L’ora del thè

Dove eravamo rimasti?

Cosa accadrà prima della partenza? Nessuno litiga. (86%)

Il negozio del thè

…Il giorno della partenza arrivò… Ero felicissima ed un poco ansiosa. Avevo sempre avuto una certa paura per l’aereo. Dopo aver salutato Liam e Dylan, io e Nicole ci affrettammo a raggiungere il gate, per aspettare il nostro aereo. Tutto era stato preparato: valigie, macchina fotografica, riviste da sfogliare durante il viaggio, i programmi per ogni giornata… Dovevamo soltanto partire e divertirci.

In men che non si dica, l’aereo giunse a Londra. Il viaggio non fu molto lungo. Intravidi dal finestrino parte dell’aeroporto: era immenso. Mi aspettavo di trovare la pioggia. E, invece, c’era un bellissimo cielo azzurro ad aspettarmi. Tutto si prospettava per il meglio, finché non notammo la fila enorme, che ci aspettava per il controllo documenti. Decidemmo di metterci in coda, prima che il numero di persone quintuplicasse. Fortunatamente il tutto era spedito. Dopo aver superato i controlli, raggiungemmo la stazione che ci avrebbe portato al centro di Londra, dov’era situato il nostro alloggio… Entrata nell’appartamento, fui soddisfatta della nostra ricerca. Le stanze erano graziose e tinteggiate con colori pastello, inoltre, vi era un piccolo salottino.

Dopo aver sistemato le valigie, ci cambiammo e decidemmo di girare per la città. Poiché era ancora pomeriggio volemmo visitare il museo delle cere di Londra: il Madame Tussauds. Qui, ogni personaggio famoso era riprodotto in cera in modo realistico. Inoltre, percorremmo una parte del museo “horror”, dove vi erano queste persone travestite, pronte a spaventarti.

Una volta visitato il museo, raggiungemmo Piccadilly Circus. In questa strada vi erano una moltitudine di negozi, uno dei quali vendeva moltissimi dolci, ma anche snack rustici del tutto insoliti. Nicole, infatti, comprò un sacco di cose deliziose, anche se non troppo salutari. Io, nonostante ciò, fui tentata ed acquistai dei prodotti, tra cui la cioccolata inglese, che adoravo. In seguito, decidemmo di cenare, poiché si stava facendo tardi.

Entrammo, così, in uno steakhouse. Ad accoglierci una ragazza, forse della nostra età, ma non molto più grande. Nel locale i colori scuri e caldi predominavano, tra questi, il principale era un bordeaux, che evidenziava sedie e tavoli. La ragazza, che ci aveva accolto, ci porse il menù. Ordinammo, dunque, il chili, che nessuna delle due aveva mai assaggiato, e della carne. Entrambe le portate erano davvero buone.

Dopo aver cenato, passeggiammo per la strada ed osservammo le vetrine dei vari negozi, che luccicavano. Nel frattempo, fummo attratte da un negozio tutto illuminato con delle grosse vetrate, da queste era possibile intravedere cosa vi fosse dentro. Delle mensole ricoprivano le pareti e le colonne del locale, su esse erano disposti dei barattoli in latta di qualsiasi colore, predominante, però, il giallo. Incuriosite, entrammo. Il negozio aveva un profumo buonissimo e molto particolare. Sopra dei ripiani, al centro, si trovavano delle confezioni colorate. Nicole, così, ne prese una e lesse a caratteri cubitali “THÈ”. Dunque, la ripose sullo scaffale. Su altri ripiani, poi, vi erano dei barattoli più piccoli, dai quali si poteva sentire la fragranza del thè e comprare quello desiderato… Io e Nicole scegliemmo, così, di prenderne un po’… Poiché ne erano innumerevoli, decidemmo di farci guidare da qualche esperto… Chiedemmo, allora, aiuto ad un commesso. Forse era sulla quarantina. Mentre forniva indicazioni in lingua inglese, all’improvviso, chiese se fossimo state italiane. Stupite confermammo e lui contento rispose: – Menomale! Che bello! Adesso vi spiegherò meglio ogni dettaglio! – e, così, dopo aver dato qualsiasi consiglio, decidemmo di prendere uno dei miei thè preferiti, quello alla vaniglia. Nel frattempo, mentre chiacchieravamo col commesso, il quale cordialmente ci confezionava il thè, giunse un ragazzo. Era alto. Aveva i capelli color castano chiaro. Un sorriso fantastico incorniciato da due graziose fossette sulle guance, incarnava perfettamente l’ideale del ragazzo inglese. Nicole, vedendolo, immediatamente, mi guardò sorridendo. Così, la osservai come se volessi dirle “non fare la stupidina”. Ad un tratto, lui si avvicinò al commesso che ci stava aiutando ed iniziò a parlargli. Spesso, mi osservava e sorrideva. Non ci badai molto fino a quando prese il nostro thè, chiedendolo in prestito, perché già confezionato. Ma ci fu restituito dal commesso che ci aveva assistito …Avevamo assistito quasi ammutolite al simpatico scambio di battute tra i due. Dopo averli salutati, uscimmo dal negozio. Lì, Nicole mi fermò e disse: – Hai visto come quel ragazzo ti guardava?

– Hai sempre strane idee! Una persona non può adesso neanche guardarmi per due secondi?

-Non mi sembrava, che ti stesse osservando soltanto per due secondi!

-Ma smettila! Anzi, pensiamo a cose serie, cioè come ritornare all’appartamento, che si è fatto fin troppo tardi!

– E va bene. Ma giuro che ti guardava fin troppo!

-Sei incorreggibile!

Così, prendemmo un taxi e giungemmo al nostro alloggio…

Dove andranno l'indomani per vivere nuove avventure?

  • Oxford street. (33%)
    33
  • Camden town.. (33%)
    33
  • British museum. (33%)
    33

Voti totali: 3

Vota la tua opzione preferita

Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

4 Commenti

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi