Il fiore del silenzio

Il mazzo di margherite

Fin da piccola ho sempre amato giocare a nascondino. Mi ricorda i bei momenti che ho passato con mia madre. Giocavamo sempre, soprattutto d’estate, quando il sole continuava a splendere fino a tardi. Spesso lo facevamo all’aperto, precisamente nel grande giardino, dietro casa, pieno di fiori e piante provenienti da tutto il mondo. Mamma contava fino a dieci, ma a volte anche fino a venti, mentre mi nascondevo in posti introvabili, come sopra ad un nespolo oppure all’interno di un cespuglio pieno di frutti di bosco che camuffava perfettamente i miei folti e chiari boccoli d’oro. Ogni volta che mi trovava diceva: “Ti ho trovata, pulce!” e mi abbracciava forte forte. Dopo un po’, anche mia sorella Ada incominciò a giocare con noi e, da quel momento, le giornate cominciarono a prendere vita attraverso le infinite risate di gioia.

Un giorno, però, mamma non venne a cercarci. Ricordo perfettamente quel giorno. Mentre eravamo nascoste, io e Ada aspettammo a lungo il suo arrivo, fino a quando il sole decise di dare spazio alla luna per riposarsi. Improvvisamente, sentii qualcosa di morbido che toccava la stoffa della mia salopette corta. “Perché mamma non viene a trovarci?” chiese mia sorella col pollice in bocca. Per non preoccuparla troppo, la consolai dicendo con falso entusiasmo: “Credo ci stia preparando un dolce a sorpresa.” In quel momento, togliendo il dito dalla bocca, esclamò contenta: “Evviva! Voglio il dolce al cioccolato di mamma!” Ricambiai la sua infantile allegria accennando un lieve sorriso, per poi prenderla in braccio e dirle: “Allora andiamo a casa, ti va?” Annuì abbracciandomi. “Bene,” dissi “allora andiamo.”

Per tutto il tragitto, mia sorella canticchiò allegramente, agitando in mano un mazzo di margherite, che aveva raccolto in attesa dell’arrivo di mamma, per regalargliele. Nel frattempo, però, mille domande avvolsero la mia testa. “Perché mamma non è venuta a cercarci? Si sarà sentita male? O forse starà davvero preparando un dolce per noi?” Sfortunatamente, a nessuna di queste domande riuscii a dare una risposta certa. Appena arrivate, da lontano trovammo dei signori con la stessa divisa di papà che lo portavano via con la mamma. Inconsciamente mi bloccai e per un attimo vidi il mondo crollarmi addosso. “Cosa sta succedendo?” sussurrai tra me e me. “Perché li stanno portando via? Devo per forza avvicinarmi a loro per chiedere spiegazioni? E con quale esito?” Ad un tratto, Ada iniziò a gridare “mamma, papà” in cerca della loro attenzione. Entrambi si girarono verso di noi, terrorizzati e con le lacrime sui volti, mentre i signori in divisa con aria da bestia feroce ci puntarono minacciosamente. Misi una mano davanti alla bocca di Ada e le sussurrai con tono di comando: “Zitta, Ada.” Capii subito, a differenza di mia sorella, essendo troppo piccola per capire, il pericolo a cui stavamo andando incontro, ma ormai era troppo tardi. I signori minacciosi sguinzagliarono dei grossi e paurosi cani che incominciarono a correre verso di noi con la bava che colava dalla bocca. “Correte, Bea!” gridò disperatamente mio padre, prima di ricevere uno schiaffo violento da una delle guardie. Senza esitazioni, corsi con mia sorella in braccio che non aveva mai lasciato le sue margherite, quasi come se stesse stringendo la mano della mamma.

Incominciai una corsa contro il tempo e la resa, con giudici la vita e la morte, che sceglievano quale destino sarebbe toccato a me e a mia sorella. L’unico sostegno erano le mie sottili e rapidi gambe da lepre. Non sapevo esattamente dove stavo andando. Sapevo solo che dovevo correre. Correre fino alla fine.

Dove correranno Bea e Ada?

  • Verso un campo aperto, col richio di essere viste (17%)
    17
  • Verso la vicina stazione ferroviaria (56%)
    56
  • Verso una casa abbandonata (28%)
    28
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15 Commenti

  1. Ciao Laura, vedo che hai smesso di scrivere da un po’, non so se hai intenzione di finire questo racconto ma nel dubbio ti lascio il mio parere.

    La storia è carina, forse qualche indizio esplicito inerente al nazismo ci starebbe bene per approfondirla, nonostante la vicenda sia raccontata dal punto di vista di una bambina che immagino non conosca perfettamente i meccanismi di cui è vittima. Magari un piccolo dettaglio qua e là, una frase pronunciata dalle guardie o dai due adulti che le hanno prese con sé, potrebbe bastare.
    L’allegria e il divertimento delle due bimbe nel negozio di Charlotte mi sembrano un po’ fuori luogo considerati il trauma che hanno subito e lo spavento che hanno addosso.
    In alcuni punti la protagonista si esprime come un’adulta, cosa bizzarra, anche se non sappiamo effettivamente quanti anni abbia. Però immagino sia una ragazzina, visto che ancora gioca a nascondino.
    La forma non è perfetta, ma avendo 16 anni è normale, per cui mi concentro solo sulla sostanza.

    In generale penso che tu abbia una buona storia in mano con del potenziale da sfruttare. Hai appena superato la metà, c’è tutto il tempo per svilupparla ancora!
    Spero che tu prenda queste parole nel verso giusto e le usi per migliorare. Di solito non commento storie che non mi piacciono perché lo trovo inutile (se una trama è scontata e banale non serve a nulla dirlo, vuol dire che l’autore non ha fantasia sufficiente). Ma la tua ha qualcosa di bello che sarebbe un peccato snobbare per qualche difetto.
    Inizio a seguire la storia per vedere come va a finire e se approfondisci un po’.

    A presto!

    • Ciao, Valentina!
      Sono contenta di aver letto quello che pensi sulla mia storia. Apprezzo i tuoi suggerimenti e non ne sono affatto infastidita, anzi li terrò presente per continuare la storia, che ho lasciato interrotta per motivi di studio, e il tuo punto di vista sulla storia; mi hanno fatto riflettere molto.

      Cercherò di continuare il racconto quando avrò tempo.

      Grazie mille per il commento e a presto!

  2. Ho votato: verranno fermate dalle guardie. A mio parere è la soluzione più coerente, se parliamo di due bambine non accompagnate.
    Voglio complimentarmi con te sopratutto per lo stile di scrittura, fluente e ottimo. La storia è in grado di coinvolgere quindi mi aspetto un proseguimento u.u

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