ROSSO ROSSO

Dove eravamo rimasti?

Quale sarà la reazione della protagonista dopo aver udito quella voce alle sue spalle? Inizierà a correre. (37%)

SPICCARE IL VOLO

Mi mordo il labbro inferiore e aggrotto le sopracciglia.

Cosa faccio adesso?

Mi premo il palmo della mano aperta sulla fronte. Una scarica di energia si diffonde in tutto il mio corpo.

Mi volto di scatto.

Senza pensarci due volte inizio ad alternare velocemente le gambe in avanti. Prima una, poi l’altra. Le mie braccia oscillano in un ritmo sempre crescente. Sento il vento tra i capelli. È una sensazione che mi piace molto. L’adrenalina ritorna a farsi viva in me: mi sento libera.

Distrattamente corro verso il frutteto, illuminata dalla luce che filtra tra i rami dei ficus. Sento l’erba un po’ troppo cresciuta che mi accarezza le caviglie e i piedi nudi, quasi a farmi il solletico. La gioia esplode in un sorriso sul mio volto, un sorriso che si allarga sempre più.

«Ahia!» Rallento e mi fermo.

Sento un pizzicore alla caviglia. Devo essermi punta con un’ortica. Mi accovaccio per strofinare il punto dolente e il prurito aumenta.  È insopportabile!

Sul mio viso si dipinge un’espressione sofferente. Le mie labbra si increspano e gli occhi iniziano ad inumidirsi. Una lacrima sgorga sulla mia guancia. Stringo forte la caviglia infiammata con una mano e con il dorso dell’altra, chiusa in un pugno stretto, asciugo la goccia di pianto.

Mi faccio forza e mi alzo, guardando dove metto i piedi.

Mi incammino lentamente, poi mi ricordo della crostata di fichi e l’impazienza prende il sopravvento. Affretto il passo e tiro dritto verso casa.

La porta è aperta. Lei è seduta sulla sua poltrona rossa. Mi trattengo un po’ sull’uscio per osservarla immersa nella sua avventura. Chissà se si accorgerà di me?!

«Oh, tesoro! Eccoti finalmente!» esclama allegra, senza alzare lo sguardo dal suo libro.

«Le tue gambine erano così veloci che ho pensato avresti potuto spiccare il volo!» continua voltandosi verso di me.

La raggiungo e mi fa spazio per sedermi accanto a lei.

«Cosa è successo?» mi chiede notando i miei occhi arrossati per il pianto.

Le indico la mia caviglia e subito sento le sue mani prendermi delicatamente il capo e le sue labbra morbide e calde posarsi sulla mia fronte.

«Non è niente che non si possa risolvere con una crostata di fichi e del gelato all’amarena!» mi rassicura prendendomi la mano per condurmi in cucina.

Mi solleva e mi poggia sul tavolo. Le mie gambine agili e veloci rabbrividiscono a contatto con il marmo freddo. Mi distraggo guardando fuori dalla finestra: uno stormo si innalza verso le nuvole che assumono i colori caldi del tramontando. Un libro della nonna lo definisce come “il momento in cui un astro, scompare sotto l’orizzonte”. Non ho idea di cosa sia un astro, ma penso di aver capito il senso della frase e mi sembra un’interpretazione così noiosa… Io invece la trovo un’immagine assurda: mi piace pensare che il sole passi tutto il tempo a civettare con le nuvole, ma quando si accorge che nessuna nuvola sarà mai rotonda come la luna, allora si rende conto di quanto sia stato stupido a non essersi presentato a lei, così diventa rosso per l’imbarazzo e scappa via per andare a cercarla.

«Ecco a te, bambina mia!» dice porgendomi il dolce. «Sta passando il prurito?» mi chiede sorridendo.

Annuisco, gettandole le braccia al collo e il suo sorrido si allarga ancora di più.

Mentre divoro la mia fetta, un morso dopo l’altro, andiamo a sederci sul dondolo nei pressi del frutteto. Il cielo si colora di un arancione sempre più intenso. La nonna riprende il suo libro e inizia a leggere anche per me.

Mi piace ascoltare la sua voce dal tono appassionato.

