1997

PIANGENDO LA VITA

1997 “un vecchio amico disse che ogni bambino che viene in vita piange per quello che gli spetta”.

Il primo Ottobre del 97′ a Burrel un piccolissima città dell’Albania, che stava attraversando un periodo di anarchia e criminalità, nacque Mino, figlio di una giovane coppia, mio padre Ilia un misero minatore il quale  con grandi sacrifici provava a mantenere i miei nonni e mia madre Flora. Essa è giovanissima appena 18 anni e già si ritrova con un figlio da crescere, il problema del mantenimento era l’ultimo dei loro pensieri, come per qualsiasi coppia che mette al mondo l’essere più prezioso per un padre e una madre. Al contrario però, mio nonno che era un uomo vecchio “stampo”, d’altronde ex generale della marina militare albanese licenziato per motivi politici, e visto la situazione che stava attraversando il paese in quel momento  era sempre pensieroso è preoccupato per il nostro futuro. Mia nonna mi raccontava sempre che nonostante tutto mio padre in quel periodo era l’uomo più felice del mondo, non vedeva l’ora di tornare dal lavoro per passare del tempo con me, e poi era suo solito il pomeriggio uscire ne cortile di fronte la nostra casa a passare del tempo con gli amici. Era il 12 Gennaio del 98′ mia madre era andata a trovare i suoi genitori, mia nonna quel pomeriggio era esausta nel starmi appresso non riusciva a capire perché piangevo così tanto, poi ero pur sempre un bambino di soli tre mesi, così si affacciò dalla finestra per chiamare Ilia, ” Ilia vieni a darmi una mano che devo preparare la cena, o sto con Mino o preparo la cena due cose insieme non riesco a farle” 

-” Arrivo arrivo! Gli disse mio padre finisco la partita a carte e salgo su”. Fu quel pomeriggio che mio madre dentro quella casa non ci rientró mai più. Venne colpito da un “proiettile cieco” da una lite tra due gang del quartiere quello che ci rimise la vita fu mio padre. Quel giorno il destino decise di non farmi conoscere mai mio padre, quel proiettile decise il futuro di una famiglia intera.

Mia madre visto le usanze del posto era “costretta” a lasciare la casa e tornare a casa dai propri genitori, ma di certo crescendo senza un padre il mio futuro si prevedeva sempre più complicato. Mia madre, una ragazza di soli 19 anni decise di immigrare in Italia per un futuro migliore. Dietro quella scelta di andare in Italia ci fu quella più complicata della sua vita…

La madre di Mino decide di ?

  • Lasciare Mino nelle mani dei genitori del marito. (67%)
    67
  • Rinunciare al sogno di andare in Italia. (0%)
    0
  • Portarlo con se in Italia per una vita migliore. (33%)
    33
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

6 Commenti

  1. Ciao Zahide
    Un secondo capitolo dove le immagini dei ricordi ritornano vivide nella mente del narratore.
    Maan ti ha dato buoni suggerimenti per rendere più scorrevole il testo.
    Per esempio si potrebbe spezzare il paragrafo così:
    “Ero spensierato come ogni bambino. Andavo a scuola e nel pomeriggio uscivo a giocare con i miei coetanei. (gli altri bambini). Ricordo bene però che ero affascinato dai discorsi dei grandi, me ne stavo per ore a sentirli e non mi annoiavano affatto, anche se si trattava di discorsi che nemmeno comprendevo vista la mia piccola età. Vi dico solo che guardavo il telegiornale in TV invece dei cartoni animati, e questo ancora “oggi” non riesco a spiegarmelo. ”
    Mino chiede della madre

  2. Ciao, ho appena finito di leggere il tuo incipit e mi è piaciuto molto. Mi ha colpito principalmente la frase iniziale “ogni bambino che viene al mondo piange per quello che gli spetta” piena di malinconia, come credo sarà la vita del giovane protagonista una volta cresciuto. Ho votato per far andare Mino con la madre, poiché vorrei vedere come se la caverà nel crescere un bambino praticamente da sola. Vorrei darti un consiglio banale ma che potrebbe tornarti utile: rileggi un paio di volte il capitolo prima di pubblicarlo per evitare quelli errorini stupidi che tutti facciamo (me compresa!). Continuerò a seguire la tua storia e spero che non ci deluderai.

  3. Ciao,
    molto triste questo tuo primo capitolo, ma denso di sentimenti e di possibilità per il prosieguo e per la vita di Mino.
    Il tuo testo è pulito e corretto (che già non è da tutti 🙂 ), mi sento solo di segnalarti due cosette:
    “Essa”, riferito alla madre è sbagliato, per le persone si usa “ella”.
    La sintassi: usi molti periodi lunghissimi, e punteggiati praticamente solo di virgole: la lettura diventa più difficile e lascia un po’ senza fiato. Ti consiglierei di spezzare un po’, facendo frasi un po’ più brevi e usando anche punt’e virgola e due punti: la lettura ne risulterà ancora più fluida.
    Benvenuto sul sito e a rileggerti 🙂

  4. Ciao e benvenuto
    Incipit che racconta alcuni fatti che possono diventare una buona storia.
    La frase iniziale è triste, pessimista. Le righe che seguono sono malinconiche ma… siamo solo all’inizio 🙂 Vediamo cos’hai in mente per il prosieguo.
    (Nonostante tutti gli orrori che sentiamo ogni giorno, io credo che ogni bambino che nasce ha in sé il potenziale del cambiamento dell’umanità.)
    voto che lascia il bambino nelle mani dei genitori del marito.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi