ROSSO ROSSO

Dove eravamo rimasti?

Un nuovo personaggio sta per prendere parte al racconto. Di chi si tratta? Ma sopratutto: quale sarà la reazione della protagonista? Si avvicinerà alla donna, incuriosita. (62%)

I QUADRETTI ROSSI

Mi avvicino alla donna, incuriosita.
«Mamma!», urlo balzandole addosso.
Lei sorride e mi stringe forte. Si china in avanti ed io mi ritrovo a ridere a testa in giù, mentre la mamma mi riempie di baci. Il suono delle nostre risate sovrasta tutto il silenzio intorno a noi.
La nonna ci raggiunge ed entriamo in casa.
Mentre loro chiacchierano, sedute sul divano, io gioco con la mia cucina Barbie, poi mi ricordo…
Salgo con i piedi sulla poltrona rossa della nonna e annuncio l’idea che è affiorata poco fa nella mia mente: «Da oggi mi chiamerete Trilly!»
Le loro espressioni sono curiose e allo stesso tempo divertite.
«Se è questo che desidera, miss Trilly», la mamma viene verso di me, sorridente.
Annuisco e allungo le braccia nella sua direzione, in modo che possa prendermi.
È ora di andare a casa.
«Buonanotte, miss Trilly», ci saluta la nonna, accompagnandoci alla porta.
«Buonanotte, nonna.»
Le do un bacio sulla guancia e scendo dalle braccia della mamma, per correre alla casa a fianco.
Dopo qualche minuto mamma mi raggiunge e ci sediamo sul divano a farci le coccole, fino a quando non è ora della favola della buonanotte.
«Sogni d’oro, tesoro.»
«Sogni d’oro, mamma.»
Mi copre con il lenzuolo, mi stampa un bacio sulla fronte e spegne la luce, per poi uscire dalla stanza, chiudendo la porta dietro di sé.
Sono sola adesso. La finestra è aperta. L’unico suono che odo è il canto delle cicale e il cri-cri dei grilli. Sono suoni così costanti e in armonia, così rilassanti…
Con i piedi spingo il lenzuolo giù alla spalliera del letto. Mi alzo cercando di muovermi con passo felpato e mi dirigo alla finestra.
Non si vedono grilli, né cicale. Forse è meglio così, penso proprio che mi farebbe schifo vedere una cicala!
Adesso capisco perché la mamma mi raccomanda sempre di non dormire il pomeriggio…
Sono così carica che non so cosa fare, ma so per certo che non voglio dormire.
Sempre silenziosamente, mi avvicino alla porta e con molta cautela abbasso la maniglia e la tiro verso di me. La porta si apre.
Sporgo valorosamente la mia testolina al di là dell’uscio e controllo che la luce nella camera dei miei sia spenta. Una volta accertato questo, punto dritto verso le scale, dove accosto la mia schiena al muro e scendo al piano di sotto, seguendo la direzione della parete.
Noto che il cancello antistante la porta d’ingresso è chiuso, ma la porta è aperta…
Abbandono l’idea di mettermi a giocare e prendo il mio zainetto munito di tutto ciò che potrebbe essermi utile.
Si entra in azione!
Faccio passare lo zainetto tra le sbarre del cancello. Poi mi accovaccio e mi giro di fianco. Infilo prima una gamba, poi mi abbasso ancora di più e contemporaneamente infilo il braccio e la testa.
È quasi fatta! Passo dall’altro lato del cancello anche l’altra gamba e sono fuori!
Mi rimetto in piedi e posiziono lo zainetto sulle spalle.
Mi avvicino all’uscio della nonna, alle scale esterne e per mia fortuna il portone è socchiuso. Da qui riesco a vedere che la luce nella stanza da letto è accesa, ma sento anche l’acqua scorrere in bagno. Entro e mi incammino su per la rampa di scale, con l’unico scopo di assaltare l’armadio.
Impaziente poso lo zainetto sul divanetto ai piedi del letto. Guardo per qualche secondo il mio riflesso nello specchio.
I miei lunghi capelli scendono sciolti e fluenti alle mie spalle e il mio pigiama arriva poco più giù delle ginocchia sbucciate. I miei piedini sono sempre scalzi. Dovrei mettere delle scarpe ogni tanto. Mi scosto una ciocca di capelli dietro l’orecchio e scopro il mio visino raggiante, quel sorriso sempre allegro e gli occhi grandi e luminosi.
Mi premo le mani sui fianchi e decido di architettare un piano d’azione.
Prendo carta e penna dal mio zainetto e inizio a mettere su uno schema.
Ogni foglio del mio block notes ha una pianta di questa stanza. Ogni nove quadretti, ogni tre per tre, corrisponde ad una mattonella di questo pavimento.
Tutti i quadretti in verde sono gli infissi. In arancione sono gli oggetti delicati, che non devo rompere. Infine i quadretti in blu sono occupati da mobili fissi, quelli in giallo sono mobili che posso spostare e quello in rosso è l’armadio.
Appena il mio piano mi sembra soddisfacente, inizio a metterlo in pratica.
Mi alzo. Mi avvicino alla porta e controllo che l’acqua stia ancora scorrendo. Bene: la nonna resterà in bagno ancora per il tempo necessario.
Apro l’armadio. Ovviamente la gruccia non è dove l’avevo lasciata.
Sposto il divanetto ai piedi del letto, accostandolo all’armadio. Prendo il piccolo sgabello della toeletta e lo pongo al lato del bracciolo del divanetto, in modo da impedire che si ribalti.
È tutto pronto. Mi arrampico sul bracciolo del divano e salto nell’armadio.
Allungo il braccio e prendo la gruccia. Ce l’ho fatta!
Lancio il vestito sul letto e rimetto tutto a posto.
Non sento più il rumore dell’acqua che scorre.
Oh no! Il panico mi assale. La porta del bagno cigola. Sta venendo qui.
Poi l’acqua inizia a scorrere di nuovo. Ma la porta rimane sempre aperta…

