Cattività

Dove eravamo rimasti?

Cosa esce dall'ombelico di Roberto? Un liquido scuro (80%)

Prospettiva

Roberto si posa la mano sull’ombelico, ma un liquido denso scorre tra le dita. Incredulo, tenta di tamponare il fiotto come fosse una ferita. Il dolore gli contorce le budella togliendogli il fiato. Il suo cuore sembra impazzito e prova ancora quella sete assurda che gli impedisce di pensare in maniera lucida.

Il liquido continua a sgorgare copioso, il buco si allarga come una bocca mentre quella di Roberto urla.

«Aiuto! Basta! Aiutatemi!»

Percepisce qualcosa dietro di sé: dalla parete, una figura scura, immobile, lo osserva. Avverte un senso di soffocamento, come un cappio che gli serra la gola: il liquido, anziché cadere sul pavimento, risale sul torace a ricoprirgli il collo, la mascella, invade la bocca e il naso. Non può più vedere né respirare, ingoia quella cosa vischiosa contro la sua volontà. La sente gorgogliare in bocca. Annaspa, tende le mani verso la creatura scura attaccata alla parete, ma realizza che è solo la sua ombra. Sviene.

***

Roberto è davanti a un gazebo a strisce bianche e rosse, come i tendoni dei circhi. L’odore dell’erba appena tagliata invita al buon umore. Una torta gigante svetta al centro d’una tavola, incorniciata di piattini e bicchieri colorati, tovaglioli di carta e festoni. A quello dell’erba si mescola il profumo di frittelle e zucchero filato: Roberto inspira a pieni polmoni.

Tra le mani stringe una macchina fotografica. Si appresta a immortalare istantanee degli invitati. Varia esposizioni e inquadrature con gesti sicuri, sa esattamente quello che fa; per ogni scatto, per ogni soggetto e scorcio individua senza esitazione l’angolazione da cui ottenere la luce migliore. Sorride: fotografare lo fa sentire se stesso.

«Tanti auguri!» Il festeggiato soffia sulle sue otto candeline. È così sereno, così bello, perfetto. Sua madre l’abbraccia e insieme si offrono all’obiettivo; Roberto scatta veloce, assaporando la loro felicità, la sente, la respira. Deve farla sua.

È una bella giornata, la temperatura è ideale. Il giardino pullula di fiori e insetti, la brezza tiepida accarezza la pelle di Roberto che chiude gli occhi per assaporarne il tocco. Quando li riapre, la sua immagine si riflette in una porta vetrata: indossa una camicia leggera di cotone con le maniche arrotolate sui gomiti. Alto, sulla quarantina, di bell’aspetto, i capelli corti: ciò che vede gli piace.  Un luccichio alle sue spalle lo fa voltare, un raggio di sole bacia la superficie argentea di uno scivolo.

Lola arriva di corsa dalla porta vetrata. Il cuore dell’uomo è sommerso d’amore.

«Mi spingi, papà?».

Dietro allo scivolo c’è un’altalena. La bambina è già balzata su, si puntella con i piedini e stringe le catene, impaziente. Inizia a spingerla. Non crede di potersi sentire più felice. Dev’essere questa la musica che risuona in Paradiso, pensa, ascoltando le risate e gli strilli di gioia della piccola.

Una mano gli sfiora dolcemente i capelli.

«Hai sete?»

Lia è bellissima nell’abito di lino bianco che scopre le lunghe gambe abbronzate. La ringrazia con un bacio leggero sulle labbra. Hanno il sapore del miele. Come potevo averlo dimenticato? Si stupisceassaggiando la birra che lei gli offre. La sua preferita.

«Non smettere, papà. Più forte, papà!»

Apre la bocca per dirle di non preoccuparsi, ma non ne escono suoni, mentre la voce di Lola si fa più stridula, agitata, sferzante. Terrorizzata.

«Papà, ti prego, papà…»

Si tappa le orecchie per non sentirla, ma è inutile. Gli gira la testa. In gola la birra è diventata fiele, amara, dolorosa. Attorno a lui non c’è più l’erba, né l’altalena o lo scivolo. Solo quattro mura grigie. Un quadrato di cemento. Non vuole vederlo, chiude gli occhi, eppure il seminterrato è lì, intorno a lui. Dentro di lui. Stringe le palpebre fino a farsi male, ma non ha bisogno di conferme, sa. La cassaforte nera è aperta. Lola stringe ancora la chiave dorata in una mano, l’altra ha lasciato cadere il contenuto nella cassetta: le foto, i cimeli… tutto è rovesciato per terra.

