Il senso che non c’è

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà? Il ragazzo trova degli indizi sui vecchi proprietari dell'abitazione. (50%)

Allo scoperto.

-E’ qui?-

-Si. Vedrete, vi piacerà. E’ della mia famiglia da secoli ma col passare del tempo i miei l’hanno curata sempre meno ed è diventata così. Mi dispiace molto, è una bellissima casa, poi è intrisa di storia…- Sentì una voce provenire dall’esterno che non mi suonava completamente nuova. Allarmato mi nascosi e rimasi in attesa di vedere qualcuno entrare.

-Marta, è veramente bella.-

-Lo so.- rispose la voce compiaciuta. Sentendo quel nome mi allarmai ulteriormente. Era lo stesso nome che avevo udito prima di incontrare quei  ragazzi.

-C’è una grande piscina sul retro, vorrei farla restaurare così magari questa estate veniamo a farci il bagno qui.-

-Sarebbe bellissimo!- esclamarono altre due voci in coro. “Sono i ragazzi di prima” pensai. Ormai non avevo più dubbi ed ero deciso più di prima a non farmi scoprire.

-Venite vi faccio vedere l’interno. Può sembrare un rudere dall’esterno, ma vi assicuro che rimarrete affascinati.-

Mi rannicchiai ancora di più nel mio nascondiglio dietro un grande mobile ricoperto da secoli di polvere e muffa distanziato dal muro, nel salone principale e rimasi in ascolto.

Sentii i ragazzi entrare.

-Eccoci.-

-Cavolo! Questo posto è immenso.-

-E siamo solo nel salone…-

-Marta, è bellissimo. Questi quadri avranno secoli… e quel lampadario è stupendo…-

Oh no. Non adesso, ti prego.”  Il mio naso aveva cominciato a  pizzicare. Non potevo permettere che la mia allergia mi facesse scoprire. Tentai di trattenermi, ma proprio mentre i ragazzi si stavano allontanando per entrare in un’altra stanza… li sentii sussultare dallo spavento al mio starnuto.

-C… c’è qualcuno? N…non vogliamo cacciarti, vieni fuori.-

Rimasi nel mio angolino, in silenzio a meditare su cosa dire. Non potevo certo ordinargli di andare via, la casa era di uno di loro, così decisi rassegnato e controvoglia di uscire alle scoperto.

-Sei tu… Hai dormito qui stanotte?- Mi chiese stupita la ragazza che aveva parlato fino a quel momento quando mi vide. Annuii.

-Ora lasciatemi in pace. Tolgo il disturbo.- feci per andarmene, ma il ragazzo mi afferrò il braccio con forza. Mi girai spaventato cercando di divincolarmi dalla presa, il ragazzo mi lasciò andare, alzò le mani in segno di resa e disse.: -Non voglio farti male.-

-Se ti serve un posto in cui stare puoi rimanere.- disse la ragazza alle sue spalle. –I miei nemmeno si ricordano dell’esistenza di questa casa, almeno viene sfruttata…-

Rimasi a riflettere qualche secondo poi capii di non aver altra scelta se non quella di accettare.

-Grazie.-

-Se hai bisogno di qualcosa noi ci siamo, ma non possiamo aiutarti fino in fondo se non sappiamo nulla di te.- mi sorrise, io rimasi a guardarla in silenzio, non avevo intenzione di parlare.

-Va bene, comincio io. Mi chiamo Marta, loro sono Aurora e Luigi.- Marta fece cenno ad Aurora di avvicinarsi.

Lei mi tese la mano, io la strinsi.

-Non so cosa ti sia successo ma nei tuoi occhi leggo sofferenza, la stessa che fino a qualche tempo fa si poteva leggere nei miei…fino a prima che incontrassi loro due. So che in questo momento sei convinto che nessuno possa capire quello che stai passando e probabilmente hai anche ragione, ma ciò non significa che nessuno possa aiutarti. Raccontaci ciò che ti è accaduto e tenteremo di farlo noi.-

Cosa farà il ragazzo?

  • Accetterà di farsi aiutare in parte ma si rifiuterà di raccontare cosa gli è accaduto. (50%)
    50
  • Mentirà e inventerà una storia pur di non dire la verità. (0%)
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  • Racconterà la sua storia senza esitare. (50%)
    50
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