C’era una volta la felicità

Dove eravamo rimasti?

Cosa accadrà ai tre amici? Saranno separati (43%)

L’inizio del viaggio

Con grande forza, per primo prese Kareem e non ci diede neanche il tempo di salutarlo. Lui piangeva, era terribilmente spaventato. Wisaal ed io ci tenevamo strette la mano e continuavamo a guardare Kareem fino a quando ci fu possibile. Noi bambine fummo un po’più fortunate poichè imprigionate in un luogo diverso. Venivano assegnati noi compiti meno faticosi e meno difficoltosi. Conobbi anche altre bambine che avevano perso i genitori proprio come me. Non c’era un giorno in cui io e Wisaal non pensassimo a Kareem. Vivemmo anche molti eventi drammatici come la morte di molte persone davanti i nostri occhi a causa della fame e degli stenti. La speranza continuava a non abbandonarci, ma l’ aria durante quei mesi sembrava pesare di più, soprattutto per gli adulti che trascorrevano molte notti a piangere e pregare.  Sognavo spesso la mamma, il papà e Ismael e immaginavo di poterli incontrare tutti in Europa, ma sapevo quanto questo fosse impossibile.

Un mattino, mentre Wisaal, io ed altre bambine stavamo giocando, ci dissero che era arrivato il momenti di partire e che avremmo dovuto fare in fretta. Allora, ancora increduli,spaventati e felici, prendemmo ciò che ci apparteneva e pagammo con tutto il nostro denaro gli scafisti. Immaginavo di dover viaggiare in una grande nave data la somma di denaro pagata, ma al momento della partenza, vidi solo un misero gommone che mi incuteva molta paura. 

Partimmo.

Il mare era molto agitato e la paura incombeva in tutti. Riuscimmo finalmente a rivedere Kareem che era denutrito e molto stanco. Ci disse che davano loro poche razioni di cibo alla settimana, e se non completavi i lavori, non potevi avere da mangiare. Un vero incubo a differenza nostra! Nonostante tutte queste peripezie, eravamo finalmente tutti e tre di nuovo insieme! Il gommone era molto instabile  a causa delle onde e avevo terribilmente paura che potesse bucarsi da un momento all’altro, ma molti mi rassicuravano dicendo che sarebbe stato impossibile. Il sole stava per tramontare e ci regalò un tramonto variopinto dal viola all’arancio che ci lasciò meravigliati. Non avevo mai visto un tramonto così! Non appena arrivò la notte, ci dissero che tra meno di 24 ore saremmo giunti a destinazione, ma questo mi sembrava molto strano. La luna ci illuminava il cammino insieme alle stelle che formavano, unendole, forme strane. Dormimmo molto vicini, sempre coperti da pochi stracci, ma fortunatamente le temperature erano miti. Dopo molto più di 24 ore, stavamo quasi per arrivare sulle coste della Sicilia, quando improvvisamente il gommone si bucò. Fu in quel momento che tutti i miei sogni andarono in frantumi. Gridando, molte voci, dissero che tra pochi km saremmo arrivati e che sarebbe bastato nuotare per arrivare alla terra ferma. Quasi nessuno di noi sapeva come fare, compresa me…

Forse non riuscirò mai a raccontare la gravità e la paura di quel momento. 

Ricordai di quando papà mi diceva di fare come un cagnolino quando ero in acqua , ma non avevo mai provato prima! Quando il gommone si sgonfiò del tutto, eseguii alla lettera ciò che diceva papà e gridai:

“Fate tutti come me: muovete gambe e braccia!”

Kareem era senza forze e urlò:

“Non riesco. Sono troppo stanco…”

Da lontano vedemmo una nave, una di quelle grandi che avevo immaginato prima che provò a salvarci, ma…

Cosa accade?

  • Non furono aiutati (13%)
    13
  • Si salvarono poche persone (70%)
    70
  • Ci fu una grande strage (17%)
    17
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

218 Commenti

  1. Buongiorno Rossella
    L’ottavo capitolo non è quasi mai facile da scrivere ed è spesso interlocutorio.
    Infatti, a metà episodio mi è sembrato che la voce del narratore si mescolasse a quella della protagonista. Se non fosse per il breve riferimento all’orfanotrofio, la scena poteva essere ambientata in un collegio, dallo sguardo truce della signora Giovanna al bullismo.
    Il biglietto può essere stato scritto da chiunque, perciò parla prima con un’amica.
    https://www.analisidellopera.it/matt-mahurin-bullying/

  2. Ciao, attenzione agli errori battitura (spazi, virgolette, maiuscole/minuscole).
    Verifica bene la normativa riguardante le adozioni (cerca su Google o chiedi in giro): non sono sicura che l’iter sia così ed è poco verosimile che prima ti facciano conoscere i genitori e poi non si possa procedere. Potevi farli incontrare per caso e far scegliere loro di adottarla, in caso: in questo modo è possibile, sebbene sempre molto macchinoso. Attendo la continuazione!!

  3. Buongiorno Rossella
    l’adozione richiede normalmente tempi lunghi ed è raramente priva di difficoltà. La signora Giovanna ha peccato di leggerezza, facendo credere alla protagonista il contrario, creandole da subito delle aspettative.
    Ti segnalo un paio di cosucce:
    nella frase “mi raccomando, mantieni la calma!”, mi sembra più colloquiale e verosimile così: Mi raccomando, stai tranquilla (andrà tutto bene).
    “Mi recai correndo in camera” più scorrevole se “Corse in camera”
    La lettura della frase “Erano tanti i pensieri che giravano nella mia testa durante il tragitto in macchina con i ragazzi del centro ed un assistente sociale che doveva valutare l’incontro.”
    ti lascia senza fiato.
    in alternativa:
    “Salì in macchina con i ragazzi del centro e l’assistente sociale che doveva valutare l’incontro. Quanti pensieri giravano nella mia testa durante il tragitto! ”
    ciao

  4. Spostata in un’altra città.
    Ciao, Rossella.
    La valanga di complimenti che i commentatori ti rivolgono farebbe piacere a chiunque e riesco solo a immaginare quanto possa essere gradito a un’autrice giovanissima e alle primissime esperienze. Io però non mi unirò al coro, perché penso che ti sia altrettanto utile una critica costruttiva. Perciò, non volermene troppo e sappi che tutto ciò che ti scrivo è dettato dal desiderio di rendermi utile, aiutandoti a focalizzare dei punti che puoi migliorare.
    Non mi dilungherò su quanto sia difficile rendere in modo realistico la psicologia di personaggi immersi in una realtà per noi occidentali così lontana, diciamo che non ti sei scelta un compito facile.
    Però non mi dispiacerebbe un minimo di coerenza in più nella descrizione delle situazioni. Per capirci: Miriam torna a casa, non trova la famiglia e immagina che sia stata rapita.
    Ferma, stop: è una tragedia assoluta, per una bambina di dieci anni (e non solo!). Come reagisce, cosa pensa? I caratteri sono pochi e non ti chiedo di fare un trattato di psicologia sull’elaborazione di un simile, tremendo lutto. Ti domando solo una cosa: poco dopo incontra la zia e… e non le dice nulla! Si fa dare un pezzo di pane e va per la propria strada. Ecco, la cosa mi appare del tutto inverosimile: la zia in quel momento è un’ancora, mi aspetto che Miriam si aggrappi a lei con tutte le forze, perché trovo naturale un comportamento simile e se non avviene, io lettore ho bisogno che mi si spieghi in modo convincente *perché* non avviene, non mi basta un “Non ebbi tempo di dirle nulla”, di fronte a un’enormità simile non è una giustificazione che tenga!
    Ho preso questo ad esempio, ma ci sono molte situazioni che mi hanno fatto storcere il naso per la poca coerenza.
    Perciò il mio primo consiglio è questo: ti suggerirei, ogni volta che stai descrivendo una scena, di pensare a come *tu* o quelli che hai intorno si comporterebbero se vivessero quella situazione. So che è difficile, ma è necessario.
    La seconda cosa che noto è la difficoltà nella gestione dei dialoghi: i tuoi personaggi, tranne nel sesto capitolo, non parlano praticamente mai tra loro; se uno parla, dell’altro ci riassumi la risposta, o viceversa.
    I dialoghi sono importanti, un dialogo ben scritto fa fluire le informazioni in modo naturale, permette al lettore di immedesimarsi meglio nella storia. Anche in questo caso, so che non è facile, ma ti invito a provarci: i personaggi devono interagire tra loro (anche) senza l’intermediazione della voce narrante; domanda, risposta, osservazioni, puntualizzazioni, è il modo in cui le persone ottengono informazioni.
    Questo è un progetto scolastico, giusto? Quindi sono certo che intorno hai certamente insegnanti preparati che saranno felici di aiutarti a migliorare il tuo stile.
    La finisco qui. Sei molto giovane, e questo significa soprattutto che hai una mente vivace, elastica e veloce. E molto tempo a disposizione per imparare.

    Ciao, a presto

    • Ciao, ti ringrazio per questi consigli. Sono alle prime armi e sicuramente con le esperienze e con il tempo sarò in grado di scrivere in modo migliore. Nonostante sia un progetto, preferisco fare da sola ed imparare dai miei ‘sbagli’, se così possono essere chiamati e dai consigli che mi vengono dati. Accolgo il tuo consiglio e proverò a metterlo in atto già nel prossimo capitolo che sto scrivendo. In ogni caso, mi é risultato difficile e mi risulta difficile rendere coerente questa storia, lo ammetto, e ogni volta in cui rileggo un capitolo trovo sempre parti da migliorare, da perfezionare e da eliminare. Non è uno dei primi ‘elaborati’ che ho scritto e che scrivo, ma questa é stata la prima volta in cui ho avuto il ‘coraggio’ di espormi e di ‘battere’ le mie insicurezze. Spero continuerai a leggere i seguenti capitoli e se avrai altro da suggerire che possa aiutarmi a migliorare, mi farebbe piacere sentire! A presto!

  5. Complimenti per la storia, la trama è veramente stupenda e il tuo modo di scrivere tiene il lettore con il fiato sospeso! Sei riuscita a cogliere a pieno i sentimenti dei bambini in quelle zone di guerra che li costringono a crescere troppo in fretta, e per questo ti faccio ancora i miei complimenti. Io ho recuperato i capitoli precedenti e non me ne sono pentita; seguirò la tua storia e non vedo l’ora di conoscerne il finale. Continua così.

  6. L’argomento della tua storia è di grande attualità e complessità, per le problematiche a esso legate. Narrare certi fatti in maniera coerente e, soprattutto credibile, senza cadere banalmente nei luoghi comuni raccontati dai media, non è facile. Hai avuto il coraggio di provarci.
    detto questo, mi/ti pongo alcune domande:
    “Noi bambine fummo un po’più fortunate poiché imprigionate in un luogo diverso”. Diverso in che senso? Venivano assegnati noi compiti meno faticosi e meno difficoltosi. Quali compiti, per esempio?
    “e se non completavi i lavori” A quali lavori ti riferisci? mi sembra di capire che era un gommone che straripava di gente, gli uni sugli altri. ..
    due suggerimenti che possono migliorare la scorrevolezza del testo:
    (Il sole stava per tramontare e) Il cielo ci regalò un tramonto
    (Non appena arrivò la notte) Calò la notte…
    ciao

  7. Un racconto scorrevole nel testo accessibile a tutti. Il tema ci ricorda il dramma della e delle guerre nel mondo ed il dramma dei migranti costretti a scappare dai loro paesi a causa delle guerre. Il dramma dei bambini migranti a cui è stato sottratto il diritto a vivere un’infanzia normale, il diritto al gioco, il diritto alla casa, il diritto a vivere una vita serena . .Grazie Rossella per aver scelto nel tuo elaborato un tema non facile, ma che ci tocca tutti indistintamente perchè fin quando un essere umano perirà sotto i colpi delle bombe, finchè dovrà scappare per tentare la sopravvivenza, finchè dovrà soffrire a causa delle bombe, noi non potremo mai affermare il Diritto alla Pace che significa difesa della Giustizia e dei diritti umani per tutti. Il dolore di chi soffre e scappa a causa delle guerre è il dolore dell’intera umanità, è il nostro dolore, perchè siamo parte di questa umanità. Maggior riflessione su questi argomenti fondanti aiuteranno l’uomo del 3° millennio a uscire dal baratro dell’indifferenza e del razzismo dilagante. Siamo tutti la stessa umanità. Restiamo umani. Basta guerra. Impegniamoci per fa conoscere la Pace valore incommensurabile dal quale dipende il futuro e la nostra vita. Grazie Rossella. Continua così! ( Agnese G.)

  8. Wow tanti incipoints in così pochi capitoli?? Mi son trovata a leggere le prima righe del primo capitolo x curiosità e infine le ultime del terzo per piacere e… non posso perdermi questa storia, quest’avventura.
    Seguo fino alla fine, un po’ triste perchè so che non si tratta di un fantasy,un po’ speranzosa perchè credo che sperare che a Miriam e ai suoi amici vada bene sia un po’ come pregare per il futuro della Siria.

  9. Ciao Rossella, mi è piaciuta la frase ” Riuscimmo a sentirci un po’ più bambini…”ed anche quella” e finalmente sorrisi” mi sembrano molto fresche ed adeguate all’io narrante che è una ragazzina.

  10. Buongiorno Rossella
    Condivido in generale il commento di Kezia. Ti segnalo due cosucce: La parola Signorina, nella frase “Signorina, cosa ci fai qui!? l’avrei eliminata. Non sono sicura che sia un modo di esprimersi coerente con la lingua locale, che non è l’italiano. La frase “Se avessi saputo che quella sarebbe stata l’ultima volta in cui l’avrei vista – avrei voluto abbracciarla – scorre meglio se, nella parte finale, scrivi “l’avrei abbracciata”.
    ciao

  11. Ciao Rossella,
    i due capitoli denotano impegno e ricercatezza; ti consiglio di stare un po’ più attenta alle ripetizioni, alle “d” eufoniche e alle troppe spiegazioni, per il resto vai così che vai bene. Io, alla tue età, non ero così brava 😉
    Detto questo ti saluto e ti faccio un grosso in bocca al lupo per il proseguo della storia.
    Alla prossima!

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi