3×1

Dove eravamo rimasti?

Che cosa accade? dopo anni, un nuovo pezzo di verità da una nuova confessione. (100%)

Il terremoto

Il 26 aprile 1458 l’Italia centrale fu scossa da un violento terremoto che causò danni e morti nel nostro e in altri borghi.
Quel terremoto, da noi, era però cominciato, alcuni mesi prima quando il capo delle guardie, gravemente ferito nel tentativo di fermare un cavallo imbizzarrito, rilasciò una confessione ad un frate che lo accudiva essendo egli in pericolo di morte.
<Un giorno, due anni fa, facevo ancora il boia, il giudice sommo Domenico Sala mi disse: “fai come dico, e non aver paura, te ne verrà del bene…”
Mi ordinò di prelevare un po’ di sangue dal braccio di una donna condannata per stregoneria e segnare con quello il volto di un morto che doveva tumulare.
Voi sapete, tutti ricordano chi era: era il giudice Moro assassinato in casa sua.
Sala, che era solo con me, mi ordinò poi di organizzare la fuga della donna sfruttando il carro del villano che riforniva di cicoria e granaglie il carcere.
Preparammo poi il morto come toccava a lei e lo inviammo all’esecuzione.
Per il funerale, e per la tomba, restarono solo pochi stracci e un teschio che recuperai dalla fossa comune del carcere.
Ecco tutto. Adesso sono in pace.
Fui nominato poco dopo capo delle guardie e non ho mai tradito questo segreto che ora affido a voi. Io fui un esecutore, obbedivo a un ordine, non so se fu peccato ma chiedo perdono a voi e a Dio.>
Il frate che, ascoltando quelle parole si segnò più volte, disse:
<Ti ascolto in amicizia: questa non è una confessione. Se vuoi posso rivelare il fatto se ne può venire del bene a qualcuno e se qualcuno ne ha ricavato sofferenze.>
<Caro frate, la donna è lontana, ha riavuto i suoi figli, non era una strega e nulla più si sa di lei.
Come mi rivelò in seguito Sua Eccellenza Sala, l’esorcismo del sangue e del fuoco servì, invece, a liberare lui e tutti noi dalle orribili visioni che il Moro defunto dispensava ogni notte.
La tomba di Moro fu chiusa da una lapide che lo scalpellino di famiglia confezionò per S. E. Sala. fu sempre Sala che dettò le parole che vi furono incise.
Come tu ben sai S.E. ci ha lasciati presto, dopo quei fatti, come il Signore volle, e da allora riposa accanto al suo predecessore.>
E così, il terremoto continuò nei mesi successivi quando la vicenda fu divulgata e tutti ebbero da dire, commentare, proporre. La donna veniva avvistata in ogni dove ma, poi, non era mai lei.
Il capo delle guardie non morì e raccontò ogni particolare della vicenda cercando di evidenziare in ogni modo gli scopi caritatevoli e, a suo giudizio, giusti a cui Sala si era ispirato.
Proseguendo così le cose in pratica non si fece nulla fino a quel 26 Aprile quando il terremoto pensò bene di danneggiare gravemente la tomba di famiglia Sala.
Si doveva provvedere: la tomba era ormai “visitata” tutti i giorni da mute di curiosi invadenti.
L’autorità decise che una delegazione di tre saggi vi si recasse per un sopralluogo e per decidere il da farsi.
Io ero uno di loro. Mi avvicinai lentamente tra macerie di altri manufatti caduti e scanzando ragazzini curiosi. Con i miei colleghi, un prete e un architetto, entrai…
Di fronte a me una lapide molto bella con bassorilievi di acanto; era pericolante ma non ancora caduta.
Vi si leggeva:
NON CERCAR QUI CHE GIACE
CHE LIBERO SI VOLLE
S’INVOLASSE IN ALTO
A RIPOSAR COI SANTI E IL GIUSTO ACCANTO

Sulla parete destra, accanto, un’altra lapide molto danneggiata in cui si leggeva:

