C’era una volta la felicità

L’inaspettata partenza

Erano circa le sei del mattino e l’alba incombeva su Beirut. Uscii da ciò che rimaneva della mia casa ed andai a salutare Ismael, il mio migliore amico del tempo. Viveva dall’ altro lato della città, in condizioni migliori della mia famiglia poichè suo padre, Alam, era un ricco mercante. Ci incontravamo tutti i giorni in un luogo, ad una via di mezzo tra le nostre abitazioni che noi chiamavamo il “posto sicuro”, poichè solo tra di noi riuscivamo a sentirci al riparo.  Arrivai con un po’ di anticipo e lo aspettai. Arrivò urlando: 

“Miriam,mi sei mancata tanto!”

E ci abbracciammo con la sincerità e la genuinità di due bambini di dieci anni.

All’improvviso scoppiò a piangere e singhiozzando mi disse: 

“Miriam, domani partirò per l’Europa, ha deciso mio padre. Dice che li troveremo un futuro migliore…Mi ha parlato di grandi città all’avanguardia come Roma, Milano, Pargi e Berlino e dice che li riusciremo a costruire un futuro migliore. Partiremo in aereo ma non so da dove, desidererei conoscere qualcosa in più, ma mio padre non vuole farmi preoccupare ancora di più forse…”

Scoppiai a piangere immediatamente e mi trovai spaesata completamente. Era già accaduto ad altri nostri amici,eravamo rimasti solo io e lui, e ormai solo io. Cercai di rincuorarlo e gli dissi che finalmente avrebbe potuto ricominciare la scuola e conoscere nuovi amici. Non appena gli dissi questo mi rispose:

“Miriam ora vado altrimenti sai, mio padre inizia a venirmi a cercare e non mi va di farlo arrabbiare. Non mi dimenticherò mai di te e non dimenticarti neanche tu di me. Forse un giorno ci rincontreremo , forse in un mondo migliore.”

Ci lasciammo in un abbraccio e mi incamminai lentamente verso casa sentendomi come un alieno in una terra dilaniata dalla guerra, dove non c’era più il senso del tempo, il senso della vita. Varcata la porta di casa non trovai più i miei genitori e mia nonna, solo un gran caos, più di quanto ce ne fosse prima. Senza dubbio furono rapiti. 

Uscii fuori di casa piangendo, urlando e cercando Dio, in un luogo dove di umano con c’era più nulla. Decisi così di incamminarmi senza una meta, rimasta ormai sola…          

Cosa accadrà a Miriam?

  • Cercherà un posto accogliente in Siria (19%)
    19
  • Scappa da Ismael (54%)
    54
  • Verrà rapita (26%)
    26
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186 Commenti

  1. L’argomento della tua storia è di grande attualità e complessità, per le problematiche a esso legate. Narrare certi fatti in maniera coerente e, soprattutto credibile, senza cadere banalmente nei luoghi comuni raccontati dai media, non è facile. Hai avuto il coraggio di provarci.
    detto questo, mi/ti pongo alcune domande:
    “Noi bambine fummo un po’più fortunate poiché imprigionate in un luogo diverso”. Diverso in che senso? Venivano assegnati noi compiti meno faticosi e meno difficoltosi. Quali compiti, per esempio?
    “e se non completavi i lavori” A quali lavori ti riferisci? mi sembra di capire che era un gommone che straripava di gente, gli uni sugli altri. ..
    due suggerimenti che possono migliorare la scorrevolezza del testo:
    (Il sole stava per tramontare e) Il cielo ci regalò un tramonto
    (Non appena arrivò la notte) Calò la notte…
    ciao

  2. Un racconto scorrevole nel testo accessibile a tutti. Il tema ci ricorda il dramma della e delle guerre nel mondo ed il dramma dei migranti costretti a scappare dai loro paesi a causa delle guerre. Il dramma dei bambini migranti a cui è stato sottratto il diritto a vivere un’infanzia normale, il diritto al gioco, il diritto alla casa, il diritto a vivere una vita serena . .Grazie Rossella per aver scelto nel tuo elaborato un tema non facile, ma che ci tocca tutti indistintamente perchè fin quando un essere umano perirà sotto i colpi delle bombe, finchè dovrà scappare per tentare la sopravvivenza, finchè dovrà soffrire a causa delle bombe, noi non potremo mai affermare il Diritto alla Pace che significa difesa della Giustizia e dei diritti umani per tutti. Il dolore di chi soffre e scappa a causa delle guerre è il dolore dell’intera umanità, è il nostro dolore, perchè siamo parte di questa umanità. Maggior riflessione su questi argomenti fondanti aiuteranno l’uomo del 3° millennio a uscire dal baratro dell’indifferenza e del razzismo dilagante. Siamo tutti la stessa umanità. Restiamo umani. Basta guerra. Impegniamoci per fa conoscere la Pace valore incommensurabile dal quale dipende il futuro e la nostra vita. Grazie Rossella. Continua così! ( Agnese G.)

  3. Wow tanti incipoints in così pochi capitoli?? Mi son trovata a leggere le prima righe del primo capitolo x curiosità e infine le ultime del terzo per piacere e… non posso perdermi questa storia, quest’avventura.
    Seguo fino alla fine, un po’ triste perchè so che non si tratta di un fantasy,un po’ speranzosa perchè credo che sperare che a Miriam e ai suoi amici vada bene sia un po’ come pregare per il futuro della Siria.

  4. Ciao Rossella, mi è piaciuta la frase ” Riuscimmo a sentirci un po’ più bambini…”ed anche quella” e finalmente sorrisi” mi sembrano molto fresche ed adeguate all’io narrante che è una ragazzina.

  5. Buongiorno Rossella
    Condivido in generale il commento di Kezia. Ti segnalo due cosucce: La parola Signorina, nella frase “Signorina, cosa ci fai qui!? l’avrei eliminata. Non sono sicura che sia un modo di esprimersi coerente con la lingua locale, che non è l’italiano. La frase “Se avessi saputo che quella sarebbe stata l’ultima volta in cui l’avrei vista – avrei voluto abbracciarla – scorre meglio se, nella parte finale, scrivi “l’avrei abbracciata”.
    ciao

  6. Ciao Rossella,
    i due capitoli denotano impegno e ricercatezza; ti consiglio di stare un po’ più attenta alle ripetizioni, alle “d” eufoniche e alle troppe spiegazioni, per il resto vai così che vai bene. Io, alla tue età, non ero così brava 😉
    Detto questo ti saluto e ti faccio un grosso in bocca al lupo per il proseguo della storia.
    Alla prossima!

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