Dieci

Uno

Non ho mai scelto di essere quello che sono , non ho mai scelto di essere. Del resto a quelli come me non è concesso di farlo, quelli come me non hanno la possibilità di scegliere e di conseguenza non hanno la possibilità di sbagliare. Devono solamente esserci.

Sin dai primi anni della mia vita, quanto meno dai giorni di cui abbia memoria , mi sono sempre sentito solo , ma questo non mi ha mai reso infelice ,anzi, ho sempre pensato che la solitudine mi avrebbe reso più forte e meno vulnerabile ed anche quando ho avuto la possibilità di non esserlo più, sono sempre andato alla sua costante ricerca.
Ho vissuto in un famiglia di media borghesia. Mio padre è sempre stato un grande lavoratore , o meglio questo è come a lui piace definirsi, mia madre dopo la separazione ha dovuto iniziare ad esserlo, questo invece è quello gli altri dicono di lei ed infine mio fratello, il mio esatto opposto , tanto che ho passato i primi anni della mia vita per cercare di capire chi dei due fosse quello adottato. 

Non sono mai stato bravo a rapportarmi con le persone, principalmente perchè ero convinto che nessuno potesse capirmi o almeno comprendermi, ma sopratutto non riuscivo ad accettare l’ingiustizia, forse dovuto al fatto che essendo figlio di un avvocato non ne ero stato abituato, ma la mia visione era comunque molto diversa anche da quella che praticava mio padre. Quello che io intendevo era l’ingiustizia, per esempio, che ha dovuto subire mia madre nel non veder crescere  i suoi figli e costretta da sola a portare avanti una famiglia per poi, come premio, ricevere un figlio come me che di certo non è stato l’ impersonificazione dell’orgoglio per un genitore. Per fortuna di mia madre, dopo di me ha avuto mio fratello che sicuramente , anche se per me resta comunque adottato chiaramente , qualche soddisfazione in più  gliel’ha data. E non è che io non lo ami , è solo che io le persone come lui non sono mai riuscito a capirle, sono quelle persone a cui tutto sembra andare sempre bene , che non si scompongono mai e che attraggono tutti coloro che le circondano ma sopratutto che ridono. Sarà perchè io ridevo poco , o perché preferivo stare da solo pur di non stare con qualcuno che non mi capisse , ma a volte l’odiavo profondamente e credo che sia stato proprio questo che lo attraeva verso di me, forse essendo sempre amato da tutti con me provava qualcosa di diverso, sentiva qualcosa di più forte o semplicemente qualcosa di reale. 

Ma non sono sempre stato così , anche io ho provato ad amare, è successo nel pieno della mia adolescenza. Tra tutte quelle persone che vedevo vuote ma sopratutto che avevano paura del vuoto c’era una persona che di certo del vuoto non aveva paura. Del resto era una di quelle persone che creano spazi pieni, quindi per lei il vuoto era solamente uno spazio da riempire. Chiaramente quando si trova una persona così bisognerebbe tenersela stretta, ma io non lo feci anzi, pensai che quella persona per me sarebbe stato troppo e che quindi sarebbe poi stata un’ingiustizia. La paura di vedere un fiore appassire può portarti a dargli troppa acqua. È per questo che quello che feci fu semplicemente bere tutta quell’acqua fino a riempire , anche se  solo per qualche secondo, il mio vuoto. Tanto pensai che restare nel vuoto di nuovo sarebbe stato facile, infondo l’avevo fatto per tutto quel tempo. Ma non fu così , non sapevo che una volta riempito quello spazio poi avrei avuto il bisogno costante di farlo ancora, ancora e ancora. Perchè una volta che da pieno poi si svuota inizia a scavare e non resta più fermo come prima ma scava, scava e ti svuota fino a farti scomparire.

Ma come già detto inizialmente, quelli come noi devono esserci, non possono mica scomparire, perché per quanto possiamo sembrare insignificanti e piccoli agli occhi degli altri, siamo coloro che danno inizio a tutto , senza di noi gli altri non esisterebbero. Noi siamo l’inizio della catena , quelli da cui tutto parte, ma quello che non dobbiamo mai scordarci è che dopo di noi ci sarà il pezzo della catena successivo, ed io sono alla sua ricerca.

Chi sarà il numero Due ?

  • Il fratello (23%)
    23
  • La ragazza che ha amato (62%)
    62
  • La madre (15%)
    15

Voti totali: 13

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9 Commenti

  1. Ciao Giancarlo,
    seguo il tuo racconto per diversi motivi: dieci racconti su dieci capitoli sono da temerario! Inoltre mi hanno incuriosito diversi passaggi di questo incipit e vorrei vedere come li svilupperai.
    Si percepisce una sensibilità che vuole dirompere nella tua scrittura, ma che forse è ancora un po’ timida e un po’ nascosta da alcune piccolezze che sicuramente cadranno nei prossimi episodi.
    Io ho optato per la ragazza che ha amato!
    Ciao e buona giornata!

  2. Si nota che sei sensibile e che ami scrivere. Però secondo me, in alcuni punti sei stato un po’ ridondante e pensante nella scrittura.
    Con questo non intendo dire che tu abbia scritto sciocchezze o cose di poco valore. Hai sicuramente messo a nudo una parte della tua emotività, regalandoci frasi profonde.
    Spero ci sia più azione e dialoghi nel prossimo capitolo.

    PS: ho votato per la ragazza amata.

  3. Ciao Manuel,
    il tuo incipit mi ricorda la pagina di un diario, scritta di getto, senza stare troppo a pesare le parole. Non è un male anzi, se scritta con cura, può risultare molto interessante. L’impresa è riuscita con poche pennellate hai dipinto il carattere e l’intero background di una persona. Non ho ben compreso la parte finale, che invece mi ha restituito un po’ di confusione: la ragazza, l’acqua… scusa, non ho ben compreso cosa sia davvero accaduto, ma immagino lo svelerai nei prossimi capitoli.
    Ti segnalo un paio di cose:
    “ero convinto che nessuno potesse capirmi o almeno comprendermi.” comprendere è un sinonimo di capire, bastava il primo.
    “La visione … che praticava mio padre” mi suona male un visione che si pratica.
    Attenzione alle ripetizioni: le parole “vuoto-svuota-vuota” e “persona” sono state usate più e più volte.
    Occhio anche alle D eufoniche, inutili e poco gradevoli.
    Mi è piaciuta molto la frase:
    “Mio padre è sempre stato un grande lavoratore , o meglio questo è come a lui piace definirsi, mia madre dopo la separazione ha dovuto iniziare ad esserlo, questo invece è quello gli altri dicono di lei …” racchiude in poche parole un’intera vita. Bella. 🙂
    Sono solo osservazioni, fanne quel che credi. Intanto ti saluto e ti dico che io, per la prossima mossa, mi aspetto di conoscere qualcosa di più sul fratello dell’oscuro protagonista.
    Buona domenica. 🙂

    • Ciao Six Pistols, intanto grazie davvero del commento e delle belle parole , premetto che questo è stato un mio esperimento così per divertirmi e per fare un pò di allenamento anche nella scrittura . Cerco di chiarirti qualcosa di quello che mi hai segnalato , allora per quanto riguarda la ragazza, era un figura che ho usato per far capire anche un altro lato del carattere del personaggio numero Uno , ed avendo il limite di 5000 caratteri ho cercato di fare del mio meglio . Sulle parole Capirmi e Comprendermi , invece , io la vedo in maniera differente , è vero che sono sinonimi ma a mio modo di vedere hanno due pesi diversi . Poi sulla Visione che si Pratica , volevo intendere la visione di giustizia che pratica un avvocato , però sì questo avrei forse potuto metterlo meglio ti dò ragione come anche sulle D eufoniche , che purtroppo quando scrivo mi vengono naturali ma devo lavorarci. Spero di averti chiarito qualcosa in più , grazie mille ancora 😊

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