Cosa farà la protagonista?

  • Scapperà prima che la nonna arrivi. (22%)
    22
  • Si nasconderà in attesa dell'arrivo della nonna. (11%)
    11
  • Impavida, cercherà di completare il suo piano. (67%)
    67
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95 Commenti

  1. Buongiorno, Maryrose! Un finale poetico che mi è piaciuto.
    Ho già avuto modo di scriverti che, tra tutti i racconti del progetto della tua scuola, il tuo è quello che mi ha convinto di più e lo ribadisco: hai un modo di scrivere che ha “qualcosa in più” rispetto agli altri, è già piuttosto maturo e scorrevole. Della tua storia, ho apprezzato soprattutto che tu sia riuscita a condurla bene in porto: la formula di TheIncipit è piena di insidie, e la mia impressione è che la tua idea originale fosse diversa dallo sviluppo che poi hai dato al racconto. Nonostante questo, hai tenuto dritto il timone e hai mantenuto una certa coerenza tra episodi e finale. Ribadisco anche una piccola obiezione, che in parte ti ho già fatto: non ho trovato la narrazione coerente col punto di vista di una bambina di sette anni. Quando te l’ho scritto la prima volta mi hai risposto:
    Proseguendo con la lettura capirà il perché della mia scelta. Intanto, un indizio è già nel suo commento: la protagonista è una bambina, ma “la voce narrante è quella di una bimba?”
    Però… continuo a non capire 🙂 La voce narrante è quella di Trilly adulta? È lei che ricorda la sua infanzia? Uhm, forse è così… anche se non mi convince del tutto.
    Concludendo, per quanto mi riguarda, mi appunto il tuo nick e ti tengo d’occhio. Quindi, se ti piace scrivere, non mollare, continua a esercitarti e a proporre ciò che scrivi. Se lo farai su questa piattaforma, io, per quanto possibile, una mia opinione (spero gradita 😀 😀 ) te la offro volentieri.
    Ciao, giovane, buona vita 😉

    • Ciao, Jaw.
      La ringrazio tantissimo. È davvero gratificante leggere i suoi commenti.
      Per quanto riguarda la voce narrate, ha ragione: il mio intento era quello di creare una struttura a cornice. I primi nove episodi avrebbero dovuto contenere un lungo flashback che si sarebbe concluso con un flashforward nel decimo episodio. Purtroppo sono stata molto impegnata e ho saltato alcune scadenze per la pubblicazione degli episodi, per cui alcuni li ho in fretta, senza neanche avere il tempo di rileggerli e perfezionarli.
      Non sono riuscita nel mio intento e il decimo episodio è risultato un salto temporale.
      Cercherò di modificare il racconto in modo da adempire al mio principale obbiettivo; in caso non dovessi riuscirci, seguendo il suo consiglio, adeguerò la narrazione al modo di esprimersi di una bambina di sette anni.
      Spero di cimentarmi presto in una nuova avventura su the incipit e di ricevere la sua -più che gradita- opinione.
      La ringrazio ancora molto!
      Ciaoooo

  2. Ah ah, la tua protagonista è *alquanto* birichina, quindi non dubito che nasconderà il vestito. Deve essere un vestito molto speciale 🙂
    Un capitolo “tenero” come un abbraccio di nonno e scorrevole, si legge con piacere. Ti faccio notare questo:
    Quando i passi del nonno si fanno sempre più vicini…
    Il “sempre” mi pare in contraddizione col “quando”: il primo indica un’azione che ancora si sta svolgendo (il nonno si sta avvicinando), mentre il secondo indica un’azione in un certo senso già conclusa (il nonno è già vicino). In questo caso, sceglierei il “quando”.
    Ciao, a presto

  3. Cercherà di completare il piano.
    Ciao, Maryrose.
    Col proseguire dei capitoli, la storia ha sempre più assunto toni fiabeschi e misteriosi, a ben guardare il riflesso dello spirito con cui la tua piccola protagonista guarda il mondo: fiaba, magia, mistero, ingredienti della vita di tutti i bambini. O forse sono i bambini a essere un po’ magici, perché sono in grado di trasformare ogni cosa in fiaba, o mistero: una lucciola, il firmamento, una gruccia dentro un armadio.
    Vedo che la storia è in pausa da un po’. Che aspetti a continuarla? È affascinante e ben narrata e sono curioso di scoprire qualcosa in più sulla piccola esploratrice.
    Se posso permettermi, stai facendo un ottimo lavoro,

    Ciao, a presto

  4. Del secondo episodio ho amato il pensiero della protagonista riguardo il se che rincorre la luna e l’ho trovata una bambina molto creativa, poi con tutte le domande che si pone sulla stella di Peter Pan sta rivelando un’intelligenza molto vivace. Mi piace molto.

  5. Un cuscino!

    Mi ha colpito il modo di narrare: non si capisce esattamente cosa stia facendo la protagonista (è una bambina, da quello che ho capito, anche se non riesco a comprenderne l’età) perché si nasconde, poi esce, scappa, ritorna… e poi diventa un gatto (questa mi è piaciuta 🙂 ).

    Curioso ti seguo: vediamo dove ci porti 🙂

    Ciao 🙂

  6. Ciao di nuovo, Maryrose. La tua protagonista è molto misteriosa, chissà cosa voleva fare in quella camera, chissà perché scappa via dalla nonna (è la nonna? Penso di sì, visto che dopo commenta la fuga della bimba) e poco dopo torna indietro a farsi consolare e a mangiare la crostata 😀
    Insomma, non ho capito cosa nasconde.
    Sei brava a mostrarci il punto di vista della bambina senza “sbavature”: vediamo e sentiamo esclusivamente ciò che vede e sente lei e questo non è facile. Però vorrei farti riflettere su un aspetto: fai dire alla bambina che non conosce il significato di “astro”. Ci sta, è una bambina. Ma quando racconta, ha tutt’altra proprietà di linguaggio. Questo un po’ stride, perché quando leggo le sue parole non mi aspetto che chi sa esprimersi in questo modo non conosca una parola tutto sommato semplice. Capisci cosa intendo? Far narrare una bimba con la propria voce ti espone al problema di esprimerti come farebbe lei, e di questo dovresti tenere conto. Non fraintendermi, il capitolo scorre bene, è divertente e interessante, ma visto che mi sembra che tu sia una perfezionista, volevo offrirti uno spunto di riflessione: la voce narrante è quella di una bimba? Bene, puoi provare a immedesimarti in lei, cercando di evitare espressioni e pensieri estranei alla sua età. È una cosa difficilissima, forse la più difficile, quindi non crucciarti troppo se non ti riesce perfettamente, ma intanto, tienilo presente 🙂
    Ah, nelle opzioni: “affianco”= “a fianco” 😉
    Ho apprezzato tantissimo i tuoi “errata corrige”, ma anche qui, non preoccuparti e più di tanto, i refusi sono pressoché inevitabili, in una piattaforma che non ti permette di correggere. L’importante è prenderne nota e cercare di evitarli le volte successive.
    Ciao, a presto