Appoggio delicatamente la testa sulla sua spalla e poco dopo il mio corpo sprofonda nei cuscini. Le mie palpebre non sono mai state così pesanti. Ormai non sento più neanche la voce della nonna. Cerco di resistere, ma è più forte di me. I muscoli del mio viso si rilassano e i miei occhi si chiudono.

Alzo la mia zampetta grigia e inizio a leccare il mio morbido e folto pelo. Poi la poggio a terra e faccio lo stesso con l’altra, continuando fin quando non sono tutta pulita.

Le mie orecchie captano uno strano fruscio tra l’erba.

I miei sensi si allertano e subito balzo sulla piccola bestiolina che sperava di passare inosservata.

Miagolo soddisfatta.

L’afferro per una zampetta con la bocca e la trascino su una pietra lì vicino.

Fisso la mia preda indifesa: è una piccola tapa.

Con il muso la faccio rotolare supina.

È intimorita. Non posso farle del male: sono un gatto, ma ho un cuore! E poi a me piacciono i topi.

Aiutandomi di nuovo con il muso la giro a pancia in giù e mi allontano con passo felpato, in una camminata elegante, mentre la mia coda ondeggia alta e aggraziata.

Qualcosa mi solletica il naso e, con gli occhi chiusi, cerco scacciarlo con la mano. La mia espressione beata e rilassata si tramuta in seccatura quando lo stesso fastidio si ripresenta sul sopracciglio.

Ma cos’è?

Mi strofino le palpebre con il dorso delle mani e mi stiracchio, facendo oscillare il divano sospeso. La nonna è accanto a me, che dorme con il libro aperto sulle ginocchia. Sbadiglio e mi guardo intono.

Chissà cosa ha svegliato la bambina... Quale sarà la prima cosa che la protagonista stringerà a sé?

  • Una copertina che ha affianco. (15%)
    15
  • La mano della nonna. (58%)
    58
  • Un cuscino. (27%)
    27
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95 Commenti

  1. Buongiorno, Maryrose! Un finale poetico che mi è piaciuto.
    Ho già avuto modo di scriverti che, tra tutti i racconti del progetto della tua scuola, il tuo è quello che mi ha convinto di più e lo ribadisco: hai un modo di scrivere che ha “qualcosa in più” rispetto agli altri, è già piuttosto maturo e scorrevole. Della tua storia, ho apprezzato soprattutto che tu sia riuscita a condurla bene in porto: la formula di TheIncipit è piena di insidie, e la mia impressione è che la tua idea originale fosse diversa dallo sviluppo che poi hai dato al racconto. Nonostante questo, hai tenuto dritto il timone e hai mantenuto una certa coerenza tra episodi e finale. Ribadisco anche una piccola obiezione, che in parte ti ho già fatto: non ho trovato la narrazione coerente col punto di vista di una bambina di sette anni. Quando te l’ho scritto la prima volta mi hai risposto:
    Proseguendo con la lettura capirà il perché della mia scelta. Intanto, un indizio è già nel suo commento: la protagonista è una bambina, ma “la voce narrante è quella di una bimba?”
    Però… continuo a non capire 🙂 La voce narrante è quella di Trilly adulta? È lei che ricorda la sua infanzia? Uhm, forse è così… anche se non mi convince del tutto.
    Concludendo, per quanto mi riguarda, mi appunto il tuo nick e ti tengo d’occhio. Quindi, se ti piace scrivere, non mollare, continua a esercitarti e a proporre ciò che scrivi. Se lo farai su questa piattaforma, io, per quanto possibile, una mia opinione (spero gradita 😀 😀 ) te la offro volentieri.
    Ciao, giovane, buona vita 😉

