Tanto così

Capitolo 01.

I temporali estivi mi piacciono.

Il rumore di ogni goccia fredda che cade sull’asfalto bollente dopo una giornata calda di fine estate mi rimbomba nella testa.

Milano è sempre vuota in questo periodo, gli unici abitanti sono lo smog, che non manca mai, e gli autisti dei tram che sono sempre in perfetto orario. 

Linea 3, per il Duomo.

Salgo, il tram è quasi vuoto. I primi sedili sono occupati da due chiome grigio cenere che borbottano qualcosa di incomprensibile in dialetto, sono quasi buffi, sorrido. Mi siedo qualche sedile più dietro, cerco le mie Air Pods nel caos del mio zaino e attacco con la mia playlist preferita. Improvvisamente un ragazzo si siede sul sedile di fianco al mio, mi innervosisco, tra tutti i posti vuoti che poteva scegliere proprio qui doveva sedersi? Con aria scocciata sposto lo zaino e gli faccio spazio, ricambia con un sorriso. Prende il telefono e scorre la schermata di Instagram, in modo nervoso. Gli tremano le mani e ha le braccia piene di vene, mi ricorda la mappa colorata delle linee disordinate della metropolitana. Ha i capelli ricci, scuri e gli occhi lo sono altrettanto. È molto abbronzato, e vicino alla mia pelle candida si nota ancora di più. Io sono Chiara tutto l’anno e forse è anche per questo che i miei vecchi mi hanno chiamata così. Continuo a guardarlo finché improvvisamente vedo le sue labbra muoversi e la sua faccia voltarsi verso di me che ho il volume troppo alto per capire ciò che sta dicendo.

Abbasso gli occhi per la vergogna ma lui mi alza immediatamente il viso con la mano:

“Piacere Marco!” esclama.

Impacciata e confusa pronuncio il mio nome e mi volto verso il finestrino. La pioggia sembra essersi calmata e le poche gocce rimaste sul vetro fanno a gara per chi scivola prima infondo. È la mia fermata, mi alzo, lo fa anche lui e mi precede nello scendere. Camminiamo per qualche metro nella stessa direzione. Il silenzio è imbarazzante, non so se dire qualcosa o continuare a guardando le mie Vans consumate.

“Fumi?”

 Interrompe i miei pensieri prendendo dalla tasca dei jeans un pacchetto di Camel blu e porgendomelo.

“No, grazie”

Scuoto la testa e prendo i miei pistacchi dallo zaino.

Lui li guarda, poi guarda me con area confusa e prima che potesse dirmi qualsiasi cosa lo anticipo:

“Si, sono pistacchi, ne vuoi un po’?”

scoppiamo contemporaneamente in una risata rumorosa.

Tra pistacchi, sigarette e chiacchiere ci troviamo sotto il portone trasparente di casa mia.

Marco mi guarda, si avvicina e pulisce le briciole che mi si erano attaccate sotto il labbro inferiore.

Mi sento il cuore in gola come una cravatta troppo stretta, cosa mi sta succedendo?

Le sue dita dal viso mi scivolano sul collo e poi trai miei capelli ricci e rossi, come se avesse una matita e mi stesse ridisegnando. È delicato, dolce e io ho una strana sensazione allo stomaco ad ogni suo tocco. Le dita della sua mano destra sono alla ricerca delle mie che immediatamente cercano il contatto e si incrociano.

“Guardandoti bene sei davvero bella Chiara”

mi sussurra all’orecchio…

Un altro brivido mi percorre tutta la schiena.

Lo abbraccio. Posso sentire il suo profumo che è particolare; mi ricorda il mare, le onde che si infrangono sugli scogli con tutta la loro forza.

Questo stava succedendo anche dentro di me.

Mi sentivo bene ma non potevo crederci perché quel ragazzo lo avevo conosciuto solo poco prima ma a me sembrava di conoscerlo da una vita. Il clacson del rottame del vicino interrompe il momento. Sciolgo l’abbraccio e con tono timido invento una scusa per sottrarmi da quella situazione che stava diventando difficile da gestire per il mio cuore.

“È tardi, devo salire a casa, di sicuro mio fratello mi starà aspettando per la cena…”

“Si, certo! La cena!”

Ribatte immediatamente lui con tono ironico.

Lo saluto con un ciao frettoloso, prendo le chiavi, mi giro e mentre cerco di aprire la serratura la sua presa decisa mi prende per il polso, mi fa rigirare e…

Cosa farà Marco?

  • Scoppierà a piangere (13%)
    13
  • Le dara un oggetto particolare (46%)
    46
  • Le darà un bacio (42%)
    42
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13 Commenti

  1. La storia è molto intrigante e si lascia leggere facilmente. Però mi permetto di fare qualche osservazione che vuole essere costruttiva. Non voglio che ci rimanga male, ma per migliorare penso che si debbano accettare delle critiche costruttive e noi autori-lettori ci dobbiamo aiutare per migliorare.
    Innanzitutto ho riscontrato diversi errori di battitura, qualche parola di troppo o in meno. Qualche imperfezione grammaticale a livello dei tempi verbali. Quindi il mio consiglio è di rileggerti attentamente.
    A livello della trama ci sono piccole falle, o sono io che non ho capito, in questo caso ti prego di scusarmi. I due s’incontrano sul tram per la prima volta, giusto? Mi è sembrato da come poi racconti che in realtà si conoscano da prima per come si comportano già sotto casa di lei. Nel seguito poi tutto succede in un solo giorno? Da come è scritto sembrerebbe di si: la ricerca del posto, i momenti sulla terrazza della librerie e il planetario inseguito. Però quando li fai parlare sembra che stiano insieme da una vita, sono parole di persone che si conoscono da tempo, perché anche se si tratta di una storia d’amore da sogno, un colpo di fulmine di quelli mai visti non è realistico parlare in quel modo. Poi quando lui sparisce, in concreto loro hanno trascorso insieme un solo giorno e invece parli come se avessero passato più tempo, lei dice di avere le sue felpe, per esempio. Altra incoerenza e quando dici che ha messo praticamente a ferro e a fuoco tutta Milano per trovarlo, ma non ha mai pensato di andare alla libreria, e quando l’amica glielo suggerisce lei ha paura di trovarlo?
    Spero di essere stata chiara e spero veramente che tu non ci rimanga male.

  2. Ciao Federica
    I due episodi sono scorrevoli. Non ho capito bene dove si sono incontrati i due; prima mi sembrava in metro ma poi scrivi del ragazzo del tram.
    Qua e là ho notato qualche ripetizione, per esempio Urlo, urla… meglio sostituire con qualche sinonimo per non appesantire il testo.
    Le mani del ragazzo tremavano, perché?
    Non trova nessuno nella libreria ma…

    • Ciao!
      Grazie per il commento!!
      I due ragazzi si incontrano sul tram, successivamente ho utilizzato la similitudine della metropolitana per descrivere le vene e le braccia del ragazzo.
      Chiara non sa per quale motivo le mani di Marco tremavano, alcuni particolari verrano alla luce con il susseguirsi dei capitoli!
      Grazie ancora per i consigli.

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