La Compagnia

Agguato sui tetti

Nel mirino del fucile era inquadrata la finestra del 12esimo piano del palazzo di fronte, oltre il viale alberato. L’uomo in accappatoio era comodamente seduto in poltrona, le luci soffuse delle lampade a terra lo illuminavano fiocamente. Aveva in mano un calice e sul tavolino basso, la bottiglia di vino e un secondo calice. si girò verso destra, probabilmente attirato dal suono del campanello, perchè buttò giù un sorso di vino e posato il calice si diresse verso la porta. Quando rientrò nella visuale, non era più da solo. Capelli neri ondulati, un cappello in testa a falda larga. Il vestito aderente, quasi una seconda pelle. Camminava facendo ondeggiare il vestito, fino a portarsi di spalle alla finestra. 

Dalla sua posizione di controllo, Neiro lasciò uscire il fiato in uno sbuffo. Tutto era scivolato via nel giro di pochi istanti. Continuò per spirito di osservazione a seguire quella vicenda, il suo lavoro sarebbe stato rimandato a future..rimise a fuoco le immagini.

La donna stava frugando nella piccola borsetta che aveva abbinata all’abito, l’uomo sembrava preso da tutt’altro.

Lei gli si avvicinò, lo baciò sul collo scoperto, lui fece per afferrarla. Tutto precipitò l’attimo successivo..

Qualcosa di luminoso fece comparsa nelle mani di lei..lui non sembrava accorgersi di nulla, tranne dei suoi baci. L’uomo si irrigidì, fece il gesto di spingerla indietro, la mano sinistra sul collo..stava parlando o urlando non capiva. Si alzò in piedi e le gambe non lo ressero. cadde lungo sul tavolino, facendo cadere la bottiglia e i calici assieme. La donna si tenne indietro, limitandosi a osservare la scena. Aspettava e aspettava ancora.

L’uomo a terra non si mosse più. Neiro imprecò in silenzio, qualcun’altro era sulle tracce del suo compito? si chiese. Perchè dare un doppio incarico per..la donna che fino a quel momento non si era mai girata verso la finestra, lo fece. Non per guardare in basso, no. Scostò la testa dal mirino, tornò ad appoggiare l’occhio. La donna guardava nella sua direzione.

Si tolse dalla posizione smontando il fucile nei tre pezzi. Sapeva che era li, da qualche parte sul tetto del palazzo in ristrutturazione. Conosceva le sue intezioni, il suo compito. Risultato finale era che, si trattava di una trappola nei suoi confronti. E non era da sola.

Il suono ovattato di passi leggeri, quasi come i suoi. Due diversi suoni. Si mise lo zaino in spalla e tenendosi sotto il bordo del cornicione scivolò fra le ombre più scure, finendo per scomparire.

Il primo dei due uomini arrivò dalla scala antincendio. Indossava un cappuccio che gli lasciava fuori solo gli occhi. Cautamente si guardò in giro alla sua ricerca. Il secondo comparve dalla porta delle scale interne.

Neiro appena il primo dei due si volse per inquadrare il secondo gli si lanciò addosso. Lo afferrò per le gambe facendolo cadere indietro abbastanza seccamente da farli battere la testa tramortendolo. Il secondo uomo non perse tempo a lottare. tirò fuori la pistola munita di silenziatore e aprì il fuoco, incurante del suo collega. 

Scaricò dieci colpi. Sette raggiunsero il primo uomo. Neiro li contò prima di rialzarsi e lanciarsi sull’altro. L’uomo fece per sparare, ma la pistola suonò a vuoto. Il calcio lo colpì al basso ventre e quando questi si piegò su se stesso un pugno al mento lo mandò a terra inerme. Prese fiato, mentre il suo istinto continuava a dirgli che era stato troppo facile con quei due.

Il colpo lo raggiunse alla spalla sinistra gettandolo in avanti, fino a quasi levargli il fiato. Il dolore esplose in tutto il braccio. Si abbassò di colpo e sentì chiaramente lo spostamento d’aria di un secondo colpo esattamente dove si era trovato prima. rotolò sul pavimento duro di cemento del piano. Vide di sfuggita il terzo uomo, cercò di riprendere fiato dietro al cordolo di un camino.

