Oddio, non che ci abbia capito molto fino ad ora… Cosa diavolo sta succedendo attorno a Greta? Chi sono questi cellulari muscolosi e Silvia, cosa voleva dire? Bizzarrissimo!
    Non ho tempo di attaccarmi ad un intero libero, ahimè, ma la voglia di leggere è più forte che mai e quindi ho detto: “Aspetta che torno su TI per vedere che c’è di nuovo da seguire!”

    Vediamo se nel prossimo capitolo si inizierà a capire qualcosa di più, intanto povera Greta, spero le cose le vadano un po’ meglio d’ora in poi; è il suo compleanno!
    Voto: una bambina 🙂 Ciaoooo

  28. Ciao Maria,
    questa volta non reiesco a individuare un nesso con l’arte pittoria, ma so che l’arte c’entra 😉
    Bel capitolo, un po’ inquietante, i ragazzini che le piombano adsosso, come gli uccelli nell’omonimo film di Hitchcock, mi fanno venire i brividi.
    Vediamo cosa ci riserva il prossimo episodio, io voto per la bambina, il vecchio lo lascerei ai suoi piccioni…
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica
      in effetti, per l’ambientazione di questo racconto e un po’ di questo episodio mi sono ispirata a alcune atmosfere dei quadri della cosiddetta pittura metafisica e surrealista. Contrasti Luce e ombre, Illusione, elementi decontestualizzati, quiete e silenzio sospesi, che producono inquietudine.
      La bambina sembra l’orientamento che va per la maggiore…vedremo
      grazie ancora e a presto.

  29. Ciao Maria, capitolo molto digitale, pensa che io continuo a dire alle mie figlie che il cellulare fa male, ma non immaginavo a tal punto.
    Dopo questo step mi aspetto di tutto, stupiscici!
    Prima di uscire da uno strano locale c’è sempre uno sconosciuto che ti dà un suggerimento o un consiglio.
    A presto

  30. Bellissima storia, davvero entusiasmante ed avvincente!!
    Adoro il tuo stile e soprattutto la trama che stai costruendo…anch’io avrei bisogno di qualche consiglio per la mia storia…magari potresti dare un’occhiata.
    Continua così e aspetto con ansia il prossimo episodio!!

  31. Ciao Maria,
    a leggere, parrebbe che Greta sia entrata nel mondo di Hopper, sbaglio?
    Ho scritto un paio di racconti sui suoi quadri (non conosco l’arte, ma Edward Hopper mi piace molto) e adesso sono curiosissima di conoscere il seguito e spero di non aver preso una cantonata…
    mi incuriosisce soprattutto la cosa dei cellulari e della loro personificazione, aspetto il prossimo e dico che esce, ma non prima di aver ricevuto il suggerimento.
    Bel lavoro 🙂
    Alla prossima!

  32. Ciao Maria.
    Mi sono immedesimata in questa atmosfera surreale e angosciosa. Hai descritto benissimo l’ambiente che circonda Greta e ti assicuro che è venuta l’ansia anche a me.
    Mi piace, continua!
    Ho scelto il suggerimento.
    Ciao
    Ilaria

  33. Rieccomi, maria. Ho votato che sta sul posto.
    Il nero colore cangiante e la gabbia causa effetto non mi sono chiarissimi 😀
    Questa Silvia mi pare una sorta di Bianconiglio al contrario, in un certo senso l’ha distratta con i suoi stivali psichedelici e poi l’ha inseguita in una realtà che mi pare avere qualcosa di inusuale.
    Mi sa che la virata fantasy è cominciata 😉
    Ciao, ti auguro una buona giornata

    • Ciao Erri
      Con cangiante intendevo dire che il modo di percepire il nero è influenzato dalla luce e da come è stato costruito, perché il nero non è un colore puro. Per dirla semplice: lo raffreddi se lo mescoli al verde o al blu e lo scaldi se dentro ci aggiungi ad esempio l’arancione o il rosso.
      Per la gabbia, in certe situazioni, quando si deve decidere, ci si sente come in trappola perché non è chiaro cosa considerare causa e cosa invece effetto.
      Mi fai pensare che non sono riuscita a esprimere bene i concetti in entrambi i casi.
      Grazie e al prossimo 

  34. Ciao Maria,
    Mi è piaciuto molto questo episodio. Carico di volteggi nell’aria e poesia. Piacerebbe molto anche ad Azzurra…
    Il cambio dei colori e del mondo circostante mi incuriosisce, che si trovi in un’altra dimensione? Chissà…
    Direi che resta sul posto e cerca riparo.
    Alla prossima!

  35. Tra le opzioni io noterei prima di tutto gli scarponcini slacciati, per quanto io stessa ami portarli così, ma non è un pensiero condiviso dai più.
    Ciao, cara, come stai? Scelgo di seguirti, o almeno farò del mio meglio. La storia mi piace, più che altro mi piace il tuo modo di scrivere, scorrevole e vivido. Dimenticarsi il compleanno della donna di casa, che scellerati! Vediamo dove finirà, poi. (stando alla trama finirà da qualche insolita parte) – 😉

  36. Rieccomi, maria. Ho votato per gli scarponcini.
    Il giorno del compleanno di Greta non è iniziato nel migliore dei modi, ma sono convinto che migliorerà parecchio. Una cosa non ho capito: il tizio del tornello è uno scroccone seriale, un maniaco o entrambe le cose? 😀
    Ciao, ti auguro un’ottima giornata

  37. Adoro l’idea che la protagonista di un racconto fantastico sia una donna in crisi di mezza età, sono molto curioso di scoprire questo luogo impensabile di cui parli… però condivido la perplessità degli altri lettori riguardo la domanda finale, ciascun dettaglio può trasmettere cose diverse (io vado per la sciarpa, è l’accessorio più fantasy XD) ma non è una scelta quella che si percepisce

  38. Ciao Maria,
    bentornata!
    Bene, una storia nuova nuova, ora vediamo che succede alla cara Greta che si ritrova ad affrontare, mio malgrado qualcosina ne so, la condizione di passaggio dall’essere considerata una giovane donna a una donna matura. L’impronta dell’incipit denota una donna comune, con una vita comune, legata alle piccole cose di sempre, immagino che arriverà qualcosa a stravolgerne la routine, qualcosa di speciale, vista la categoria in cui hai scelto di collocare il racconto.
    Aspetto il secondo e voto per gli scarponcini slacciati. Immagio che tu abbia già tutto in testa, ma mi piacerebbe essere coinvolta maggiornente nell’evoluzione della storia, degli scarponcini o una sciarpa non possono determinare la direzione che prenderà il racconto, a meno che non siano particolare determinanti per il bivio da inforcare. 🙂
    Alla prossima!

