POLVERE BIANCA

Dove eravamo rimasti?

Che succede? La polizia ha trovato delle prove in casa di Monti che lo incriminano dell'omicidio dell'uomo trovato morto. (50%)

Il complotto sfuggito di mano

– Lei sarebbe Vincenzo Monti – disse il Generale M.
Appena entrato l’Ispettore Ruotolo si era alzato dalla sedia lasciando il posto. Una venerazione quasi ecclesiastica.
– Si. Con chi ho il piacere di parlare?
– Lei non è qui per fare domande – sentenziò il Generale M.
– Bene. E lei non è qui per interrompere una chiacchierata tra amici all’alba – disse Monti in tono di sfida.
Un sorrisetto comparve sul viso del Generale. Disse qualcosa a bassa voce a Ruotolo, Monti non percepì cosa.
Il Generale M si alzò e lasciò la stanza.
– Monti. Che cazzo ci fa a casa tua la pistola che ha ammazzato Carlo Murrone?
Spalancò gli occhi.

La casa di Monti era stranamente ordinata. L’unica cosa fuori posto era l’armadio dove trovarono la pistola. Quello era sottosopra. Dissero di aver trovato la pistola in un cassetto, peccato che quell’armadio non ne aveva e che sul rapporto non era menzionato questo dettaglio. Sempre che il rapporto esistesse davvero.

– Mi hanno incastrato – disse rabbioso Monti rivolto all’Avvocato Franco.
Silenzio.
L’Avvocato Franco, storico amico di Monti, era un tipo curioso. Aveva i baffi. Si vestiva in modo molto curioso. Adorava le cravatte colorate che immancabilmente non c’entravano nulla con il completo indossato. E quando “non era in servizio” vestiva come un ragazzino che voleva imitare la moda anni Ottanta.
Fumava un sigaro cubano mentre aveva lo sguardo perso. Fissava un punto inesistente fuori dalla finestra.
– Vincenzo abbiamo un problema.
– Mi sembra ovvio. C’è qualcuno che mi vuole incastrare.
– Si, si, si. Anche quello. Ma il problema è ancora più grave.
– Cosa vuoi dire?
– Ho tradito mia moglie.
– Dai cazzo. Non ho tempo per risolvere le tue cazzate. Qui è in gioco la mia libertà e forse la mia vita.
– Si, giusto. Scusa. Come si chiamava quel Generale?
– Non me l’ha detto.
– Male.
– Che intendi?
– Forse ha qualcosa da nascondere. Lo devi scoprire.
– Come faccio?
– Impugnerò subito il tuo arresto in quanto non c’è alcuna traccia di un mandato di perquisizione per casa tua e nessun rapporto chiaro di cosa abbiano fatto in questa casa.
– E poi ho un alibi.
– Per ieri notte?
– Si. Ero a casa con Jessica. Lei lo può testimoniare.
– Bene.

Monti venne rilasciato in fretta. Sembrava che la stessa Questura non vedesse l’ora di lasciarlo uscire.
Andò subito nel suo studio. Voleva raccogliere tutte le informazioni che aveva su Carlo Murrone e capire cosa potesse avere in comune con un Generale dei Carabinieri. Lo scoprì grazie al suo avvocato.
– Ciao. Senti. Ho poco tempo. Conosci un certo Carlo Murrone?
– Ciao Bello. Si cazzo. Quello ha della roba buona. Lavora per il Mozzico.
– Chi è questo Mozzico?
– Un tizio che gestisce gli spaccia.

Erano le due di notte. Il cielo era sereno e per strada non c’era nessuno, salvo qualche studente che passeggiava verso casa o verso qualche locale.
Il Mozzico non si era ancora fatto vivo.
Monti era in auto nell’attesa di vedere chi fosse questa persona. Lui era l’unico collegamento che fin’ora aveva trovato. E sapeva che si doveva sbrigare. Il suo istinto suggeriva che si trovava in una situazione troppo rischiosa.
Si fermò un’auto. Scese un uomo non molto alto, ma robusto e dal fare inquietante. In bocca una sigaretta. Aprì il baule e tirò fuori un ragazzo, avrà avuto vent’anni. Gli spense la sigaretta sulla guancia. Questi erano i modi de il Mozzico.
Monti scese dall’auto e cercò di nascondersi tra le macchine parcheggiate. Voleva avvicinarsi, fargli una foto e cercare di capire come poteva carpire informazioni su di lui.
Di colpo si fermò.
– Cazzo – disse Monti sottovoce.

– Risolti i problemi con tua moglie? – disse Monti.
L’Avvocato Franco era seduto pensieroso. Fece un cenno negativo con la testa.
– Beh. Facciamo così. Ti risolvo il problema con la tua solita amante. In cambio tu mi aiuti a trovare questa persona.
Monti mise sul tavolo la foto de il Mozzico.
Giovanni Il Mozzico – disse l’Avvocato.
– E’ l’uomo che ha aiutato a far sparire il corpo di Laura.
– Lo so.
– Come fai a saperlo?
– Lui ha ucciso Carlo. Gli ha sparato per strada. L’ha fatto sparire. E ha messo la pistola a casa tua.
– Come fai a saperlo? – Monti pietrificato.
– Ho amici che mi devono favori o hanno debiti. Ma ti dirò di più. Ho scoperto chi è il Generale M.

Cosa succede?

  • Entra la moglie dell’Avvocato Franco in lacrime (33%)
    33
  • IL telefono di Monti squilla (33%)
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  • L’avvocato Franco estrae una pistola (33%)
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16 Commenti

    • Tecnicamente si può fare. Ovviamente non sceso nei dettagli.
      (Basterebbe un emulatore della videocamera – ad esempio se fosse una Gopro sarebbe abbastanza facile. Il software invia i dati con l’ip della videocamera e ogni dispositivo connesso a quel IP riceve i dati fittizi inviati).

      … un po’ di pazienza e arriva il seguito …

  1. Ciao, fai attenzione ai refusi (una croce! Credo siano senzienti e dispettosi: puoi rileggere 500 volte, ma ne scapperà sempre qualcuno :)) e nella prima parte, quando Monti si distrae, il fatto che sia per una telefonata non convince: è troppo un professionista. Mettigli lì qualcuno o qualcosa che gli copra la visuale (un accattone, un bambino rompi con mamma sexy, un cameriere che inciampa, lo sporca e lo costringe ad andare a pulirsi…).

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