Il braccio sinistro si muoveva, non c’era niente di rotto, ma quasi non riusciva ad alzare la spalla. Per andarsene da li doveva superarlo.

Strinse i denti e si tolse lo zaino dalle spalle. Due colpi centrarono il cemento sopra la sua testa. Gettò lo zaino oltre il suo riparo, l’uomo colpì in quella direzione. Si affacciò e lanciò il coltello. L’uomo grugnì nel ricevere l’arma, riparandosi con le braccia e fu allora che Neiro si lanciò su di lui. 

Gli sembrò di andare addosso ad un muro. L’uomo fece appena un mezzo passo indietro, unì le mani a pugno e colpì Neiro esposto tra le scapole mandandolo al tappeto.

Tossì e sputacchio mentre il nero rischiava di avvolgerlo, non doveva perdere i sensi. Si morse il labbro fino a sanguinare. L’uomo lo afferrò per la collottola e lo tirò in piedi alla sua altezza, occhi negli occhi. “Qui finisce la tua carriera” gli disse l’altro. Neiro gli sputò in faccia, centrandolo nell’occhio. Aveva scorto il coltello, lo aveva afferrato e mentre l’uomo si portò la mano alla faccia, Neiro estrasse l’arma dal braccio del sicario e gliela piantò alla base del collo. Il sicario sgranò gli occhi totalmente sorpreso, poi crollò a terra sopra di lui 

Cosa succede ora?

  • Chi è la donna? (0%)
    0
  • Neiro riesce a scappare? (50%)
    50
  • Uno dei sicari è ancora vivo? (50%)
    50
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7 Commenti

  1. Ciao Markoor,
    ho notato un nuovo episodio pubblicato e sono venuta a dare un’occhiata. Sicuramente riesci a creare suspense, tuttavia vorrei farti notare – a grandi linee, perché non ricordo tutto, trattandosi di quattro capitoli – un paio di cose che, a mio parere, disturbano la lettura. Parlo delle ripetizioni, ne fai largo uso, probabilmente dipende da distrazione, magari potresti rileggere ad alta voce, o farlo fare al programma del tuo computer, per scovare ripetizioni di sorta. Mi è anche parso strano che la ragazza a cui il protagonista ruba l’auto con la quale si dà alla fuga sia proprio un agente dell’Interpol… come dicono gli innumerevoli libri sulla scrittura creativa e i corsi on line che mi sono sciroppata, le coincidenze in letteratura non esistono. Attenzione anche ai doppi punti esclamativi e/o interrogativi alla fine delle frasi, non valgono neanche quelli 😉
    Dici che hai fatto un giro tra gli altri racconti e hai visto che sono molto più frequentati del tuo… ma hai anche provato a commentarli quei racconti? Sai io cosa ho fatto appena arrivata su questa piattaforma? Magari neanche ti interessa, ma serve a spiegarti cosa intendo: ho fatto un giro degli altri racconti, ho scelto quelli che più mi piacevano e li ho commentati (io per prima, senza aspettare che venissero loro da me per poi commentare solo chi era passato). Il mio primo racconto “Eddie” ha ricevuto una settantina di commenti e un mare di preziosi consigli e critiche. E così è stato per tutti gli altri racconti. E in un anno e mezzo di permanenza qui sono cresciuta e ho imparato tantissimo. Perciò se vuoi che gli altri ti leggano e ti aiutino a migliorare (perché questo dovrebbe essere lo scopo di questo sito) LEGGI, leggi e commenta. Non limitarti a un paio di battute per far vedere che ci sei. Leggi con cura e racconta cosa ti è piaciuto e cosa avresti scritto diversamente. Se noti errori, falli notare a chi ha scritto, che magari non se ne è accorto…
    Fidati, non è il caso di lasciar perdere è invece il caso di cominciare a mettersi in gioco.
    E con questo “pippone” immane (spero mi perdonerai) ti lascio e ti auguro una buonissima domenica.
    Alla prossima!
    p.s. i miei sono consigli spassionati, fanne quello che credi 🙂

