C’era una volta la felicità

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà dopo il rifiuto del padre di Ismael? Seguirà il consiglio dell padre di Ismael (66%)

Nuove amicizie

Dopo una notte trascorsa riportando in mente molti episodi felici dei miei scorsi compleanni, decisi di seguire il consiglio del padre di Ismael. C’ era ancora accanto a me la mamma con il suo bambino alla quale dissi con voce tremolante:

“Il mio nome è Miriam. Lei invece come si chiama?”

Rispose con tono stanco:

“Io sono Nadira. Lei è mia figlia Yasmin.”

Ed accennò un sorriso. Era da molto che non ne vedevo uno.

Non le spiegai ciò che mi era accaduto per il timore che potesse farmi del male. Intanto tenevo stretto il mio zainetto rosa che conteneva il denaro necessario per il viaggio. Nadira con un accenno di istinto materno disse:

“Miriam, prima di tornare a casa trattieniti un po’ con noi. Ho del latte e del pane da offrirti”

Accettai volentieri e le chiesi cosa stesse succedendo in città e mi spiegò che si stava riacutizzando la violenza anche a causa della guerra siriana dopo varie battaglie che riportarono tensioni. Le chiesi intimorita se sapesse quando tutto questo sarebbe finito e rispose:

“Miriam, temo tra molto. Però tu ora vai dalla tua famiglia. Vedrai, ti sentirai più al sicuro. Anzi, perchè hai trascorso la notte fuori? Ti sei persa?”

Mi allontanai non appena la bambina iniziò a piangere e sgattaiolai fuori piangendo. Con tanta fatica mi recai ad est di Beirut dove arrivai dopo circa un’ora. Era una splendida giornata primaverile ed il sole illuminava il mio volto  e finalmente sorrisi. Sorrisi perchè in me si era riaccesa finalmente  qualche speranza. Vidi delle persone al di fuori di un casolare che parlavano come se stessero nascondendo qualcosa. Mi avvicinai ad una signora e le chiesi: 

“Scusi, cerco delle persone che come me vogliono emigrare in Europa. Lei sa qualcosa?”

Mi afferrò per un braccio e mi disse che avrei dovuto avere del denaro per partire da dare agli scafisti al momento della partenza. Le dissi di averlo e mi invitò a raggiungere altri miei coetanei che erano all’interno. Conobbi molti bambini come me ma i più simpatici a mio parere erano Kareem , un bambino di otto anni e Wisaal, una bambina di nove anni. Entrambi erano siriani. Riuscimmo a sentici un po’ più bambini nonostante tutto quello che stava accadendo. Cenammo con un pasto caldo e durante la notte dormimmo avvolti nelle coperte rassicurandoci a vicenda. Passarono vari giorni,forse settimane, fino a quando…

Cosa accadrà a Miriam ed i suoi nuovi amici?

  • Saranno rapiti (12%)
    12
  • Dovranno partire in fretta (73%)
    73
  • Scapperanno da soli (14%)
    14
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185 Commenti

  1. L’argomento della tua storia è di grande attualità e complessità, per le problematiche a esso legate. Narrare certi fatti in maniera coerente e, soprattutto credibile, senza cadere banalmente nei luoghi comuni raccontati dai media, non è facile. Hai avuto il coraggio di provarci.
    detto questo, mi/ti pongo alcune domande:
    “Noi bambine fummo un po’più fortunate poiché imprigionate in un luogo diverso”. Diverso in che senso? Venivano assegnati noi compiti meno faticosi e meno difficoltosi. Quali compiti, per esempio?
    “e se non completavi i lavori” A quali lavori ti riferisci? mi sembra di capire che era un gommone che straripava di gente, gli uni sugli altri. ..
    due suggerimenti che possono migliorare la scorrevolezza del testo:
    (Il sole stava per tramontare e) Il cielo ci regalò un tramonto
    (Non appena arrivò la notte) Calò la notte…
    ciao

  2. Un racconto scorrevole nel testo accessibile a tutti. Il tema ci ricorda il dramma della e delle guerre nel mondo ed il dramma dei migranti costretti a scappare dai loro paesi a causa delle guerre. Il dramma dei bambini migranti a cui è stato sottratto il diritto a vivere un’infanzia normale, il diritto al gioco, il diritto alla casa, il diritto a vivere una vita serena . .Grazie Rossella per aver scelto nel tuo elaborato un tema non facile, ma che ci tocca tutti indistintamente perchè fin quando un essere umano perirà sotto i colpi delle bombe, finchè dovrà scappare per tentare la sopravvivenza, finchè dovrà soffrire a causa delle bombe, noi non potremo mai affermare il Diritto alla Pace che significa difesa della Giustizia e dei diritti umani per tutti. Il dolore di chi soffre e scappa a causa delle guerre è il dolore dell’intera umanità, è il nostro dolore, perchè siamo parte di questa umanità. Maggior riflessione su questi argomenti fondanti aiuteranno l’uomo del 3° millennio a uscire dal baratro dell’indifferenza e del razzismo dilagante. Siamo tutti la stessa umanità. Restiamo umani. Basta guerra. Impegniamoci per fa conoscere la Pace valore incommensurabile dal quale dipende il futuro e la nostra vita. Grazie Rossella. Continua così! ( Agnese G.)

  3. Wow tanti incipoints in così pochi capitoli?? Mi son trovata a leggere le prima righe del primo capitolo x curiosità e infine le ultime del terzo per piacere e… non posso perdermi questa storia, quest’avventura.
    Seguo fino alla fine, un po’ triste perchè so che non si tratta di un fantasy,un po’ speranzosa perchè credo che sperare che a Miriam e ai suoi amici vada bene sia un po’ come pregare per il futuro della Siria.

  4. Ciao Rossella, mi è piaciuta la frase ” Riuscimmo a sentirci un po’ più bambini…”ed anche quella” e finalmente sorrisi” mi sembrano molto fresche ed adeguate all’io narrante che è una ragazzina.

  5. Buongiorno Rossella
    Condivido in generale il commento di Kezia. Ti segnalo due cosucce: La parola Signorina, nella frase “Signorina, cosa ci fai qui!? l’avrei eliminata. Non sono sicura che sia un modo di esprimersi coerente con la lingua locale, che non è l’italiano. La frase “Se avessi saputo che quella sarebbe stata l’ultima volta in cui l’avrei vista – avrei voluto abbracciarla – scorre meglio se, nella parte finale, scrivi “l’avrei abbracciata”.
    ciao

  6. Ciao Rossella,
    i due capitoli denotano impegno e ricercatezza; ti consiglio di stare un po’ più attenta alle ripetizioni, alle “d” eufoniche e alle troppe spiegazioni, per il resto vai così che vai bene. Io, alla tue età, non ero così brava 😉
    Detto questo ti saluto e ti faccio un grosso in bocca al lupo per il proseguo della storia.
    Alla prossima!

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