Sopravvivenza

Dove eravamo rimasti?

Chi si nasconde dietro la confraternita? Leyta ha qualcosa per loro (100%)

SU DUE FRONTI

Annària

Fu come lo scoppio di un tuono. Tanto potente da far tremare anche il terreno. La gente in strada si bloccò. Terrorizzata ancora da quanto accaduto poco meno di una decina di giorni prima e con davanti ciò che restava delle mura crollate assieme alle case.

Damvard strinse il bordo del tavolo mentre la camera al quarto piano del Palazzo vacillava come la chioma di un albero. ‘Non’ fu l’unica parola che gli uscì in quei secondi di tremore.

Nello stesso istante del tuono, la mente collettiva dei guardiani si concentrò sulla vera causa di quel possente terremoto non naturale. La nuova minaccia arrivava dal sottosuolo.

Loral raggiunse di corsa suo padre nello studio e si ritrovò a fissare, ad occhi sgranati la figura in quella tunica bianca risplendente di luce, levitare a mezzo metro da terra.

“Vieni avanti giovane Loral” lo invitò il guardiano, senza neppure voltarsi a guardarlo. “Ci sono decisioni che devono essere prese e tuo padre ora ha bisogno di te più che mai”.

“Cosa…cosa succede? Padre?”. Gli occhi di suo padre erano umidi. il volto era teso e pallido come non lo aveva mai visto.

Vedendo che il vecchio Lord non sembrava essere in grado di parlare, il guardiano venne in suo soccorso. “Abbiamo rispedito nel suo mondo il servo degli oscuri che ha colpito Annaria in superficie, ma siamo stati tratti in inganno Loral. Il vero pericolo giace sottoterra. Un secondo servitore stava scavando. Ha superato le fondamenta delle Torri, infrangendo le barriere, protetto nell’oscurità. I miei fratelli lo stanno rallentando, ma per fermarlo avremo bisogno di ben altro potere. La città di Annaria è condannata a cadere, Loral. Vi daremo tutto il tempo che riusciremo, ma deve essere abbandonata. Devi portare via la tua gente e non hai molto tempo…”.

“Nel sottosuolo…” ripetè Loral guardando affranto attraverso la finestra parte dei tetti della vecchia città. In superficie, avrebbero potuto lottare, continuare in quella disperata resistenza…ma sottoterra? “E dove condurremo la nostra gente?” si affacciò con quelle nuove domande. “Ci sono oltre duemila persone ancora qui! Non ci sono altre terre per il clan e la sua gente! Ci siamo isolati e…”.

“…andremo a sud” sospirò suo padre lasciandosi andare indietro contro lo schienale della sedia. “Questa gente ha combattuto per una difesa impossibile! Destra e LIssiala sarà ora loro la difesa!” si infervorì. il guardiano si rattristò, comprendendo i suoi pensieri. “Scendi in città è spargi la voce LOral. Un carro per famiglia se è a loro disposizione, oppure quello che potranno trasportare sulle spalle. Entro l’alba dovremo essere pronti a muoverci!”.

“E per andare dove, padre? Che senso ha?! Non abbiamo alleati, nessuno ci accoglierà!”.

“Lord Damvard” cercò di placarlo anche il guardiano, “Noi intercederemo presso i vostri vicini”.

“NO!” ruggì il vecchio LOrd scattando in piedi. “Guardiano, loro dovevano essere qui al nostro fianco! dovevano combattere con noi! Non lo hanno mai fatto! Si sono puliti la coscienza elargendoci le loro offerte di cibo, perchè noi morissimo su questo confine! La mia gente è stanca. Io sono stanco. Non piegherò il ginocchio e il nome del clan a chi non lo merita. Con o senza il benestare dei nostri vicini, attraverseremo il confine e andremo a Sud! Oltre le loro dannate terre” disse indicando un punto sulla mappa aperta.

Loral guardò la cartina, poi suo padre e infine il guardiano.

  — —

LISSIALA 

L’ufficio di Leyta era sopra le camerate della guarnigione, vicino al Palazzo dei lord. Dopo quanto era accaduto all’Oca Giuliva il drappello aveva preso in consegna i superstiti dello scontro tra gli aggressori e i due bersagli. 

Il luogotenente del Capitano, dopo aver condotto gli altri in cella per interrogarli e li aveva raggiunti nell’ufficio. “Timus ha provato ad avvisarmi, ma la comunicazione non è stata così diretta” stava commentando il Capitano quando lui chiuse la porta alle proprie spalle. “Lui è Malc” lo presentò lei. “Ha preso il posto di Evy che non ha gradito la nomina di un Capitano donna! é stato un cambio veloce”.

“Sta cercando di dirvi che io non le ho passato l’informazione di Timus. Non sapevo fosse degno di fiducia”

“Evy ha sempre voluto comandare, non è una grossa perdita” commentò Flan con una alzata di spalle. Guardò Kared che sedeva silenzioso nell’altra sedia. “Hanno detto qualcosa quei due?”.

“Non sanno nulla. sono semplici esecutori, solo quello che si è ucciso apparteneva alla confraternita”, ammise Malc. “Se fossero appartenuti tutti alla confraternita il risultato sarebbe stato molto diverso”.

“Lord Besih vuole incontrarti qui, Flan. Fuori dal Palazzo e dalla corte. Doveva essere già qui, in realtà, ma sembra che sia accaduto qualcosa di grosso per cui mi ha chiesto di trattenerti fino al suo arrivo”.

“Benissimo. Se dobbiamo aspettare, vorrei mangiare e bere qualcosa ora. Kared? vuoi qualcosa?” lo richiamò al presente Flan.

“Come?” lo fissò.

“Qualcosa da mangiare, bere ragazzo!”.

“Mangerei anch’io qualcosa” si scoprì affamato

1 la città si muove all'alba? 2 le porte di Lissiala si aprono o si chiudono?

  • Devono scappare dalla città? (0%)
    0
  • LOrd Besih si nega all'appuntamento (0%)
    0
  • Compare il guardiano? (100%)
    100
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10 Commenti

  1. Ero indeciso tra il Lord e le terre vicine… alla fine ho votato il Lord.

    Provo a darti un altro consiglio, a vedere se arriva qualcun’altro: fai un giro per le altre storie e commenta quelle che ti sembrano più interessanti; così la gente sa che “esisti” e magari viene a leggerti 🙂

    Ciao 🙂
    PS: non voti di scambio, semplicemente far sapere che ci sei anche tu 🙂

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