    • Grazie Keziarica e benvenuta/o a bordo di questa avventura.
      Faccio tesoro dei tuoi consigli e suggerimenti. : )
      Io non uso programmi di scrittura e i capitoli che scrivo sono spesso all’impronta. Ho un canovaccio base con varie ipotesi che poi sfociano anche nelle domanda che il programma consente. Lo faccio per divertimento, quindi qualche errore può esserci. : ) E come hai compreso le coincidenze non esistono, tutto fa parte della storia… : )
      Ho scoperto Theincipit da pochi mesi. Sto leggendo, quando ho tempo, le altre storie. Qualche volta commento, spesso no, su questo hai ragione, sarò limitato, ma alcune volte proprio non ci riesco, per rispetto di chi si è impegnato a creare qualcosa. : )
      GRAZIE e buon lavoro a te

  2. Ciao, Markoor,
    ci catapulti in un film d’azione classico: un sicario “incastrato” da altri sicari, scene di lotta tra cornicioni e scale antincendio, l’immancabile la femme fatale. Sulla vicenda non ho nulla da dire: seguo nella curiosità di vedere chi vuole morto Neiro e perché. Ho votato perché un sicario sia ancora vivo, magari potrà darci delle informazioni.
    Sulla forma, ho notato un paio di cosette, te le segnalo, poi tu ne fai quello che vuoi, tanto siamo tutti qui per divertirci 🙂
    La prima non è un’osservazione ma una domanda? Perché hai scritto la prima frase al passivo? “Il mirino del fucile inquadrava la finestra…” non era più immediata? Ma è solo una questione di gusti, immagino.
    “il suo lavoro sarebbe stato rimandato a future”: non l’avevo mai sentita l’espressione ” a future”
    “Qualcosa di luminoso fece comparsa nelle mani di lei..”: comparve, spuntò, apparve. Fece comparsa suona male.
    “qualcun’altro era sulle tracce del suo compito? si chiese.”: qualcun altro senza apostrofo. (Magari avrei anche messo “target” o “obiettivo” più che compito, che poi lo usi anche dopo, eviti la ripetizione). Ma soprattutto, la domanda indiretta non puoi scriverla così: dovrebbe essere “si chiese se qualcun altro fosse sulle tracce del suo compito”, senza il punto interrogativo.
    ” appena il primo dei due si volse per inquadrare il secondo”: qui non ho capito il senso di inquadrare. Cercava il complice con gli occhi?

    L’ultima annotazione che posso farti è che hai usato troppi puntini, particolarmente nella prima parte. Secondo me gli unici davvero giustificati sono quelli in cui Neiro sta chiedendosi che senso abbia dare un doppio incarico di eliminare qualcuno ed è interrotto dallo sguardo della donna e capisce di essere in pericolo. Però i puntini di sospensione devono essere 3, per essere corretti non 2.
    La scena della colluttazione è ben gestita, mi è piaciuta, è concitata, si legge con pathos, un finale di capitolo che dà voglia di leggere il seguito.
    Spero che le mie osservazioni non ti dispiacciano: è uno dei motivi di interesse dei siti di scrittura, scambiare consigli e reazioni.
    A rileggerti

    • Grazie per le tue precise ed attente osservazioni, Six Pistols.
      Primo errore non averlo riletto, se lo avessi fatto probabilmente lo avrei modificato altre tre, quattro volte, prima di pubblicarlo. Hai ragione troppo e mal gestiti i finti puntini di sospensione, alla fine rubano spazio alle parole.
      La frase “Tutto era scivolato via…rimandato a future…” doveva rappresentare il pensiero di Neiro che si interrompe bruscamente su “future” per riposizionarsi sul mirino e sul suo obiettivo. Chiaramente lo sapevo io, ma non sono riuscito a renderlo tale anche agli altri.
      Ancora grazie per avermi dedicato del tempo. A presto con il secondo capitolo!!

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