«Papà…»

Non può sopportare lo sguardo della bambina: orrore, incredulità, disgusto. Vorrebbe spiegare, scongiurare, ma quando si avvicina, la piccola indietreggia. Roberto odia l’espressione sul suo volto, vi legge la condanna, la paura. Ha perso l’innocenza.  È colpa sua: come ha osato prendere la chiave, entrare qui, rovistare nei suoi segreti? Deve punirla. Non è più Lola, è una di loro, ormai.

Roberto raccoglie il suo tesoro sparpagliato a terra: le foto, i braccialetti, orecchini a forma di orsetto, un apparecchio per i denti…

Ha di nuovo la reflex tra le mani, il mirino inquadra Lola: il vestitino rosa zuppo di sangue, le braccia in posizione innaturale, il volto devastato eppure ancora così dolce. Indifeso. Bellissimo. Il flash riverbera nel seminterrato inondandolo di una luce abbagliante. Roberto, accecato, si sfrega gli occhi con le mani. La reflex è scomparsa, come il seminterrato. È di nuovo nella cella, solo. Brandelli di ricordi gli bruciano in gola con il sapore ferroso del sangue. Ha così sete.

I ricordi che Roberto ha appena ritrovato:

  • C’è del vero, ma qualcosa non convince Roberto: deve saperne di più (13%)
    13
  • Sono falsi, qualcuno o qualcosa glieli ha instillati (13%)
    13
  • Sono veri (75%)
    75
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88 Commenti

  1. Sconvolgete come sempre. Riprendere la lettura dopo settimane di pausa è un attimo destabilizzante, perché quello che scrivete è complesso e per non perdere il filo di quello che scrivete, devo riprendermi i capitoli precedenti.
    Riuscite sempre comunque a generarmi un vortice di emozioni. Resto senza parole e vi stimo ogni giorno di più. Complimenti. Non mollate.

    • Ciao Caterina.
      Ci scusiamo per il ritardo nella pubblicazione di questo capitolo ma abbiamo avuto più di un ostacolo da superare. Fortunatamente, ce l’abbiamo fatta anche stavolta 😅
      È sempre un piacere leggere commenti come il tuo, soprattutto dopo gli sforzi che facciamo per mettere insieme tutti i pezzi del puzzle. Non molleremo! Anzi, cercheremo di dare sempre il meglio per non deludere le vostre aspettative. Grazie per il tuo supporto e buona domenica.

  2. Dopo un po’ di assenza sono tornata e ho recuperato i vostri episodi perduti. Molto bravi ragazzi. In mezzo alla confusione totale iniziate a piccoli passi a far capire qualcosa. Lo stile è magistrale, come sempre. Continuate così, voglio saperne sempre di più!
    A presto!

  3. Rieccovi finalmente… una tiratina d’orecchi in questo caso è d’obbligo e lo è a maggior ragione perché siete tutti esperti del sito e ne dovreste conoscere benissimo le insidie: ma che si fa così? Cioè vi pare normale lasciare i vostri poveri lettori a digiuno per un periodo così lungo? Va bene che ne è valsa la pena ché l’episodio è scritto benissimo e finalmente lascia intendere delle cose che era pure ora. Pur se cosa è successo a Sauro io ancora non l’ho capito e perciò…
    Bravi. La storia funziona e la scrittura continua ad essere piuttosto omogenea. Però mo niente scherzi e via veloce col prossimo.

    • Via veloci con il prossimo mi sembra un po’ utopistica come esortazione, caro Lou 🙂
      Tra la difficoltà di accordare le versioni, i rallentamenti da temperature canicolari e le ferie dell’uno e dell’altra, è già un miracolo che riusciamo ancora a mettere insieme un capitolo, da qui a farlo in tempi ragionevoli… ma ci proveremo e l’intenzione è quella che conta ^^
      Non ti dico “a presto”, diciamo “alla prossima”, va’

  4. Vi ho recuperati solo ora. Che storia emozionante! Sembra una puntata di Black Mirror. Mi avete catapultata in una realtà incredibile. Per quanto molte cose siano appena accennate e ancora poco chiare, instillate nel lettore la voglia di saperne sempre di più e di non smettere mai di leggere.
    Attendo con ansia il prossimo capitolo, perché devo capire che piega prenderà il vostro racconto.

    • Grazie del commento entusiasta, con i nostri tempi di pubblicazione ormai biblici, credevamo che non ci leggesse più nessuno 🙂
      Anche noi, ti confesso, dobbiamo decidere che piega dare al racconto che volge al finale, il che rende la scrittura di più in più complicata e lenta, ma cercheremo di arrivare in porto.

  5. Ciao, Six Pistols
    Scusa se commento in ritardo, ma gli impegni mi hanno impedito di seguire la tua fantastica storia che intanto sta continuando in un ritmo incalzante!
    Il capitolo, come tutti i precedenti, è stupendo. Mi piace il tuo stile e questo racconto così intricato e carico di misteri mi sta prendendo sempre di più 🙂
    Ottimo lavoro!
    Ti auguro un buon inizio settimana, alla prossima!
    Fior

  6. Finalmente un altro episodio, temevo non avreste più continuato 😀
    Capitolo molto bello e molto avvincente, c’è qualche dettaglio in più che può aprire qualche spiraglio ma la confusione è ancora tanta, e ciò non è un male per quanto mi riguarda. Voto per sapere che cosa è successo a Sauro, qualcuno probabilmente non vuole che parli!

    • Ciao Lorenzo, grazie di aver letto e votato il capitolo. Chiedo scusa per il ritardo, cercheremo di farci perdonare 😀
      Per quanto riguarda la confusione, beh, speriamo di riuscire a chiarire i dubbi e aprire spiragli di chiarezza al più presto!

  7. Nel mondo ci sono troppe persone. Una fazione ha vietato la riproduzione, un’altra ha trovato il modo di aggirare l’impedimento. Fin qui credo di aver capito. Aspetto di capire cosa succede a Roberto e perché aiuta i suoi avversari proprio incontrando la sua famiglia.
    Vi siete fatti attendere ma ne è valsa la pena. Al prossimo episodio, spero presto

  8. Ciao! Ho letto tutto adesso. Sono ancora confusa, ma va benissimo così, ritengo che il casino sia funzionale al racconto. Mi sento spaesata, non so cosa aspettarmi e trovo i ricordi un po’inquietanti. Tuttavia, ripeto, credo che sia perfetto, nel racconto che state creando, che il lettore si senta così. Scoprire tutto una visione alla volta, non sapere neanche chi è il protagonista…rende il tutto accattivante! Essendo un po’in confusione, ho scelto “nessuno dei due o forse entrambi”. Comunque avete molta grinta, non è facile scrivere un racconto in sei, soprattutto con i limiti del sito. Avete la mia stima e il mio ” segui”. A presto e ciao a tutti 🙂

    • Buonasera, Carlotta, e benvenuta! Sì, hai ragione, un po’ di confusione è certamente funzionale alla storia, il lettore deve immedesimarsi nello spaesamento di Roberto. Certo, l’importante sarebbe non esagerare… quindi nei prossimi capitoli penso che dovrò impegnarmi per cominciare a far capire qualcosa di ciò che sta accadendo 😀 😀
      Grazie mille di tutto!
      Ciao, a presto

  9. Temo di essermi perso un po’… immagini molto forti e anche per questo efficaci. La frase ‘la tua famiglia ti proteggerà sempre’ – che avete anche scelto come titolo dell’episodio – suona davvero inquietante.
    Non ho appunti importanti da fare. In apertura avrei forse preferito un più banale ‘aperta’ a quel dischiusa.
    Vero che nella frase successiva c’è quel ‘apertura’ che a quel punto sarebbe stato bene sostituire ma, insomma, sinonimi di apertura ce ne sono eccome… però che fatica trovare anche solo qualche piccolo suggerimento da darvi.
    Bravi, bravi. Nessuno dei due e forse entrambi.

    • Ciao, Lou! Ma sì, leggere è viaggiare, no? E qualche volta, viaggiando senza meta, ci si può perdere… e magari finire in un posto sconosciuto e bellissimo. O più probabilmente, finire rapinato e mazziato 😀 😀 Quale dei due sarà il nostro caso? Non lo so, mi sono perso! 😀
      Grazie mille del commento e delle belle parole

  10. Ho letto i cinque capitoli tutti insieme e devo dire che all’inizio non so se mi stava piacendo o no (nonostante la scrittura fosse di ottima qualità), anche se poi ha cominciato ad affascinarmi sempre di più. In particolare mi è piaciuto il tema del crimine orrendo rimosso dal protagonista, anche se ancora non si sa se è proprio un suo ricordo o no, se ho capito bene. Sono curioso di vedere come prosegue 😀
    P.s. l’atmosfera surreale e la presenza della chiave mi hanno ricordato i film di Lynch, non so se la cosa sia voluta o meno 😀

    • Ciao, Lorenzo e benvenuto!
      Grazie per il commento e per i complimenti, fanno molto piacere a tutte e sei le mie personalità narcise 😀
      Riguardo ai tuoi dubbi… in realtà non ti so rispondere, la storia ha dei punti oscuri anche per me 😀
      Grazie ancora,

      Ciao, a presto

    • ciao Maria,
      siamo felici che l’acre sapore che il racconto ha assunto abbia alimentato la tua sete, seppur un po’ confusa, di conoscere gli sviluppi.
      A parte gli scherzi, sappiamo che il racconto è particolare, in fondo nasce dai pensieri e le idee di più persone, tuttavia crediamo che possa risultare interessante, soprattutto per noi è per chi avrà la bontà di seguirci fino alla fine.
      Ciao!

  11. Intrigante, scorrevole, molto inquietante: questo racconto è già tra i miei preferiti, quindi in ritardo ma seguo! Affascinante anche la sete di ricordi di… Roberto, Sauro, chissà? (Voto per la numero 3)
    Nei commenti ho letto che siete sei e ho una domanda sul vostro metodo: pensate alla storia insieme e poi scrivete a turno? Scrivete contemporaneamente? Vi passate il testo finché non è pronto? Sono curiosa!

    • Buongiorno, Quante Storie e benvenuta!
      Felice che questo esperimento ti stia fin qui piacendo 😀
      Ahi ahi, una domanda sul nostro “metodo”: prima di cominciare abbiamo stabilito a maggioranza un canovaccio iniziale, quindi scriviamo a coppie un capitolo, alternandoci e cercando di rispettare quel canovaccio (inutile dire che delle idee concordate inizialmente è rimasto ben poco 😀 😀 ). Come si regoli ogni coppia è un mistero anche per me 😀
      C’è poi una fase di editing condiviso tra tutti in cui cerchiamo refusi e suggeriamo correzioni.
      Grazie davvero di tutto!
      Ciao, a presto

    • Ciao, Valentina! Uhm, ho l’impressione che il tuo dubbio sia anche quello che affligge le mie sei tormentate anime 😀 Alla fine, questa storia, mi piacerà? Non mi piacerà? E soprattutto: sarò in grado di tirare i remi in barca? Boh! 😀 😀
      Grazie mille di tutto!
      Ciao, a presto.

    • Ciao Fenderman.
      ROBERTO sarà: eroe, vittima o carnefice? Chissà! Il racconto è tutto da scoprire soprattutto perché la storia è sviluppata dalla creatività di ben sei persone! Il nuovo capitolo è sempre un punto interrogativo per ognuno di noi e la storia prende sempre pieghe inaspettate.
      Ti ringraziamo per la tua visita e speriamo di rileggerti. Il prossimo episodio è già “in pentola”.
      Ciao!

  12. Veri. Veri e terribili. Bello. Giusto concedere al lettore qualcosa di più di un’occhiata nella mente di Roberto. L’innocenza perduta della figlia dinanzi all’orrore di una rivelazione tremenda, un segreto che sarebbe dovuto restare per sempre tale… una situazione che potrebbe aver condotto a un tragico epilogo.
    Dove finiscono le memorie e iniziano gli incubi di una mente malata e tormentata dai sensi di colpa?
    È su quel filo sottile che state tessendo la vostra trama?
    O è un inganno abilmente orchestrato per indurre al facile errore i vostri lettori? Staremo a vedere…

    • Ciao Lou.
      Ti ringraziamo per la tua presenza costante.
      Con questo capitolo abbiamo voluto riportare Roberto in una situazione un po’ più “reale” ma ancora non si capisce bene il suo destino. Il passato è nebuloso così come il presente. È un groviglio di pensieri sconnessi e atroci. Io personalmente, non vorrei mai trovarmi in un incubo simile perché non sappiamo se questi flashback siano veri o falsi ma, grazie alle vostre decisioni, qualcosa probabilmente prenderà una piega diversa.
      Alla prossima e buona giornata.

