Realtà sospesa

Capita

Questa è la generazione peggiore. 

Siamo dei prodotti di una società di idioti, facciamo comandare gli stupidi e gli esibizionisti credendo che l’indifferenza sia la cosa migliore.

E questa è la stupidaggine più grande del mondo, perchè non si puó e non si deve essere indifferenti a tutto. Si rischia di diventare insensibili. 

Siamo l’origine dei nostri mali, sempre. Pensiamo troppo e non agiamo mai. 

È una generazione di ipocriti e stupidi, in cerca della pietá degli altri, costantemente. 

Non abbiamo valori, siamo egoisti da morire e siamo pronti a parlare male di chiunque. Non ce ne importa nulla degli altri e ci sfoghiamo su chi è più indifeso.

Pensiamo che l’intelligenza si misuri con i voti a scuola, che la vita sia solo discoteche e ask o Instagram e facebook. 

Pensiamo di essere alternativi vestendoci come tutti e ascoltando la stessa musica ma… alla fine, siamo una massa di pecore, tutte uguali che ignorano il passato, non si preoccupano del futuro e vivono male il presente. 

Mi capita, a volte, di rimanere con gli occhi fermi, sospesi e scrutare un mondo che in realtà non c’è. 

Non ha un tempo ma ha uno spazio quasi definito, che vedo nitidamente…  mi ritrovo seduta su un prato verde. Di quel verde che non lo si vede se non nelle giornate terse e fresche. Un giardino ricco di fiori, di ogni genere e profumo; 

sento il fruscio del vento tra le foglie degli alberi che mi spettina, dolcemente, i capelli ; odo il felice cinguettio degli uccelli, e lo snervante frinire dei grilli. È solo lì che io ritrovo la mia pace. 

Mi capita di fermarmi in questi mondi dove mi vedo come vorrei e fare tutto ciò che vorrei. Mi riprendo un attimo. 

Mi accorgo di ciò che non è, mi lascio sedurre da un ghigno che mi rapisce le labbra perché è bello quel NON mondo così perfetto, così solo mio, dove proprio non succede nulla e da quel nulla partono momenti di tenero abbandono al sogno, tanto salvavita. 

Mi desto… 

Scendo dalla metropolitana frastornata da quell’ora di viaggio e dai continui spintoni dei passeggeri. I miei pensieri erano stati così rumorosi da non rendermi conto nemmeno del caos che stava succedendo in quel vagone. 

Mi guardo intorno smarrita, in un luogo che non sembra appartenermi. Tiro su le mie solite cuffie e scelgo la mia playlist preferita… mi immergo nuovamente nei miei pensieri. 

Ad un certo punto, sento toccarmi freddamente la spalla sinistra… 

Da chi è toccata Miranda?

  • Dall’ex ragazzo (24%)
    24
  • Da una vecchia amica (45%)
    45
  • Da uno sconosciuto (31%)
    31
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