Lui

Un corpo sporco

. . .

 « Emma! Emma, torna subito qui. Ora! »

Le sua voce mi chiamava ma io non la sentivo davvero: il mio corpo si muoveva con decisione verso il lato opposto, non piegandosi al suo comando imperioso.
Nessuno era presente in quel parcheggio oltre noi due.. Noi tre. Si, perché malgrado la morte l’avesse colta, quella donna rimaneva un essere umano; il suo corpo era degno di rispetto.
Rosa.
Era questo il suo nome. Un nome che non la rappresentava più. Quel colore era sparito dal suo volto, lasciando spazio ad un pallido gelo.
E io ne ero stata la causa. Io avevo spento la luce nei suoi occhi, rendendoli vuoti e freddi. E Lui era rimasto a guardare. Lui aveva costretto il mio corpo ad agire per proteggere un segreto che mai avrei scoperto.
Perché Lui non c’è più, diventando un fantasma che tormenta i miei sogni e i miei pensieri; un tumore maligno radicato nella mia testa che non posso combattere.
Lui è dentro di me e io non posso fuggire.

« Sorridi. »

. . .

Mi sveglio di soprassalto nel mio letto d’ospedale, umida di sudore. Mi chiamo Emma Rubino e no, nessuno mi considera preziosa come quella stupida pietra. Ho 23 anni e presto uscirò da questo posto di merda. I miei genitori mi hanno fatto internare un anno fa a causa dei miei frequenti incubi e la mia costante paranoia. Credono che io sia pazza, lo leggo nei loro occhi. Hanno sempre cercato di convincermi che Lui non fosse reale, che le mie sono solo fantasie, come quelle di una bambina ansiosa.
E se non fosse per la cicatrice, darei loro ragione; vorrei che i miei ricordi dell’anno precedente fossero solo un incubo dal quale non sono riuscita a svegliarmi, ma so che non è così. Lui non ha violato solo la mia mente, ma anche il mio corpo. Mi ha reso una schiava sessuale. Ha fatto in modo che io lo desiderassi. Come potrei immaginare qualcosa di tanto malato? Sono forse una brutta persona? Mi sento così sporca che potrei addirittura dirlo apertamente.
Emma Rubino è una puttana.
Eppure ho un desiderio profondo nel mio cuore. Desidero la salvezza, convincermi che non è colpa mia, che non sono così debole. Vorrei persuadermi sul fatto che quel destino era inevitabile. Non potevo combatterlo. Nessuno avrebbe potuto. Malgrado ciò non riesco a fare a meno di sentirmi impotente; è così che gli uomini ci delineano, il sesso debole.
Hanno forse ragione? O forse è stato Lui a rendermi tale. Non posso tornare ad essere chi ero prima, ma posso rialzarmi. Devo farlo. E il primo passo è uscire da qui.

In che modo Emma uscirà dall'ospedale in cui si trova?

  • Decide di rimanere in ospedale (14%)
    14
  • Inganna la sua psicoterapeuta (29%)
    29
  • Scappa (57%)
    57
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27 Commenti

  1. Mi son perso un capitolo ma ho recuperato! Mi piace molto l’alternanza tra passato e presente e anche il tuo stile, ricco senza diventare “purple prose”. Andare dall’amico lo metterebbe a rischio e non credo che Emma tornerebbe dove ha vissuto con lui, quindi direi che si va nel vecchio appartamento!

  2. Attenzione a questa frase “il suo volto ovale era contornato da zigomi spigolosi, i quali rendevano la sua espressione particolarmente dura”. La scelta di ‘contornato’ non mi sembra ottimale, ma stona: hai sempre un ottima scelta di vocaboli. E sì, era il pelo nell’uovo: il tuo racconto è intrigante, mi piace tantissimo. La mia scelta l’ho fatta, ora attendo il seguito trepidante.

    • Ti confesso che quella frase che tu prontamente hai beccato mi ha dato tantissimi problemi e ha ricevuto così tante modifiche che.. Speravo si mimetizzasse; talvolta descrivere un volto può essere un’impresa! Comunque grazie mille, cerco sempre di rendere al meglio ciò che scrivo, nonostante talvolta cado in questi piccoli errori.
      Comunque mi fa piacere, davvero <3

  3. Le fa perdere i sensi, in fondo non è completamente preda dell’essere che la possiede, ma al contempo ne è molto influenzata.
    Ciao Nausicaa,
    quindi ci presenti passato e presente, causa ed effetto in un unico capitolo, buona tecnica, mi piace.
    Andiamo avanti, cono curiosa di vedere quali avventurosi avvenimenti coinvolgeranno la protagonista.
    Alla prossima!

    • Esattamente, usare la tecnica del flashback non avrebbe reso bene una storia abbastanza complessa, pertanto come anticipato dall’episodio pilota, la storia affronterà il “Con Lui e Dopo di Lui”.
      Buon proseguimento!

  4. Ciao! La premessa incuriosisce e spero che riservi qualche bella sorpresa, hai indicato il genere come “avventura” il che mi fa pensare che il racconto porti a qualcosa di diverso da possessioni demoniache da parte di Lui o altri stratagemmi a cui si può facilmente pensare. Questo Lui mi ricorda un po’ Kilgrave di Jessica Jones, mi sbaglio? 🙂
    Per lo sviluppo opto per una scelta un po’ più verosimile dell’ingannare la terapeuta o fuggire, penso che restare in ospedale almeno per un po’ possa offrire qualche sviluppo interessante!

  5. Ciao Nausicaa 🙂
    Ho letto, votato e per ora seguo curioso.
    Inizio conciso e privo di refusi a parte quanto già segnalato da keziarica. Voglio vedere come si evolve questa avventura. Ho votato per l’inganno perché credo porti un po’ più di lavoro psicologico al racconto

    • Ciao!
      La prima opzione è da leggere come “Reputa più saggio rimanere in ospedale e non uscire”, era voluta, alla fine, per non rendere tutte e tre le opzioni simili tra loro.
      Per l’argomento ne sono consapevole, spero di riuscire ad esprimerlo nel migliore dei modi, ma questo me lo direte voi 😜

  6. Ciao Nausicaa,
    mi è piaciuto l’incipit, interessante e ben scritto. C’è un errorino di battitura nella frase: “il suo corpo era degno di rispettato.” ma nulla di che 🙂
    Voto per la fuga, vediamo come fa.
    Intanto ti seguo e aspetto il secondo.
    Alla prossima!

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