Red

Sensazioni

Era una notte come tante a New York, anche questa non buia, anche questa non silenziosa, le luci e i suoni della città erano troppo forti per lasciarsi ammorbidire dalla pacatezza delle tenebre. Non a caso molti Newyorkesi non avevano più paura del buio, sottovalutando ciò che rimaneva fuori dalla luce, a volte per ignoranza, a volte per indifferenza, lasciandosi cullare da quella fragile cupola di luce che li faceva sentire protetti. Molti addirittura sfidavano il buio, andando alla ricerca di una scarica di adrenalina, di un qualcosa di diverso che li facesse sentire vivi; divertente si..ma non sempre queste piccole avventure andavano a buon fine. 

Pioveva; i vicoli bui erano davvero pochi, eppure in uno di questi, i suoni e gli odori percepibili non erano più i soliti. Un vetro rotto, un tonfo sordo.Il sangue stava gelando nelle vene di tre poveri ragazzini che coraggiosamente o forse stupidamente si erano addentrati nella vera notte. Il più intrepido decise di andare a controllare nella direzione del tonfo; ora sì che l’adrenalina iniziava a farsi sentire. Quando giunse sul luogo il prode teppistello scorse a terra quello che sembrava essere un corpo. Non ebbe il tempo di realizzare: un mantello rosso apparve dal buio e lo travolse, soffocando le grida del giovane direttamente nella sua gola. Gli altri due avvertirono all’istante un’inquietante sensazione e presero a correre cercando di scappare da un qualcosa che non avevano neanche visto. Respiri affannati, caldi, così caldi che neanche la pioggia autunnale riusciva a placarli; numerosi passi, frettolosi, impattavano contro le numerose pozzanghere  ancora distorte a causa della pioggia, confuse, come se neppure loro volessero assistere alla scena.Un vicolo chiuso. Le speranze scivolarono via come l’acqua piovana nelle grondaie «Non farci del male! Non abbiamo nulla!» le corde vocali del ragazzino tremavano come poche altre volte era successo in tutta la sua vita, quasi non riusciva a formulare le parole, quasi la pioggia era più forte delle sue urla. Il mantello rosso apparve anche a loro, gridarono, chiusero gli occhi.. e l’acqua che correva ai loro piedi divenne cremisi in pochi istanti.

La sveglia suonò, quel rumore perpetuo ed incessante risultava odioso. Bianca strinse il cuscino e ci affondò ulteriormente il viso, come cercasse salvezza, o forse cercava solo di soffocare; una cosa era certa: non voleva alzarsi. La pioggia era cessata e il sole era alto già da un pezzo;  dopo altri 5 minuti finalmente, e purtroppo, la ragazza riuscì ad abbandonare il letto, preparò un buon caffè e afferrando gli ultimi progetti uscì di casa per raggiungere l’accademia. Solita routine: autobus rigorosamente senza posto a sedere, una sosta al bar dell’accademia per un altro caffè lungo ed infine in aula a terminare i progetti. Il caffè cercava di farselo bastare per metà mattinata, difatti sorseggiava poco e raramente, giusto quando le risultava necessario per riaprire gli occhi. I proggetti erano praticamente terminati, due tele raffiguranti lo Skyline della città, lei lo riteneva banale ma il lavoro part-time le prendeva troppo tempo, riposava poco, e senza né tempo né riposo anche la creatività veniva a mancare. Sospirò e lanciò un’occhiata all’orologio, erano quasi le nove ma solitamente lei iniziava ad essere produttiva dalle dieci in poi. Poggiò la guancia destra su un palmo e si prese qualche minuto per riflettere; –ho fatto gli auguri a Sam? Dovrei comprarle qualcosa? Magari potrei farle un quadro..Ma ho chiuso casa?- Come al solito rimpiazzava ciò a cui doveva pensare con quello che le andava, finendo per dimenticare i proggetti. Abbassò gli occhi sulla tela, le sembrava che la stesse fissando in attesa di essere completata; che sensazione orribile. La girò a faccia in giù e si voltò verso Daniel, un suo compagno di corso, alto, moro, colmo di tatuaggi e dalla personalità spumeggiante; più volte si erano aiutati a vicenda durante i progetti: si fidava abbastanza. «Ehi Dan! Me la tieni d’occhio? Vado a fare rifornimento» disse la ragazza alzandosi e scuotendo leggermente il bicchiere ancora mezzo pieno; «contaci. Ma ti ricordo che la consegna è entro le due. Smetti di imbottirti di caffè e datti da fare» rispose Daniel senza però alzare gli occhi dal suo lavoro. «grazie mille! Sei un amico» concluse Bianca, ignorando le raccomandazioni com’era suo solito fare; scese le scale dell’aula e si avviò fuori sbadigliando, evidentemente non aveva dormito troppo bene. Di che caffè ne aveva ancora ma le serviva una scusa per allontanarsi qualche momento, aveva assolutamente bisogno di una pausa.

Cosa farà Bianca per spezzare la routine mattutina?

  • Andrà a prendere sul serio un altro caffè (0%)
    0
  • Andrà a cercare Sam (55%)
    55
  • Si allontanerà per fare una passeggiata (45%)
    45
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