    • Ciao Kesiarica,
      mi fa piacere trovarti qui, sei una lettrice sempre attenta ai dettagli (il genere giallo ti ha preso, hem?)
      Per il tipo di racconto che ho in mente, ero indecisa tra Avventura e Fantasy, e, se devo dire la verità, nessuno dei due mi convince al cento per cento. Ho optato per il secondo. Vedremo se ho fatto una scelta passabile…
      Dici che gli scarponcini devono essere un “indizio” riguardo alla direzione del racconto?
      Come ho scritto prima a Gianluca vedrò di migliorare nella scelta delle future opzioni.
      grazie ancora

  39. Ho votato per Scarponcini slacciati. Mi piace molto la rapidità del ritmo della storia, rende bene l’idea di come il tempo esterno sia diverso da quello interno. Il simbolismo del tornello, purché forse involontario, è suggestivo. Ti seguo e a presto. Cerca di coinvolgerci di più nella storia però : questi dettagli, al primo sguardo, non dicono molto.

  40. Fra ha detto:

    Cara Maria, spero perdonerai la mia sparizione. Lessi il capitolo conclusivo non molto tempo dalla pubblicazione e non ti nego di essere rimasta abbastanza confusa al punto da ripromettermi di rileggere il racconto per intero. Ti ho pensata spesso, così sono tornata. Rileggendo ho provato nuovamente la sensazione di vivere sulla pelle le emozioni della protagonista. Il tuo stile si conferma impressionante, così come la capacità di lasciare il lettore appeso, stordito, senza capire se ha capito veramente quel che stava da capire. Quel che è certo è che guarderó il mio smartphone diversamente d’ora in poi. 😅
    Mi chiedo solo se questo racconto non meritasse più spazio.
    Quanto a te, spero tornerai presto. Sarebbe un piacere leggerti ancora. 😊

    • maria algures ha detto:

      Ciao Fra, che sorpresa!
      Forse hai ragione, un po’ di spazio in più non guasterebbe ma, in fondo, nella scrittura è un po’ come nella pittura: a volte è più importante quello che si toglie di quello che si aggiunge.
      Credo che non tornerò presto e mi dispiace, il sito non funziona bene come in passato.
      Se ti va di leggere qualche altro mio racconto già pubblicato, ne sarei felice.
      Fammi sapere e grazie di esserti fatta viva 🙂

      • Fra ha detto:

        Non posso che condividere che togliere è più importante che aggiungere.
        Mi spiace non tornerai presto e sì, probabilmente curioserò tra i racconti che hai già concluso.
        Sul farmi viva era il minimo, scompaio per via dell’università e di altro, ma mai del tutto. 😊

  41. ciao! Ho letto per ora solo il primo capitolo, ma mi ha già preso. Sei riuscita a trasmettere perfettamente la sensazione della protagonista, mi sono sentita parte di quella sorta di straniamento. Proseguirò con la lettura.

  42. Anita C. Torris ha detto:

    Ciao! Ho finalmente trovato il tempo di tornare qui e mi sono messa in pari.
    Credo che la cosa che mi è piaciuta di più è il finale, che spiega e non spiega. Pare l’inizio di qualcosa di più lungo, come base d’idea.
    In generale, mi piace quando sono confusa (e anche quando resto in sospeso con un finale aperto) e stupita e questo è successo, quindi mi è piaciuto.
    Se devo trovare un pelo nell’uovo, avrei preferito sentire di più il punto di vista di Greta. Tipo perché prima piange e poi decide di sistemarsi? Due parole su come si sente, su cosa le passa per la testa mi avrebbero fatta entrare più in empatia. All’inizio era così, poi l’ho persa un po’.

  43. Ilaria_Si ha detto:

    Ciao Maria ,
    un racconto iniziato nella realtà e finito nella realtà.
    Un racconto che ho interpretato come un viaggio per fuggire allo routine quotidiana di una donna comune, come ce ne sono tante che, come lei, a volte hanno bisogno proprio di fuggire dalla realtà per apprezzare quello che possiedono; e Greta non è messa poi tanto male: un buon lavoro, una bella famiglia e magari anche un marito bisognoso, come lei, di intraprendere un viaggio ai “confini del vero”.
    Attendo il prossimo racconto.
    Ilaria

  44. Rossella Sasso ha detto:

    Ciao Maria,
    Sto, piano piano, tra tanti impegni, leggendo il tuo racconto “c’era una volta…no non è così che comincia”. Mi sta prendendo molto e spero che durante l’estate riuscirò a leggere tutti i tuoi racconti. Spero anche che tu continui a scrivere qui!
    Ottimo finale, non deludi mai. A presto.

  45. Dapiz ha detto:

    La tua è una delle storie più intriganti che ho trovato sul sito, un viaggio onirico che tutto sommato non necessitava di un finale tanto più chiarificatore… sebbene la mia parte razionale preferisca sempre un bello spiegone “da Silente” 🙂 Ho visto che hai scritto diverse storie, ora pian piano comincio a recuperarle. Alla prossima!

  46. Gra ha detto:

    Premesso che non leggo spesso questo genere. Ho letto tutto insieme. Bella la descrizione dell’amarezza iniziale e anche il finale a sorpresa, ma in mezzo a volte troppo confusionale (magari sono io che non riesco a cogliere il senso di quanto non è razionale). Forse io avrei fatto capitoli più brevi per arrivare prima al succo del discorso.
    Alla prossima

    • maria algures ha detto:

      Questa storia è la prima che ho scritto nel genere “fantasy”. La considero una specie di esperimento 🙂
      Mi dispiace che tu ti sia persa tra il secondo e il nono capitolo, capitoli in cui, volutamente, il confine tra reale e surreale non erano netti :-
      Ti ringrazio ugualmente della lettura e commento 🙂
      Ciao

  47. Red Dragon ha detto:

    CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP!
    Un finale in cui sembra tutto un sogno e poi si scopre che non lo è. Uno dei miei finali preferiti! ^_^

    La mia parte razionale si sta ancora “grattando la pera”, ma il racconto mi è piaciuto molto e spero di leggerti “presto”.

    Alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

  48. keziarica ha detto:

    Ciao Maria,
    Un finale a sorpresa. Quindi il mondo a luci verdi non era solo suo, anche il marito ne ha fatto parte in qualche modo (era l’uomo col megafono, giusto?). Non so se ho capito esattamente il messaggio del racconto, il bisogno di vivere qualcosa di diverso? Una svolta di mezza età?
    Il racconto mi è piaciuto, non so bene come sentirmi riguardo all’esperienza vissuta. Mi piacciono però le interferenze tra i vari mondi. Ho in testa un’idea in proposto, ma la lascio ad Allegra, sperando che abbia voglia di scriverla😉
    Alla prossima!

  49. maria algures ha detto:

    E’ ora di salutare Greta e tutti quelli che hanno letto e commentato questa storia.
    Grazie.
    PS Forse… a presto, ma non troppo.

  50. Rossella Sasso ha detto:

    Voto per Greta e non vedo l’ora di leggere il capitolo finale. Brava, brava, brava. Piano piano sto leggendo anche i tuoi racconti precedenti e spero di leggerti ancora!!!

  51. Fra ha detto:

    Ciao Maria. Come sempre pendo dalla tua penna, le tue descrizioni mi irretiscono, senza lasciarmi capire un tubo.
    Lascerei che sia il marito a parlare, mentre Greta riacquista un attimo di pace, dopo tutti questi eventi.
    In bocca al lupo per il finale, nel frattempo ti auguro una buona Pasqua! 😊

    • maria algures ha detto:

      Buongiorno Fra
      (pensavo di averti perso come lettrice 🙂 )
      In fondo, gli eventi non sono poi così “traumatici” per la protagonista. Le scosse servono spesso a svegliarci da situazioni statiche, o no?
      Grazie e buona pasqua anche a te.

      • Fra ha detto:

        Perché mai avresti dovuto perdermi come lettrice? Assolutamente no.
        No, gli eventi non saranno tanto traumatici per la protagonista, ma lo sono stati per me come lettrice che ancora non ci ho capito un accidente 😅
        Aspetto con ansia l’ultimo capitolo, a presto!

  52. Valentina ha detto:

    Ciao, ho votato per Greta, è tempo di sentire la sua voce, cosa questa esperienza le ha lasciato dentro, e vedere se sarà ancora invisibile agli occhi del marito e dei figli. Aspetto l’ultimo capitolo con curiosità.

  53. Six Pistols ha detto:

    Ciao Maria,
    il “viaggio” di Greta per il quartiere ha portato esperienze strane in una strana dimensione. Quasi una rivisitazione del Pese delle Meraviglie, in chiave urbana e vissuta da un’adulta anziché da una bambina. Non ho ancora ben chiaro quel che vuoi trasmetterci con questo racconto, la necessità di far prevalere i rapporti umani, piuttosto che quelli digitali, anche se l’anziano che parla di social mi ha un po’ spiazzato… Non so, manca ancora qualche tessera al puzzle, sono sicura che arriverà con i finale. Scelgo il marito e ti auguro una buona settimana.

  54. Dapiz ha detto:

    Spero di non incasinare troppo la votazione ma mi sembra adeguato che dopo tutto quello che ha passato sia Greta ad aprir bocca per prima, anche perchè a questo punto sono molto curioso di sapere che cosa abbia da dire!

  55. Anita C. Torris ha detto:

    Ciao, anche io non sto capendo nulla (e ne sono felice), per cui attendo la fine con ansia!

  56. keziarica ha detto:

    Ciao Maria,
    senza volere ti ho mandato in parità. Bene, non so ancora come andrà a finire, ma pare che creda abbia subito un’evoluzione e qui ne guadagna la storia. Al suo ritorno a casa, spero incontri il marito… che poi stava col megafono tra la folla, magari avrà anche qualcosa da raccontarle e da spiegarle.
    Che dire? Ci vediamo al finale.
    Buona domenica e alla prossima!
    p.s. una cosina ci sarebbe: “uno sciame di cellulari pressoché tutti identici” io avrei tolto qualcosa… tutti o pressoché, ma è una mia idea 😉

    • maria algures ha detto:

      Ciao Keziarica
      sicuramente un’evoluzione c’è stata (almeno era quello che volevo accadesse) 🙂
      Dopo l’ultimo capitolo, spero mi saprai dire se ho deluso le aspettative, anche nell’eventualità di non trovare tutte le risposte.
      grazie e a presto
      PS l’osservazione ci sta. Mi piaceva una specie di rafforzativo dell’immagine. (Ti è venuto in mente qualche riferimento pittorico?)

  57. Red Dragon ha detto:

    Uno dei figli.

    Ok, la mia parte razionale non ci ha capito un tubo, ma la mia parte “onirica” è rimasta affascinata. Ancora non sono riuscito a capire come tutto questo abbia “risvegliato” Greta, ma forse lo scoprirò nell’ultima puntata 🙂

    Ciao 🙂

    • maria algures ha detto:

      Non so se mi devo preoccupare quando affermi che non hai capito un tubo 😀
      Ho scelto il genere fantasy proprio per potere sconfinare la parte razionale e reale…
      Dopo pasqua la chiusa, spero vorrai dirmi la tua impressione generale.
      ciao e grazie

  58. maria algures ha detto:

    Buongiorno Ilaria
    Ormai manca poco alla fine di questo racconto e… quasi giunta l’ora della verità, come dici tu.
    Ma esiste una sola verità o più di una verità”?
    al prossimo e grazie

  59. Ilaria_Si ha detto:

    ciao Maria
    io dico che la situazione è ormai insostenibile perché è quasi giunta l’ora della tremenda, se tale sarà, verità.
    Spero che altri facciano la mia scelta in quanto il “tutto bene signora” è proprio scontato (vista la storta e il male alla caviglia).
    La tua scrittura è sempre molto lineare e chiara.
    Non giri intorno ai discorsi e la lettura vola.
    Continua così, attendo il prossimo.
    Ciao ciao
    Ilaria

  60. Rossella Sasso ha detto:

    Maria, ottimo capitolo, sono sempre contenta di leggere i tuoi racconti! Voto per la situazione insostenibile!

  61. Carlotta Geissa ha detto:

    Brava! Bella storia, e poi PUNTEGGIATURA PERFETTA, cosa che spesso non trovo in altre storie (e mi da fastidio mentre leggo). Il tuo racconto, invece, “scorre” bene. Quindi storia molto carina e modo di scrivere preciso, che aiuta la lettura. A presto!

    • maria algures ha detto:

      Buongiorno Carlotta e bentrovata
      Grazie per il complimento sulla punteggiatura che ogni volta è, per me, una vera sfida. E poi, si sa, l’autore non è mai un buon revisore di se stesso. L’occhio spesso non vede, perché tende a correggere automaticamente.
      Spero che la trama continui a piacerti.
      a presto

  62. Dapiz ha detto:

    Io ho votato per la situazione che si fa insostenibile, che ad un passo dalla conclusione ci sta! Nella sua brevità questa storia continua ad essere carica di carattere, un racconto davvero originale. Spero che il finale riservi qualche sorpresa 🙂

  63. Anita C. Torris ha detto:

    Ciao! Come sono contenta del nuovo episodio! In tutto questo, mi piacerebbe un gesto di cortesia, quindi scelgo il “Tutto bene, sognora?”. Non sto capendo niente e sono felice. Dov’è diamine è finita Greta?? Sento il climax che sale… scrivi presto, “laggente” deve sapere.

  64. keziarica ha detto:

    Direi “non possiamo stare con le mani in mano”… Scusa, ti ho mandato in parità…
    Ciao Maria.
    Anche io , come altri lettori, non so bene dove vuoi andare a parare, so che hai in mente un disegno e so che lo svelerai piano piano, prima di arrivare alla fine. Ora il marito con il megafono fa irruzione in questo mondo strano, mi ricorda vagamente il mio primo racconto qui, Eddie. Anche se, ovviamente, non ha nulla a che fare con il tuo.
    Vediamo che succede 🙂
    Alla prossima!

    • maria algures ha detto:

      A proposito di disegno – non so se succede anche a te – ogni volta che mi metto a scrivere, tre cose mi sono chiare, da quasi subito: il titolo del racconto, l’idea centrale che fa da filo conduttore, e la chiusa.
      per il resto, lo costruisco man mano…
      Grazie del commento e buona giornata.

  65. Red Dragon ha detto:

    Tutto bene signora?
    Mi sembra un buon momento. Continuo ad essere spaesato e meravigliato: andiamo avanti così 🙂

    Ciao 🙂

  66. Valentina ha detto:

    Ho letto tutto d’un fiato i sette capitoli pubblicati e ancora mi chiedo “ma dove vuole andare a parare?”. Quindi sono curiosa di scoprire cosa succederà ancora.
    Ho scelto “Greta e Aurora a confronto”, perché dopo aver messo “tanta carne al fuoco” credo sia tempo di tirare le somme e prepararsi al gran finale.

  67. Fra ha detto:

    Il tempo c’è sempre… Soprattutto per leggerti! Questo capitolo appare, come già detto tra i commenti, come una pausa. Eppure, sento sia solo apparenza: ho trattenuto il respiro anche stavolta…
    Al prossimo episodio, Maria!

  68. Ciao, sono curioso di vedere chi altro può entrare e infittire la trama!
    Aurora, Greta e qualcun altro.
    Seguo

  69. Six Pistols ha detto:

    Ciao Maria.
    Scelgo Aurora, Greta e qualcun altro.
    Questo capitolo è stato meno avventuroso degli altri e ovviamente una piccola pausa ci sta ogni tanto. Continuo a immaginare questo mondo parallelo stranissimo, sinceramente non vorrei mai esserci… Anche perché ora entrerà in gioco il tempo. Un argomento di cui parlare ore e ore.
    Spero che il prossimo passaggio sia proprio dedicato allo scorrere dei minuti, dei giorni un concetto davvero relativo per ognuno di noi e altrettanto importante.
    Ciao Maria alla prossima

    • maria algures ha detto:

      Il tempo è qualcosa di labile e molto misterioso. Tutti lo conoscono, ne parlano ma esso vive di vita propria, spesso beffandosi della gente 🙂
      Anche la nostra protagonista ne sa qualcosa…
      al prossimo e grazie della lettura e commento.
      ciao

  70. Dapiz ha detto:

    Qui siamo un po’ dalle parti di Momo! E la cosa mi piace molto. Direi di trattenerci ancora un po’ con Aurora

  71. Red Dragon ha detto:

    Aurora e Greta a confronto!

    >Cos’è che ti confonde?
    Il fatto che accadono cose a cui non si riesce a dare una spiegazione (ad esempio, in questo capitolo, i “cellicotteri”). Ma è proprio questo il bello del viaggio onirico: non tutto deve avere una spiegazione 🙂

    Ciao 🙂

  72. keziarica ha detto:

    Ciao Maria,
    un episodio interessante, quasi onirico, ai confini con questo mondo e il mondo che prende forma nel dormiveglia, poco prima di sognare. Ti faccio notare un paio di cose:
    “Lo sa che può essere sospettata di averli NASCOSTO lei”
    “«Sospettata, io? Di cosa parla? Il suo tono è indignato.” mancano le caporali di chiusura.
    “S’infosca”… non che non sia corretto, ma risulta forse un po’ artificioso. S’incupisce, mi sarebbe suonato meglio. Ma è una mia opinione, ci mancherebbe, sta al gusto dell’autore.
    “l’uomo fa secco secco” l’accostamento di queste due parole mi fa pensare a un uomo magrissimo, ma credo che il tuo intento fosse far risultare perentoria la frase o sbaglio?
    “È la nostra percezione e l’uso che ne facciamo ad essere soggettivi.” Soggettiva? O soggettivi, nel caso in cui la frase fosse partita con “sono”.
    Detto questo, il capitolo è ben scritto, come sempre.
    Anche io, ultimamente, ho problemi a collegarmi al sito dal Mac, ho ovviato con Chrome, eppure sul cell funziona benissimo.
    🙂
    Alla prossima!