    • Ciao, Jaw.
      La ringrazio tantissimo. È davvero gratificante leggere i suoi commenti.
      Per quanto riguarda la voce narrate, ha ragione: il mio intento era quello di creare una struttura a cornice. I primi nove episodi avrebbero dovuto contenere un lungo flashback che si sarebbe concluso con un flashforward nel decimo episodio. Purtroppo sono stata molto impegnata e ho saltato alcune scadenze per la pubblicazione degli episodi, per cui alcuni li ho in fretta, senza neanche avere il tempo di rileggerli e perfezionarli.
      Non sono riuscita nel mio intento e il decimo episodio è risultato un salto temporale.
      Cercherò di modificare il racconto in modo da adempire al mio principale obbiettivo; in caso non dovessi riuscirci, seguendo il suo consiglio, adeguerò la narrazione al modo di esprimersi di una bambina di sette anni.
      Spero di cimentarmi presto in una nuova avventura su the incipit e di ricevere la sua -più che gradita- opinione.
      La ringrazio ancora molto!
      Ciaoooo

  2. Ah ah, la tua protagonista è *alquanto* birichina, quindi non dubito che nasconderà il vestito. Deve essere un vestito molto speciale 🙂
    Un capitolo “tenero” come un abbraccio di nonno e scorrevole, si legge con piacere. Ti faccio notare questo:
    Quando i passi del nonno si fanno sempre più vicini…
    Il “sempre” mi pare in contraddizione col “quando”: il primo indica un’azione che ancora si sta svolgendo (il nonno si sta avvicinando), mentre il secondo indica un’azione in un certo senso già conclusa (il nonno è già vicino). In questo caso, sceglierei il “quando”.
    Ciao, a presto

  3. Cercherà di completare il piano.
    Ciao, Maryrose.
    Col proseguire dei capitoli, la storia ha sempre più assunto toni fiabeschi e misteriosi, a ben guardare il riflesso dello spirito con cui la tua piccola protagonista guarda il mondo: fiaba, magia, mistero, ingredienti della vita di tutti i bambini. O forse sono i bambini a essere un po’ magici, perché sono in grado di trasformare ogni cosa in fiaba, o mistero: una lucciola, il firmamento, una gruccia dentro un armadio.
    Vedo che la storia è in pausa da un po’. Che aspetti a continuarla? È affascinante e ben narrata e sono curioso di scoprire qualcosa in più sulla piccola esploratrice.
    Se posso permettermi, stai facendo un ottimo lavoro,

    Ciao, a presto

  4. Del secondo episodio ho amato il pensiero della protagonista riguardo il se che rincorre la luna e l’ho trovata una bambina molto creativa, poi con tutte le domande che si pone sulla stella di Peter Pan sta rivelando un’intelligenza molto vivace. Mi piace molto.

  5. Un cuscino!

    Mi ha colpito il modo di narrare: non si capisce esattamente cosa stia facendo la protagonista (è una bambina, da quello che ho capito, anche se non riesco a comprenderne l’età) perché si nasconde, poi esce, scappa, ritorna… e poi diventa un gatto (questa mi è piaciuta 🙂 ).

    Curioso ti seguo: vediamo dove ci porti 🙂

    Ciao 🙂

  6. Ciao di nuovo, Maryrose. La tua protagonista è molto misteriosa, chissà cosa voleva fare in quella camera, chissà perché scappa via dalla nonna (è la nonna? Penso di sì, visto che dopo commenta la fuga della bimba) e poco dopo torna indietro a farsi consolare e a mangiare la crostata 😀
    Insomma, non ho capito cosa nasconde.
    Sei brava a mostrarci il punto di vista della bambina senza “sbavature”: vediamo e sentiamo esclusivamente ciò che vede e sente lei e questo non è facile. Però vorrei farti riflettere su un aspetto: fai dire alla bambina che non conosce il significato di “astro”. Ci sta, è una bambina. Ma quando racconta, ha tutt’altra proprietà di linguaggio. Questo un po’ stride, perché quando leggo le sue parole non mi aspetto che chi sa esprimersi in questo modo non conosca una parola tutto sommato semplice. Capisci cosa intendo? Far narrare una bimba con la propria voce ti espone al problema di esprimerti come farebbe lei, e di questo dovresti tenere conto. Non fraintendermi, il capitolo scorre bene, è divertente e interessante, ma visto che mi sembra che tu sia una perfezionista, volevo offrirti uno spunto di riflessione: la voce narrante è quella di una bimba? Bene, puoi provare a immedesimarti in lei, cercando di evitare espressioni e pensieri estranei alla sua età. È una cosa difficilissima, forse la più difficile, quindi non crucciarti troppo se non ti riesce perfettamente, ma intanto, tienilo presente 🙂
    Ah, nelle opzioni: “affianco”= “a fianco” 😉
    Ho apprezzato tantissimo i tuoi “errata corrige”, ma anche qui, non preoccuparti e più di tanto, i refusi sono pressoché inevitabili, in una piattaforma che non ti permette di correggere. L’importante è prenderne nota e cercare di evitarli le volte successive.
    Ciao, a presto

