La pallina rossa

La scoperta

Viveva in una casa immersa nella campagna. Amava quel posto perché si sentiva a suo agio a contatto con la natura. Amava gli spazi aperti per poter giocare. Aveva una palla rossa con cui giocava sempre: si divertiva a farla rimbalzare contro un muro e ad afferrarla.

Passava la maggior parte delle giornate a casa a fare cose da ragazzini: faceva i compiti, guardava i cartoni e giocava. Aveva sempre la stanza in disordine, piena, ormai, di cose che il papà gli portava dai suoi lunghi viaggi. Ogni volta che partiva gli poneva sempre la stessa domanda: “Cosa vuoi che ti porti come regalo stavolta?”, e lui dava sempre la stessa risposta: “Una palla con la neve e un libro”. Così la stanza di Mattia era colma di sfere di vetro di diverse dimensione con della neve artificiale provenienti dalla Norvegia, dal Canada e la maggior parte dei libri nella libreria non erano scritti in italiano, ma lui si divertiva a trovare la pronuncia di quelle bizzarre lingue. Quando il papà partiva erano solo lui e la mamma in casa e la maggior parte del tempo la passavano in silenzio o, se parlavano, non lo facevano mai di cose interessanti. “Com’è andata oggi a scuola?”, “Bene” e così via. Era un ragazzo taciturno e la mamma lo sapeva. L’unico in grado di animarlo era il papà.

Passava la maggior parte del suo tempo nella cameretta, ma cominciava quasi a sentirsi stretto e impossibilitato di fare ciò che desiderava. Aveva sempre in mano la sua piccola pallina rossa che usava come anti-stress oppure si sedeva sul letto con la faccia rivolta verso il muro opposto alla porta d’ingresso e faceva rimbalzare la pallina contro di esso.

Un giorno, mentre faceva avanti e indietro con la pallina, questa andò a sbattere contro una maniglia di color oro, che il tempo aveva tramutato in rame, che apriva una porta bianca come la parete che si confondeva quasi con il muro se non fosse stato per il pomello. Mattia non se ne era mai reso conto e si chiese come fosse stato possibile. La analizzò a fondo, le girò intorno più e più volte insicuro e un po’ preoccupato di ciò che si poteva celare dietro di essa. Quando si decise ad aprirla, iniziò a camminare lentamente verso la porta, tendendo la mano verso la maniglia con l’intenzione di afferrarla e tirarla verso di sé.

Cosa trova Mattia dietro la porta?

  • Un nascondiglio (23%)
    23
  • Un muro di mattoni (18%)
    18
  • Un lungo tunnel che porta chissà dove (59%)
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