    • maria algures ha detto:

      Ciao Keziarica
      Grazie della lettura attenta e delle segnalazioni. Per quanto si legga mille volte, sfugge sempre qualcosa che si può correggere o migliorare 😀
      Per il “secco secco” mi riferivo, come hai intuito, al tono usato.
      al prossimo e buona giornata

  73. Anita C. Torris ha detto:

    Capitolo scorrevole, che lascia interdetti nel modo giusto. Ora vorrei saperne di più su Aurora.

  74. aless ha detto:

    Dal cane.
    Maria ho recuperato, è stata dura, non riuscivo più a entrare sul sito. Devo ammettere che la tua storia è davvero moto intrigante e che tu con gli intrecci non ti smentisci mai. Ho anche notato che il tuo stile si è affinato, molto brava.
    (mi farebbe piacere se leggessi una storia presente in the incipit che si intitola 3×1, appena all’inizio, solo un episodio) ti abbraccio, al prossimo!!!

    • maria algures ha detto:

      Ciao Alessandra
      Ho notato anch’io che ultimamente ci sono stati problemi con l’accesso al sito, speriamo si risolvano presto.
      Confesso che gli ultimi episodi di ogni racconto che scrivo sono, per me, i più impegnativi. Temo sempre di non riuscire a chiudere la storia in modo coerente, in più preferisco i finali aperti agli “spiegoni”, che spesso sottovalutano la fantasia e capacità critica dei lettori.
      grazie della tua presenza e delle belle parole.
      a presto

  75. Rossella Sasso ha detto:

    Mi affascina sempre e mi dispiace che stia per finire! Scelgo il cane!

  76. keziarica ha detto:

    Ciao Maria,
    Capitolo inquietante che un po’ eccita e un po’ rilassa, come il respiro chat da affannoso ritorna tranquillo. Ho pensato a un’esperienza di pre-morte, ma non credo sia qualcosa di così banale. Cosa sta accadendo a questa donna? Non resta che scoprirlo col prossimo episodio.
    Intanto voto per il padrone del cane, non sono pronta ad abbandonare questo strano mondo.
    Alla prossima!

  77. Red Dragon ha detto:

    Cane bau! 😀

    Sono sempre più affascinato e confuso da questo viaggio. Adoro l’onirico 🙂
    Entrano in scena anche il marito e la figlia, prima rimasti sullo sfondo: vediamo che succede 🙂

    Ciao 🙂

  78. Ilaria_Si ha detto:

    Maria eccomi.
    Mi dispiace che il commento nel capitolo precedente a questo non sia andato a buon fine, purtroppo la piattaforma o il mio collegamento, non saprei, a volte danno problemi.
    Comunque.
    Ribadisco che tu hai una scrittura fluida, morbida, elegante che mi piace tantissimo. Il tuo romanzo è curato nei minimi particolari e mi fa proprio piacere leggerti.
    Scelgo Greta.

    • maria algures ha detto:

      Buongiorno Ilaria
      In effetti, ho notato anch’io che da un po’ di tempo succedono cose strane. Spesso la pagina non è disponibile, si fa fatica a inviare i commenti, le notifiche non arrivano… già per non parlare della gara agli “incipoints” tra molti giovani autori, racconti caricati due volte ecc…
      A parte questo, mi fa piacere che continui a leggere e commentare la mia storia.
      grazie e a presto.

  79. Anita C. Torris ha detto:

    Ciao Maria!
    Io voglio ripartire da Greta. Ho trovato un po’ frettoloso questo capitolo. A differenza degli altri, in cui era facile seguire la protagonista, non mi sono sentita partecipe del suo monologo interiore e ho sentito meno ansia, pur nella siturazione così caotica e concitata. O forse volevo solo che seguisse il vecchio? 😉
    Ovviamente il livello è sempre altissimo e ho proprio indicato un minuscolo peletto nell’uovo. A prestissimo!

  80. Fra ha detto:

    Ciao Maria! Ripartirei dal cane. Sempre più confusa!
    Però ho adorato tanto questa espressione “perbenismo semantico”, sei stata brava anche stavolta. Al prossimo capitolo!

  81. Anita C. Torris ha detto:

    Mi piace molto ed è scritto bene: credo che tu gestisca bene gli aggettivi e gli avverbi! Attendo il seguito!

  82. Fra ha detto:

    Ciao Maria, bello ritrovarti in un altro contesto: quello del tuo racconto, scritto a mio modesto avviso in maniera magistrale. Le tue descrizioni riescono ad irretire il lettore che non si libera del senso di inquietudine, di disgusto, incredulità e vertigine sin dal primo capitolo. Ecco, sono proprio le vertigini quelle che sento, amplificate da questa strana luce verde. Immagino che la protagonista della tua storia si senta diffidente (come darle torto?) proprio quando… Sono ansiosa di proseguire la lettura!
    Ti seguo, ovviamente.
    Unico appunto, fermo restando la mia inesperienza e probabilmente l’infondatezza del mio consiglio: forse sarebbe meglio ridurre gli aggettivi e gli avverbi.
    A presto! 😊

    • Anita C. Torris ha detto:

      Ciao, sono in disaccordo: a me piace che vi siano tanti aggettivi e avverbi. Da quello che intuisco, il tuo stile è diverso. Vado subito a leggere il tuo racconto.

    • maria algures ha detto:

      Buongiorno Fra
      sono contenta ti trovarti qua.
      I commenti con motivazione, sono quelli che più mi aiutano a capire come sta andando la storia.
      Riguardo agli aggettivi e avverbi sono d’accordo con te, in linea di principio, non bisogna esagerare. Farò attenzione.Tuttavia, ti confesso che li considero, quando appropriati e non ripetitivi, una specie di “suono” che dà forza all’immagine e ritmo alla narrazione.
      Grazie ancora e a presto.

