3×1

Dove eravamo rimasti?

funzionerà il piano....? sarà un doppio agguato riuscito ma senza vincitori (50%)

appuntamento con sorpresa

Quale era infine, il piano di Eraldo Moro? Quella convocazione segreta, o quasi, doveva rimanere trasparente agli occhi e muta all’orecchio altrui.
Forse intendeva giungere ad un accomodamento con Pietro al fine di vergare con un tratto di penna l’accusa scritta dall’uomo contro di lui.
Era ben conscio che un’accusa come quella, con tanto di testimoni, poteva portare in casa la rovina.
Egli non poteva sopportare nemmeno per un secondo l’idea che il “sommo magistrato” potesse essere giudicato, condannato e magari appeso.
Sudando freddo si vedeva già moribondo, il collo torto, la nebbia sanguinolenta negli occhi e, sotto di lui, le grida di scherno, le risa e le bestemmie di tutti quelli che aveva condannato e ora si godevano lo spettacolo. Vedeva i suoi miseri resti calpestati dalla folla fino a Ubaldino D’Amelia che in groppa al maestoso destriero faceva pappa delle sue ossa.
Il suo riposo notturno ormai da tempo non era più tale, coricarsi era una premessa a sogni angosciosi e ogni mattina al risveglio il tributo pagato aveva eroso ancor di più il suo patrimonio di autostima, coraggio, salute.
Quell’accusa, stava rapidamente distruggendo la sua esistenza.
D’altronde sapeva che il furto di cavalli era da egli stesso giudicato sempre con estrema severità. La pena di morte per impiccagione era la pena solita per un reato come quello.
Tutto ciò era insopportabile e una soluzione s’imponeva.
Una notte, tra veglia e sonno, si vide al cospetto di Ubaldino. Supplicava il perdono disposto a pagare qualsiasi cifra per ottenere l’oblio della “cosa” e il silenzio dei testimoni. Quello, però, che tenero non era e aveva, come tanti, questioni varie aperte con la giustizia gli avrebbe chiesto di cavare non denaro ma indulgenze e favori dal suo alto ufficio.
“Quale umiliazione peggiore di quella? Sarebbe come aggiungere fango al fango e sprofondare sempre più. Sarebbe peggio della corda: io non mi piego, non mi inginocchio davanti ad un spocchioso sedicente nobile che ha acquistato titolo e castello andando in giro ad ammazzare quello e questo! “
Un’altra lunga notte a riannodare tutti i fili della tela tessuta e disfatta negli ultimi tempi con Pietro per condurlo a soprassedere, collaborare, promettendo tra l’altro importanti commesse presso amici suoi o proponendo un possibile accomodamento con la cessione di un terreno, un buon terreno in collina coltivato a grano e vigna. Quello, l’infame, che “godeva nel vederlo morire piano piano,” aveva sempre garbatamente, con malizia, fermamente rifiutato.
“Mio nobile amico io vivo del mio lavoro e questo mi porta oggi da voi domani, magari, a Venezia o Roma. Che me ne faccio di una vigna? Il vino non mi piace, io quando ho sete bevo acqua fresca, sapete, per avere la mente lucida, per non commettere, voi capite… errori…”
Le allusioni come quelle erano frecce che colpivano il suo misero cuore non più forte e vigoroso come fu, ormai era molle e debole come quello di un vecchio.
Insomma Pietro voleva soldi e influenze e un domani  avrebbe certo preteso chissà che favori. La questione non pareva avere via d’uscita: sognava il proprio fantasma che da uno scranno altissimo lo accusava con spregio e disprezzo mentre tutti intorno ridevano fino alle lacrime e gridavano: “Condanna! Condanna! “
Come se non bastasse, un’altra croce aveva da portare da tempo il povero Eraldo. Edoardo suo figlio, la sua famiglia. Questi, non volle mai ascoltare le raccomandazioni e i consigli del padre utili a costruire una grande carriera, nelle armi o nella magistratura. Non volle cercarsi una moglie che portasse un seme di nobiltà e dote e figli per tramandare il nome e il patrimonio. Quel figlio indegno era soprattutto un asino nutrito con fieno dorato, la sua fame di denaro era insaziabile. Bisognava fare qualcosa. Cominciò a pensare a come riportarlo alla normalità della ragione prima che si perdesse definitivamente. La vicenda che stava vivendo con Pietro forse poteva dargli una possibilità in tal senso.
Se il figlio avesse partecipato in qualche modo all’incontro avrebbe avuto una occasione di riscatto. Avrebbe conosciuto il dramma che Eraldo stava vivendo e ciò gli avrebbe forse aperto il cuore, in fondo era suo padre.
Che lui partecipasse non era però sufficiente, doveva avere un ruolo una parte importante, che cementasse il rapporto: doveva essere il protettore di suo padre, guardagli le spalle per sentirsi rivalutato ai suoi occhi.
Invitarlo a venire armato dunque lo avrebbe lusingato e fatto sentire forte e indispensabile, sicuro di poter ottenere ancora più favori dal proprio padre senza, forse, considerare che diventava testimone e complice sì, ma di un reato gravissimo.
Con questa idea Eraldo pensò di legare a sé il figlio a doppio nodo. Una complicità fatta d’amore e di guerra: in due abbracciati sull’orlo del precipizio.
“Se cado io cade lui e viceversa”. Questo farà di lui un uomo.
Un’ultima considerazione non di poco conto: un giovane armato all’incontro con Pietro avrebbe fatto effetto!