UMANAMENTE AL GIUDIZIO ATTESE
CONFIDANDO NEL DIVINO PERDONO

Decidemmo, vista la situazione, di far aprire i loculi e risistemare la cappella prima che la natura facesse il lavoro per noi.
In tre giorni organizzammo l’operazione che fu eseguita con la massima riservatezza.
Aprimmo la tomba di Sala e lo posammo in una cassa di quercia.
Aprimmo poi l’altra, pieni di tensione.
All’interno, poggiato su uno straccio, c’era un teschio che sembrava riderci in faccia.
Infilata nel cavo di un occhio aveva una piccola pergamena che portai via con me.
L’aprii, più tardi, sul mio tavolo, sciogliendo il nastro verde muffa e
lessi:
Visti dal cielo, la terra e l’altre stelle
Son solo sassi, deboli fiammelle.
Ben altro brilla e volle a Dio piacere:
con compassione e amore giudicar volere.
Perciò beato chi può farsi vanto
Di dare vita nuova a chi più ha pianto
D’aver redento l’odio e vinto il sortilegio
Gabbando l’ira dei nobili in collegio.

Oggi quella pergamena è con me; ne ho fatto un piccolo quadretto che tengo ben in vista, perché ogni volta il mio giudizio sia filtrato da un piccolo pugno di saggezza dove la sabbia scorre via lasciando in mano il nocciolo del vero.

N.d.A: Ringrazio il mio predecessore, l’illuminato Domenico Sala, per avermi lasciato in eredità il suo archivio privato da cui ho tratto gran parte dei fatti qui narrati.

Categorie

Lascia un commento

42 Commenti

  1. Ciao Fenderman
    Un racconto interessante e ben scritto, penalizzato dal particolare momento “di crisi” del sito (notifiche che non arrivano regolarmente, invasione da uno sciame di storie esordienti senza commenti costruttivi ma con tanti incipoints 🙂 ) e dalla pubblicazione troppo veloce dei primi sei episodi, (un intervallo di una settimana/10 gg tra un episodio e l’altro aumenta la probabilità di lettura.).
    Come Keziarica, anch’io ho avuto la sensazione che la storia fosse già scritta, ma ciò non togli la bontà del testo.

    • Grazie per l’apprezzamento e per i consigli. Era il mio primo racconto ed ero impaziente di portarlo avanti. l’idea iniziale era solo quella dei tre a confronto col morto (da qui il titolo), poi si è voluto l’ingresso di Sala e allora la mia attenzione si è spostata sul conflitto “intellettuale,” tra i due magistrati, il racconto ha virato sul ” giallo” e confesso che ho cercato di portarlo ad una soluzione “senza colpevole” che mi intrigava molto. Ma era il mio primo esperimento di scrittura. dal nuovo racconto che ho inserito nella sezione avventura ” affare Tasmania” mi atterrò strettamente alle votazioni dei lettori e prenderti più tempo fra le pubblicazioni. Parola di scout! 🙋 ciao grazie

  2. Ciao Fenderman,
    chissà perché mi ero convinta che il tuo racconto fosse già terminato, nonostante ti avessi fatto notare che c’era stato un problema con la pubblicazione, mah! e chi lo sa…
    Bene, ho apprezzato il tuo racconto, è scritto bene e mi è piaciuto molto anche il messaggio in versi, lo hai composto tu?
    Ho avuto l’impressione, fin dalla prime battute, che questo racconto fosse già scritto o che almeno fosse scritta una scaletta, il che non è un male , ma quando è così si tende a dare poco spazio alle scelte dei lettori. È una mia idea ovviamente e non significa che non si possa fare 🙂
    Non sono certissima di aver capito le intenzioni di Sala, che ha liberato la donna con l’aiuto del boia. Alla fine, chi lo ha ammazzato il Moro?
    Ho visto che hai già cominciato un nuovo racconto, vado a leggere e ti dico. Intanto complimenti per la chiusa di questo e alla prossima!

    • Ciao, grazie per la risposta. La unica idea che volevo mantenere era relativa alla concomitanza di azioni che avevano portato alla morte di Moro. tre mani e nessun colpevole. Sala ha deciso secondo coscienza, e per umanità. Il morto, in realtà, è stato vittima del suo essere “inumano” e, grave per lui, ingiusto e lontano dalla gente. Le iscrizioni sulle lapidi e i versetti finali, miei, naturalmente, vogliono consegnarci due uomini e due anime diverse che diversamente interpretano il sentimento di giustizia. 🙋ciao

  3. Ciao Fenderman,
    ho idea che ci sia stato un disguido, il nono capitolo è stato pubblicato due volte e risulta concluso. Eppure c’è ancora la possibilità di votare per il prossimo. Dovresti contattare la redazione e chiedere che venga sistemata la cosa, altrimenti perdi la possibilità di concludere.
    Il nono capitolo mi è piaciuto, ma credo che il decimo riservi qualche sorpresa. Ho votato per un’altra verità dopo qualche anno e ritengo che tutto sia meglio che una condanna per stregoneria.
    Ci si vede con il finale.
    Alla prossima!

  4. Ciao Fenderman,
    ho trovato molto interessante lo sviluppo del capitolo, un po’ assassinio sull’Oriente Express.
    Non si sa bene, dunque, chi sia stato il vero assassino del Moro, ma immagino che la pugnalata verrà ritenuta fatale e ho quindi votato per la Bella.
    Ho notato l’uso dei trattini nella frase: …”non-vidi-nessun-cavallo” serve a marcare il tono dell’uomo? Io avrei usato il corsivo, ma sono scelte.
    Ci si vede al nono.
    Alla prossima!

  5. grazie, per i tuoi commenti sempre graditi. Vorrei spiegare perché quella frase ” arrivava che fosse buio” rende, a mio avviso, palpabile la tensione nella donna che “aspettava per arrivare che sul borgo fosse finalmente calato il buio.”
    grazie ancora per i consigli, a rileggerti, ciao

  6. Buongiorno Fenderman
    Il tuo è un racconto ben scritto e intrigante. Peccato, sono in pochi a leggerti.
    Come avrai notato, il sito è una grande vetrina (ci saranno almeno trecento storie in attesa di essere lette) dove “si sosta” per pochissimo tempo, quasi un nanosecondo, a meno che tu non ti faccia conoscere in giro leggendo e commentando gli altri autori, oppure abbia la visibilità della copertina. Aggiunge che le notifiche arrivano sì e no 🙂
    Il capitolo mi è piaciuto, i cambi di scena pure.
    Stavolta sfugge alla morte (mancano ancora 3 episodi…)

  7. Ciao Fenderman,
    il capitolo è sicuramente ben scritto, ma mi aspettavo la morte, come da votazione, che spero arriverà con il prossimo episodio.
    Ho notato un errore di battitura in partenza, strano anziché strani. E la frase :”Arrivava quando fosse buio” mi suona strana, avrei scritto “quand’era buio” 🙂
    Ho votato non se la cava, aspetto l’ottavo.
    Alla prossima!

    • grazie, per i tuoi commenti sempre graditi. Vorrei spiegare perché quella frase ” arrivava che fosse buio” rende, a mio avviso, palpabile la tensione nella donna che “aspettava per arrivare che sul borgo fosse finalmente calato il buio.”
      grazie ancora per i consigli, a rileggerti, ciao

  8. Ciao Fenderman,
    sicuramente un bel capitolo, ben scritto. Ma non ritrovo l’agguato. Forse la progettazione, ma non lo svolgimento…
    Nelle tre opzioni praticamente hai dato poco spazio al lettore, la morte ci sarà. Poco importa quali saranno i vettori, giungerà e farà il suo corso.
    Aspetto il nuovo episodio per leggere l’esecuzione e scoprire un po’ di più sul colpevole.
    Se posso consigliarti, fai un giretto di letture sul sito, ci sono racconti interessanti con cui potresti interagire e potresti trovare nuovi lettori 😉 È un bel racconto il tuo, merita.
    Alla prossima!