      • Fra ha detto:

        Sono contenta tu abbia colto ciò che volevo dire, anche perché parlavo di eventuale riduzione, come tu stessa dici, se il tuo stile è accattivante e musicale lo è anche grazie al fatto che ne fai uso.😊
        A presto!

  83. Jackred ha detto:

    Ciao Maria bellissimo anche questo 5 capitolo. Mi piCe davvero tanto come fai immedesimare il lettore. bravissima. Voto per seguire il vecchio e la bambina

  84. alexander ha detto:

    Ciao Maria, un capitolo che fotografa bene quel periodo alienante che, prima o poi, colpisce tutti.
    Credo, addirittura, che a volte sia necessario affacciarsi sul proprio dubbio esistenziale e Greta, come tanti di noi, di dubbi ne ha abbastanza. L’ immersione che sta vivendo la nostra protagonista può ripulirla ma anche risucchiarla irreversibilmente. Confido nella dualità che fortifica.
    Arrivati a questo punto io seguirei “il vecchio e la bambina”, che detta così sembra il titolo del prossimo capitolo.
    A presto

  85. Dapiz ha detto:

    Si comincia a intravedere un significato dietro la sequenza di avvenimenti surreali e la cosa mi piace molto, per cui darei una spintarella a Greta e le direi di seguire il vecchio e la bambina 🙂

  86. Rossella Sasso ha detto:

    Ciao Maria,
    Anche questo episodio mi coinvolge tanto! Sono curiosa.. Scelgo la diffidenza!!!

  87. keziarica ha detto:

    Ciao Maria,
    un episodio carico di nostalgia, di mistero e poesia. Ho notato nell’ultimo paragrafo che hai dedicato a quello che, immagino, sia un viaggio mentale verso la villette di cui la bimba parla, un ripetersi di rime, quasi volessi dare al paragrafo la musicalità di una poesia, è una cosa voluta? Immagino di sì, vista la tua bravura.
    Bellissime le descrizioni e interessante la rivelazione del vecchio; non riesco ancora a capire dove andrai a parare, perciò voto perchè segua entrambi così da scoprire qualcosa in più su questo strano mondo.
    Alla prossima!

  88. Red Dragon ha detto:

    È titubante: si è sempre mostrata titubante, che sia ancora titubante 🙂

    —————————–
    «Lei si trova sul rovescio della sua routine, un luogo dove tutto è irregolare, ambiguo, imprevedibile, inquietante. Un luogo che esce dalla banalità del quotidiano, dove gli oggetti e gli esseri umani sono indecifrabili, perfino decontestualizzati.»
    ——————————
    Questo è molto interessante; non so ancora cosa significhi, ma mi suona interessante 🙂

    Invece non ho capito la scena tra gli asterischi: è un ricordo? Di quando?

    Ciao 🙂

    • maria algures ha detto:

      Buongiorno Red
      Rompere con la routine è come uscire dalla confort zone della quotidianità.Ti trovi a vedere cose che prima non avevi visto, a percepire il mondo intorno a te in un modo e da una prospettiva diversi. Passi necessari per un cambiamento interiore 🙂
      Il testo tra gli asterischi… Beh, prova a sbirciare quello che ha scritto Keziarica 🙂
      Ciao e grazie

  89. Jackred ha detto:

    Ciao Maria bellissimo racconto,mi ha incuriosito tantissimo. Ti seguo. Voto per la bambina, chissà che cambiamenti riuscirà a dare.

    • maria algures ha detto:

      Ciao Jack e benvenuto.
      Spero che la storia continui a piacerti.
      Se ti va di dirmi un particolare che ti abbia incuriosito… I commenti sono importanti per avere un feedback sul racconto.
      Grazie e a presto

      • Jackred ha detto:

        Ciao Maria, mi è piaciuto tantissimo la maniera in cui hai descritto il furto, le sensazioni che ha provato la donna, l’ansia, la rabbia ecc. Sei riuscita a farmi immaginare e immedesimare in quella situazione…ho odiato il bimbo che le ha rubato il cellulare :)… Continua così aspetto il prossimo capitolo per vedere come continua. Se ti va e hai tempo puoi darmi dei consigli anche sul mio racconto? 🙂
        un saluto
        Jack

  90. Ilaria_Si ha detto:

    Ciao Maria.
    L’atmosfera è ancora onirica e nebulosa. Nonostante le accurate descrizioni degli ambienti, sono come in un sogno e sto provando quello che prova Greta: confusione, irritabilità, sbandamento. Quindi fino ad ora mi hai trasportato in questo mondo…mi chiedo dove andrò a finire e non ho la più pallida idea.
    Molto bene.
    Ilaria

    • maria algures ha detto:

      Buongiorno Ilaria
      Sto finendo il prossimo episodio e mi faccio un sacco di domande cercando di definire, nella mia testa, il prosieguo. Come al solito, le mie storie nascono da un’idea iniziale ben precisa, per poi trasformarsi in qualcos’altro inseguendo la trama.
      Sono comunque contenta che, sin’ora, ti piaccia “il flusso di coscienza” della protagonista.
      grazie e a presto

  91. aless ha detto:

    Da una bambina.
    Mi piace molto la copertina, complimenti. E mi dispiace per il ritardo ma io non ricevo le notifiche…

    • maria algures ha detto:

      Infatti, non leggendoti più mi era venuto il sospetto che non ti arrivassero le notifiche.
      Sai che i tuoi commenti e suggerimenti contano. Mi hanno sempre aiutato a migliorare 🙂
      La copertina è molto suggestiva, in sintonia con il personaggio che sto cercando di farvi conoscere.
      grazie ancora
      ciao

  92. alexander ha detto:

    Ciao Maria, se hai messo tra le opzioni una bambina io la faccio entrare. Porterà un po’ di equilibrio alla nostra spaesata Greta? Anche no!
    Una sorta di inquietudine sta prendendo forma, e questo mi piace.
    Alla prossima

    • maria algures ha detto:

      Bene, se passa una sorta di inquietudine, vuole dire che sono riuscita a trasmettere l’atmosfera.
      Chissà se è come speri tu, che la bambina (se sarà l’opzione scelta) porterà equilibrio 🙂
      a presto e grazie
      PS scriverai ancora?

