Blitz, Storia di mondi speciali

Dove eravamo rimasti?

Riusciranno gli abitanti del pianeta Trikrunt ad approdare sul nuovo pianeta? si, ma solo una parte di loro (62%)

Un salto nel tempo

 Trikrunt 3 marzo 2530

Erano passati 10 anni da quando avevo fatto quella scoperta che ci avrebbe portato alla salvezza, tutti sorridevano, si abbracciavano e baciavano, sognando la nuova vita che li attendeva, ma per arrivarci bisognava compiere un duro lavoro.

Subito gli ingegneri e i meccanici, si misero all’opera per ideare e costruire il maggior numero possibile di navicelle spaziali, ma non sapevano da che punto partire.

Intanto i giorni, i mesi e gli anni passavano e Cefelea iniziava a mostrare primi sintomi della sua malattia.

Era arrivato il momento di andare via, non si poteva aspettare oltre, altrimenti non ci sarebbero state persone da portare sulla Terra, l’aria diventava sempre più tossica e la gente si ammalava, veniva colpita da febbri atroci che portavano alla pazzia, era una malattia contagiosa e aveva già spazzato via un terzo della nostra popolazione, non c’era tempo da perdere DOVEVAMO PARTIRE SUBITO!

Quando tutta la popolazione arrivò alle navicelle con quei pochi averi che si potevano inserire in uno zaino fui attraversato da un pensiero cattivo che mi fece sentire una persona orribile: se tutte quelle persone non fossero morte per la malattia si sarebbe dovuta fare una selezione perché non ci sarebbero stati posti a sufficienza per tutti, quindi era un bene.

Era il momento di salire sulla navicella, mi guardai indietro e salutai tristemente il mio pianeta, sarebbe stata l’ultima volta che avrei visto quelle lunghe distese rosso scarlatto e non avrei più potuto guardare quei bellissimi alberi riempirsi di fiori… stavo dicendo addio a tutto quello che ero sempre stato, non avevo avuto scelta. Avevo quasi 19 anni, il giorno seguente sarebbe stato il mio compleanno ed io stavo lasciando la mia casa. Ero grande ormai, ma mi sembrava di essere tornato bambino quando dopo aver strappato un fiore dal suolo ed essermelo messo in tasca salì sulla navicella con le lacrime agli occhi.

Guardai mia madre salire in un’altra, mi guardò intensamente e vidi le sue labbra muoversi in un sussurro: “ci vediamo sulla terra”. Già mamma, lo avrei voluto tanto.

Appena mia madre diede l’ordine le navicelle si librarono nel cielo, era uno spettacolo unico, il popolo era in fermento, stavamo per volare nello spazio! Mi sentivo così libero e leggero, ma all’improvviso successe l’inaspettato… la navicella TRIX ONE, la prima ad essere stata costruita e quella in cui si trovava mia madre, iniziò a perdere quota, corsi alla radio il più in fretta possibile, ma arrivai troppo tardi perché tutto quello che vidi fu un’esplosione, un ammasso di fuoco e rottami.

 Caddi a terra in lacrime, gli occhi persi nel vuoto, in mente solo il volto di mia madre e nella testa le sue ultime parole che risuonavano all’infinito, lei non l’avrebbe mai vista la terra, lei non sarebbe più stata al mio fianco, lei ora era solo polvere di stelle…

Un grido disumano uscì dalla mia bocca carico di dolore, tutto quello che mi ero portato dentro per anni uscì a galla e straripò come un fiume in piena, ripensai a tutte le perdite che avevo sopportato nel corso degli anni, le avevo superate solo grazie a lei, ma lei ora non era più lì… Quel fiore che avevo in tasca sembrò pesare come un mattone, lo cacciai e repressi un singhiozzo, era il suo preferito, lei sarebbe rimasta per sempre nel mio cuore, non potevo arrendermi ora, dovevo essere forte, lo dovevo al nostro popolo. Mi alzai e con una forza d’animo che non credevo di avere mi ricomposi, accesi la radio e parlai. Sussurrai parole di conforto, istillai in loro una nuova speranza, perché era quello tutto ciò che ci teneva in vita, LA SPERANZA.

Terra 2530

Erano passati 10 anni da quando mio fratello mi aveva tradito, ancora non capivo il suo gesto, e lo odiavo, lo odiavo così tanto, ma infondo in una piccola parte del mio cuore gli volevo ancora bene ed era per questo che non mi ero tolta la sua collana, se lo avessi fatto avrei abbandonato l’ultimo briciolo di umanità che mi era rimasta. Fin da quando ero arrivata mi avevano insegnato a combattere e a uccidere facendomi diventare un mostro, non mi riconoscevo più, tutto quello che sapevo fare era distruggere e probabilmente sarei già impazzita se non avessi avuto al mio fianco l’elfo più strano e fastidioso che avessi mai incontrato. Quando mi ero svegliata, il primo giorno che ero arrivata lì, me lo ero trovato difronte e lo avevo sentito sussurrare frasi insensate. Sosteneva che fossi speciale, che sarei stata la salvatrice del mondo. Come potevo io, una bambina di appena otto anni, salvare il mondo, se non ero riuscita a salvare nemmeno me stessa?

Eppure lui non vacillò sicuro delle sue parole e mi restò accanto, sempre, non mi abbandonò mai, non potevo più stare senza di lui perché era il mio salvagente. Fu per questo che quando vennero le guardie a prenderlo combattei con tutta la forza che avevo, ma fu inutile perché io ero una, loro erano almeno cento, una legione di soldati che portò via da me l’unico spiraglio di luce in mezzo a tutto quel buio.

Che cosa succederà all'elfo (il migliore amico di Litz)?

  • verrà portato al cospetto della regina della fazione del ghiaccio (57%)
    57
  • verrà portato in un'altra prigione (43%)
    43
  • verrà ucciso (0%)
    0
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55 Commenti

  1. Secondo me alla storia avrebbe giovato meglio un seguito. Ci sono un sacco di personaggi che sono comparsi per poi non servire a niente. Tuttavia mi è piaciuto come sei riuscita a concludere le cose e ti aspetto per la prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

  2. Ciao. La storia fin da subito secondo lo stile come è impostata ti rapisce subito, e questo mi ha quasi fatto fare fuori la metà della storia in un colpo, non ho resistito.

    Unica cosa, una mia piccola curiosità sul nome del campo JUST DRANE JUST DRAUNE: sbaglio o è la rivisitazione del motto dei terrestri su The 100? Perché mi ci ha fatto pensare subito, non per altro 😉

  3. Lei nulla, ma arriveranno Rose ed Antonie… e sarà un casino! Sperando non ci scappi il morto 😉

    >mi credi davvero così crudele?
    No, ma una volta ho letto una storia analoga e qualsiasi scelta facevi, qualcuno crepava… rimango prevenuto 😉

    Ciao 🙂

  4. >Cosa ti aspetti che accada?
    Che si incontrino! Quindi voto sì 🙂

    Il fratello gli ha detto “mi dispiace” però le ha dato una collana e gli ha detto “Questo è per ricordarti che qualunque cosa accada saremo sempre insieme, gli opposti che si completano”. Questo mi fa intendere che c’è qualcosa di diverso dal semplice “consegnarla”.

    Sono sempre più curioso 🙂

    Ciao 🙂

  5. Il genere young adult scritto da una persona che è davvero “young” più sicuramente riservare delle sorprese 🙂 Raccontare la storia partendo direttamente da due mondi e due punti di vista molto diversi è originale ed è sull’originalità che ti consiglio di puntare, perchè tra adolescenti con poteri e futuri distopici si fa presto a cadere nel già visto. Cerca di caratterizzare tutto il tuo mondo e i tuoi personaggio al meglio, in modo che siano davvero tuoi, poi lo stile e la tecnica verranno col tempo e l’allenamento!

  6. Un testo davvero particolare che ha potenzialità per affermarsi nel genere fantascentifico. La grammatica è ottima soprattutto data l’etá della nostra autrice. Consiglio di enfatizzare bene i dettagli, anche se piccoli, per avere un punto di vista, da parte del lettore, più completo garantendo un’esperienza a 360 gradi. È ancora presto per un giudizio finito, sono curioso di sapere come si evolverà la storia e quali abilitá vanta la nostra autrice nel saper far mutare la trama!

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