I passi di Hermes

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà all'affamato Hermes? Hermes confuso dalla fame decide di inseguire la misteriosa salamandra. (100%)

Fame

Il piccolo anfibio sembrava fissarlo negli occhi. Hermes s’incuriosì alla vista di quel piccoletto. Entrambi immobili come in un duello, ansiosi di vedere chi avrebbe fatto la prima mossa.

Ed ecco che la salamandra prese a camminare. Era goffa e lenta. Il ragazzo con la mente alterata dal senso di fame si fece attirare da quella creatura, seguendola tra i cespugli. Dopo poco meno di dieci minuti si ritrovò in una zona pianeggiante e leggermente paludosa.

C’erano delle buche melmose che si nascondevano fin troppo bene tra l’erba alta e proprio una di queste lo fece inciampare e cadere prono come un sacco di patate. La sua faccia finì a pochi centimetri dalla coda della salamandra che , un po’ seccata, fece un breve scatto in avanti. Ora Hermes, da quella nuova prospettiva, notò finalmente la cascina che prima aveva ignorato perché aveva tenuto lo sguardo basso sulla bestiola.

Si trattava di un piccolo edificio in sasso, aveva una finestrella sul davanti e la porta in legno, scurita dal tempo, era spalancata. Dentro si intravedeva un piccolo focolaio con della brace accesa. Da un pentolino di rame, appeso ad una catena, si sprigionava il profumo di un minestrone. Questo odore raggiunse Hermes che, già in parte saziato da questa visione, si rimise in piedi e si fiondò all’interno della cascina deserta.

Senza pensarci afferrò il contenitore più vicino, una ciotola di legno, e vi ci versò quella zuppa che gli pareva così invitante. Trovò un cucchiaio e  si sedette su uno sgabello a divorare quel pasto tanto atteso. Un piatto saporito, c’erano perlopiù patate e rape ma il brodo era arricchito con delle bacche di ginepro e dei pezzetti di pancetta.

Quando finalmente la sua fame fu placata e cominciò a mandar giù minestra solo per golosità, iniziò anche a guardarsi in giro. Oltre allo sgabello su cui stava c’era una panca e un tavolo di legno. Una vecchia scala a pioli portava ad un soppalco, dove probabilmete stava una branda. Le pareti erano spoglie, solo un piccolo specchietto, era appeso alla bell’e meglio sopra la panca. Sulle travi di legno che reggevano il tetto c’erano diversi chiodi a cui erano appesi dei sacchi . È probabile che fossero le provviste messe al riparo dai topi. In un angolo giacevano una scopa di paglia e un baule.

Finito di mangiare si sentì un po’ in colpa per essersi intrufolato così in casa di qualcuno e aver rubato quel buon cibo. Per un attimo poi si domandò se fosse stato un caso che seguendo la salamandra fosse finito proprio lì. Nemmeno mezz’ora prima era sul punto di svenire solo al pensiero di dover camminare fino al rifugio Leit a stomaco vuoto. Ora invece si sentiva bene e al sicuro, in quella casetta. Si accese la pipa ed il fumo profumato presto inondò quel luogo, seppur povero così accogliente.

In lontananza qualcuno fischiettava allegramente. La melodia si faceva sempre più vicina, ma Hermes, da dentro la cascina, ancora non poteva sentirla.

A fischiare era un uomo basso e magro, dalla barba e i capelli canuti. Degli spessi occhiali rotondi poggiavano su un grosso naso tondeggiante. Lo sguardo severo, ma sereno, di un uomo che ne ha passate tante. Intento a trascinare un fascio di legna, ignorava che qualcuno potesse averlo privato della sua sostanziosa colazione.

A cosa porterà quel fischiettio in lontananza?

  • Ancora una volta la salamandra compare e "invita" Hermes a seguirla.Lui pur sentendosi un po' sciocco decide di lasciarsi guidare. (50%)
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  • Hermes sente il fischiettio avvicinarsi e preso da un misto di vergogna e timore decide di fuggire nella direzione da cui era venuto. (0%)
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  • L'uomo che fischietta arriva alla cascina e scopre che qualcuno si è mangiato la sua minestra. Turbato e incurosito si rivolge ad Hermes. (50%)
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8 Commenti

  1. Uhm… Nelle fiabe non è sempre una bella idea spazzolare del cibo apparentemente abbandonato a se stesso: le cose possono finire molto male!
    Mi incuriosisce il tizio che fischietta, ma Hermes non mi sembra propenso a fermarsi per fare conversazione. Diciamo che segue ancora la Salamandra?

  2. Ero un po’ indecisa sulla scelta, ma alla fine ho optato per fare rimanere Hermes: che il ladruncolo affronti il suo destino!
    È un peccato che la tua storia abbia così poche visualizzazioni: mi dà venire voglia di andare in montagna… Commenti le storie degli altri per farti conoscere e ottenere un po’ di visibilità?

  3. Ciao
    La montagna, il bosco, rumori, animali striscianti, profumi… Un’atmosfera che può ambientare un’avventura fantasy o fiabesca.Hermes…( messaggero degli Dei ) il nostro eroe che lascia il villaggio e si mette alla prova 🙂
    Ho notato qualche ripetizione, per esempio si rese conto, potrebbe essere sostituito con “si accorse”
    Insegue la salamandra

  4. Con l’oscurità, io propenderei per il bivacco e un fuoco.
    Suggestivo il tuo incipit, con un’atmosfera un po’ fiabesca, tra vegetazione, rocce e ruscelli. Ci si aspetta un’apparizione magica da un momento all’altro, o forse no. Mi piace.
    i soli consigli che mi sento di darti è di andare un po’ più spesso a capo, che aiuta sempre la leggibilità e magari di ridurre un po’ l’uso degli avverbi perché sono davvero tanti (infatti, inoltre, quindi, lentamente, rapidamente…): è un buon consiglio che ho spesso ricevuto e condivido 🙂
    Un’ultima annotazione: non è un vero errore, ma, nell’uso, per la preposizione si usa “al di là”, la forma tutta attaccata “aldilà” invece indica l’Aldilà, l’oltretomba, gli inferi, eccetera.
    Scusa le mie pignolerie, benvenuta sul sito 🙂

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