Sopravvivenza

Dove eravamo rimasti?

Andiamo alla balconata? il ragazzino lo accompagna di persona (100%)

Aggressione

“Vieni in città sempre armato?”, fu la sua prima domanda.

Forse era per quello che nessuno gli si avvicinava, ci pensò su.”Io vengo da una città piuttosto pericolosa” gli rispose lui, “Dove difficilmente si esce senza spada”. Il ragazzino, Timus, aveva detto di chiamarsi non superava i dieci anni. indossava abiti usati da più mani, un paio di scarpe spaiate e i modi di fare di chi sta al mondo da molto più tempo. Kared si sentì valutato per quella frase. “Vengo da Annaria” gli rivelò infine e il giovane annuì. 

“Si quello è un posto pericoloso” rispose come se lui ci fosse già stato.

Avevano contrattato un po’ sul prezzo che Timus gli aveva chiesto per portarlo in giro. Invece della moneta placcata argento gli aveva dato tre monete di rame e un generoso spuntino al primo banco del mercato. Così aveva scoperto qualcosa di quella città. Il ragazzino viveva di espedienti, non gli aveva detto se era scappato di casa, comunque aveva un posto dove dormire in un sottotetto di una casa abbandonata e non era da solo, assieme a lui c’erano altri tre ragazzini e uno che andava e veniva, così gli aveva detto lui. Pagato il conto al banco, Timus lo condusse fuori dal mercato su strade diverse. Fuori dal centro si facevano pochi incontri e in un paio di occasioni, Kared cominciò a pensare che Timus lo stesse conducendo dagli altri per poi rapinarlo, in realtà il vicolo sbucò su di uno spiazzo con al centro alcuni alberi e subito dietro la famosa balconata. Era un bel salto da lassù. Il fiume scorreva impetuoso sul fondo del canalone e tirava una costante brezza verso di loro. Si girò verso la città. Lissiala era adagiata su quella sporgenza e guardava le pianure interne, a Nord c’era la sua terra, Annaria e il confine oscuro. Lissiala dava le spalle a tutti loro.

“Quello è il Palazzo del Signore di Varsia?”, gli chiese indicando la costruzione poco lontano da dove si trovavano loro, alta sopra gli altri edifici.

“Già. LOrd Besih di Varsia. Non è quello che dovete incontrare?”.

Kared si girò a guardarlo. Era sicuro di non aver detto nulla in proposito.

“Non ti stupire, non c’è quasi niente che possa sfuggire alle mie orecchie. Quando alle porte hanno sentito il nome di Mchannor la curiosità mi ha spinto a venire a guardare di persona…”.

“Di cosa stai parlando?”, gli chiese Kared.

“Hanno chiesto di lui, sai? Di Flan Mchannor. Qualcuno è solleticato all’idea che lui non incontri il Lord. hanno sparso la voce che sarebbe arrivato in città e puff eccolo qui che arriva!”. 

Kared cercò di calmarsi. Il ragazzino era assolutamente tranquillo, stava giocando con lui. O non era da solo li, o contava sul fatto che lui non gli avrebbe fatto nulla. “Perchè tu sei qui?”, gli chiese infine.

“Per mostrarti la balconata”, si girò a fissare il vuoto. “E per avvisarvi del pericolo”, continuò a tono più baso. “Io sono in debito con Flan. Tu viaggi con lui, mi sembrava giusto farlo. Magari non saggio, ma giusto”. “Vieni proseguiamo il nostro giro” terminò il giovane ladro con voce più squillante.

Kared si staccò dalla balconata e lo seguì, meno che tranquillo.

Fecero il resto del giro con Timus che chiacchierava liberamente di qualcunque cosa e Kared che continuava a guardarsi attorno. Il rientro all’Oca Giuliva, quella sera, gli fece tirare un sospiro di sollievo. Timus si accomiatò velocemente sparendo in fretta alla vista. Era tentato di seguirlo, dubitava che ci stesse provando, ma un fondo di dubbio gli era comunque rimasto. Trovò seduto ad uno dei tavoli Flan che si stava godendo una birra scura.

“Piaciuto il giro?” gli chiese.

“Potrei dire di si, ma alla fine me la sono goduta poco…ti saluta Timus”.

“Immaginavo che si fosse fatto vivo, visto che non è venuto da me”.

“Come dire, mi ha informato che qualcuno preferirebbe che tu non incontrassi il Lord qui. Sapevano che eri in arrivo, in città!”.

“Dov’è il ragazzo?”, chiese, ma c’era urgenza?

“Quando siamo arrivati qui, se ne andato”.

Flam buttò giù il resto della birra. “Vieni usciamo da qui”.

Voltandosi per seguirlo, Kared si bloccò. Seduto d’angolo con altri quattro uomini, c’era l’uomo del mercato. Flam era girato di schiena, non poteva vederlo. L’uomo gli sorrise, si alzò di scatto e lasciò partire la lama corta, mentre i suoi compari urlando si alzarono a loro volta rovesciando sedie e tavoli per lanciarsi addosso a loro due.

La lama strisciò su di lui che si era lanciato in avanti per proteggere la schiena di Flam che nel frattempo si stava girando. Non fu necessario dirgli nulla, aveva già in mano la spada.

“Stai bene?” gli chiese. Kared annuì poi nel caos della gente spaventata e degli attaccanti si divisero.

Sentì la voce di Flam ergersi sulle altre, anche quella di Elva e i suoi erano insulti di ogni genere. Intercettò la spada che scendeva verso il suo fianco allontanandola assieme all’uomo con un calcio al ventre. La seconda lama scivolò sul suo giustacuore senza arrecargli danno, Kared colpì in quella direzione alla cieca, sentendola affondare in qualcosa. Qualcosa lo colpì alla nuca, sbandò…

Cosa succede a Kared nello scontro?

  • Kared non perde i sensi e contrattacca (0%)
    0
  • Kared viene ferito da uno degli aggressori (0%)
    0
  • Kared vieno colpito in testa da Goora (100%)
    100
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7 Commenti

  1. Ero indeciso tra il Lord e le terre vicine… alla fine ho votato il Lord.

    Provo a darti un altro consiglio, a vedere se arriva qualcun’altro: fai un giro per le altre storie e commenta quelle che ti sembrano più interessanti; così la gente sa che “esisti” e magari viene a leggerti 🙂

    Ciao 🙂
    PS: non voti di scambio, semplicemente far sapere che ci sei anche tu 🙂

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