  9. Ciao Fenderman,
    Bel capitolo. In quello scorso ci hai lasciato con Sala che doveva escogitare una soluzione, questo capitolo é una sua visione o stai raccontando gli antefatti per come si sono svolti? Non dirmi che stai per svelarci chi è l’assassino al sesto capitolo… va bene che si tratta di un horror e non di un giallo, ma poi che vi racconti nei restanti quattro? 😉
    Ti segnalo “dissolta” al posto di “dissoluta” e sono sicura che è un errore di battitura o il frutto di una correzione automatica.
    Alla prossima!
    p.s. l’opzione di mezzo

  10. Ciao Fenderman,
    accipicchia, un miglioramento notevole in questo episodio, bravo! Mi è piaciuto molto. Direi che siamo sulla strada giusta per un bel racconto.
    Alla prossima!
    p.s. no, ma se la inventa. É stanco e fuori di sé.

  11. Buongiorno Fenderman
    mi distraggo un attimo e tu hai già pubblicato altri due capitoli. Difficile starti dietro, con questo ritmo 🙂
    La tua prosa è densa ma coinvolgente (qualche andata a capo, aiuterebbe la lettura, visivamente parlando) ma forse è voluto? In fondo, serve a ispessire la trama.
    … è stanco e fuori di sé.

    • Ciao, grazie per tua attenzione. Hai colto il senso della cosa a proposito della ‘”densità ” di scrittura. Il mio intento è non frenare l’istinto di rendere una atmosfera gotica, una messa in scena molto teatrale dove l’attenzione va alimentata con una lettura attenta e concentrata. Certo può non essere agevole ma per fortuna i capitoli sono abbastanza brevi da non stancare, mi auguro ,chi legge. Grazie, Grazie🌻

  12. Ciao, ho recuperato tutti e tre i capitoli i devo dire che la storia è veramente molto bella, una di quelle storie che tengono il lettore con il fiato sospeso fino all’ultimo; il tuo modo di scrivere è molto bello, il che dà un tocco in più a questa storia che seguirò sicuramente. Ancora complimenti.

  13. Ciao Fenderman,
    ho letto i due episodi di seguito, lo hai poi dovuto riscrivere il secondo? Sono felice che tu abbia abbandonato la formattazione al centro per questo muovo capitolo, allineata a sinistra è molto più piacevole alla vista, durante la lettura. Mi è piaciuta molto la descrizione del morto presentato ai tre, hai descritto bene la scena e quello che si sarebbe potuto vedere entrando nella cella. Ti faccio solo due appunti, piccoli piccoli: cerca di utilizzare sempre l’accento al posto del apostrofo per i verbi al passato remoto che lo richiedono: vomitò e non vomito’… in un’occasione lo hai fatto, perché non hai continuato? Magari per velocizzare la scrittura, ma basta dare una letta e correggere, con Word ci si mette un attimo. 😉
    Poi, quando è la donna a parlare, dice al figlio del morto:” che tu sia benedetto” il che suona strano, considerato quello che segue, lo chiama animale… forse ci sarebbe stata meglio una maledizione… ma è un mio parere.
    Intanto la storia si fa interessante, lo stile ha subito un lieve cambiamento e il racconto ne ha giovato, aspetto il quarto e ti auguro un buon weekend.
    Alla prossima!

    • ciao grazie per la tua attenzione. Con gli accenti è una guerra che non ho ancora vinto ed è vero che spesso lo faccio per non perdere il filo…In quanto alla espressione di benedizione della donna rivolta al ragazzo è quasi un parlare a se stessa: lo ringrazia intimamente per aver fatto quello che anche lei avrebbe voluto fare seppur in quel contesto lo chiama animale perché presunto parricida. Dimenticavo: l’ho dovuto riscrivere, nessun problema. ciao, grazie ancora.

  14. Ciao Fenderman, ho letto con piacere questi due capitoli. Malgrado io non ne scriva, prediligo il genere horror e l’ambientazione che hai usato mi è congeniale. Ti consiglierei una maggiore attenzione alla punteggiatura, ma per il resto sei davvero capace, complimenti, mi è piaciuta molto l’esposizione dello spettro di Moro che compare a Sala e mi piace il conflitto che compare alla fine.
    Purtroppo di ho messo in parità, ho votato che il morto non influenzerà i sospettati, si devono tradire da sé. Magari, in seguito, ma ora mi sembra troppo presto soprattutto considerando che è già comparso a Sala ed era un uomo di Giustizia.
    Ti seguo 😉

