ROSSO ROSSO

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà? Trilly crescerà. (50%)

IL SUONO DELLA MIA VITTORIA

Oggi è il mio diciassettesimo compleanno.

Il sole splende alto nel cielo, gli uccellini cinguettano e una leggera brezza primaverile agita le mie bionde ciocche ribelli.

Non c’è nulla di meglio che leggere un buon libro oscillando avanti e indietro, seduta sul dondolo, all’ombra del grande fico, mentre l’erba ti solletica le piante dei piedi.

La nonna sembra essere della mia stessa opinione: è seduta accanto a me e ascolta la mia lettura, in silenzio.

Sembra ieri che eravamo sedute qui, a cullarci nel giardino ed era lei che leggeva a me i sui libri, mentre il cielo si colorava di rosso.

Giro la pagina e trovo un segnalibro che avevo fatto da bambina, con le mie mani. È una striscia di cartoncino bianco, un po’ ingiallito, con una dicitura in maiuscolo, scritta con un inchiostro nero, un po’ sbiadito. C’è scritto: “ROSSO ROSSO”.

Sorrido, malinconica, poi mi volto verso la nonna e le mostro il segnalibro: «Te lo ricordi?»

Lei mi guarda e sorride, in silenzio.

Le accarezzo il viso rugoso e le sistemo una ciocca di capelli bianchi, che ormai ha smesso di tingere.

«Come siete bella.», mugugna sorridendo.

«Oh, nonna, tu sei bellissima.», le bacio la mano e lei stringe forte la mia.

Rimetto il pezzo di cartoncino tra le pagine del mio libro e lo chiudo. «Continueremo dopo a leggere», le dico alzandomi: «aspettami qui.»

Mi chino a prendere la ciotola che ho portato con me da casa, poi mi avvicino a uno dei rami più bassi del fico, allungo la mano e avvolgo il frutto con le dita, ruoto leggermente il polso e il fico si stacca dal ramo, poi ne raccolgo un altro e un altro ancora, fino a riempire tutta la scodella.

Do un’occhiata alla nonna e noto con piacere che è ancora seduta dove l’avevo lasciata: «Adesso andiamo dentro.», le prendo la mano e la aiuto ad alzarsi, per incamminarci con calma verso casa.

Faccio accomodare la nonna sulla sua poltrona rossa e io vado in cucina a sistemare i frutti. Ne prendo cinque e li taglio in un piatto, per portarli alla nonna.

Sistemo una sedia accanto alla sua poltrona e mi siedo mostrandole i frutti: «adesso mangiamo un po’ di fichi», lei mi guarda e sorride, in silenzio.

Sorrido anch’io, impugnando la forchetta e avvicinandola alle sue labbra: «Apri, nonna.», lei mi guarda e mi sorride, in silenzio.

«Aaa…», apro la mia bocca, per farle vedere come fare, così posso imboccarla.

«Ti piacciono?», le chiedo.

«È buono.», annuisce.

Dopo aver finito la merenda, mi sposto sul divano, poco distante dalla poltrona su cui è seduta la nonna.

La osservo, con i suoi corti capelli bianchi, che un tempo erano castani, le rughe un po’ più accentuate rispetto a qualche anno fa. È così piccola e indifesa, così diversa dalla nanna di prima, nel suo tubino nero con una stampa a rose rosse, forse l’unica cosa che non è cambiata. Le è sempre piaciuto così tanto quel colore: il colore del sangue, del pericolo, del potere, della passione, dell’amore… È sempre stata una persona molto profonda e autoritaria soprattutto, determinata, con le idee chiare e un forte senso del dovere. Nonostante ciò ha viziato me e i miei fratelli. Diceva sempre che se avesse potuto, ci avrebbe donato la Luna, che ci amava più di ogni altra cosa. Con noi il suo cuore si immergeva nello zucchero.

Quando abbiamo scoperto che era malata, temeva che sarebbe morta. Fortunatamente sono trascorsi cinque anni da allora e lei è ancora qui con noi, nonostante tutto. Però, vederla così inerme è uno strazio.

Sapere che una volta era una persona così forte, così attiva, così viva e che non sarà mai più la stessa… nessuno di noi si sarebbe mai aspettato una cosa del genere. Nessuno avrebbe mai pensato che un giorno non avrebbe più riconosciuto i suoi figli, che avrebbe rimosso tutti i sui ricordi, che la sua vita non sarebbe più stata vita.

La guardo, mentre lentamente abbassa le palpebre e penso a quanto mi manchi la mia nonna, a questo vorrei che mi abbracciasse consapevole di chi sono.

Mentre la nonna riposa, inizio a spolverare. Noto l’angolo di una scatola che fuoriesce dalla scarpiera e non ne permette la chiusura. Faccio pressione per spingerla dentro, ma non ci entra, così la tiro fuori dal mobile. È una scatola incartata con dei fogli da regalo rossi, un po’ sgualciti. Deve essere stata confezionata molto tempo fa… la scuoto per capire cosa potrebbe esserci all’interno e cade un biglietto.

Mi chino a raccoglierlo; è la scrittura della nonna: “Per la mia Trilly.”

Un po’ perplessa mi siedo sul pavimento a gambe incrociate, con il pacco in grembo. Curiosissima strappo via la carta da regalo.

Alzo il coperchio del contenitore e sento il mio cuore fermarsi, per poi iniziare a battere più forte di prima. I miei occhi si riempiono di lacrime e inizio ad urlare. Sono urla di gioia: il suono della mia vittoria.

Tiro fuori dalla scatola il mio oggetto del desiderio.

Finalmente ho ottenuto il mio rosso rosso: il vestito più bello della nonna.

Il vestito più rosso, il vestito tanto bramato, il vestito del desiderio ardente.

Grazie nonna!

Categorie

Lascia un commento

95 Commenti

  1. Buongiorno, Maryrose! Un finale poetico che mi è piaciuto.
    Ho già avuto modo di scriverti che, tra tutti i racconti del progetto della tua scuola, il tuo è quello che mi ha convinto di più e lo ribadisco: hai un modo di scrivere che ha “qualcosa in più” rispetto agli altri, è già piuttosto maturo e scorrevole. Della tua storia, ho apprezzato soprattutto che tu sia riuscita a condurla bene in porto: la formula di TheIncipit è piena di insidie, e la mia impressione è che la tua idea originale fosse diversa dallo sviluppo che poi hai dato al racconto. Nonostante questo, hai tenuto dritto il timone e hai mantenuto una certa coerenza tra episodi e finale. Ribadisco anche una piccola obiezione, che in parte ti ho già fatto: non ho trovato la narrazione coerente col punto di vista di una bambina di sette anni. Quando te l’ho scritto la prima volta mi hai risposto:
    Proseguendo con la lettura capirà il perché della mia scelta. Intanto, un indizio è già nel suo commento: la protagonista è una bambina, ma “la voce narrante è quella di una bimba?”
    Però… continuo a non capire 🙂 La voce narrante è quella di Trilly adulta? È lei che ricorda la sua infanzia? Uhm, forse è così… anche se non mi convince del tutto.
    Concludendo, per quanto mi riguarda, mi appunto il tuo nick e ti tengo d’occhio. Quindi, se ti piace scrivere, non mollare, continua a esercitarti e a proporre ciò che scrivi. Se lo farai su questa piattaforma, io, per quanto possibile, una mia opinione (spero gradita 😀 😀 ) te la offro volentieri.
    Ciao, giovane, buona vita 😉

    • Ciao, Jaw.
      La ringrazio tantissimo. È davvero gratificante leggere i suoi commenti.
      Per quanto riguarda la voce narrate, ha ragione: il mio intento era quello di creare una struttura a cornice. I primi nove episodi avrebbero dovuto contenere un lungo flashback che si sarebbe concluso con un flashforward nel decimo episodio. Purtroppo sono stata molto impegnata e ho saltato alcune scadenze per la pubblicazione degli episodi, per cui alcuni li ho in fretta, senza neanche avere il tempo di rileggerli e perfezionarli.
      Non sono riuscita nel mio intento e il decimo episodio è risultato un salto temporale.
      Cercherò di modificare il racconto in modo da adempire al mio principale obbiettivo; in caso non dovessi riuscirci, seguendo il suo consiglio, adeguerò la narrazione al modo di esprimersi di una bambina di sette anni.
      Spero di cimentarmi presto in una nuova avventura su the incipit e di ricevere la sua -più che gradita- opinione.
      La ringrazio ancora molto!
      Ciaoooo