  13. Ho letto tutti i capitoli perché mi ha incuriosito il commento fatto a “C’era una volta la felicità” e volevo conoscere il tuo stile. Non mi aspettavo una storia così, sicuramente avete una scrittura che cattura il lettore e la trama, credo strupo del padre alla figlia, mi ha lasciato senza parole. Vediamo come continuate
    PS: se volete sottopormi alla stessa “recensione” fatta alla storia di cui sopra, sono a disposizione.
    Alla prossima

    • E perché non entrambi, vogliamo essere tirchi? O forse nessuno dei due e questa cella gli infila in testa orribili ricordi che non son suoi, chi può dirlo… 🙂
      Detto tra noi, quell’opzione piaceva anche a me. Ma anche le altre sono interessanti, vedremo cosa dirà il prossimo capitolo.
      Ciao e grazie del commento

  14. Il capitolo scorre bene. La seconda parte sembra fornire qualche indizio/spiegazione su quanto può essere accaduto nella vita del protagonista. Dico sembra, perché siamo solo al quarto episodio e il racconto è nel genere fantascienza 🙂
    Curiosa la prospettiva nella frase: “L’odore dell’erba appena tagliata invita al buon umore”, per molti è un invito a starnutire a raffica 😀
    sono falsi…

    • Per fortuna, i six pistols non soffrono di febbre da fieno, a noi l’erba tagliata di fresco ci fa sorridere 🙂
      Di fantascientifico c’è già il quadro generale: una cella misteriosa, dove appaiono e scompaiono cose, dove si vivono: ricordi? allucinazioni? esperienze psichiche? I capitoli cercano di spaziare tra i generi narrativi, ma conservando un filo conduttore.
      Conosciamo la storia di Roberto? O è una storia mistificata quella di cui abbiamo visto alcuni sprazzi? Cerchiamo di scoprirlo insieme.
      Ciao Maria, e grazie mille

  15. Ciao, ho recuperato tutti i capitoli e devo dire che la storia mi incuriosisce molto. Mi è piaciuta l’omogenita dello stile di scrittura in tutti i capitoli (non avrei mai detto foste in sei a scrivere il racconto, e credo che ciò sia un punto a vostro favore) Per quando riguarda le 3 opzioni ho votato per la veridicità dei racconti: da quello che ho capito, le donne dovrebbero (o potrebbero) essere la moglie e la figlia del protagonista, ma ancora non riesco a spiegarmi il motivo per il quale questo stia vivendo tutto ciò…. forse era un padre è un uomo violento che in un raptus d’ira le ha uccide e adesso loro vogliono vendicarsi?? Beh, staremo a vedere. Aspetto con ansia il vostro prossimo capitolo, sparando che in esso ci siano delle risposte alle innumerevoli domande che questo racconto fá sorgere.

    • Qualche risposta probabilmente sì, ma non tutte, se no la seconda metà del racconto a che servirebbe?
      Siamo felici che ti intrighi. Cercare di mantenere una coerenza al tutto è uno dei nostri obiettivi, cercheremo di riuscirci fino alla fine.
      Grazie della lettura e del commento 🙂

  16. Mi intrigava la chiave, ma l’indice mi è scivolato sul liquido scuro all’ultimissimo istante…
    Bene anche questo terzo. Le domande restano benché un certo quadro generale vada lentamente delineandosi.
    Lo stile di scrittura, specie tra secondo e terzo, mi pare abbastanza omogeneo.
    È una nota estremamente positiva. Attendo il quarto.
    Al solito: bravissimi!

  17. Il racconto è intrigante, claustrofobico e angosciante il giusto, si legge bene e ti fa desiderare di leggerne ancora. Delle tre opzioni non me ne piace una, quindi opto per quella che potrebbe essere più plausibile: il liquido scuro, visto che l’elemento acqua è stato richiamato più volte.
    Siete in sei a scrivere? Un esperimento interessante. In passato io ho provato a farlo in due, più gestibile, è stato molto divertente.

    • Anche per me è la prima volta a sei teste, lo avevo già fatto a 4 e fu a tratti tesa, come esperienza. Per ora ci vogliamo ancora tutti bene, qui 🙂
      Il prossimo capitolo non dovrebbe tardare molto, speriamo di averti ancora tra i nostri lettori e che la tensione non scemi.
      Grazie del commento

    • Ciao Maria e ben ritrovata.
      È sempre bene lasciarsi trasportare dall’atmosfera, ma per quanto riguarda la comprensione… beh, quello è un altro paio di maniche ☺
      Ipotesi dissonante dici? Tutto dipenderà da ciò che la chiave aprirà.
      Sempre che apra effettivamente qualcosa.
      Grazie di esser tornata a votare,

      a presto.

