Sopravvivenza

Dove eravamo rimasti?

Chi è Letya? Lei lavora per il LOrd di Lissiala? (67%)

Dialoghi

Leyta lo guardò divertita, mentre lui cercava disperatamente di coprirsi con una mano e afferrare l’asciugamano a terra. “Il tuo amico sembra in imbarazzo Flan” continuò rivolgendosi a lui.

“Questo sarebbe un luogo per uomini” commentò lui divertito quasi quanto lei. Agilmente si mise seduto nella sua direzione. “Più ti agiti e peggio e, Kared”.

Rosso, non solo per i vapori, afferrato l’oggetto tanto desiderato si coprì pudicamente, guardando torvo sia lui che lei.

“Non hai perso tempo” si rivolse il guerriero a lei.

“Non capita tutti i giorni di vederti da queste parti mio eroe e le tue apparizioni si sono fatte sempre più rare”.

Ora che la osservava, sotto la luce delle torce, Kared ne ammirò il fisico, coperto dalla tunica senza maniche chiara, stratta in vita da una cintura leggera. braccia e gambe nude, decisamente scolpite. Gli occhi tra il verde e il grigio, attenti, divertiti da quella scena che stavano guardando. Non riusciva a dargli una età, ma non era una ragazzina.

“Ti piaccio?”, gli fece lei civettuola. “Anche tu non sei troppo malmesso…”.

Rimase a bocca socchiusa a fissarla interdetto, poi scoppio a ridere a propria volta, più rilassato.

“Dobbiamo parlare, Leyta. Prima che mi avventuri alla corte del Lord”, riprese il discorso Flan.

“E secondo te perchè sono qui? per vederti nudo?”, sbattè le palpebre ripetutamente, “Cosa che ho già fatto in passato…” puntualizzò. “Vi aspetto di sopra, ma fate con calma, ora devo risistemare i miei poveri capelli, questo vapore non aiuta…” si allontanò a passo dolce, certa che lo sguardo di Kared l’avrebbe accompagnata.

“Non fa per te ragazzo, lascia perdere” lo riportò a terra Flan tornando a stendersi. I due inservienti ricomparvero . Kared lo imitò, ma non riuscì a rilassarsi. Il resto del massaggio fu piuttosto duro.

Dopo essersi sciacquati e rivestiti, salirono al secondo piano della costruzione. L’inserviente li scortò ad una piccola stanza laterale, dipinta di verde con alcune poltrone e un divano. In esso, avvolta in una ampia vestaglia, lei li stava aspettando sorseggiando una bevanda fumante.

“Oh eccovi qui, credevo di dover tornare di sotto a prendervi! volete un the?”.

“No grazie, Ley”. Flan aggirò le seduto sbirciando dalla finestra che dava sulla strada, poi andò a sprofondare in una poltrona.

Kared rimase a fissare le due spade brunite appese alla parete assieme ad unas cotta di maglia talmente sottile da poter essere quasi un vestito. Fece per allungare la mano, la voce di lei lo bloccò.

“Gradirei che non le toccassi”, con tono fermo. “Non mi piace che vi resti sopra il segno di qualcuno che non mi ha sconfitto”.

“Ah, sono tue?”.

“Hai dei dubbi in proposito? Vuoi sfidarmi?”

Kared sbuffò, con quella donna non riusciva ad arrivare ad un dialogo che non fosse uno scontro o un desiderio fisico. Allargò le mani e andò a sedersi a propria volta.

“Cosa sta succedendo a Nord, Flan. Arrivano notizie strane”.

“Sono arrivati alle porte di Annaria” rispose lui tralasciando che le avevano superate abbattendo le mura. “Li abbiamo ancora respiti, ma non ci riusciremo più a lungo”.

“Vuoi dire che il vecchio ti manda in giro a chiedere aiuto?”

Kared sgranò gli occhi gonfiandosi.

“Sai bene come la situazione non sia così semplice”, riprese Flan con calma. “Ho bisogno di sapere se qui vi rendete conto di cosa significa se Annaria cade”.

“Qui sono in molti a non desiderare altro” rispose lei. “Hanno sempre odiato il clan Mcjannard. Le guerre interne scatenate da loro per annettersi territori, Flan. Mi sembra di ricordare che la stessa Annaria una volta…”.

“Gli abitanti di Annaria hanno scelto di restare al fianco del Clan!” intervenne Kared. “Ma di che diavolo stiamo parlando? Le nostre stupide beghe interne, non fanno altro che dare libertà di colpirci quando e come vogliono! Gli oscuri stanno distruggendo le nostre terre, metro dopo metro!”.

“Kared, calmati”.

“Calmarmi?! E tu li assecondi? Voi state qui a godervi tutto questo, mentre a Nord noi moriamo uno dopo l’altro!”.

Lei attese paziente il suo sfogo. “Si, il tuo accorato appello lo puoi presentare a corte, forse lo prenderanno in considerazione” cocluse lei freddamente. “Mi aspetto altro da te Flan”.

“Caduta Annaria, caduti tutti noi, Leyta, secondo te gli oscuri si fermeranno? Lissiala, Odlo. Tutti siamo sulla loro strada e fin tanto che non ci uniamo in questa guerra, non supereremo la prossima generazione” rispose pacato Flan. “Vallo a dire a tuo padre e informalo che Flan Mchannor è qui per parlare con lui o con chiunque abbia un po’ di sale in zucca per capire la situazione.

Lei strinse la linea della bocca, poi si rilassò e annuì alzandosi in piedi. “Parlerò con mio padre. Non sarà facile farlo ragionare, ma verrò a predervi per un colloquio privato, nel frattempo non distruggete niente in città!”.

Slacciò la vestaglia. Kared rimase a fissarla stupito. indossava un aderente abito corto nero che non nascondeva niente delle sue forme sinuose. “Mi dai una mano?” le chiese lei.

“Be..si certo…” impacciato lui si alzò.

Alla locanda

  • Nessun incontro (0%)
    0
  • Incontro con il Lord pubblico a corte (0%)
    0
  • Incontro con il Lord, privato (100%)
    100

Voti totali: 2

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5 Commenti

  1. Ero indeciso tra il Lord e le terre vicine… alla fine ho votato il Lord.

    Provo a darti un altro consiglio, a vedere se arriva qualcun’altro: fai un giro per le altre storie e commenta quelle che ti sembrano più interessanti; così la gente sa che “esisti” e magari viene a leggerti 🙂

    Ciao 🙂
    PS: non voti di scambio, semplicemente far sapere che ci sei anche tu 🙂

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