  2. Ah ah, la tua protagonista è *alquanto* birichina, quindi non dubito che nasconderà il vestito. Deve essere un vestito molto speciale 🙂
    Un capitolo “tenero” come un abbraccio di nonno e scorrevole, si legge con piacere. Ti faccio notare questo:
    Quando i passi del nonno si fanno sempre più vicini…
    Il “sempre” mi pare in contraddizione col “quando”: il primo indica un’azione che ancora si sta svolgendo (il nonno si sta avvicinando), mentre il secondo indica un’azione in un certo senso già conclusa (il nonno è già vicino). In questo caso, sceglierei il “quando”.
    Ciao, a presto

  3. Cercherà di completare il piano.
    Ciao, Maryrose.
    Col proseguire dei capitoli, la storia ha sempre più assunto toni fiabeschi e misteriosi, a ben guardare il riflesso dello spirito con cui la tua piccola protagonista guarda il mondo: fiaba, magia, mistero, ingredienti della vita di tutti i bambini. O forse sono i bambini a essere un po’ magici, perché sono in grado di trasformare ogni cosa in fiaba, o mistero: una lucciola, il firmamento, una gruccia dentro un armadio.
    Vedo che la storia è in pausa da un po’. Che aspetti a continuarla? È affascinante e ben narrata e sono curioso di scoprire qualcosa in più sulla piccola esploratrice.
    Se posso permettermi, stai facendo un ottimo lavoro,

    Ciao, a presto

  4. Del secondo episodio ho amato il pensiero della protagonista riguardo il se che rincorre la luna e l’ho trovata una bambina molto creativa, poi con tutte le domande che si pone sulla stella di Peter Pan sta rivelando un’intelligenza molto vivace. Mi piace molto.

  5. Un cuscino!

    Mi ha colpito il modo di narrare: non si capisce esattamente cosa stia facendo la protagonista (è una bambina, da quello che ho capito, anche se non riesco a comprenderne l’età) perché si nasconde, poi esce, scappa, ritorna… e poi diventa un gatto (questa mi è piaciuta 🙂 ).

    Curioso ti seguo: vediamo dove ci porti 🙂

    Ciao 🙂

  6. Ciao di nuovo, Maryrose. La tua protagonista è molto misteriosa, chissà cosa voleva fare in quella camera, chissà perché scappa via dalla nonna (è la nonna? Penso di sì, visto che dopo commenta la fuga della bimba) e poco dopo torna indietro a farsi consolare e a mangiare la crostata 😀
    Insomma, non ho capito cosa nasconde.
    Sei brava a mostrarci il punto di vista della bambina senza “sbavature”: vediamo e sentiamo esclusivamente ciò che vede e sente lei e questo non è facile. Però vorrei farti riflettere su un aspetto: fai dire alla bambina che non conosce il significato di “astro”. Ci sta, è una bambina. Ma quando racconta, ha tutt’altra proprietà di linguaggio. Questo un po’ stride, perché quando leggo le sue parole non mi aspetto che chi sa esprimersi in questo modo non conosca una parola tutto sommato semplice. Capisci cosa intendo? Far narrare una bimba con la propria voce ti espone al problema di esprimerti come farebbe lei, e di questo dovresti tenere conto. Non fraintendermi, il capitolo scorre bene, è divertente e interessante, ma visto che mi sembra che tu sia una perfezionista, volevo offrirti uno spunto di riflessione: la voce narrante è quella di una bimba? Bene, puoi provare a immedesimarti in lei, cercando di evitare espressioni e pensieri estranei alla sua età. È una cosa difficilissima, forse la più difficile, quindi non crucciarti troppo se non ti riesce perfettamente, ma intanto, tienilo presente 🙂
    Ah, nelle opzioni: “affianco”= “a fianco” 😉
    Ho apprezzato tantissimo i tuoi “errata corrige”, ma anche qui, non preoccuparti e più di tanto, i refusi sono pressoché inevitabili, in una piattaforma che non ti permette di correggere. L’importante è prenderne nota e cercare di evitarli le volte successive.
    Ciao, a presto