La morte sarà invitata?

  • la morte sarà effetto di concause (100%)
    100
  • no accadrà quasi per caso (0%)
    0
  • (0%)
    0

Voti totali: 1

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25 Commenti

  1. Ciao Fenderman,
    Bel capitolo. In quello scorso ci hai lasciato con Sala che doveva escogitare una soluzione, questo capitolo é una sua visione o stai raccontando gli antefatti per come si sono svolti? Non dirmi che stai per svelarci chi è l’assassino al sesto capitolo… va bene che si tratta di un horror e non di un giallo, ma poi che vi racconti nei restanti quattro? 😉
    Ti segnalo “dissolta” al posto di “dissoluta” e sono sicura che è un errore di battitura o il frutto di una correzione automatica.
    Alla prossima!
    p.s. l’opzione di mezzo

  2. Ciao Fenderman,
    accipicchia, un miglioramento notevole in questo episodio, bravo! Mi è piaciuto molto. Direi che siamo sulla strada giusta per un bel racconto.
    Alla prossima!
    p.s. no, ma se la inventa. É stanco e fuori di sé.

  3. Buongiorno Fenderman
    mi distraggo un attimo e tu hai già pubblicato altri due capitoli. Difficile starti dietro, con questo ritmo 🙂
    La tua prosa è densa ma coinvolgente (qualche andata a capo, aiuterebbe la lettura, visivamente parlando) ma forse è voluto? In fondo, serve a ispessire la trama.
    … è stanco e fuori di sé.

    • Ciao, grazie per tua attenzione. Hai colto il senso della cosa a proposito della ‘”densità ” di scrittura. Il mio intento è non frenare l’istinto di rendere una atmosfera gotica, una messa in scena molto teatrale dove l’attenzione va alimentata con una lettura attenta e concentrata. Certo può non essere agevole ma per fortuna i capitoli sono abbastanza brevi da non stancare, mi auguro ,chi legge. Grazie, Grazie🌻

  4. Ciao, ho recuperato tutti e tre i capitoli i devo dire che la storia è veramente molto bella, una di quelle storie che tengono il lettore con il fiato sospeso fino all’ultimo; il tuo modo di scrivere è molto bello, il che dà un tocco in più a questa storia che seguirò sicuramente. Ancora complimenti.

  5. Ciao Fenderman,
    ho letto i due episodi di seguito, lo hai poi dovuto riscrivere il secondo? Sono felice che tu abbia abbandonato la formattazione al centro per questo muovo capitolo, allineata a sinistra è molto più piacevole alla vista, durante la lettura. Mi è piaciuta molto la descrizione del morto presentato ai tre, hai descritto bene la scena e quello che si sarebbe potuto vedere entrando nella cella. Ti faccio solo due appunti, piccoli piccoli: cerca di utilizzare sempre l’accento al posto del apostrofo per i verbi al passato remoto che lo richiedono: vomitò e non vomito’… in un’occasione lo hai fatto, perché non hai continuato? Magari per velocizzare la scrittura, ma basta dare una letta e correggere, con Word ci si mette un attimo. 😉
    Poi, quando è la donna a parlare, dice al figlio del morto:” che tu sia benedetto” il che suona strano, considerato quello che segue, lo chiama animale… forse ci sarebbe stata meglio una maledizione… ma è un mio parere.
    Intanto la storia si fa interessante, lo stile ha subito un lieve cambiamento e il racconto ne ha giovato, aspetto il quarto e ti auguro un buon weekend.
    Alla prossima!

    • ciao grazie per la tua attenzione. Con gli accenti è una guerra che non ho ancora vinto ed è vero che spesso lo faccio per non perdere il filo…In quanto alla espressione di benedizione della donna rivolta al ragazzo è quasi un parlare a se stessa: lo ringrazia intimamente per aver fatto quello che anche lei avrebbe voluto fare seppur in quel contesto lo chiama animale perché presunto parricida. Dimenticavo: l’ho dovuto riscrivere, nessun problema. ciao, grazie ancora.

  6. Ciao Fenderman, ho letto con piacere questi due capitoli. Malgrado io non ne scriva, prediligo il genere horror e l’ambientazione che hai usato mi è congeniale. Ti consiglierei una maggiore attenzione alla punteggiatura, ma per il resto sei davvero capace, complimenti, mi è piaciuta molto l’esposizione dello spettro di Moro che compare a Sala e mi piace il conflitto che compare alla fine.
    Purtroppo di ho messo in parità, ho votato che il morto non influenzerà i sospettati, si devono tradire da sé. Magari, in seguito, ma ora mi sembra troppo presto soprattutto considerando che è già comparso a Sala ed era un uomo di Giustizia.
    Ti seguo 😉

  7. Ciao Fenderman,
    lo sanno tutti che mi piacciono gli horror, ne ho scritti due qui 😉
    Trovo il tuo incipit particolare, il taglio quasi giornalistico, seppure relativo ad altra epoca, dà a questo primo episodio l’aria di un resoconto storico di avvenimenti neri. Questo è buono e a me piace molto.
    I refusi e le parti da migliorare te li hanno segnalati, qui sono un bene prezioso di cui fare tesoro.
    Se posso vorrei aggiungere un consiglio a quelli già dati, leggi i racconti degli altri autori e commentali con sincerità, senza complimenti, ma con l’intenzione di aiutare gli altri autori a crescere o eventualmente, ove non sia necessario, a capire cosa funziona e cosa no nelle loro storie. Le mie sono tutte concluse al momento, quindi ti risparmio il supplizio 😉 ma ce ne sono di molto interessanti sulla piattaforma.
    Quindi, che dire? aspetto il secondo episodio, sperando che lo staff lo ritrovi (altrimenti puoi sempre ripubblicarlo, spero che tu ne abbia conservato una copia su pc). 🙂
    Alla prossima!

  8. Sono arrivata a te su suggerimento di Alessandra, che mi ha preceduto con il suo commento.
    Non prediligo il genere horror, ma devo dire che il tuo incipit ha tutte le carte in regola per diventare una buona storia.
    Leggo sotto che qualcuno ti ha già dato suggerimenti utili e pratici, per rendere il testo più scorrevole, pur mantenendo il tuo stile 🙂
    voto …si dia corso alla proposta.

  9. Benvenuto in The Incipit, all’inizio si fa fatica a trovare lettori, poi le cose ingranano 😉 in quanto al mio voto direi “tre sospettati e un morto rinchiusi fino a soluzione”, e per questo ho portato la votazione a 50 e 50, si sbloccherà quando qualcuno voterà ma in ogni puoi farlo anche tu se non si sblocca. La storia sembra molto interessante, davvero un intreccio degno di un buon autore che ha le idee chiare su dove ci porterà, il linguaggio è originale, uno stile difficile da incontrare e per questo apprezzabile. Seguo la storia e ti auguro in bocca al lupo! A presto!

    • grazie per l’incoraggiamento. Per me è un gioco nuovo per tenere in vita qualche neurone in più😊. Prima delusione è il non ritrovare il secondo capitolo scritto e inviato ieri sera…..chissà dov’è, spero che lo staff abbia una risposta.

  10. Ciao, fenderman.
    Ti confesso che ho fatto un po’ fatica ad abituarmi allo stile “da editto reale”, con voce narrante molto distaccata e araldica, ma capisco che è lo stile che hai scelto e dà un tocco in più all’atmosfera da racconto d’altri tempi. Con questo giudice un po’ Salomonico nell’affrontare i casi da giudicare.
    Il mio consiglio sarebbe di accorciare un po’ i periodi, perché alcuni sono davvero vasti e confondono un po’, obbligando a fermarsi e leggere più volte. In ogni caso, ti suggerisco di rileggere più volte, magari ad alta voce, perché la punteggiatura va risistemata in alcuni punti. Soprattutto con periodi lunghi. E ti sono scappati alcuni refusi: ti segno quelli che ho notato, ma possono essermene sfuggiti:
    “provarlo del diritto” invece di privarlo
    “un grado” invece di in grado
    “in nuovo indagato” invece di un
    “salto’ ” invece di saltò con l’accento.
    (E tutti gli spazi dopo l’apostrofo: non ci vanno).

    Ho optato per l’esperimento in presenza di Sala come testimone.
    la notte in una stanza con il morto mi ha fatto venire in mente “the man from Shorrox” di Bram Stoker, che non c’entra niente, ma me l’ha fatto venire in mente lo stesso. Vedremo se anche il tuo sarà un horror ironico o se sarà puro spavento.

    • Grazie🙏, accetto con piacere i suggerimenti. Ho scritto da un tablet e sono conscio dei problemi di scrittura. Ho scritto di getto, da qui i tanti errori e ho usato la forma didascalica, distaccata, per poter introdurre il tema in modo diretto. Vedremo dove la storia ci porterà, sono molto curioso. Il viaggio è cominciato e, spero, vedremo paesaggi interessanti.

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