Voliamo via.

Parte prima

La specie umana è ambigua, incomprensibile, almeno per me è così.

Le persone sono ambigue, il loro modo di comportarsi, di agire, di parlare, tutto è fatto in un determinato modo per uno specifico scopo, niente è lasciato al caso.

Siamo in grado di cambiare completamente, senza un motivo ben preciso, all’improvviso.

Alcuni hanno bisogno di più tempo per poter perfezionare al meglio la loro copertura ad altri invece basta un nonnulla, in ogni caso quello che sto cercando di dire è che: non capiremo mai un individuo, perché proprio quando arriveremo a decifrarne determinati comportamenti, quell’individuo lascerà la pelle vecchia per far posto a quella nuova.

In alcune persone è diverso, non vogliono cambiare, ma ne hanno la necessità, quindi prendono tempo attuando inutili e superflui cambi.

In giro ho sempre sentito che quando una donna vuole migliorarsi parte sempre dai capelli, quei capelli a cui è tanto legata, che cura con tanta dedizione, personalmente non ho mai creduto a queste cose, anche se forse dovrei ricredermi perché alcune volte possono rivelarsi dannatamente giuste.

Era un giorno qualunque, non era successo niente di eclatante, ma io sentivo che dovevo farlo, era giusto così.

Mi sono recata dalla solita parrucchiera che nonostante fosse sconvolta dalla mia richiesta ha eseguito senza controbattere.

Fin da piccola ho sempre avuto una lunga e folta chioma castana che ho sempre adorato, adesso si è trasformata in un folto e corto, molto corto, caschetto nero pece.

Ho senpre amato il nero, anzi il nero mi ha sempre affascinato, il nero è il risultato dell’assorbimento di tutte le onde emesse da una sorgente luminosa senza restituire niente ai nostri occhi, sostanzialmente il nero è assenza di colori.

Sono sempre stata insicura, alla costante ricerca dell’approvazione da parte di tutti, approvazione che non ho mai ricevuto.

Proprio per questo ho sempre avuto problemi, soprattutto con il peso, non per questo posso considerarmi malata, ho solo alternato periodi in cui ero molto magra a periodi in cui ero leggermente in sovrappeso, il problema adesso non è affatto il mio peso.

Il problema è che vorrei poter volare via, scappare da tutto e da tutti, riuscire a rimediare a tutti gli sbagli che ho fatto, ma questi sono così comuni e scontati che risulterei solo esagerata, nessun individuo si fermerebbe mai, neanche per un attimo, neanche solo per provare a capire cosa c’è dietro questa voglia di imparare a volare.

Parliamoci chiaro, non è di certo un mistero, voglio andare via da questo posto perché mi sento sbagliata, inadeguata a questa società che ci ritiene il suo scarto.

Un angelo ha promesso che mi avrebbe portato via, che mi avrebbe dato l’occasione giusta per riscattarmi ed io aspetto che mantenga la promessa.

L’avevo conosciuto meno di un anno prima, quando lui era venuto a trovare un suo amico d’infanzia che vive nel piccolo paesino dove ho avuto anche io la sfortuna di nascere.

Ci siamo presentati per caso, però una cosa tira l’altra e mi sono ritovata a fargli compagnia per tutta la settimana, soprattutto quando il suo amico lo abbandonava per andare a lavoro, non poteva chiedere al suo capo un’intera settimana di ferie, così ho colto la palla al balzo e in cambio della mia ottima compagnia mi facevo dare ripetizioni d’inglese.

Restò un mesetto circa, fu il mese più vivo di tutta la mia vita, ed è solo grazie a lui che riesco a pronunciare qualche frase di senso compiuto in un altra lingua.

Nonostante il fuso siamo riusciti a restare in contatto, anche se preferivo di gran lunga i suoi occhi verdi che mi fissavano quando ero distratta, preferivo perfino il tono saccente che assumeva la sua voce quando doveva correggere la mia “orripilante pronuncia”, come riepeteva in continuazione con un ghigno di superiorità stampato sulla faccia, ecco si preferivo tutto questo al tono che la sua voce assume durante le nostre interminabili telefonate e lo preferivo anche ai radi messaggi che ci scambiamo.

Da quando è andato via niente è più come prima, la mia voglia di scappare è aumentata, non ne posso più di questo posto, di tutte le persone che fingono di volermi aiutare, non ce la faccio più a vivere con tutta l’angoscia che questo posto mi lancia contro.

La notte sogno un’altra vita, diversa, migliore di quella che ho adesso, una vita che forse non avrò mai.

Voglio dimostrare al mondo quanto valgo realmente e cosa sono in grado di fare, che si sbagliavano, che io non crollo.

Ho da poco compiuto 19 anni e oramai libera da ogni impegno scolastico qui in Italia, ha potuto mantenere la promessa che mi aveva fatto, così come regalo per il mio compleanno ha deciso di fare richiesta a mio nome per studiare all’estero e di spedirmi il biglietto aereo insieme alla oramai approvata richiesta di entrare in un college.

Tra meno di ventiquattro ore un aereo mi porterà lontano da qui, lontano da tutto e da tutti, sempre se i miei genitori me l’avessero permesso.

Come reaggiranno i genitori della nostra protagonista?

  • Le consentiranno di partire anche se con riluttanza. (53%)
    53
  • Le daranno la possibilità di partire, senza obbiettare. (18%)
    18
  • Il padre si opporrà categoricamente alla sua partenza. (29%)
    29
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