I ricordi di Layla

Dove eravamo rimasti?

Chi sarà? Una vecchia amica (64%)

Marta

Dallo spioncino notai una sagoma che aveva un nonsoché di familiare. “Ciao Marta!” esclamai nel momento in cui, aprendo la porta, riconobbi quella vecchia amica.

Si può dire che eravamo cresciute insieme, quasi come sorelle. Condividevamo segreti, passioni, stati d’animo ed alcune volte anche gli indumenti. Insomma, sapeva tutto di me e della mia vita.

M: “Come va? Non ti sei fatta più sentire, quindi, sono venuta a trovarti. Come si dice, se Maometto non va alla montagna, sarà la montagna ad andare da Maometto!”

Con un appetitoso dolce in mano, entrò sorpassandomi e si diresse in cucina per appoggiare il piatto.

M: “Embè, cosa mi racconti di nuovo?”

Aggrottando la fronte, aggiunse:

                                            M: “Che hai in mano?”                          

Con la sua logorrea, caratteristica che la distingueva ampliamente da me, mi risollevò il morale…anche se il mio pensiero fisso erano quelle vecchie mura.

L: “E’ la foto della vecchia casa in cui abitavamo fuori città, è una storia lunga…”

M: “Ho tutto il pomeriggio a tua disposizione, sono tutta orecchi!”

L: “In breve, papà mi ha spedito una lettera tramite Josef, dicendomi di andare urgentemente in quella casa, ma non so come, quando o perché”

M: “O mio Dio, ma questo è un mistero! Adoro le storie enigmatiche!”

La bloccai immediatamente dicendo:

L: “Ma quale mistero! Non è una storia di Agatha Christie!”

Rispose:

M: “Devi sempre rovinarmi i piani…”

M: “Visto che hai il cappotto addosso, presumo che stessi andando in questo momento”

L: “Infatti…”

M: “Non ti permetto di andare senza di me!”

La guardai quasi supplichevole, ma niente da fare si ostinò ad accompagnarmi. Si alzò fulminea dalla sedia, raggiunse la porta e disse: “Che fai lì impalata, muoviti che la casa ci aspetta!”.

Sospirai lentamente e ripresi l’ombrello. Ero pronta, con un’amica fedele al mio fianco ed una forte curiosità che dilaniava dentro me.

Salimmo in macchina.

L: “E’ sempre stata così scomoda la tua macchina?”

M: “Parla della tua, che a stento può arrivare ai 50 km/h”

Stava infatti parlando della vecchia Fiat “Uno”, di colore rosso, tendente al bordeaux, che mia madre decise di comprare il giorno del mio 20esimo compleanno.

M: “Guarda là!”

L: “Cos’è?”

M: “Non ti viene davvero nulla in mente? E’ il chiosco dove compravamo sempre quei gelati squisiti”

M: “Dai fermiamoci un pò”

L: “Marta ti ricordo la nostra “missione”!”

M: “Che fa! Il tempo per un gelato si trova sempre. La casa non scappa!”

Entusiasta dell’aver incontrato lungo la strada quel chioschetto, accostò sul ciglio e dopo aver spento il motore sganciò la cintura di sicurezza, mettendomi fretta.

Nel frattempo la pioggia smise di bagnare dolcemente l’asfalto e il caldo tiepido di Maggio si fece sentire, emanando quell’odore di terra bagnata che mi riportava alle mattinate trascorse passeggiando nel parco, tra l’erba ricoperta di rugiada.

M: “La smetti di fissare a terra e andiamo a mangiare uno stupendo e goloso gelato?”

L: “Si, scusami”

M: “A che gusto lo prendi?”

M: “Pistacchio come sempre o hai cambiato anche le tue preferenze alimentari?”

L: “Non sono cambiata e sì, lo prenderò al pistacchio. Tu invece? Fior di latte?”

M: “Magari…Non posso resistere al cioccolato”

Scoppiammo in una fragorosa risata, quel gelato con lei era stata una riscoperta del passato e ho capito, anche se in ritardo, che nulla mi ha fatto stare meglio se non spendere questo tempo con la persona che più mi conosce a fondo, rendendomi conto di quanto fosse importante l’amicizia. Ritornate le ragazzine che non vedevano l’ora di incontrarsi per discutere delle loro vicende gustandosi quel dolce momento.

Una volta terminato, risalimmo in macchina.

L: “Fermati è quella!”

Esclamai a gran voce. Era proprio quella la casa del pezzo di carta che avevo in mano, la casa in stile liberty, una nebbia che si è dissolta nella mia mente, continuavo a guardarla dal finestrino, posso ancora sentire le urla di mio fratello mentre giocavamo a mosca cieca in quel cortile che ora è ricoperto di erbacce.

M: “Ti senti bene?”

L: “Sì, andiamo”

Arrivammo dinanzi la cancellata in ferro battuto.

Cosa succederà?

  • Apriranno il cancello per entrare. (67%)
    67
  • Torneranno indietro per un ripensamento di Layla. (0%)
    0
  • Qualcosa le distrarrà. (33%)
    33

Voti totali: 3

Vota la tua opzione preferita

Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

69 Commenti

  1. Finalmente dopo una lunga assenza sono riuscito a leggere il tuo racconto.. E che dire.. Dalla prima all’ultima parola si vede tutto l’impegno che ci stai mettendo. E quando si è così significa che si crede veramente in ciò che si sta facendo. Questa è la cosa più bella che mi hai trasmesso. E hai saputo dare una perfetta definizione al concetto di fotografia come ricordo. Foto scattate da piccoli o in occasioni dove non si volevano, ma che poi a distanza di anni scatenano una miriade di emozioni.. Brava. Davvero brava. Tutti qui ti danno il loro sostegno. ❤

  2. Ciao Federica
    Si nota impegno nel tuo racconto 🙂
    Siccome un viaggio nei ricordi è qualcosa che coinvolge sempre emotivamente chiunque, 🙂 avrei tagliato “flemmaticamente” nella frase: “facendo scorrere flemmaticamente quelle fotografie digitalizzate”, sostituendo magari con “in modo automatico”
    vedi se la frase: “Infine, indossava delle scarpette, che con il loro nastro avvolgevano dolcemente le sue caviglie.” scorri meglio così: Il nastro delle scarpette che indossava, avvolgeva dolcemente le sue caviglie.
    L’ultimo paragrafo è un po’ lunghetto. Spezzandolo in due, può alleggerisce.

  3. Fede in questo episodio mi ha colpito molto la parte in cui dai enfasi ai ricordi… mi hai davvero stupito. Condivido molto ciò che hai detto su di essi perché sono l’unica cosa che ci possono riportare indietro anche di anni per rivivere quel momento felice. Mi è piaciuta molto anche la descrizione di Lili la madre di Layla e come la protagonista sia così legata a quei scatti con la vecchia polaroid senza nemmeno saperlo. Continua a scrivere così è stupiscimi con il prossimo episodio… non vedo l’ora!!!

  4. Finalmente il nuovo episodio! Lo aspettavo da tanto e non hai deluso le aspettative di tutti noi lettori.. continua cosi!
    P.S. Sono incuriosito da quelle scritte che sembrano arabe.. hanno qualche significato nascosto? 😦

  5. Ciao Federica
    eccomi come mi hai chiesto. Ti do qualche suggerimento come lettrice non come correttrice di bozze, s’intende.:-)
    Primo, occhio alle ripetizioni di termini, appesantiscono il testo. Meglio cercare di usare sinonimi o modi di dire equivalenti.
    Secondo: non raccontare ma cerca di mostrare pensieri e sentimenti attraverso l’azione.
    Due esempi: Lo tirai fuori con irritazione ed esclamai: “Eccoti!”. “Uffa” sbuffai quasi stanca della ricerca, ma fiera del mio lavoro.
    anziché: “Eccoti!” esclamai fiera del mio lavoro appena dopo averlo tirato fuori con irritazione. “Uff”, dissi, quasi stanca della ricerca andata a buon fine.
    Potresti scrivere: Mi colpì l’odore. anziché “La caratteristica per cui rimasi incerta fu l’odore.”
    Spero di esserti stata utile.

  6. Ho provato la stessa emozione solo quando lessi “Eveline di Joyce, stai rappresentando perfettamente una ragazza dubbiosa e preoccupata del suo futuro ma in un’altra epoca, che ha dato tanti mezzi per avvicinare le persone, ma spesso le divide. La scrittura, sia nel tuo caso, che in quello della storia, è l’unica arma che riesce ancora ad unire e a riportarci in un’altra epoca dove con meno tecnologia era maggiormente facile trasmettere emozioni tramite una lettera, piú complessa ed elaborata di un semplice e banale messaggio scambiato con freddezza e magari in modo automatico.
    Continua e comporrai una bellissima novella.

  7. Ognuno di noi ha un messaggio di una persona cara nella testa e nel cuore che ci guida per continuare la nostra quotidianità…Per questo è bello leggere …La lettura è un incontro di anime sensibili,ognuno ritrova un pò di se stesso nei racconti altrui.
    Brava Federica.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi