LOOK AT ME

Dove eravamo rimasti?

Chi è questa persona Il ragazzo conosciuto dentro (50%)

3. Luoghi poco consoni

Come potesse essere possibile? Forse era l’alcol. Ad essere venuto da me non era nessuno di nuovo; era quel ragazzo, non ricordavo neanche più il nome,ma non credo mi potesse essere utile. 

“Ho bisogno di andare a casa” sibilai

Non me la sarei scampata facilmente,questo ragazzo fremeva ad ogni mia parola. Non mi avrebbe mai lasciato andare se solo non avesse raggiunto il suo scopo.

Per fortuna mi squillò il telefono. Era il mio capo. Mi chiedevo cosa potessi aver dimenticato,o forse sbagliato.

”Ciao,non ho tempo per i convenevoli, ho bisogno di te in ufficio per chiudere dei bilanci” disse secco

Ma a cosa potessero mai servigli il sabato sera dei bilanci?

”È necessario?” Chiesi cercando di sembrare il più sobria possibile 

“Ora.” Ed attaccò

In pochi secondi di conversazione mi aveva rovinato la serata  barcollai verso quel ragazzo. 

“Devo andare in ufficio” Sembrava una scusa 

“A quest’ora?” Chiese

”Si non fare domande che non voglio sentire parole ” era l’alcol che parlava 

Mi accompagnò lui in ufficio. Scesi dalla macchina controllando i miei passi. Mi diressi in ascensore.

”che disastro” pensai guardando lo specchio, avevo il trucco colato, i capelli disordinati e quel vestito con le paillettes,poco consono. Mi sistemai alla meglio, non che fosse molto possibile dato che andavo da un angolo all’altro dell’ascensore senza rendermene conto.

Si aprirono le porte e lui era seduto lì sulla sua poltrona. Alzò gli occhi,il suo sguardo mi bruciava la pelle, mi sentivo nuda.

”Ho interrotto una piacevole serata deduco” Non era simpatico

”Si” era tutto ciò che potessi dire 

Con indifferenza e menefreghismo mi passò le cartelle che andavano controllate,erano troppe e finii per lanciarmi sul divanetto da seduta con queste strette in mano. 

“Non rovinare nulla con le tue paillettes” CHE COSA

”Lei Sa bene che questo non è orario di lavoro qui non dovrei proprio esserci” dissi scocciata 

“Lavora grazie,ti pago per questo” fu la risposta 

I numeri mi confondevano,troppi colori e fogli. 

Il suo profumo mi pervadeva,non era vestito come sempre ; aveva un pantalone di tuta ed una felpa. Non mi degnava di una parola

”Avevo un ragazzo per le mani era necessario?” Chiesi 

“ciò che è mio è mio.” Non capivo ma non chiedi spiegazioni, mi intimoriva 

Mi stesi.

Crollai, forse ero davvero scoperta ma non mi interessava. Avevo sonno.

”Scusami” sentii,non riconobbi il tono

Dove si sveglierà?

  • Sul divanetto (25%)
    25
  • In un’altra casa (50%)
    50
  • A casa sua (25%)
    25

Voti totali: 4

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