    • Ciao, Jaw. 😃
      Si, la bambina scappa via dalla nonna e poi ritorna da lei per mangiare la crostata, mentre ammira il tramonto. È in quel momento afferma di non conoscere il significato di “astro”.
      Scrivendo quella scena, ho pensato anch’io che non fosse coerente con il modo di esprimersi della bambina e avevo intenzione di ometterlo. Poi però ci ho ripensato.
      Ciò non toglie che apprezzo molto il suo consiglio di immedesimarmi nel personaggio.
      Proseguendo con la lettura capirà il perché della mia scelta. Intanto, un indizio è già nel suo commento: la protagonista è una bambina, ma “la voce narrante è quella di una bimba?”
      Buona lettura!!😁
      Ciao, a presto!!!

  7. Errata corrige

    * Episodio 1
    -“Sarà un piacere per me condividere con te la mia merenda.”
    -“Prendo la scatola nera di vernice lucida nella scarpiera. La apro e tiro fuori delle décolleté a punta di camoscio marrone.”
    -“… ma in fondo non si può volere tutto dalla vita.”

    * Episodio 2
    -“Fisso la mia preda indifesa: è una piccola talpa.”
    -“Qualcosa mi solletica il naso e, con gli occhi chiusi, cerco di scacciarlo con la mano.”
    -“Sbadiglio e mi guardo intorno.”

  8. Buongiorno, MaryRose.
    Della recente infornata di giovani che ha allegramente invaso questo sito, il tuo incipit è quello che – di gran lunga – mi è piaciuto di più. A parte due orrori da penna rossa come “lo scatolo” e “infondo” 😀
    A proposito di questo, non capisco una cosa: mi è sembrato di capire che il vostro sia un progetto scolastico, mi sbaglio? Perché non vedo alcun commento/critica di qualcuno dei vostri professori.
    La critica è fondamentale per migliorare e lo scopo di questa piattaforma è esattamente questo: permettere agli autori di confrontarsi e migliorare insieme. Questo, a mio parere, dovrebbero fare i vostri insegnanti e dovreste fare tra voi. Sempre a mio parere, sarebbe un bene per tutti se questo confronto fosse pubblico, così ne avrebbe da guadagnare l’intera community.
    O forse mi sbaglio e voi tutti non avete un progetto scolastico alle spalle, siete solo dei giovanissimi che hanno deciso di “giocare a scrivere”.
    Be’, quand’è così, buon gioco 😉
    Anche se… anche se, almeno nel tuo caso, mi pare che tu stia prendendo molto sul serio questo gioco. Mi pare che ti piaccia proprio, mi pare che ci sia davvero il piacere di raccontare. Per questo, se non l’hai già fatto, ti suggerisco di chiedere a persone competenti (leggi: soprattutto i tuoi professori) una critica costruttiva, anche privata, se preferisci. È il modo migliore per crescere.

    Ciao, buona giornata

    • Buonasera, JAW.
      Non si sbaglia: si tratta di un progetto scolastico, ma per me, come ha già detto anche lei, è un gioco.
      Mi diverte scrivere e condividere con gli altri la mia creatività.
      Mi rende davvero molto felice sapere che il mio episodio le sia piaciuto! Tengo davvero molto all’opinione dei lettori.
      Farò presente il suo consiglio ai miei insegnanti.
      La ringrazio e le auguro una buona lettura!
      Ciao, buona serata!

  9. L’inizio mi è piaciuto tantissimo e la cosa che più mi attira è il mistero che hai creato nei confronti dei protagonisti, ti incuriosisce e ti spinge ad aspettare con ansia il prossimo episodio. Complimenti❤️

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