L’ora del thè

Dove eravamo rimasti?

Cosa accadrà fra Arianna ed il ragazzo del pub? Nacerà un nuovo amore. (42%)

QUEL VENTICELLO LEGGERO

…Si diresse verso di me. Mi salutò. Una voce fantastica. Lo salutai anche io (speravo di non aver cacciato un acuto, mi capitava spesso quando ero preoccupata). Ripetevo nella mente “Stai tranquilla, non vuole mica ucciderti?” allora, dopo qualche secondo di silenzio, mi chiese: -Vogliamo prendere qualcosa?

-Certo- risposi.

Vi erano dei tavoli all’aperto ed altri all’interno coperti con tovaglie celesti. Erano in vimini. Un gazebo copriva quelli esterni dagli ultimi raggi di sole di quel giorno. Dopo esserci seduti, ordinammo. Quando il cameriere ci portò da bere, consegnò anche il conto. Non amavo che gli altri pagassero per me e, dunque, cercai di consegnare per prima i soldi, ma non me lo permise. L’idea di sembrare una sfruttatrice non era il massimo.

Assaggiamo i nostri cocktail. Dopodiché il ragazzo del pub fece: -Allora? Posso sapere il tuo nome o dovrà restare un segreto ancora per un po’?

Arrossii. Non gli avevo ancora detto il mio nome! Anche se io, il suo, lo sapevo grazie al biglietto sul quale vi era scritto a caratteri cubitali: “DYLAN”. Che sbadata! Dopo avergli risposto, parlammo della scuola e dei nostri interessi. Scoprii che avevamo molte cose in comune. Entrambi adoravamo la musica, gli animali ed avevo scoperto anche la sua passione per la cucina. Iniziavo a pensare che fosse perfetto.

Ci accorgemmo che avevamo finito le bevande da molto tempo. Decidemmo, dunque, di fare un giro per la città. Il sole era tramontato. I lampioni erano, ormai, accesi. I locali iniziavano ad aprire. Si poteva sentire la musica proveniente da questi ultimi. Ero a mio agio con lui. Apprezzavo la tranquillità che mi faceva sentire. Mentre camminavamo, vedemmo un locale che vendeva pizza al taglio. Prendemmo dei pezzi ed uscimmo fuori. Ci sedemmo su una panchina nei pressi del fiume, che scorreva lungo la città. La luna si alzò. Era vivida nel cielo. Un venticello leggero muoveva le foglie degli alberi. Iniziai a sentire un po’ freddo. Dylan, allora, posò la sua giacca sulle mie spalle. Era stato molto carino. Ci fermammo ad ascoltare il rumore delle foglie scosse. Era rilassante. Non mi accorsi che avevo il suo braccio sulla mia spalla e la testa poggiata alla sua. Sentii il telefono all’improvviso squillare. Era un messaggio. Dylan, vedendomi prendere il telefono, mi guardò. Pensai, così, “Chi poteva cercarmi proprio in quel momento?”. Ovviamente era Nicole. Era proprio incorreggibile. Aprii la chat. Scritto in grassetto, lessi: “BACIALO”.

Dylan, dopo che alzai la testa, disse: -Non preoccuparti, lo faccio io per te!

Mi prese per il fianco, per avvicinarmi a lui, e mi baciò.

Aveva di certo letto il messaggio. Ero sconvolta. Volevo morire, ma, allo stesso tempo, ero contenta. Sentivo le farfalle nello stomaco. Udivo il mio cuore (non capivo come fosse possibile). Iniziai a sentire caldo. Forse era l’emozione o il cuore che pulsava troppo e stava fuoriuscendo dal mio petto?  Non capivo cosa mi stesse accadendo.

Era stato fantastico. Non vi erano parole che potessero descrivere quelle sensazioni.

Si era fatto tardi. Il giorno seguente sarei dovuta andare a scuola. Purtroppo dovemmo ritirarci. Nel tragitto di ritorno alla macchina restammo in silenzio. Era piacevole.

Giunti alla macchina, mi aprì la portiera per lasciarmi sedere e mi salutò con un bacio sulla fronte.

Arrivai a casa. Sarei voluta restare ancora un po’ con Dylan. Percepivo già la sua mancanza. Fortunatamente mi addormentai presto e non fui invasa dai pensieri, che iniziavano a svilupparsi nella mia mente. Volevo ritornare a scuola. Magari per rivederlo e dovevo assolutamente raccontare tutto a quella pazza di Nicole.

Mi svegliai prestissimo. Avevo un sorriso sulla faccia. Non capivo il perché, ma mi piaceva.

In fretta e furia mi preparai…

Dove si rincontreranno?

  • Quando Arianna sarà sola. (17%)
    17
  • Mentre Arianna sarà con Nicole. (67%)
    67
  • A scuola. (17%)
    17
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