C’era una volta la felicità

Dove eravamo rimasti?

Cosa accadrà a Miriam? Scappa da Ismael (54%)

Un aiuto non del tutto rifiutato

Passai la notte in una casa abbandonata che si trova a pochi metri dalla mia dove una volta viveva la mia amica Farah, anche lei ormai emigrata in Europa. Mi tornarono alla mente tutti i momenti trascorsi li a giocare con lei ed Ismael e piangevo mentre capivo sempre più di essere ormai sola.

Ero infreddolita e spaventata. Non appena sorse il sole decisi di incamminarmi verso casa di Ismael pur sapendo quanto fosse pericoloso dato il caos che avvolgeva il paese. Ero tremendamente spaventata ma decisi di non lasciarmi sopraffare dalla paura e andare avanti. A metà strada incontrai mia zia Madalen che con gli occhi sbigottiti ed arrabbiati mi disse :

“Miriam, corri a casa! Non puoi vagare qui da sola! Sei per caso fuori di testa!? Prendi questo pezzo di pane e corri senza farti notare troppo, corri!”

Non ebbi tempo di dirle nulla, scappai velocemente. Solo successivamente venni a conoscenza della sua morte avvenuta in un attentato terroristico. Se avessi saputo che quella sarebbe stata l’ultima volta in cui l’avrei vista avrei voluto abbracciarla.

Circa dopo un’ora arrivai fuori casa di Ismael. Come un colpo di fortuna lo vidi affacciato alla finestra ed urlai:

“Ismael, salvami, sono rimasta sola, portami in Europa con te. I miei genitori sono stati rapiti, posso contare solo su di te.”

Non appena finii di parlare, ecco che arrivò suo padre Alam che mi disse:

“Signorina, cosa ci fai qui!? Noi dobbiamo partire, non abbiamo tempo da perdere, vai via!”

Gli spiegai ciò che era accaduto, ma non speravo di attirare la sua attenzione poiché sapevo che era una persona molto dura e severa, e perché no…forse anche senza sentimenti!

Mi diede del denaro e mi disse di tenerlo ben nascosto. Disse che dovevo recarmi ad est di Beirut e li avrei trovato persone che come me volevano cercare salvezza in Europa, e per fare ciò avrei dovuto ovviamente pagare. Disse che avrei dovuto correre. Non riuscii a salutare Ismael.

Passai la notte in un rudere. C’era con me una mamma che aveva da poco partorito suo figlio e donava lui tutto l’amore che una madre può nutrite verso di lui. Avevo il cuore spezzato e sentivo sempre più la mancanza della mia famiglia. Le chiesi se sapesse che giorno fosse e mi disse angosciosamente:

“È 28 marzo…”

Era il mio compleanno, 11 anni, da sola. Chissà se mamma e papà mi stavano pensando. Mi addormentai pensando alla canzoncina che nonna mi cantava da bambina :

“Ninna nanna, ninna oh, c’era una volta la felicità…” 

Cosa farà dopo il rifiuto del padre di Ismael?

  • Cercherà qualche suo familiare (19%)
    19
  • Resterà con la signora incontrata (15%)
    15
  • Seguirà il consiglio dell padre di Ismael (66%)
    66
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185 Commenti

  1. L’argomento della tua storia è di grande attualità e complessità, per le problematiche a esso legate. Narrare certi fatti in maniera coerente e, soprattutto credibile, senza cadere banalmente nei luoghi comuni raccontati dai media, non è facile. Hai avuto il coraggio di provarci.
    detto questo, mi/ti pongo alcune domande:
    “Noi bambine fummo un po’più fortunate poiché imprigionate in un luogo diverso”. Diverso in che senso? Venivano assegnati noi compiti meno faticosi e meno difficoltosi. Quali compiti, per esempio?
    “e se non completavi i lavori” A quali lavori ti riferisci? mi sembra di capire che era un gommone che straripava di gente, gli uni sugli altri. ..
    due suggerimenti che possono migliorare la scorrevolezza del testo:
    (Il sole stava per tramontare e) Il cielo ci regalò un tramonto
    (Non appena arrivò la notte) Calò la notte…
    ciao

  2. Un racconto scorrevole nel testo accessibile a tutti. Il tema ci ricorda il dramma della e delle guerre nel mondo ed il dramma dei migranti costretti a scappare dai loro paesi a causa delle guerre. Il dramma dei bambini migranti a cui è stato sottratto il diritto a vivere un’infanzia normale, il diritto al gioco, il diritto alla casa, il diritto a vivere una vita serena . .Grazie Rossella per aver scelto nel tuo elaborato un tema non facile, ma che ci tocca tutti indistintamente perchè fin quando un essere umano perirà sotto i colpi delle bombe, finchè dovrà scappare per tentare la sopravvivenza, finchè dovrà soffrire a causa delle bombe, noi non potremo mai affermare il Diritto alla Pace che significa difesa della Giustizia e dei diritti umani per tutti. Il dolore di chi soffre e scappa a causa delle guerre è il dolore dell’intera umanità, è il nostro dolore, perchè siamo parte di questa umanità. Maggior riflessione su questi argomenti fondanti aiuteranno l’uomo del 3° millennio a uscire dal baratro dell’indifferenza e del razzismo dilagante. Siamo tutti la stessa umanità. Restiamo umani. Basta guerra. Impegniamoci per fa conoscere la Pace valore incommensurabile dal quale dipende il futuro e la nostra vita. Grazie Rossella. Continua così! ( Agnese G.)

  3. Wow tanti incipoints in così pochi capitoli?? Mi son trovata a leggere le prima righe del primo capitolo x curiosità e infine le ultime del terzo per piacere e… non posso perdermi questa storia, quest’avventura.
    Seguo fino alla fine, un po’ triste perchè so che non si tratta di un fantasy,un po’ speranzosa perchè credo che sperare che a Miriam e ai suoi amici vada bene sia un po’ come pregare per il futuro della Siria.

  4. Ciao Rossella, mi è piaciuta la frase ” Riuscimmo a sentirci un po’ più bambini…”ed anche quella” e finalmente sorrisi” mi sembrano molto fresche ed adeguate all’io narrante che è una ragazzina.

  5. Buongiorno Rossella
    Condivido in generale il commento di Kezia. Ti segnalo due cosucce: La parola Signorina, nella frase “Signorina, cosa ci fai qui!? l’avrei eliminata. Non sono sicura che sia un modo di esprimersi coerente con la lingua locale, che non è l’italiano. La frase “Se avessi saputo che quella sarebbe stata l’ultima volta in cui l’avrei vista – avrei voluto abbracciarla – scorre meglio se, nella parte finale, scrivi “l’avrei abbracciata”.
    ciao

  6. Ciao Rossella,
    i due capitoli denotano impegno e ricercatezza; ti consiglio di stare un po’ più attenta alle ripetizioni, alle “d” eufoniche e alle troppe spiegazioni, per il resto vai così che vai bene. Io, alla tue età, non ero così brava 😉
    Detto questo ti saluto e ti faccio un grosso in bocca al lupo per il proseguo della storia.
    Alla prossima!

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