It’s a secret… shh!

Dove eravamo rimasti?

Quale reazione avrà la protagonista? Aspetterà ferma che lui si avvicini. (74%)

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«Eva, posso spiegarti tutto…», mi dice lui una volta giunto di fronte a me.

Ha un’espressione in volto di quelle molto preoccupate. Cerca di prendermi la mano, ma io la ritraggo subito. Le sue dita tremano, il suo respiro è affannato: sembra anche parecchio nervoso, oltre che preoccupato.

«Sai com’è…», lo interrompo io con una voce tremolante, iniziando a piangere.

Sono furiosa e spaventata. Non vorrei rimanere sola, perché avrei paura; ma allo stesso tempo sono spaventata da lui, che è l’unica persona con me in questo momento. È sicuramente coinvolto…magari è stato lui.  Vorrei prenderlo a sberle, ma…perché non farlo poi? Esito per qualche secondo. Poi stringo i denti, serrando la bocca. Allontano il braccio, come per fargli prendere una rincorsa e gli tiro uno schiaffo sulla guancia. Fa un gran rumore. Cavolo, devo averglielo tirato con molta forza, anche perché la sua guancia è diventata rosso fuoco e sento un po’ di dolore alla mano, ma sono soddisfatta.

«…credo proprio ci sia molto da spiegare», finisco la frase tirandomi su con il naso.

Lui sgrana gli occhi e rimane a bocca aperta per alcuni istanti: è rimasto sorpreso dello schiaffo.

 Si tocca la guancia ed esterrefatto chiede: «Cosa? Non penserai davvero che sia stato io? Avrebbe senso? Credi che io sia capace di rapire qualcuno?»

 Questa domanda mi fa riflettere. Effettivamente, sarebbe davvero grave se il ragazzo di cui sono innamorata mi rapisse. Voglio dire, non sono mica attratta dagli psicopatici? Il fatto però, è che in preda a tale intensa paura, nessuno mi potrebbe sembrar buono. Forse, proprio perché sono troppo spaventata, penso che chiunque si avvicini a me voglia farmi del male.

Ad ogni modo, mi sembra proprio che lui conosca troppi dettagli, per essere fuori da questa situazione. Ho bisogno che mi racconti tutto quello che sa.

«Non posso sapere se sei stato tu ad organizzare tutto questo, ma sono certa che tu sia coinvolto.»

Lui mi guarda dritto negli occhi ed io alzando le sopracciglia, stringo i miei: attendo delle spiegazioni.

«Si, sono coinvolto. La colpa è mia inoltre…»

Inizia a rattristarsi, china la testa, poi la rialza e con lo sguardo immerso nel mio, prende coraggio: «Ciò che ti è successo, è solo per colpa mia.» I suoi occhi si inumidiscono, fa un respiro profondo e riprende a parlare: «Non posso sapere come ti senti. Non posso e non potrò mai, perché ciò che ti hanno fatto è imperdonabile, inaccettabile, immeritevole, orribile. Le scuse che ti porgo, credimi, non saranno mai abbastanza, e io non me lo perdonerò mai. Appena mi hanno chiamato per dirti che eri qui, sono corso a prenderti. Mi dispiace così tanto.», dice iniziando a singhiozzare.

Una lacrima scivola sulla sua guancia. Ora capisco che non è stato lui.

Si avvicina e mi abbraccia stringendomi forte. Non esistono parole per descrivere questa sensazione: quando le braccia di Daniel mi avvolgono, non c’è altro posto o momento in cui vorrei trovarmi. Quel suo gesto d’affetto, è tutto ciò che serve a rendermi felice e sicura. Come la sensazione che si prova nelle sere d’inverno, quando mi infilo sotto le coperte e mi lascio avvolgere dal tepore che mi riscalda. Come assaporare la crema al cioccolato, di un dolce fatto dalla migliore pasticceria della città. Come se questo e molto altro, fosse contenuto in un suo abbraccio. È come se ci catapultassimo in un altro mondo, che appartiene solo a noi.

Le mie mani stringono il suo cappotto sui fianchi, chiudendosi in pugni: scoppio a piangere insieme a lui.

Sento che la paura sta svanendo: ora che lui è qui nessuno potrà farmi del male. Sono stata stupida a pensare che lui avesse potuto architettare tutto. 

«Scusa per lo schiaffo…ero troppo spaventata.», dico silenziosamente.

«Shh», mi risponde lui accarezzandomi i capelli.

«È tutto risolto. Non devi scusarti né preoccuparti di nulla. Ci sono io qui ora.», aggiunge tirandomi su il viso e dandomi un bacio sulla fronte. Mi asciuga una lacrima che scorre sul viso, mi guarda e chiede sorridendo: «Andiamo a casa?»

Prima ancora di riflettere sulla risposta da dare, lo osservo. Ha gli occhi rossi per il pianto,  ma è comunque meraviglioso. Quel maledettissimo sorriso poi, mi contagia ogni volta che spunta sul suo viso. 

Penso che lui sia un po’ come l’arte: c’è qualcosa in lui che è universalmente bello. Lo si può scrutare da qualsiasi punto di vista, ma  rimane in ogni caso magnifico.

Così, sorridendogli a mia volta , annuisco e ci dirigiamo verso l’auto abbracciati.

Cosa succederà tra Daniel ed Eva una volta arrivati a casa?

  • Daniel darà una brutta notizia ad Eva. (0%)
    0
  • Daniel non porterà Eva a casa sua. (60%)
    60
  • Daniel spiegherà ad Eva perché è coinvolto nel rapimento. (40%)
    40
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