Caleidoscopio

Una giornata come tante...

Lunedí    7:43

I colori sono sempre più vividi, finalmente sono ad un passo dal raggiungere la vetta, sento la libertà sotto le mie suole, il vento soffia forte, quando…in lontananza inizio a sentire un frastuono, si avvicina, sempre più, finché la mia mente riesce a liberarsi dalla grande scalata del Monte Chissàquale per tornare alla realtà di un’ennesima noiosa giornata che inizia con la mia terza sveglia di fila, la prima e unica che riesca a sentire. 

E così inizia la solita routine: colazione, ho sonno, inzuppo i primi pensieri nel latte, tra i quali la mia voglia di tornare a dormire…mi lavo e metto addosso i primi vestiti decenti che trovo. Mi guardo un secondo allo specchio per notare che la felpa è al contrario, che sono ancora scalzo e che stavo anche per dimenticare quell’oggetto che dovrebbe essere pieno di libri e voglia di imparare, e invece è governato dalla penna generosamente lasciata da qualcuno sul banco l’ultima volta e da un quaderno multitasking pieno di ogni tipo di appunti e segni sparsi.

Nel frattempo l’orologio ricorda che il pullman sarà ormai arrivato e di certo non aspetterà il giovane sbadato Noah che corre nella speranza della solita fortuna mattutina. 

“Corri, corri, non cadere! Si ma fai attenzione! Altrimenti finisci sotto una macchina, no non è il caso di farsi investire da una bicicletta! Ma chi è che ha tutta questa voglia di andare in bici a quest’ora? Non pensarci, muoviti dai” 

Il mio cervello navigava altrove quando finalmente intravedo il pullman alla fermata e mi precipito giusto in tempo, sedendomi prima che il “simpaticissimo” autista possa guardarmi male per il mio ritardo cronico. Il tragitto verso scuola percorre sempre la solita strada, o almeno credo, ma non posso esserne sicuro dato che i miei occhi hanno preferito tornare a chiudersi al mondo e a tutte le facce assonnate che lo popolano.

Perfettamente tarato sui tempi di marcia, mi sveglio esattamente quando il pullman si ferma. Da quel momento scuola, amici, solite battute apparentemente divertenti per tentare di sconfiggere la monotonia delle lezioni, aspettare la campanella per poi cominciare un’altro conto alla rovescia. In qualche modo questo lunedì scolastico finisce qui, e durante il mio lento cammino al di fuori della scuola mi lascio trasportare dalla massa affollata di studenti che scappa via. 

Mi siedo per aspettare i tipici quindici minuti prima dell’arrivo del pullman sulla mia solita panchina, dove noto un uomo mai visto prima. Non rimango mai colpito dalle persone, mi sembrano tutte pressoché superficiali e uguali, ma i suoi pantaloni di un blu particolarmente stinto, abbinati con una leggera camicetta bianca e un insolito cappello di paglia che gli copriva gli occhi lo rendevano particolarmente buffo e interessante. 

“Che noia queste giornate, sembrano tutte uguali…”

Sbuffò lo strano uomo. Senza pensarci due volte, come quando rispondi sbadatamente ad un amico, replicai sul filo dei miei pensieri, continuamente legati a questo.

“Lo so bene io, non riesco proprio a trovare qualcosa di interessante in queste giornate tutte uguali”

Accorgendomi della mia eccessiva confidenza mi bloccai subito, anche per evitare di dilungarmi troppo, ma rivolgendo lo sguardo all’uomo mi accorsi del suo sorriso tenero e degli occhi tendenti al verde scuro che ora brillavano di avventura.

“Allora sei proprio tu quello che cercavo! Sei molto fortunato, caro Noah, perché io conosco il modo in cui riuscirai finalmente a cambiare idea! Ci stai? Non dirmi che vuoi rimanere qui impalato ad annoiarti giovanotto!”

Come reagirà Noah all’invito dello sconosciuto?

  • Un po’ perplesso, cerca di capire qualcosa in più. (38%)
    38
  • Spinto dalla curiosità, decide di tuffarsi in una nuova avventura. (58%)
    58
  • Scappa via spaventato. (4%)
    4
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31 Commenti

  1. Ciao
    Ho letto i due episodi. Mi sono piaciute le frasi: “inzuppare i pensieri nel latte” e “poteva essere un pazzo, o chissà, un mago, o “il me del futuro! “.
    Nell’incipit l’alternarsi dei tempi verbali (presente, imperfetto e passato remoto) e, di conseguenza, del punto di vista, disturba la lettura, secondo me.
    voce sconosciuta.

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