  93. Flow ha detto:

    Ciao Maria! 🙂

    Torno a fare un giro da queste parti dopo mesi di assenza e son contenta di essermi imbattuta nel tuo racconto! Oddio, non che ci abbia capito molto fino ad ora… Cosa diavolo sta succedendo attorno a Greta? Chi sono questi cellulari muscolosi e Silvia, cosa voleva dire? Bizzarrissimo!
    Non ho tempo di attaccarmi ad un intero libero, ahimè, ma la voglia di leggere è più forte che mai e quindi ho detto: “Aspetta che torno su TI per vedere che c’è di nuovo da seguire!”

    Vediamo se nel prossimo capitolo si inizierà a capire qualcosa di più, intanto povera Greta, spero le cose le vadano un po’ meglio d’ora in poi; è il suo compleanno!
    Voto: una bambina 🙂 Ciaoooo

  94. keziarica ha detto:

    Ciao Maria,
    questa volta non reiesco a individuare un nesso con l’arte pittoria, ma so che l’arte c’entra 😉
    Bel capitolo, un po’ inquietante, i ragazzini che le piombano adsosso, come gli uccelli nell’omonimo film di Hitchcock, mi fanno venire i brividi.
    Vediamo cosa ci riserva il prossimo episodio, io voto per la bambina, il vecchio lo lascerei ai suoi piccioni…
    Alla prossima!

    • maria algures ha detto:

      Ciao Keziarica
      in effetti, per l’ambientazione di questo racconto e un po’ di questo episodio mi sono ispirata a alcune atmosfere dei quadri della cosiddetta pittura metafisica e surrealista. Contrasti Luce e ombre, Illusione, elementi decontestualizzati, quiete e silenzio sospesi, che producono inquietudine.
      La bambina sembra l’orientamento che va per la maggiore…vedremo
      grazie ancora e a presto.

  95. Red Dragon ha detto:

    Ciao! Ho scelto una bambina perché non c’è nella scena e voglio vedere come la inserisci 🙂

    Non gliene va bene una, eh? 😉

    Ciao 🙂

  96. Rossella Sasso ha detto:

    Ciao Maria,
    racconto come gli altri, interessante. Opto per l’ anziano. Mi fa sempre piacere leggerti!

  97. alexander ha detto:

    Ciao Maria, capitolo molto digitale, pensa che io continuo a dire alle mie figlie che il cellulare fa male, ma non immaginavo a tal punto.
    Dopo questo step mi aspetto di tutto, stupiscici!
    Prima di uscire da uno strano locale c’è sempre uno sconosciuto che ti dà un suggerimento o un consiglio.
    A presto

  98. Dapiz ha detto:

    Bello, questa svolta surreale mi ricorda un po’ i racconti di Stefano Benni, quelli un po’ più seriosi. Voglio sentire cosa ha da dirle il cliente

  99. Federica03 ha detto:

    Bellissima storia, davvero entusiasmante ed avvincente!!
    Adoro il tuo stile e soprattutto la trama che stai costruendo…anch’io avrei bisogno di qualche consiglio per la mia storia…magari potresti dare un’occhiata.
    Continua così e aspetto con ansia il prossimo episodio!!

  100. keziarica ha detto:

    Ciao Maria,
    a leggere, parrebbe che Greta sia entrata nel mondo di Hopper, sbaglio?
    Ho scritto un paio di racconti sui suoi quadri (non conosco l’arte, ma Edward Hopper mi piace molto) e adesso sono curiosissima di conoscere il seguito e spero di non aver preso una cantonata…
    mi incuriosisce soprattutto la cosa dei cellulari e della loro personificazione, aspetto il prossimo e dico che esce, ma non prima di aver ricevuto il suggerimento.
    Bel lavoro 🙂
    Alla prossima!

  101. Anita C. Torris ha detto:

    Non vedo l’ora che esca il seguito!

  102. Ilaria_Si ha detto:

    Ciao Maria.
    Mi sono immedesimata in questa atmosfera surreale e angosciosa. Hai descritto benissimo l’ambiente che circonda Greta e ti assicuro che è venuta l’ansia anche a me.
    Mi piace, continua!
    Ho scelto il suggerimento.
    Ciao
    Ilaria

  103. Rossella Sasso ha detto:

    Davvero un racconto interessante, attendo il proseguo 🙂

  104. Red Dragon ha detto:

    Secondo me esce, ma prima un cliente le dà un suggerimento.

    Surreale questo capitolo 🙂

    Ciao 🙂

  105. Erri Porta ha detto:

    Rieccomi, maria. Ho votato che sta sul posto.
    Il nero colore cangiante e la gabbia causa effetto non mi sono chiarissimi 😀
    Questa Silvia mi pare una sorta di Bianconiglio al contrario, in un certo senso l’ha distratta con i suoi stivali psichedelici e poi l’ha inseguita in una realtà che mi pare avere qualcosa di inusuale.
    Mi sa che la virata fantasy è cominciata 😉
    Ciao, ti auguro una buona giornata

    • maria algures ha detto:

      Ciao Erri
      Con cangiante intendevo dire che il modo di percepire il nero è influenzato dalla luce e da come è stato costruito, perché il nero non è un colore puro. Per dirla semplice: lo raffreddi se lo mescoli al verde o al blu e lo scaldi se dentro ci aggiungi ad esempio l’arancione o il rosso.
      Per la gabbia, in certe situazioni, quando si deve decidere, ci si sente come in trappola perché non è chiaro cosa considerare causa e cosa invece effetto.
      Mi fai pensare che non sono riuscita a esprimere bene i concetti in entrambi i casi.
      Grazie e al prossimo 

  106. Anita C. Torris ha detto:

    Ciao, ho scelto di farla proseguire. Ha fatto 30… che faccia 31!
    Bello lo stile, mi ricorda lo stile giapponese di Murakami, ma più… morbido. Non saprei spiegare. Mi piace come descrivi il flusso di coscienza. La lettura è fluida, come il tuo stile. Ti seguirò sicuramente.

