Tanto così

Dove eravamo rimasti?

Cosa troverà Chiara? Incontrerà Marco (69%)

Capitolo 03.

Entro cercando di non dare nell’occhio ma il rumore dei campanellini che suonano all’aprirsi della porta attirano l’attenzione della commessa che con un sorriso mi accoglie. Una signora sulla cinquantina, con dei lunghi capelli castani e un paio di occhialini che fanno capolino sul suo importante naso,da dietro il bancone mi invita ad entrare.

Ricambio il sorriso e cerco lo scaffale numero tre sperando di trovare Marco o altri indizi per capire meglio lo scopo del foglietto trovato nella collana.

La libreria è davvero grande. 

I mobili su cui sono poste le file di libri sono tutti in legno, c’è un forte profumo di pagine e di inchiostro per cui vado pazza.

Mi affascinano i libri: con questi gli autori dicono cose che noi lettori non abbiamo il coraggio di dire, quindi leggendo ci ritroviamo un po’ in quei racconti e magari tutto ciò ci fa sentire meglio. O almeno, mi fa sentire meglio. Per questo leggo molto.

La libreria è popolata, un via vai di persone fa suonare continuamente quei campanellini alla porta.

Eccolo: “scaffale 3, sezione poesia”

Mi affaccio ma non noto nessuno.

Cammino per il corridoio dedicato a questo genere e leggo qualche titolo; libri di ogni colore e spessore mi fanno compagnia. Cerco qualche indizio che mi riporti a Marco, ma nulla.

Guardo meglio e mi colpisce un libro in particolare, messo al contrario rispetto a tutti gli altri. Ha la copertina rigida, la mia preferita.

Lo prendo, mi siedo per terra e sfoglio le pagine sconsolata di non aver trovato quello che cercavo.

“Ero certo lo avresti scelto. Tu guardi sempre i particolari tra i simili.”

Una voce mi fa sobbalzare, alzo lo sguardo e vedo quelle lentiggini, quegli occhi e quei capelli che stavo cercando.

È lui!

“Marco!”

Dico alzandomi di scatto dal parquet che si era ormai scaldato

“Come sapevi che sarei venuta qui,proprio oggi?!”

Continuo.

“Devo dirti la verità,un po’ ci speravo… Ma devi sapere che è qui che lavoro durante l’estate.”

“E perché hai voluto farmi arrivare qua?”

Balbetto

“Avevo voglia di vederti e portarti nel mio mondo”

Mi confessa sorridendo.

Lo guardo e divento rossa, ha sempre la frase giusta per farmi sentire bene, così mi porta una mano al viso e mi accarezza la guancia.

Mi sento protetta, e nei suoi occhi mi vedo bella.

“Devi spiegarmi un po’ di cose, che significato ha la   collana, la scritta su di essa e perché proprio a me poi…”

gli dico guardandolo in quei due grandi occhi scuri e profondi in cui mi perdo ogni volta.

“Si, hai ragione,ti devo delle spiegazioni. Però prima vieni, ti faccio vedere una cosa”

Poso il libro, gli stringo la mano e le nostre dita si incrociano. È strano come due persone possano combaciare così perfettamente dopo essersi conosciute per caso solo poco tempo prima.

Saliamo molte rampe di scale finché non apre una porta cigolante all’ultimo piano.

“Chiudi gli occhi”

mi dice.

Mi fido e mi lascio guidare da lui. 

La porta sbatte dietro di noi, sento che siamo all’aperto e Marco sussurra:

“apri!”

Un tramonto bellissimo colora di rosso tutta Milano. Siamo sul tetto della libreria. Trattengo il fiato. Da qui si vedono in lontananza i Navigli e l’acqua che riflette la luce, a destra il Duomo e dal lato opposto il Castello Sforzesco. Le nuvole fanno contrasto e ogni sfumatura di arancione rende ancora più unico questo paesaggio. Le persone, le auto sono minuscole. Da quassù anche questa grande metropoli sembra tranquilla, tutto sembra immobile.

Riesco a vedere ogni angolo della città e devi ammetterlo, non credevo fosse così bella. 

Mi volto verso di lui e sorpresa noto che invece di guardare lo spettacolo sta guardando me.

“È bellissimo, da togliere il fiato. Sono senza parole.”

Gli dico.

“Vedi,questo che stai provando ora è quello che io provo quando sto con te Chiara. Queste emozioni belle, l’adrenalina di stare così in alto, tutto questo è quello che mi succede quando ti vedo.

Mi colori la testa e il cuore,di rosso.

Rosso come i tuoi capelli ricci che ho notato con dal primo momento, come le tue guance quando ti faccio un complimento, come i papaveri nei campi di periferia e come questo tramonto.  

Così tanto in così poco Chiara. Sei il mio ‘tanto così’”.

E allarga le braccia.

Di nuovo quella frase, la stessa che c’era sulla collana.

 Entro nell’abbraccio e mi sposta i capelli dal viso. I nostri sguardi si intrecciano, siamo così vicini che posso sentire il suo respiro sulla mia pelle. Le sue labbra fredde si appoggiano sulle mie, combaciando. 

Le campane di un campanile lì vicino suonano e io riapro gli occhi.

 Propongo Marco di scendere per tornare a casa,stava diventando molto buio, ma andando ad aprire la porta si accorge che è bloccata. Lo guardo ridendo pensando fosse uno scherzo, così lui si sposta e lascia provare me.

“È bloccata davvero!”

Gli urlo spaventata!

“E adesso?”

Aggiungo…

Cosa succederà ai due protagonisti?

  • Riusciranno ad aprirla insistendo (10%)
    10
  • Verranno aperti dalla proprietaria (10%)
    10
  • Non riusciranno ad aprire la porta (80%)
    80
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11 Commenti

  1. Ciao Federica
    I due episodi sono scorrevoli. Non ho capito bene dove si sono incontrati i due; prima mi sembrava in metro ma poi scrivi del ragazzo del tram.
    Qua e là ho notato qualche ripetizione, per esempio Urlo, urla… meglio sostituire con qualche sinonimo per non appesantire il testo.
    Le mani del ragazzo tremavano, perché?
    Non trova nessuno nella libreria ma…

    • Ciao!
      Grazie per il commento!!
      I due ragazzi si incontrano sul tram, successivamente ho utilizzato la similitudine della metropolitana per descrivere le vene e le braccia del ragazzo.
      Chiara non sa per quale motivo le mani di Marco tremavano, alcuni particolari verrano alla luce con il susseguirsi dei capitoli!
      Grazie ancora per i consigli.

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