  15. Ciao Fenderman,
    lo sanno tutti che mi piacciono gli horror, ne ho scritti due qui 😉
    Trovo il tuo incipit particolare, il taglio quasi giornalistico, seppure relativo ad altra epoca, dà a questo primo episodio l’aria di un resoconto storico di avvenimenti neri. Questo è buono e a me piace molto.
    I refusi e le parti da migliorare te li hanno segnalati, qui sono un bene prezioso di cui fare tesoro.
    Se posso vorrei aggiungere un consiglio a quelli già dati, leggi i racconti degli altri autori e commentali con sincerità, senza complimenti, ma con l’intenzione di aiutare gli altri autori a crescere o eventualmente, ove non sia necessario, a capire cosa funziona e cosa no nelle loro storie. Le mie sono tutte concluse al momento, quindi ti risparmio il supplizio 😉 ma ce ne sono di molto interessanti sulla piattaforma.
    Quindi, che dire? aspetto il secondo episodio, sperando che lo staff lo ritrovi (altrimenti puoi sempre ripubblicarlo, spero che tu ne abbia conservato una copia su pc). 🙂
    Alla prossima!

  16. Sono arrivata a te su suggerimento di Alessandra, che mi ha preceduto con il suo commento.
    Non prediligo il genere horror, ma devo dire che il tuo incipit ha tutte le carte in regola per diventare una buona storia.
    Leggo sotto che qualcuno ti ha già dato suggerimenti utili e pratici, per rendere il testo più scorrevole, pur mantenendo il tuo stile 🙂
    voto …si dia corso alla proposta.

  17. Benvenuto in The Incipit, all’inizio si fa fatica a trovare lettori, poi le cose ingranano 😉 in quanto al mio voto direi “tre sospettati e un morto rinchiusi fino a soluzione”, e per questo ho portato la votazione a 50 e 50, si sbloccherà quando qualcuno voterà ma in ogni puoi farlo anche tu se non si sblocca. La storia sembra molto interessante, davvero un intreccio degno di un buon autore che ha le idee chiare su dove ci porterà, il linguaggio è originale, uno stile difficile da incontrare e per questo apprezzabile. Seguo la storia e ti auguro in bocca al lupo! A presto!

  18. Ciao, fenderman.
    Ti confesso che ho fatto un po’ fatica ad abituarmi allo stile “da editto reale”, con voce narrante molto distaccata e araldica, ma capisco che è lo stile che hai scelto e dà un tocco in più all’atmosfera da racconto d’altri tempi. Con questo giudice un po’ Salomonico nell’affrontare i casi da giudicare.
    Il mio consiglio sarebbe di accorciare un po’ i periodi, perché alcuni sono davvero vasti e confondono un po’, obbligando a fermarsi e leggere più volte. In ogni caso, ti suggerisco di rileggere più volte, magari ad alta voce, perché la punteggiatura va risistemata in alcuni punti. Soprattutto con periodi lunghi. E ti sono scappati alcuni refusi: ti segno quelli che ho notato, ma possono essermene sfuggiti:
    “provarlo del diritto” invece di privarlo
    “un grado” invece di in grado
    “in nuovo indagato” invece di un
    “salto’ ” invece di saltò con l’accento.
    (E tutti gli spazi dopo l’apostrofo: non ci vanno).

    Ho optato per l’esperimento in presenza di Sala come testimone.
    la notte in una stanza con il morto mi ha fatto venire in mente “the man from Shorrox” di Bram Stoker, che non c’entra niente, ma me l’ha fatto venire in mente lo stesso. Vedremo se anche il tuo sarà un horror ironico o se sarà puro spavento.

    • Grazie🙏, accetto con piacere i suggerimenti. Ho scritto da un tablet e sono conscio dei problemi di scrittura. Ho scritto di getto, da qui i tanti errori e ho usato la forma didascalica, distaccata, per poter introdurre il tema in modo diretto. Vedremo dove la storia ci porterà, sono molto curioso. Il viaggio è cominciato e, spero, vedremo paesaggi interessanti.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi