ROSSO ROSSO

Dove eravamo rimasti?

Cosa accadrà domani? La mamma punirà la bambina. (50%)

SCOMPARSO

Come avevo previsto, sono in punizione.
La mamma ha detto che non potrò più dormire a casa della nonna per tutta la settimana, non potrò usare la bici, ne giocare nel frutteto.
Beh, non mi è andata molto male, considerando che mi aspettavo di dover restare chiusa in casa per tutta la vita.
Adesso, prima che abbia inizio il periodo di libertà vigilata, devo assolutamente andare a prendere il vestito rosso.
Mi reco nella camera che una volta era della mamma e apro il cassetto della scrivania, dove avevo nascosto il mio tesoro.
Oh mamma!
È sparito!
Com’è possibile?
Questo doveva essere un posto sicuro, nessuno sapeva che era qui!
Velocemente apro tutti i cassetti che ci sono nella stanza, alla ricerca dell’amato vestito, ma è tutto inutile: ho trovato di tutto, tranne quello che sto cercando.
Sconsolata e nel panico mi getto sul letto e affondo il viso nel morbido materasso.
Sto per piangere, ma poi mi volto a pancia in su e scatto in piedi sul pavimento: non è il momento di darsi per vinti!
Serro i pugni e la mascella, alzo la testa e, determinata più che mai, marcio verso la camera da letto della nonna.
Io troverò quel vestito!
Apro l’armadio e iniziò a frugare ovunque, ma non trovo nulla, quindi passo a setaccio i comodini, la cassettiera, la scarpiera, le fodere dei cuscini, tutto… ma nulla: del vestito non c’è traccia.
In preda alla disperazione, mi lascio cadere sul divano ai piedi del letto. Di fronte a me, lo specchio riflette la mia immagine affranta: i capelli mi coprono il volto, lasciando intravedere gli occhi verdi inondati da quel malinconico luccichio e lo sguardo angosciato, le guance arrossate e le labbra rosse gonfie.
Non mi sono mai sentita così abbattuta, afflitta, angustiata, tormentata, amareggiata, avvilita, demoralizzata, depressa, sconfortata, scoraggiata…
Sento che il sole dentro di me sta per spegnersi.
Mi accascio ancora di più sul divano, appoggio il braccio a mo’ di cuscino, sul bracciolo e ci poso sopra la guancia. Una lacrima sgorga dalla coda dell’occhio e solca la mia guancia, la sento scivolare pesante sul mio volto e scendere fino al collo, poi un’altra la segue, un’altra e un’altra ancora…
Come farò adesso?
Il peso delle palpebre si fa insostenibile e le lascio abbassare.

Sono distesa sul mio letto, nella mia camera. Le lenzuola mi coprono fino a mezzo busto e fisso il soffitto, aspettando che la pigrizia abbandoni il mio corpo, per lasciare posto all’irrefrenabile adrenalina.
Sono passati diversi giorni da quando il vestito è scomparso; non lo troverò mai più.
Me ne sono fatta una ragione, o almeno è quello che ripeto a me stessa tutti i giorni.
La mia punizione si è conclusa ieri, quindi oggi posso ritornare a giocare liberamente nel frutteto. Sarà un modo per distrarmi un po’.
Mi stiracchio e salto giù dal letto.
Mi preparo e scendo giù a fare colazione.
I miei genitori sono già andati a lavoro: al tavolo sono sedute Anita e la nonna.
«Buongiorno», saluto scostando la sedia per sedermi.

Cosa succederà?

  • Trilly non troverà mai più il vestito rosso. (10%)
    10
  • Trilly crescerà. (50%)
    50
  • Trilly ritroverà il vestito rosso. (40%)
    40
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95 Commenti

  1. Buongiorno, Maryrose! Un finale poetico che mi è piaciuto.
    Ho già avuto modo di scriverti che, tra tutti i racconti del progetto della tua scuola, il tuo è quello che mi ha convinto di più e lo ribadisco: hai un modo di scrivere che ha “qualcosa in più” rispetto agli altri, è già piuttosto maturo e scorrevole. Della tua storia, ho apprezzato soprattutto che tu sia riuscita a condurla bene in porto: la formula di TheIncipit è piena di insidie, e la mia impressione è che la tua idea originale fosse diversa dallo sviluppo che poi hai dato al racconto. Nonostante questo, hai tenuto dritto il timone e hai mantenuto una certa coerenza tra episodi e finale. Ribadisco anche una piccola obiezione, che in parte ti ho già fatto: non ho trovato la narrazione coerente col punto di vista di una bambina di sette anni. Quando te l’ho scritto la prima volta mi hai risposto:
    Proseguendo con la lettura capirà il perché della mia scelta. Intanto, un indizio è già nel suo commento: la protagonista è una bambina, ma “la voce narrante è quella di una bimba?”
    Però… continuo a non capire 🙂 La voce narrante è quella di Trilly adulta? È lei che ricorda la sua infanzia? Uhm, forse è così… anche se non mi convince del tutto.
    Concludendo, per quanto mi riguarda, mi appunto il tuo nick e ti tengo d’occhio. Quindi, se ti piace scrivere, non mollare, continua a esercitarti e a proporre ciò che scrivi. Se lo farai su questa piattaforma, io, per quanto possibile, una mia opinione (spero gradita 😀 😀 ) te la offro volentieri.
    Ciao, giovane, buona vita 😉

    • Ciao, Jaw.
      La ringrazio tantissimo. È davvero gratificante leggere i suoi commenti.
      Per quanto riguarda la voce narrate, ha ragione: il mio intento era quello di creare una struttura a cornice. I primi nove episodi avrebbero dovuto contenere un lungo flashback che si sarebbe concluso con un flashforward nel decimo episodio. Purtroppo sono stata molto impegnata e ho saltato alcune scadenze per la pubblicazione degli episodi, per cui alcuni li ho in fretta, senza neanche avere il tempo di rileggerli e perfezionarli.
      Non sono riuscita nel mio intento e il decimo episodio è risultato un salto temporale.
      Cercherò di modificare il racconto in modo da adempire al mio principale obbiettivo; in caso non dovessi riuscirci, seguendo il suo consiglio, adeguerò la narrazione al modo di esprimersi di una bambina di sette anni.
      Spero di cimentarmi presto in una nuova avventura su the incipit e di ricevere la sua -più che gradita- opinione.
      La ringrazio ancora molto!
      Ciaoooo

  2. Ah ah, la tua protagonista è *alquanto* birichina, quindi non dubito che nasconderà il vestito. Deve essere un vestito molto speciale 🙂
    Un capitolo “tenero” come un abbraccio di nonno e scorrevole, si legge con piacere. Ti faccio notare questo:
    Quando i passi del nonno si fanno sempre più vicini…
    Il “sempre” mi pare in contraddizione col “quando”: il primo indica un’azione che ancora si sta svolgendo (il nonno si sta avvicinando), mentre il secondo indica un’azione in un certo senso già conclusa (il nonno è già vicino). In questo caso, sceglierei il “quando”.
    Ciao, a presto

  3. Cercherà di completare il piano.
    Ciao, Maryrose.
    Col proseguire dei capitoli, la storia ha sempre più assunto toni fiabeschi e misteriosi, a ben guardare il riflesso dello spirito con cui la tua piccola protagonista guarda il mondo: fiaba, magia, mistero, ingredienti della vita di tutti i bambini. O forse sono i bambini a essere un po’ magici, perché sono in grado di trasformare ogni cosa in fiaba, o mistero: una lucciola, il firmamento, una gruccia dentro un armadio.
    Vedo che la storia è in pausa da un po’. Che aspetti a continuarla? È affascinante e ben narrata e sono curioso di scoprire qualcosa in più sulla piccola esploratrice.
    Se posso permettermi, stai facendo un ottimo lavoro,

    Ciao, a presto

  4. Del secondo episodio ho amato il pensiero della protagonista riguardo il se che rincorre la luna e l’ho trovata una bambina molto creativa, poi con tutte le domande che si pone sulla stella di Peter Pan sta rivelando un’intelligenza molto vivace. Mi piace molto.

  5. Un cuscino!

    Mi ha colpito il modo di narrare: non si capisce esattamente cosa stia facendo la protagonista (è una bambina, da quello che ho capito, anche se non riesco a comprenderne l’età) perché si nasconde, poi esce, scappa, ritorna… e poi diventa un gatto (questa mi è piaciuta 🙂 ).

    Curioso ti seguo: vediamo dove ci porti 🙂

    Ciao 🙂

  6. Ciao di nuovo, Maryrose. La tua protagonista è molto misteriosa, chissà cosa voleva fare in quella camera, chissà perché scappa via dalla nonna (è la nonna? Penso di sì, visto che dopo commenta la fuga della bimba) e poco dopo torna indietro a farsi consolare e a mangiare la crostata 😀
    Insomma, non ho capito cosa nasconde.
    Sei brava a mostrarci il punto di vista della bambina senza “sbavature”: vediamo e sentiamo esclusivamente ciò che vede e sente lei e questo non è facile. Però vorrei farti riflettere su un aspetto: fai dire alla bambina che non conosce il significato di “astro”. Ci sta, è una bambina. Ma quando racconta, ha tutt’altra proprietà di linguaggio. Questo un po’ stride, perché quando leggo le sue parole non mi aspetto che chi sa esprimersi in questo modo non conosca una parola tutto sommato semplice. Capisci cosa intendo? Far narrare una bimba con la propria voce ti espone al problema di esprimerti come farebbe lei, e di questo dovresti tenere conto. Non fraintendermi, il capitolo scorre bene, è divertente e interessante, ma visto che mi sembra che tu sia una perfezionista, volevo offrirti uno spunto di riflessione: la voce narrante è quella di una bimba? Bene, puoi provare a immedesimarti in lei, cercando di evitare espressioni e pensieri estranei alla sua età. È una cosa difficilissima, forse la più difficile, quindi non crucciarti troppo se non ti riesce perfettamente, ma intanto, tienilo presente 🙂
    Ah, nelle opzioni: “affianco”= “a fianco” 😉
    Ho apprezzato tantissimo i tuoi “errata corrige”, ma anche qui, non preoccuparti e più di tanto, i refusi sono pressoché inevitabili, in una piattaforma che non ti permette di correggere. L’importante è prenderne nota e cercare di evitarli le volte successive.
    Ciao, a presto

    • Ciao, Jaw. 😃
      Si, la bambina scappa via dalla nonna e poi ritorna da lei per mangiare la crostata, mentre ammira il tramonto. È in quel momento afferma di non conoscere il significato di “astro”.
      Scrivendo quella scena, ho pensato anch’io che non fosse coerente con il modo di esprimersi della bambina e avevo intenzione di ometterlo. Poi però ci ho ripensato.
      Ciò non toglie che apprezzo molto il suo consiglio di immedesimarmi nel personaggio.
      Proseguendo con la lettura capirà il perché della mia scelta. Intanto, un indizio è già nel suo commento: la protagonista è una bambina, ma “la voce narrante è quella di una bimba?”
      Buona lettura!!😁
      Ciao, a presto!!!

  7. Errata corrige

    * Episodio 1
    -“Sarà un piacere per me condividere con te la mia merenda.”
    -“Prendo la scatola nera di vernice lucida nella scarpiera. La apro e tiro fuori delle décolleté a punta di camoscio marrone.”
    -“… ma in fondo non si può volere tutto dalla vita.”

    * Episodio 2
    -“Fisso la mia preda indifesa: è una piccola talpa.”
    -“Qualcosa mi solletica il naso e, con gli occhi chiusi, cerco di scacciarlo con la mano.”
    -“Sbadiglio e mi guardo intorno.”

  8. Buongiorno, MaryRose.
    Della recente infornata di giovani che ha allegramente invaso questo sito, il tuo incipit è quello che – di gran lunga – mi è piaciuto di più. A parte due orrori da penna rossa come “lo scatolo” e “infondo” 😀
    A proposito di questo, non capisco una cosa: mi è sembrato di capire che il vostro sia un progetto scolastico, mi sbaglio? Perché non vedo alcun commento/critica di qualcuno dei vostri professori.
    La critica è fondamentale per migliorare e lo scopo di questa piattaforma è esattamente questo: permettere agli autori di confrontarsi e migliorare insieme. Questo, a mio parere, dovrebbero fare i vostri insegnanti e dovreste fare tra voi. Sempre a mio parere, sarebbe un bene per tutti se questo confronto fosse pubblico, così ne avrebbe da guadagnare l’intera community.
    O forse mi sbaglio e voi tutti non avete un progetto scolastico alle spalle, siete solo dei giovanissimi che hanno deciso di “giocare a scrivere”.
    Be’, quand’è così, buon gioco 😉
    Anche se… anche se, almeno nel tuo caso, mi pare che tu stia prendendo molto sul serio questo gioco. Mi pare che ti piaccia proprio, mi pare che ci sia davvero il piacere di raccontare. Per questo, se non l’hai già fatto, ti suggerisco di chiedere a persone competenti (leggi: soprattutto i tuoi professori) una critica costruttiva, anche privata, se preferisci. È il modo migliore per crescere.

    Ciao, buona giornata

    • Buonasera, JAW.
      Non si sbaglia: si tratta di un progetto scolastico, ma per me, come ha già detto anche lei, è un gioco.
      Mi diverte scrivere e condividere con gli altri la mia creatività.
      Mi rende davvero molto felice sapere che il mio episodio le sia piaciuto! Tengo davvero molto all’opinione dei lettori.
      Farò presente il suo consiglio ai miei insegnanti.
      La ringrazio e le auguro una buona lettura!
      Ciao, buona serata!

  9. L’inizio mi è piaciuto tantissimo e la cosa che più mi attira è il mistero che hai creato nei confronti dei protagonisti, ti incuriosisce e ti spinge ad aspettare con ansia il prossimo episodio. Complimenti❤️

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