La pallina rossa

Dove eravamo rimasti?

Cosa è successo alla maniglia? Riapparirà il giorno dopo, ma la porta non condurrà allo stesso posto (73%)

Una richiesta di aiuto

Mattia andò a dormire con un pensiero fisso: che fine aveva fatto quella maniglia?

Non poteva crederci!

Appena arrivò davanti alla presunta porta e vide che non c’era più il pomello spalancò la bocca per la “sorpresa”. Rimase a fissarla così, immobile, fino all’ora di cena e, quando tornò in camera per andare a dormire, si mise sotto le coperte del suo letto non distogliendo gli occhi dal punto che aveva fissato per tutto il pomeriggio, nemmeno per vedere dove metteva i piedi.

All’inizio non riusciva ad addormentarsi: continuava a fissare quel punto come se, con lo sguardo, potesse far riapparire quella maniglia. Pian piano, però, gli occhi si fecero stanchi e pesanti che si chiusero da soli e Mattia cadde in un sonno profondo. Non sognava molto spesso, ma quella notte lo fece: era nel giardino di casa; la mamma e il papà erano sulla panchina, una con un libro tra le mani e l’altro con una rivista sportiva, ma nessuno dei due dava attenzione a ciò che leggeva. Era come se fossero assenti dal mondo, con lo sguardo perso. All’improvviso sentì una vocina stridula, quasi fastidiosa che diceva: “Capita solo una volta al giorno. Abbiamo bisogno del tuo aiuto!”. Mattia non riusciva a capire da dove provenissero quelle parole: si girava intorno più e più volte, ma non vide niente e nessuno oltre a ciò che era solito vedere. Era quasi come se provenissero dalla sua testa.

Mattia si svegliò sudato e con il respiro affannoso. Nel sogno sembrava quasi impazzire. Appena si svegliò, notò che la maniglia era riapparsa, ma stavolta era lucida, brillava del suo color oro e rifletteva la luce del mattino che entrava imponente nella camera. Saltò giù dal letto, corse vicino alla maniglia e la fissò sbalordito. Avrebbe dovuto comunque aspettare il pomeriggio per riaprire la porta, dato che quella mattina lo aspettava la scuola.

Ovviamente, non fu attento neanche per cinque minuti, cosa che gli insegnanti notarono riprendendolo continuamente. Non appena mise piede giù dall’autobus che lo portava a casa, si mise a correre e irruppe in casa spalancando la porta. Saltò anche il pranzo lanciando la prima scusa che gli venne in mente alla mamma: “Non ho fame, ho mangiato alcuni dolci a scuola”. Corse su per le scale che portavano al primo piano, spalancò la porta della sua stanza e corse davanti la maniglia. Si fermò. Fece lunghi e profondi respiri. Allungò la mano per toccare la maniglia, la girò verso sinistra e la aprì. Fu inondato da una luce aurea, quasi accecante. I suoi occhi si abituarono subito a questa e la prima cosa che videro era un immenso giardino curato e completamente fiorito. Fece due passi avanti per chiudere la porta e si mise a gironzolare per il giardino: c’era una notevole varietà di ponte, fiori e arbusti. Il cielo era sereno e il sole splendeva, cosa che rendeva quel posto come un qualcosa di ameno.

“Finalmente sei arrivato!”.

Mattia si voltò per vedere chi stava parlando. 

Cosa vede Mattia?

  • Un albero (18%)
    18
  • Una creatura fantastica (55%)
    55
  • Niente (27%)
    27
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