  107. Ilaria_Si ha detto:

    Ciao Maria
    Eccoci.
    Greta proseguirà ed entrerà in un locale.
    Un ambiente strano, non ancora delineato. Non mi esprimo, attendo bilancio prossimo capitolo.
    Ciao!
    Ilaria

  108. fray ha detto:

    Salve ho iniziato solo oggi a leggere la tua storia e devo dire mi piace molto la delicatezza con cui la stai narrando. Ho votato nel locale, vediamo cosa succederà.

  109. Dapiz ha detto:

    I personaggi bizzarri e un po’ stralunati non sono per niente semplici da scrivere ma con Silvia ci sei riuscita in pieno 🙂 E mi piace come il fantastico entri nella storia in punta di piedi. Io voto per cercare riparo!

  110. alexander ha detto:

    Bel capitolo, quasi sospeso nel tempo.
    Io farei entrare Greta in un locale, portale di chissà quale nuova dimensione.
    È pur sempre un Fantasy, no?
    A presto Maria,
    Ciao

  111. Red Dragon ha detto:

    Entra in un locale!
    Curiosa Silvia, mi sa che la rivedremo 😉

    Ci sono i sentori del Fantasy o è solo immaginazione? Le scopriremo nelle prossime puntate 😛

    Ciao 🙂

  112. keziarica ha detto:

    Ciao Maria,
    Mi è piaciuto molto questo episodio. Carico di volteggi nell’aria e poesia. Piacerebbe molto anche ad Azzurra…
    Il cambio dei colori e del mondo circostante mi incuriosisce, che si trovi in un’altra dimensione? Chissà…
    Direi che resta sul posto e cerca riparo.
    Alla prossima!

  113. alexander ha detto:

    Copertina azzeccata!
    Ciao

  114. alexander ha detto:

    Bentornata Maria, è un vero piacere giocare con una tua storia.
    Condivido la tua voglia di ritornare a scrivere, e noi la voglia di leggerti. Il tuo incipit incuriosisce e opto per la sciarpa scozzese, le leggende della Scozia ben si sposano con il Fantasy.
    Ti auguro buon viaggio e a presto.
    Ciao

  115. aless ha detto:

    Tra le opzioni io noterei prima di tutto gli scarponcini slacciati, per quanto io stessa ami portarli così, ma non è un pensiero condiviso dai più.
    Ciao, cara, come stai? Scelgo di seguirti, o almeno farò del mio meglio. La storia mi piace, più che altro mi piace il tuo modo di scrivere, scorrevole e vivido. Dimenticarsi il compleanno della donna di casa, che scellerati! Vediamo dove finirà, poi. (stando alla trama finirà da qualche insolita parte) – 😉

  116. Celestebarbara ha detto:

    Ciao Maria, bell’incipit. Mi ha colpito la malinconia legata al compleanno, quando non si è più bambini a volte quel giorno diventa un po’ un momento in cui tirare le file. Io seguo! Alla prossima 😊

  117. Erri Porta ha detto:

    Rieccomi, maria. Ho votato per gli scarponcini.
    Il giorno del compleanno di Greta non è iniziato nel migliore dei modi, ma sono convinto che migliorerà parecchio. Una cosa non ho capito: il tizio del tornello è uno scroccone seriale, un maniaco o entrambe le cose? 😀
    Ciao, ti auguro un’ottima giornata

  118. ha detto:

    Era dal 2016 che non tornavo e ora che sono qui è bello leggere nuovamente ottime opere. ^^

  119. Dapiz ha detto:

    Adoro l’idea che la protagonista di un racconto fantastico sia una donna in crisi di mezza età, sono molto curioso di scoprire questo luogo impensabile di cui parli… però condivido la perplessità degli altri lettori riguardo la domanda finale, ciascun dettaglio può trasmettere cose diverse (io vado per la sciarpa, è l’accessorio più fantasy XD) ma non è una scelta quella che si percepisce

  120. keziarica ha detto:

    Ciao Maria,
    bentornata!
    Bene, una storia nuova nuova, ora vediamo che succede alla cara Greta che si ritrova ad affrontare, mio malgrado qualcosina ne so, la condizione di passaggio dall’essere considerata una giovane donna a una donna matura. L’impronta dell’incipit denota una donna comune, con una vita comune, legata alle piccole cose di sempre, immagino che arriverà qualcosa a stravolgerne la routine, qualcosa di speciale, vista la categoria in cui hai scelto di collocare il racconto.
    Aspetto il secondo e voto per gli scarponcini slacciati. Immagio che tu abbia già tutto in testa, ma mi piacerebbe essere coinvolta maggiornente nell’evoluzione della storia, degli scarponcini o una sciarpa non possono determinare la direzione che prenderà il racconto, a meno che non siano particolare determinanti per il bivio da inforcare. 🙂
    Alla prossima!

    • maria algures ha detto:

      Ciao Kesiarica,
      mi fa piacere trovarti qui, sei una lettrice sempre attenta ai dettagli (il genere giallo ti ha preso, hem?)
      Per il tipo di racconto che ho in mente, ero indecisa tra Avventura e Fantasy, e, se devo dire la verità, nessuno dei due mi convince al cento per cento. Ho optato per il secondo. Vedremo se ho fatto una scelta passabile…
      Dici che gli scarponcini devono essere un “indizio” riguardo alla direzione del racconto?
      Come ho scritto prima a Gianluca vedrò di migliorare nella scelta delle future opzioni.
      grazie ancora

  121. Red Dragon ha detto:

    Sciarpa scozzese!

    Abbiamo una donna che sta per entrare in depressione come protagonista, strana la questione dei tornelli. Vediamo dove ci porti 🙂

    Ciao 🙂
    PS: BENTORNATA!

  122. Ho votato per Scarponcini slacciati. Mi piace molto la rapidità del ritmo della storia, rende bene l’idea di come il tempo esterno sia diverso da quello interno. Il simbolismo del tornello, purché forse involontario, è suggestivo. Ti seguo e a presto. Cerca di coinvolgerci di più nella storia però : questi dettagli, al primo sguardo, non dicono molto.

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