Ho paura di chiederti ‘chi sei’?

Dove eravamo rimasti?

Era veramente mia sorella? Io non ho una sorella. (50%)

Le bambole dai capelli strani

Questa voce era molto femminile ma non ero convinto fosse veramente una donna visto la precedente esperienza. Mia sorella era morta ormai da 6 anni e ancora ogni volta che sentivo delle chiavi aprire la porta di casa e una voce che non fosse quella profonda e rauca di mio padre nel mio cuore si accendeva la speranza che fosse lei. Uscii dal bagno non prima di essermi messo delle forbici nel taschino del pigiama e guardai verso l’uscio di casa. Era effettivamente una ragazza ma sicuramente non stava bene. Aveva il viso scavato e delle occhiaie che sembravano disegnate.  Aveva dei capelli biondi finissimi e ricci come la ‘madre’ che ancora fischiava e canticchiava in cucina. Sicuramente non stava bene e probabilmente era sotto stupefacenti. Incrociammo lo sguardo e con grande rabbia si scagliò verso di me ma cadendo sul tappeto sbattè la bocca sul mobile del salotto sanguinando copiosamente. Io rimasi paralizzato qualche secondo indeciso sull’aiutarla o meno. Invece arrivo urlando la ‘madre’ dalla cucina:

“Brutta stronza! Hai sporcato di nuovo il mio tappeto!”

Cominciò a prenderla a calci nella pancia e poi sulla testa mentre ormai la ragazza non dava più nessun segno di vita.

Corsi nuovamente via sentendo ancora in lontananza il rumore sordo dei calci che colpivano quel corpo inerme e spento. Mi infilai nella camera da letto di mia sorella e mi chiusi a chiave piangendo. Mi sedetti per terra con le spalle al muro mettendo la testa fra le ginocchia. 

Non ero più entrato in quella stanza dal giorno in cui era morta mia sorella. Subito fui avvolto da una grande malinconia e sentii il cuore stringersi per la sua mancanza. La luce era spenta ma dalle fessure della saracinesca filtrava abbastanza sole da poter guardare attorno a me.

Vidi tutte le bambole di mia sorella, saranno state una quindicina. Mia sorella amava quelle bambole, ogni giorno le puliva e le pettinava i capelli meticolosamente. Mi avvicinai a loro e notai qualcosa di strano. Due delle bambole, quelle più vecchie, non avevano i capelli biondi arruffati che di solito le contraddistinguono. Ne presi una in mano e oltre ad essere dei capelli neri corvino avevano uno strano odore. C’era del sangue sulla testa di quella bambola e quei capelli erano capelli di una persona. Urlai e gettai la bambola dall’altra parte della stanza. Ad un tratto sentii pungermi il petto e vidi che le forbici che avevo preso per difendermi mi erano entrate nella carne. Il mio pigiama cominciò a tingersi di rosso. Stavo provando a fermare il sangue che anche se poco che continuava ad uscire quando dei percepii dei passi verso quella stanza che si fermarono davanti alla porta. 

“Amore che cosa fai? Tua sorella ha fatto un casino di là e ho dovuto ripulire tutto. Non avrai mica sporcato lì dentro, vero? Quella stanza deve rimanere intonsa e tu sai quanto fastidio mi dia anche solo un po’ di polvere.”

Mi si gelò il sangue e per la prima volta decisi di rispondere. Avrei assecondato la pazzia di quella persona.

“No mamma tranquilla, stavo solo cercando un libro che non trovavo.”

“Allora esci subito o sarò costretta ad entrare e controllare di persona che non hai fatto danni.”

La paura aumentò e l’ansia cominciò a pervadermi, Ero in trappola in casa mia con una persona pazza che non conoscevo. Cominciai a tremare mentre sentivo dei colpi infrangersi sulla porta. Stava per entrare…

Cosa avrebbe dovuto fare?

  • Bloccare la porta con una sedia e provare ad uscire dalla finestra dove avrebbe potuto chiedere aiuto. (38%)
    38
  • Aspettare che entrasse provando ad infilare con forza le forbici nel suo collo per poi scappare. (13%)
    13
  • Comportarsi come un bimbo, piangendo e cercando di essere rassicurato dall'istinto materno per evitare di essere ucciso. (50%)
    50

Voti totali: 8

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13 Commenti

  1. Comportarmi come un bimbo è quello che proverei a fare io.
    Ciao, LupoSardo. Un’atmosfera piuttosto surreale, o forse decisamente onirica. In effetti in più passaggi ho avuto l’impressione di assistere a un sogno, un po’ per la reazione abbastanza blanda del protagonista, un po’ per alcune incoerenze, tipo quando il protagonista immagina che alla porta ci sia la sorella, salvo ricordare che è morta da tempo. Soprattutto nel primo capitolo ci sono alcune ripetizioni che appesantiscono la lettura (mi sentii strano… questo era molto strano, si girò di scatto… si rigirò di scatto), mentre nel secondo capitolo, sul finale è un fioccare di quell/o/i/e: una maggiore ricchezza del linguaggio e dei costrutti spesso rende più interessante e scorrevole la lettura.
    Ciao, a presto

  2. Fosse per me scapperei a gambe levate quindi voto per quella opzione 😀
    La tua storia mi piace, ma proprio per questo ti suggerirei di dedicare un po’ più di tempo a rilettura e “post-produzione”, perchè c’è qualche sbavatura che durante la lettura dà un po’ fastidio, nulla di grave ma ti basterebbe poco per correggere piccoli refusi, ripetizioni e cose del genere 🙂

  3. Ciao LupoSordo,
    mi piacciono gli horror e se ne arriva uno nuovo vado a dare una letta, per vedere di che si tratta. Il tuo mi pare interessante, anche se “la nuova mamma”, non so perchè, mi fa venire in mente Barney Gumble vestito da donna… Ho notato qualche refuso, ma poca roba. Questo racconto lo stai scrivendo volta per volta o parte da una storia già scritta?
    Ho scelto la sorella, anche perchè le altre due opzioni mi paiono poco probabili: se non avesse una sorella perchè dovrebbe pensare che sia lei a parlare e se, invece, si trattasse di un uomo dubito, come successo per la madre, che ne confonderebbe la voce.
    Comunque aspetto di sapere come continua.
    Alla prossima!

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