La pallina rossa

Dove eravamo rimasti?

Come tornerà Mattia nel suo mondo? Troverà la sua pallina rossa in tasca (38%)

Misteri del passato

Si sentiva spaesato e non sapeva cosa potesse fare. Si accasciò a terra e sentì una sferetta nella tasca. Mise la mano dentro e cacciò fuori la sua pallina rossa. Non ricordava di averla portata con sé. Si ricordò in fretta di quello che gli aveva detto il Flie e così appoggiò la maniglia al primo muro che trovò e la girò verso sinistra. Tirò. Si era creata una porta che lo condusse nel suo mondo, come gli era stato detto. Si ritrovò nella sua stanza e quasi non sembrava la stessa: sentiva come se fosse cambiato qualcosa, un cambiamento non visibile ad occhio nudo. Forse era lui a sentirsi diverso, nuovo. Chi lo avrebbe mai immaginato!

Cercò di rimanere normale per tutto il resto della giornata, ma nella sua testa frullavano solo ipotesi sulle nuove creature che aveva conosciuto. Quella notte, però, andò a dormire tranquillo, con la sensazione che qualcuno, dall’esterno della sua casa, lo stesse proteggendo.

La mattina successiva lo svegliò una voce maschile che proveniva dal piano terra. Mattia, con ancora gli occhi stanchi e mezzi chiusi, guardò il calendario che aveva sul comodino e vide la data di quel giorno cerchiata in rosso. Appena realizzò ciò, sobbalzò dal letto e corse le scale così di fretta che stava per cadere. Irruppe in cucina urlando: “Papà!” e gli corse incontro per abbracciarlo. Era il giorno del ritorno del papà da un viaggio in Danimarca.

“Il mio ometto! Mi sei mancato” disse il padre mentre lo prendeva in braccio.

“Anche tu. Mi hai portato il solito?”.

Il papà non disse nulla, prese la sua borse e cacciò fuori una palla con la neve, con all’interno due statuette di bambini che sembravano giocare con la neve finta, e un libro di favole scritto in danese che Mattia avrebbe “letto” solo per trovare la pronuncia di alcune parole che sembravano buffe.

Mattia abbracciò entrambi gli oggetti e se li portò in camera. Era così preso dalla nuova avventura che si era dimenticato dell’arrivo del papà.

“A tal proposito” pensò all’improvviso.

Mattia aveva intenzione di dire tutto al papà appena fossero stati da soli.

Quell’opportunità non tardò ad arrivare e Mattia e il papà si ritrovarono presto seduti al tavolo in cucina a mangiucchiare qualcosa di dolce. Il papà parlava di ogni dettaglio del suo viaggio, ma il figlio non lo ascoltava: era impegnato a cercare le parole giuste con cui cominciare il discorso. Poi smise di pensare e disse di getto: “Papà, devo raccontarti una cosa”. Ed iniziò.

Il padre stette in silenzio per tutto il tempo, attento a ciò che diceva Mattia e, quando ebbe finito, disse: “Vieni Mattia, devo farti vedere una cosa”.

Mattia lo seguì su per le scale, fino al suo studio. Non era mai entrato lì perché il papà non gli dava il permesso. C’erano libri e fogli ovunque, anche nei posti più insoliti, come sul lampadario, e tutto era ricoperto da un finissimo strato di polvere: si vedeva che il papà non amava pulire!

L’adulto raccomandò a Mattia di non toccare nulla mentre lui cercava un libro. Dopo un po’di tempo si fermò con un libricino di poche pagine in mano e lo diede al figlio. Mattia sgranò gli occhi quando lesse il titolo: “Alla scoperta dei Flie”.

Come si spiegherà la presenza del libro nella casa di Mattia?

  • Sono delle creature invetante dal padre di Mattia per il figlio che hanno preso vita (60%)
    60
  • Il padre di Mattia aveva scoperto i Flie e aveva compiuto uno studio su di loro (10%)
    10
  • I Flie si sono mostrati alla famiglia di Mattia per generazioni (30%)
    30
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