  18. Bene. Molte le domande, poche le risposte.
    La scrittura è chiara, pulita, giusto così, anche per non disorientare ulteriormente il lettore.
    Lettore che osserva quello che accade senza capirlo del tutto, ma questo fa parte del gioco e va benissimo.
    Carne al fuoco ce n’è e ce n’è davvero tanta.
    La scelta del genere farebbe propendere per alcune soluzioni piuttosto che per altre.
    Non riesco ancora a capire se siamo più dalle parti di Philip Dick o da quelle di Richard Kelly…forse è una via di mezzo. Boh… per ora mi limito a leggere. Bravi, bravissimi. Sauro e la donna anziana.

    • Ciao Lou,
      effettivamente le domande fioriscono anche nelle nostre menti, te lo assicuro 🙂, tuttavia stiamo provando a dare un senso alla storia con impegno e sono lieta che al di là di tutto, la scrittura ti risulti gradita. Non so bene a che punto stiamo tra Dick e Kelly, ma so che il genere scelto troverà sfogo nei prossimi episodi, insieme ad altri probabilmente. Tante teste, tante idee. É un po’ disorientante anche per noi, però credo che verrà fuori qualcosa di interessante, soprattutto per i gentili lettori che ci stanno facendo compagnia. Grazie moltissime per esserci e alla prossima!

  19. Ciao! Interessante, tutto molto interessante! Innanzitutto il fatto che il racconto sia pensato e scritto da più teste e più mani, ma anche questa strana dimensione in cui avete calato il protagonista.
    Come gli altri lettori, mi sento molto confusa e non è tanto la sete che sale, quanto il freddo… Un freddo davvero sinistro!
    Lascerei Roberto da solo, dopo tutte queste comparse. Vediamo cosa accade…

    • Ciao, Fra, benvenuta! Sì, l’essere esacefali è la parte più divertente dell’esperimento, anche se non so bene se anche gli altri cinque cefali la pensino come me 😀
      Freddo sinistro, dici? Uhm, chi lo sa, la storia potrebbe assumere sfumature horror 😉
      Grazie di esserci, a presto!

    • Ciao Martin e benvenuto in questo mondo tutto strano… 🙂
      Sono felice che il viaggio ti incuriosisca, spero che la curiosità ti rimanga e che ti vada di restare con Roberto, per scoprire che cosa gli sta succedendo 🙂
      Grazie moltissime per il passaggio e a presto!

  20. Ciao, Six Pistols
    Questo capitolo è bello, davvero 🙂
    Mi incasina un sacco le idee e credo di non averci capito quasi niente ma mi è piaciuto 🙂
    La scrittura è eccellente e questa nebbia nella mente di Roberto, queste figure che appaiono e scompaiono… Mi piace.
    Non so che altro dire.
    Perciò ti sorrido e, chianando il capo, ti auguro buona giornata.
    Fior

    • Ciao, Fior, bentornata 🙂
      Ti ringrazio per i complimenti, mi fa piacere che il capitolo ti sia piaciuto e… capisco molto bene che sia confusa. In effetti è Roberto a essere piuttosto confuso. Lo seguiremo nel suo viaggio, nella speranza che si chiarisca le idee… e le chiarisca anche a noi :-.D
      Ciao, a presto

  21. Ciao
    L’atmosfera è resa bene. Leggo sotto che il racconto è scritto a più tastiere…compito non facile, immagino.
    Incipit ricco di contrasti ad effetto: Buio opprimente, luce accecante, caldo rovente e freddo di ghiaccio, pareti e pavimento “anonimi” che nascondono porte e botole… Forse salvifiche 🙂
    Mi tranquillizzo, L’uomo è incredulo ma determinato, tanto più che, magicamente, una specie di “genio della lampada” esaudisce i suoi desideri. Detto questo, voto la donna anziana, anche se so perché.

    • Ciao Maria 😊
      È un piacere averti qui tra noi.
      Questo è un esperimento che spero sia di gradimento a te ma anche a tutti i lettori che decideranno di seguire “CATTIVITÀ”.
      Sinceramente non so dove porterà la storia, forse “oltre una porta” ma ancora è tutto nebuloso…
      Non ti resta che seguirci😉
      Grazie ancora per il commento e la scelta.
      Una dei Six Pistols (Ilaria_si)

  22. Ciao, Six Pistols.
    Mi è piaciuto questo tuo incipit!
    Le descrizioni che utilizzi mi hanno aperto un dubbio costante al centro del cervello: “Perché cavolo non le uso anch’io?!” 😛
    Escludendo i miei pensieri personali la scrittura è eccellente e spero di poterti leggere ancora in futuro :).
    La stanza che descrivi è soffocante e claustrofobica e questa idea proprio di “cattività” mi è stata chiara fin da subito.
    Essendo tu molto più brava nello scrivere rispetto a me non mi ritengo la persona giusta per darti dei consigli né qualsiasi altra critica in generale. Perciò mi limiterò a farti un applauso con un sorriso stampato in volto.
    Seguo più che volentieri, curiosa di conoscere il seguito di questo racconto che sembra promettere bene. 🙂
    Ti auguro una buona giornata.

    Fior

  23. Carissime sei pistole, che già solo il nome che vi siete scelti merita un plauso ché l’ironia, e ancor più l’autoironia, è merce rara da queste parti… dunque, dicevo, intanto complimenti per il coraggio, scrivere in collettivo è una roba difficilissima, io lo so bene perché una volta c’ho provato – non su questa piattaforma – ed è finita a schifio… però non vuol dir nulla, ché proprio in Italia, anzi, ci sono notevoli esempi di collettivi di scrittura che, contro ogni previsione, hanno partorito veri e propri capolavori.
    Fatto questo necessario preambolo andrei sull’episodio.
    Direi incipit efficace, bene connotare fin da subito, attraverso la scelta del linguaggio, il protagonista, due ‘cazzo’ e un ‘cesso’ ci dicono di lui che non è certo un signorino dabbene, anche per questo motivo avrei ulteriormente rimarcato questo aspetto nella frase solo pensata ‘dovrei ricominciare a cercare una via d’uscita’, un po’ troppo pulita, se mi concedete.
    In apertura, a mio parere, meglio un ‘ma è come se li tenesse ancora chiusi’.
    Ancora: – ‘si impossessa della bottiglia e la tracanna…’ meglio, forse, ‘… e ne tracanna il contenuto’ che sennò sembra che abbia inghiottito tutta la bottiglia.
    Per finire l’idea di un racconto incentrato su una escape-room deve essere una sfida prima ancora che per il lettore per voi stessi, non è facile e me ne rendo conto, ma è l’originalità delle trovate – e delle trappole – che può rendere interessante il gioco.
    Il racconto si chiama cattività perciò scrivere un commento troppo buono mi sembrava fuori luogo.
    Incipit comunque ben scritto, claustrofobico, sensoriale.
    Votato una donna anziana.
    Inutile dire che mi aspetto grandissime cose da voi.
    Ve lo dice un pistola come voi… 😉
    Curioso di sapere chi mi risponderà adesso.

    • Ciao Lou.
      Il nick è tutto un programma 🤣 frutto di notti insonni (non è vero) ma anche di tante risate e battute a seguito. A parer mio, mette di buon umore e spero che l’associazione porti un auspicio favorevole per la riuscita di questo simpatico esperimento.
      L’importante è non prendersi troppo sul serio, no?
      Personalmente non credevo saremmo riusciti a scrivere il primo capitolo in tempi brevi e, invece, eccoci qua. Sono molto soddisfatta e onorata di far parte di questa curiosissima banda ma torniamo all’incipit.
      Il signore in questione non è proprio un gentleman 😂 e qualche altra parolaccia ci starebbe stata ma siamo solo all’inizio… diamogli tempo e vedrai che durante questo percorso ne tirerà fuori di peggiori. Oppure no… Chissà.
      Prendo atto della segnalazione sulla bottiglia e della frase all’inizio del capitolo.
      Lou! A parte gli scherzi, non sarà per niente facile il percorso che abbiamo intrapreso e ci impegneremo affinché tu e gli altri lettori possiate trovare spunti interessanti.
      Nel frattempo continua a seguirci 😃
      Ti aspetto/ ti aspettiamo per la valutazione del secondo capitolo.
      A prestissimo!

      Ilaria.

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