L’ AMORE…TRA SOGNI ED EMOZIONI

I RICORDI DEL CUORE

                                                                                                Parigi 2013

Ricordo perfettamente quel famoso lunedì mattina, famoso per così dire, un giorno in cui da quel preciso istante iniziai ad avere un dolore immenso che ad oggi, a distanza di anni, non si è ancora colmato, anzi si è finito di estendere fino a consumarmi tutta. Cosa può esserci di peggio della morte di una madre? Nonostante siano passati anni ricordo quel giorno come se fosse ieri, era una giornata molto importante per me, stavo realizzando finalmente il mio sogno quando prima di entrare in quella stanza per presentare il mio curriculum sento squillare il telefono: era mio padre. Capii subito che qualcosa non andava, il suo tono di voce era diverso dal solito, mi disse che dovevo immediatamente tornare a casa!. E così feci. Appena ebbi aperto la porta di casa mi cadde il mondo addosso, non mi sarei mai aspettata una notizia del genere soprattutto in un momento così importante per me. Scoppiai a piangere ma venne subito mio padre a consolarmi; questa scena la ricordo benissimo perché forse è stata la prima volta in cui ho ricevuto un gesto affettuoso da parte sua. C’è da dire che io non ho mai provato cosa significa essere amati da un padre, non ho mai avuto un bel ricordo e mai lo avrò ne sono sicura. Ad un certo punto sentii qualcuno che chiamava “Marcel”, ci voltammo ed ecco che era arrivato il momento. Sono corsa a dare l’ultimo saluto a mia madre perché questo era l’ultimo momento in cui la potevo avere vicino a me fisicamente. Mentre mi perdevo tra i miei calorosi ricordi ecco la segretaria che chiama “Holly”. E’ il momento di rientrare in quella stanza nuovamente ed ecco che inizia il mio colloquio di lavoro. Sono agitata, contenta, sudo freddo; sto provando talmente tante emozioni messe insieme che non sto capendo più nulla. Finalmente trovo il coraggio di aprire quella dannata porta, la prima cosa che mi salta agli occhi è quella immensa scrivania essenziale ma fredda che sembra non avere una fine; ruoto leggermente lo sguardo e noto l’unica cosa presente sulla scrivania, oltre ad un portapenne ed un foglio, una foto di famiglia che mi dà una sensazione di familiarità. Dalla finestra, posizionata sulla mia destra, penetra un raggio di luce che mi abbaglia e non riesco ad avere una visione completa dell’uomo seduto all’estremità della scrivania. Sembrava immenso il tragitto per arrivare a quella maledetta sedia, ma all’improvviso tutta questa mia tensione veniva smorzata da un: ”Prego signorina si accomodi”, con un tono di voce pacato e rassicurante. Ed ecco che inizia il mio colloquio tanto atteso. Inaspettatamente mi accorgo che oltre  ad essere un colloquio esclusivamente formale, l’esaminatore  inizia ad avere un atteggiamento confidenziale che mi ricorda un qualcosa del passato. Terminato il colloquio esco soddisfatta, oramai le mie paure e insicurezze sono solo un ricordo, però mi rimane impressa nella mente quella fotografia che mi riporta nel passato. A distanza di una settimana, mi viene comunicato l’esito del colloquio e con mia grande sorpresa si avvera il mio sogno: ”un lavoro a New York”, ma nonostante ciò c’è qualcosa che mi frena ad accettare.

Cosa deciderà di fare Holly ?

  • Holly andrà a New York ma perderà subito il lavoro (15%)
    15
  • Holly andrà a vivere a New York, rifiuta il lavoro ma deciderà di cambiare completamente vita (15%)
    15
  • Holly accetta il lavoro e andrà a vivere a New York (71%)
    71
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