Il giovane commissario Carlotta

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede a Luca? Trova la morte nella casa paterna (67%)

Il silenzio di Rovereto

Dopo un lungo tragitto in  cui i pensieri lo avevano riportato all’infanzia, Martini arrivó finalmente all’abbandonata casa paterna. L’abitazione era avvolta nel buio.
Non c’erano veicoli che potessero suggerire la presenza di qualcuno . Non si udivano rumori, neppure il cinguettio degli uccelli o lo scricchiolio delle foglie, il silenzio più assoluto vigeva. Tutto sembrava essere nella norma, sembrava un territorio inesplorato, neanche la minima traccia di un uomo sulla terra bagnata dalla pioggia.

Dinanzi ad un tale mistero, Luca pensó si trattasse di uno scherzo, uno dei tanti scherzi falliti da parte degli amici, quegli amici di Rovereto che per costringerlo a ritornare in paese e trascorrere un pó di tempo insieme erano disposti a tutto. Tuttavia non riusciva a comprendere le circostanze che gli si presentavano dinanzi, o meglio non riusciva a spiegarsi perchè per un semplice scherzo bisognasse arrivare a tanto, al punto di terrorizzarlo.

Rimase immobile per qualche attimo. La sua vita stava scivolando via, stava scivolando giù in un buco che si stringeva sempre più fino a risucchiarlo. Tutto ció che si era creato per vivere, tutto ciò che si era costruito intorno, mattone dopo mattone,  e che aveva cercato di rendere così forte in modo da essere impenetrabile a qualunque cosa, stava per essere distrutto da una piccola e innocua ondata di vento che non era niente altro che la vista di quella casa dove aveva vissuto gli anni più felici, dove era cresciuto, dove era diventato ció che ora era il giovane newyorkese Luca Martini, che però non faceva altro che ingannare sé stesso.
Questo suo amore per la vita in città non era che un’immensa menzogna, una menzogna che però era necessaria per sopravvivere, non poteva permettersi di ritornare ciò che era prima.

Era pronto per tornare indietro e cercare un hotel per la notte, in modo da evitare di soggiornare dall’anziana zia Betti, che non avrebbe fatto altro che parlare del defunto padre di Luca, riportando in vita ricordi ormai, per il giovane, seppelliti, e criticare quella che era la sua nuova vita.
Poi, la mattina seguente avrebbe preso il primo volo per New York, dimenticando quella spaventosa avventura di Rovereto, che sembrava durare poco più che un giorno.

Proprio mentre stava per incamminarsi sulla strada di ritorno, percepì la presenza di qualcosa di strano. In un primo momento non riuscì a captare ciò che c’era di anomalo, si guardava intorno, ma non riusciva a comprendere cosa stava succedendo.
Finché volgendo un ultimo sguardo alla vecchia casa, vide del fumo, proveniente dal piccolo comignolo della dimora, salire sempre più in alto.
Qualcuno era in casa ed era stato molto bravo a non lasciare tracce, ma aveva dimenticato un piccolo, ma fondamentale particolare.

Fu proprio in quel momento che Luca realizzó che non si trattava di uno scherzo, la lettera che aveva ricevuto era autentica e ora non gli restava altro da fare che un pieno di coraggio e di forza ed entrare in quella casa, sperando di avere salva la vita.

Nessuno era a conoscenza del suo arrivo in paese, neppure la zia Betti, ma un’anziana, vecchia amica del padre, l’aveva avvistato.

Luca, in piedi, davanti al portone di casa domandava a se stesso se suonare il campanello, spezzando così il silenzio, se entrare senza preavviso o se inviare un segnale per avvertire, chiunque fosse all’interno della casa, della sua presenza.

Luca Martini, era steso sul pavimento, morto, tutto sanguinante. Non vi era traccia di uomo se non quella del giovane, solo un focolare acceso con un pezzo di legna che scoppiettava.

Nessuno era a conoscenza di nulla, solo la vittima era in possesso di enormi notizie.

Chi si accorge del delitto?

  • La zia Betti (29%)
    29
  • La vecchia amica del padre (71%)
    71
  • Dei passanti (0%)
    0

Voti totali: 7

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31 Commenti

  1. L’inizio di questo racconto è molto misterioso, questo è un fattore molto positivo. Infatti utilizzando questa tecnica il lettore non vede l’ora di leggere il continuo. Scrittrice abbastanza eloquente e preparata. Complimenti

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