Agoraphobia

Dove eravamo rimasti?

Dove si trovano i genitori? Sono in casa a dormire (60%)

βιβλίο

Uscii dalla doccia e raccolsi il mio asciugamano da terra. Lo cinsi alla vita, ed uscii dal bagno. Nel dirigermi nella mia camera, vidi mia madre che, con fare stanco, si stropicciava gli occhi e guardava la mia figura dal fondo del corridoio.

“Cosa ci fai sveglio a quest’ora? E perché ti sei fatto la doccia?” mi disse.

“Tutto bene mamma, mi sono solo dimenticato di farmela prima, ed ero sveglio perché stavo finendo la ricerca di biologia per venerdì prossimo.” risposi con una calma a me sorprendente.

“Va bene, ma vai subito a letto, altrimenti domattina non riuscirai a svegliarti.”.

Mi diressi nella mia stanza, e chiusi la porta dietro di me. Mi accasciai a terra. Il cuore batteva forte, la testa girava, e sentivo il sangue freddo. Sarei potuto essere scoperto, sarebbe potuta essere la mia fine, ma così non è stato. Dovevo liberarmi dei vestiti, e al più presto. Li raccolsi, e li misi in una busta. Inizialmente pensai di gettarli, ma un comportamento del genere avrebbe destato sospetto ed una maggiore probabilità che questi potessero essere scoperti. Decisi così di aspettare che i miei genitori e mio fratello dormissero profondamente, e di dirigermi nella lavanderia. Lavai i vestiti, e li posizionai poi nell’asciugatrice. Stetti un’ora, ma riuscii nel mio intento: i vestiti erano candidi e pronti per l’uso.

Mi diressi di nuovo in stanza, riposi i vestiti e indossai il pigiama. Ovviamente di dormire non se ne parlava, non con tutto quello che era successo. Avrei sicuramente sognato il corpo di quell’uomo, eppure era impossibile per me riuscire a capire se ciò sarebbe potuto essere un sogno o un incubo. Un incubo per il crimine commesso, certo, ma allo stesso tempo ero fiero della mia azione. Decisi di mettermi a leggere, come ogni giorno della mia esistenza.

Affogare nei libri era diventato per me routine. Non sapevo più cosa fare. La tecnologia, per quanto miracolosa, necessitava per il suo maggior utilizzo una socialità non indifferente che, come ben si é capito, non é il mio forte. Decisi così di rifugiarmi nell’unico passatempo che creava un mondo diverso da quello in cui io vivevo. Un mondo di eroi, detective, principi eccetera. Non dovevo essere chi io davvero ero, ma anzi, potevo mutare forma, essere ciò che io sognavo di voler essere, creare uno scenario a seconda delle mie preferenze. Era tutto nella mia mente, ed amavo questa cosa. Diventai così appassionato di libri che l’unico posto fuori casa o fuori scuola in cui mi dirigevo era la biblioteca cittadina. Lì non avevo bisogno di socializzare, né di dare confidenza a nessuno. Mi bastava leggere titoli, raccogliere i migliori, portarli al computer, registrarli e ritirare il biglietto di prestito per un mese. Niente persone, niente disagi. Certo, di persone lì ce n’erano, ed era facile per me incontrare qualche faccia conosciuta, ma non era mia intenzione fermarmi a chiacchierare o anche solo salutare. Anche se avessi voluto, non riuscivo, mi sentivo male anche solo al pensiero di avvicinarmi a qualcuno. E fu così che incontrai la mia vittima, la persona che uccisi senza scrupoli: per paura. Stavo scegliendo qualche romanzo della letteratura inglese rinascimentale, quando la bibliotecaria mi salutò in modo pacato. Era una ragazza dai lunghi capelli biondi, con occhiali dalla montatura felina e degli occhi verde prato. Avrà avuto all’incirca due anni in più a me, e decise così dal nulla di salutarmi, creando in me forte turbamento. Mentre mi allontanavo dalla sensazione di nausea che la ragazza mi provocava, mi scontrai contro quel maledetto uomo. Stavo per cadere ai suoi piedi, ma mi raccolse in modo anche fin troppo semplice e atletico per un uomo della sua età. Mentre cadevo, chiusi gli occhi e, quando li riaprì, ero tra le sue braccia, fissando il suo viso.

Come si comporterà l'uomo?

  • Insulterà il protagonista (20%)
    20
  • Non avrà il tempo di dire nulla (60%)
    60
  • Farà delle avances al protagonista (20%)
    20

Voti totali: 5

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