I passi di Hermes

Dove eravamo rimasti?

Quale decisione prenderà Hermes? Hermes organizza un accampamento nel punto in cui si trova. Prova ad accendere un fuoco per scaldarsi . (100%)

Fuoco

Hermes era esausto ed infreddolito. Tra le poche cose che s’era portato c’erano dei fiammiferi. Si guardò intorno in cerca di qualche ramo secco e si rese presto conto che sarebbe stato difficile trovare abbastanza legna per tenere il fuoco vivo tutta la notte.  

Dopo aver racimolato pigne, foglie e rami tentò l’accensione. Fallì un paio di volte ma dopo il terzo fiammifero una piccola lingua di fuoco annunciò la vittoria di Hermes. Questi sollevato si mise a soffiare dolcemente tra la legna per incoraggiare le fiamme. Le osservò danzare, era felice di avere quella luce a fargli compagnia. Si rese conto che da quando era partito fino a quel momento, non aveva ancora avuto il tempo di pensare. In testa aveva molte cose, si sentiva piccolo e impotente, proprio come prima di decidere di andarsene dal suo caro paesello. Si accese la piccola pipa che s’era portato.  

“Sono così stanco. Mi sento il fiato corto, un peso sul petto. Vorrei fuggire eppure non ci riesco. Vorrei essere libero ma sono bloccato da catene invisibili, nella mia testa. Vorrei una pausa, ma so che comunque il tempo non si fermerà. Sono stufo, ma voglio continuare a vivere. Mi sento solo anche quando non lo sono. Faccio fatica quando tutto potrebbe essere così semplice. Eppure le soluzioni mi sfiorano, ma non riesco a coglierle.” 

Il fuoco era ipnotizzante, tra le fiamme gli pareva di intravedere delle scene della sua vita, momenti semplici, come la mamma che cucina, le mucche al pascolo, il nonno che zappa l’orto e gli grida: “Ragazzo! Vieni a dare una mano al tuo povero nonno!” Avrebbe voluto poter entrare nel fuoco e raggiungerlo. Si sentiva la faccia bollente. Improvvisamente si rese conto di avere il viso vicinissimo alle fiamme, si allontanò di scatto. Era un po’inquietato da ciò che era appena successo. Scrutò a lungo il buio attorno a sé come convinto di poter trovare un responsabile a quella strana alterazione. Non vide niente e nessuno, non vi erano rumori oltre gli scoppiettii della legna. L’aria era profumata dalla resina rilasciata dalle pigne che bruciavano. Il cielo era stellato. 

Mentre guardava in alto si mise di nuovo a pensare. “Mannaggia vorrei tanto sapere perché la malinconia la notte diventa più forte. Forse perché i rumori del giorno cessano e i propri pensieri diventano più risoluti. Chissà mia madre. Sarà così in preoccupata, avrei dovuto dirglielo.” i suoi occhi erano umidi e brillavano leggermente alla luce delle stelle.  

Qualcosa strisciava vicino al fuoco. Una piccola ombra nera e viscida si avvicinava ad Hermes, quando lui la vide essa si fermò, dei piccoli occhi sporgenti lo fissavano. Il suo corpo era sorretto da tozze zampe e la coda piuttosto corta. La testolina era sollevata e immobile. Il fuoco la illuminava a tratti, la sua pelle era nera e umida. Lo sguardo però era pacifico, non come quello della vipera che aveva incontrato tra le rocce. Hermes capì che quella doveva essere una salamandra, e ne fu felice. Si raggomitolò per tenersi caldo e si addormentò guardandola. Mentre dormiva il fuoco si spense e la bestiolina rimase nei paraggi a curiosare tra le foglie in cerca di qualche lombrico.  

Quando si destò il cielo era chiaro e dei timidi raggi di sole facevano capolino tra le creste delle montagne. Aveva fatto uno strano sogno, c’era la salamandra, ma questa volta era plasmata dal fuoco, proprio come suo nonno la sera prima, e addirittura parlava, invitandolo a seguirla. Era divertito dal sogno e non gli diede alcun peso. Anche perché il suo pensiero più grande era trovare del cibo. Era molto affamato. Sapeva che lungo quel sentiero prima o poi doveva esserci come una biforcazione e una strada portava ad una capanna che ospitava i viandanti. Era là che doveva andare, il prima possibile, la sua vista era già un po’ offuscata, non era abituato a digiunare. Si mise in cammino e non molto tempo dopo s’imbatté nel bivio. Vi era un piccolo cartello che indicava che il rifugio Leit distava solo una mezz’ora a piedi. Sospirando si sedette un attimo a riprendere fiato. Davanti a lui tra le foglie si muoveva qualcosa, sbucò la salamandra! Che fosse quella della sera prima Hermes non ne aveva idea.  

Cosa succederà all'affamato Hermes?

  • Hermes confuso dalla fame decide di inseguire la misteriosa salamandra. (100%)
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  • Hermes fa un ultimo sforzo e raggiunge il rifugio. Scoprirà se sarà aperto o chiuso. (0%)
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  • Hermes è debole e sviene al bivio, qualcuno lo troverà e lo porterà via con sé (0%)
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4 Commenti

  1. Ciao
    La montagna, il bosco, rumori, animali striscianti, profumi… Un’atmosfera che può ambientare un’avventura fantasy o fiabesca.Hermes…( messaggero degli Dei ) il nostro eroe che lascia il villaggio e si mette alla prova 🙂
    Ho notato qualche ripetizione, per esempio si rese conto, potrebbe essere sostituito con “si accorse”
    Insegue la salamandra

  2. Con l’oscurità, io propenderei per il bivacco e un fuoco.
    Suggestivo il tuo incipit, con un’atmosfera un po’ fiabesca, tra vegetazione, rocce e ruscelli. Ci si aspetta un’apparizione magica da un momento all’altro, o forse no. Mi piace.
    i soli consigli che mi sento di darti è di andare un po’ più spesso a capo, che aiuta sempre la leggibilità e magari di ridurre un po’ l’uso degli avverbi perché sono davvero tanti (infatti, inoltre, quindi, lentamente, rapidamente…): è un buon consiglio che ho spesso ricevuto e condivido 🙂
    Un’ultima annotazione: non è un vero errore, ma, nell’uso, per la preposizione si usa “al di là”, la forma tutta attaccata “aldilà” invece indica l’Aldilà, l’oltretomba, gli inferi, eccetera.
    Scusa le mie pignolerie, benvenuta sul sito 🙂

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