Tanto così

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà ai due protagonisti? Non riusciranno ad aprire la porta (80%)

Capitolo 04.

Il tramonto è ormai sparito e l’unica luce fioca che illumina il tetto della libreria è quella della luna, una luna piena, leggermente oscurata dalle nuvole. 

Penso ad una scusa da dire a mio fratello mentre Marco cerca disperatamente di aprire quella dannata porta.

I pensieri nella mia testa fanno più chiasso dei tuoni durante un temporale: cosa dirò quando torno a casa? Come scendiamo da qui? E se iniziasse a piovere?

Prendo il telefono e chiamo Carol cercando di farmi coprire da lei per sta notte: Segreteria telefonica. Riprovo insistentemente finché non mi risponde assecondando i miei piani.

Marco si siede rassegnato e io prendo posto davanti a lui appoggiandomi al suo petto; il suo cuore batte forte come un treno in corsa, e il suo profumo mi fa sentire nel posto giusto, come se quello fosse il mio posto nel mondo. La mia testa si incastra perfettamente tra la sua spalla e il suo collo.

Appoggia la sua mano sulla mia coscia e trema leggermente, la stringo per bloccarla.

“Che peccato mi sarebbe piaciuto poter vedere le stelle, se solo ci fossero state meno nuvole…

Ma comunque, raccontami una cosa che non mi hai mai detto di te!”  

Spezzo il silenzio 

“Un segreto importante intendi?”

“Si. In qualche modo dobbiamo pur impegnare il tempo quassù”

“Mh, va bene, va bene”

 Replica titubante e lascia che i miei capelli scorrano tra le sue dita.

“Non mi viene in mente nulla…fammici pensare.

Il mio segreto più grande è che…

Che…

Che hai una forcina!

“Cosa?”

Mi volto verso di lui con espressione confusa

“Una forcina! Chiara hai una forcina tra i capelli!”

“Continuo a non capire…”

 Replico

“Potremmo provare ad aprire la porta! Come fanno nei film,magari riusciamo a scendere”

“Impossibile, non funzionerebbe mai Marco; l’hai detto anche tu, funziona solo nei film.”

“Io ci provo lo stesso”

e si allontana stringendo in pugno quella forcina come se fosse un tesoro.

Mi avvicino e cerco di semplificargli il lavoro con la torcia del telefono.

Marco con una mano tremolante centra la serratura che improvvisamente emette uno strano rumore. 

Spingo la porta che cigolando si apre lasciandoci senza prole.

Cerco una risposta nei suoi occhi verdi ma vedo un sorriso riempire il suo volto e immediatamente mi fiondo giù dalle scale.

Ci ritroviamo fuori dalla libreria in meno di un minuto, con l’affanno.

Sblocco il telefono e guardo l’orario: 4:13 a.m., il cielo si sta già colorando e ci siamo solo io e lui. Mi prende per la mano e camminiamo lungo le enormi strade di Milano; i lampioni posti ogni pochi metri ci fanno compagnia, le vetrine sono pronte per una nuova giornata e qualche macchina gira già su questo asfalto consumato.

Piazza Duomo.

“Non ti saprei dire se sei più bella te o il Duomo colorato leggermente di rosa con il riflesso dei primi raggi”

mi dice guardandomi,

“Ho voglia di vivermi ogni momento con te Chiara, mi rendi forte come un leone, ho bisogno di te.” 

Faccio un passo indietro.

“Sai, io non me lo aspettavo proprio un amore così. Un amore da far venire i brividi. Una persona come te, da chiamare in piena notte quando qualcosa non va, una persona con cui poter essere se stessi e fare ogni tipo di stupidaggine senza essere mai giudicata. Ho la capacità di rovinare tutto in qualche secondo, ho l’orgoglio fin sopra i capelli e se litigo con qualcuno poi non torno mai. Ma con te è diverso, se mi chiami io corro.” 

Marco mi abbraccia così forte da sistemarmi il cuore e si incammina verso le biciclette pubbliche che per la prima volta sono tutte parcheggiate e disponibili.

Paga per prenderne una e mi invita a salire.

In cinque secondi mi ritrovo sul manubrio di una bici cigolante, appoggiata a Marco che mi sta portando non so dove, con l’alba alle porte e una felicità inspiegabile addosso.

La bici sfreccia veloce per tutto corso Venezia finché parcheggiamo davanti alla grande struttura del planetario.

“Perché siamo qui?”

Chiedo.

“Perché avevi detto che volevi vedere le stelle e siccome le nuvole non ce lo permettono qui possiamo vederle”

“Non ci credo! Come ti è venuto in mente? Marco tu sei pazzo! Saranno le 5 del mattino,non possiamo entrare!”

“Scommettiamo?”

Cosa decideranno di fare i due protagonisti?

  • Verrano fermati da una chiamata inaspettata (50%)
    50
  • Verrano sorpresi dal guardiano (0%)
    0
  • Entreranno del planetario (50%)
    50
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12 Commenti

  1. Ciao Federica
    I due episodi sono scorrevoli. Non ho capito bene dove si sono incontrati i due; prima mi sembrava in metro ma poi scrivi del ragazzo del tram.
    Qua e là ho notato qualche ripetizione, per esempio Urlo, urla… meglio sostituire con qualche sinonimo per non appesantire il testo.
    Le mani del ragazzo tremavano, perché?
    Non trova nessuno nella libreria ma…

    • Ciao!
      Grazie per il commento!!
      I due ragazzi si incontrano sul tram, successivamente ho utilizzato la similitudine della metropolitana per descrivere le vene e le braccia del ragazzo.
      Chiara non sa per quale motivo le mani di Marco tremavano, alcuni particolari verrano alla luce con il susseguirsi dei capitoli!
      Grazie ancora per i consigli.

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