    • Ciao, Jaw. 😃
      Si, la bambina scappa via dalla nonna e poi ritorna da lei per mangiare la crostata, mentre ammira il tramonto. È in quel momento afferma di non conoscere il significato di “astro”.
      Scrivendo quella scena, ho pensato anch’io che non fosse coerente con il modo di esprimersi della bambina e avevo intenzione di ometterlo. Poi però ci ho ripensato.
      Ciò non toglie che apprezzo molto il suo consiglio di immedesimarmi nel personaggio.
      Proseguendo con la lettura capirà il perché della mia scelta. Intanto, un indizio è già nel suo commento: la protagonista è una bambina, ma “la voce narrante è quella di una bimba?”
      Buona lettura!!😁
      Ciao, a presto!!!

  7. Errata corrige

    * Episodio 1
    -“Sarà un piacere per me condividere con te la mia merenda.”
    -“Prendo la scatola nera di vernice lucida nella scarpiera. La apro e tiro fuori delle décolleté a punta di camoscio marrone.”
    -“… ma in fondo non si può volere tutto dalla vita.”

    * Episodio 2
    -“Fisso la mia preda indifesa: è una piccola talpa.”
    -“Qualcosa mi solletica il naso e, con gli occhi chiusi, cerco di scacciarlo con la mano.”
    -“Sbadiglio e mi guardo intorno.”

  8. Buongiorno, MaryRose.
    Della recente infornata di giovani che ha allegramente invaso questo sito, il tuo incipit è quello che – di gran lunga – mi è piaciuto di più. A parte due orrori da penna rossa come “lo scatolo” e “infondo” 😀
    A proposito di questo, non capisco una cosa: mi è sembrato di capire che il vostro sia un progetto scolastico, mi sbaglio? Perché non vedo alcun commento/critica di qualcuno dei vostri professori.
    La critica è fondamentale per migliorare e lo scopo di questa piattaforma è esattamente questo: permettere agli autori di confrontarsi e migliorare insieme. Questo, a mio parere, dovrebbero fare i vostri insegnanti e dovreste fare tra voi. Sempre a mio parere, sarebbe un bene per tutti se questo confronto fosse pubblico, così ne avrebbe da guadagnare l’intera community.
    O forse mi sbaglio e voi tutti non avete un progetto scolastico alle spalle, siete solo dei giovanissimi che hanno deciso di “giocare a scrivere”.
    Be’, quand’è così, buon gioco 😉
    Anche se… anche se, almeno nel tuo caso, mi pare che tu stia prendendo molto sul serio questo gioco. Mi pare che ti piaccia proprio, mi pare che ci sia davvero il piacere di raccontare. Per questo, se non l’hai già fatto, ti suggerisco di chiedere a persone competenti (leggi: soprattutto i tuoi professori) una critica costruttiva, anche privata, se preferisci. È il modo migliore per crescere.

    Ciao, buona giornata

    • Buonasera, JAW.
      Non si sbaglia: si tratta di un progetto scolastico, ma per me, come ha già detto anche lei, è un gioco.
      Mi diverte scrivere e condividere con gli altri la mia creatività.
      Mi rende davvero molto felice sapere che il mio episodio le sia piaciuto! Tengo davvero molto all’opinione dei lettori.
      Farò presente il suo consiglio ai miei insegnanti.
      La ringrazio e le auguro una buona lettura!
      Ciao, buona serata!

  9. L’inizio mi è piaciuto tantissimo e la cosa che più mi attira è il mistero che hai creato nei confronti dei protagonisti, ti incuriosisce e ti spinge ad aspettare con ansia il prossimo episodio. Complimenti❤️

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