    • Ciao, Jaw. 😃
      Si, la bambina scappa via dalla nonna e poi ritorna da lei per mangiare la crostata, mentre ammira il tramonto. È in quel momento afferma di non conoscere il significato di “astro”.
      Scrivendo quella scena, ho pensato anch’io che non fosse coerente con il modo di esprimersi della bambina e avevo intenzione di ometterlo. Poi però ci ho ripensato.
      Ciò non toglie che apprezzo molto il suo consiglio di immedesimarmi nel personaggio.
      Proseguendo con la lettura capirà il perché della mia scelta. Intanto, un indizio è già nel suo commento: la protagonista è una bambina, ma “la voce narrante è quella di una bimba?”
      Buona lettura!!😁
      Ciao, a presto!!!

  7. Errata corrige

    * Episodio 1
    -“Sarà un piacere per me condividere con te la mia merenda.”
    -“Prendo la scatola nera di vernice lucida nella scarpiera. La apro e tiro fuori delle décolleté a punta di camoscio marrone.”
    -“… ma in fondo non si può volere tutto dalla vita.”

    * Episodio 2
    -“Fisso la mia preda indifesa: è una piccola talpa.”
    -“Qualcosa mi solletica il naso e, con gli occhi chiusi, cerco di scacciarlo con la mano.”
    -“Sbadiglio e mi guardo intorno.”

  8. Buongiorno, MaryRose.
    Della recente infornata di giovani che ha allegramente invaso questo sito, il tuo incipit è quello che – di gran lunga – mi è piaciuto di più. A parte due orrori da penna rossa come “lo scatolo” e “infondo” 😀
    A proposito di questo, non capisco una cosa: mi è sembrato di capire che il vostro sia un progetto scolastico, mi sbaglio? Perché non vedo alcun commento/critica di qualcuno dei vostri professori.
    La critica è fondamentale per migliorare e lo scopo di questa piattaforma è esattamente questo: permettere agli autori di confrontarsi e migliorare insieme. Questo, a mio parere, dovrebbero fare i vostri insegnanti e dovreste fare tra voi. Sempre a mio parere, sarebbe un bene per tutti se questo confronto fosse pubblico, così ne avrebbe da guadagnare l’intera community.
    O forse mi sbaglio e voi tutti non avete un progetto scolastico alle spalle, siete solo dei giovanissimi che hanno deciso di “giocare a scrivere”.
    Be’, quand’è così, buon gioco 😉
    Anche se… anche se, almeno nel tuo caso, mi pare che tu stia prendendo molto sul serio questo gioco. Mi pare che ti piaccia proprio, mi pare che ci sia davvero il piacere di raccontare. Per questo, se non l’hai già fatto, ti suggerisco di chiedere a persone competenti (leggi: soprattutto i tuoi professori) una critica costruttiva, anche privata, se preferisci. È il modo migliore per crescere.

    Ciao, buona giornata

    • Buonasera, JAW.
      Non si sbaglia: si tratta di un progetto scolastico, ma per me, come ha già detto anche lei, è un gioco.
      Mi diverte scrivere e condividere con gli altri la mia creatività.
      Mi rende davvero molto felice sapere che il mio episodio le sia piaciuto! Tengo davvero molto all’opinione dei lettori.
      Farò presente il suo consiglio ai miei insegnanti.
      La ringrazio e le auguro una buona lettura!
      Ciao, buona serata!

  9. L’inizio mi è piaciuto tantissimo e la cosa che più mi attira è il mistero che hai creato nei confronti dei protagonisti, ti incuriosisce e ti spinge ad aspettare con ansia il prossimo episodio. Complimenti❤️

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi