La Compagnia

Dove eravamo rimasti?

Elys, chi è? La donna gli fa il gesto della pistola (100%)

Attentato

“Sali che li prendiamo!”, quasi le urlò l’uomo dal sedile di guida. Lei sorrideva divertita facendo il gesto di sparare con la mano attraverso l’abitacolo dell’auto in transito. Quanto era stato stupido passare proprio li davanti. pensò ancora lei seguendo con lo sguardo l’auto che si allontanava nel traffico. “Non faremo nulla di simile!” disse invece all’uomo salendo dal lato passeggero. “Ora andremo alla sede, magari prima dell’arrivo della polizia”. L’uomo borbottò qualcosa, ma fece quanto gli era stato ordinato da lei.

Lasciarono il centro abitato di Pasìe inoltrandosi nella calma campagna aperta e ipercoltivata. La strada era un lungo rettilineo ampio, qua e la si vedevano cascine isolate o qualche agglomerato più vasto. Elys si era dimostrata una abile pilota nel traffico cittadino, conosceva le strade e aveva fatto in fretta ad uscire dalla città. Mentre macinavano chilometri, lui rivisse quegli istanti di contatto diretto. L’altra donna era al centro dei suoi interessi, ora. Per scoprire qualcosa di quello che gli stava accadendo, doveva mettere le mani su di lei.

L’auto rallentò riportandolo alla realtà, avvicinandosi ad una area di servizio. “Devo fare gasolio”, spiegò lei attraverso lo specchietto. “O preferisci spingere?”.

“Hai ancora parecchia autonomia, prima di arrivare a spingere, Elys e Castle Way non è così lontano. Torna in corsia e continua a guidare”.

“Ecco dove siamo diretti allora, Castle Way. Almeno lo abbiamo un luogo di arrivo. Poi cosa farai? Mi legherai da qualche parte? Mi ucciderai?”.

“Chi sei?” le chiese stancamente, già intuendo la risposta.

“Ti sei messo in un mare di guai, lo sai?”.

“Credimi se ti dico che lo sapevo già prima di trascinarti in questa storia, Elys. Polizia, forze speciali?”.

“Interpool. Capitano Elys Marriuna, ora per non aggravare la tua situazione ti consiglio di lasciarti arrestare. Ho acceso il segnale di pericolo di quest’auto, ci stanno seguendo passo passo dalla centrale”.

“Che diavolo hai fatto?!” imprecò lui schizzando in avanti e guardando lo schermo del cruscotto. Il segnale Gps era attivo. Lui imprecò. L’auto rallentò ancora fermandosi nell’area di servizio lontano da tutti in sicurezza come Elys sapeva di dover fare. Lei interpretò la sua reazione come di paura. “Non è accaduto niente di irreparabile, a parte il rapimento di un agente. arrenditi e non aggraverai la tua situazione!”.

“Tu…tu non puoi capire cosa…”, cominciò lui, si guardava attorno incerto.

Accadde tutto in velocità.

Lui slacciò la cintura di lei davanti, spalancò la portiera, uscì, spalancò la portiera di lei e la tirò fuori praticamente di peso, mentre lei cercava di divincolarsi, certa lei, di essere la sua prossima vittima. “A terra!” le urlò scaraventandola a terra e coprendola con il proprio corpo, dietro alla parete di cemento della pensilina.

La deflagrazione investì l’auto pochi istanti dopo travolgendo il muro che franò loro addoso ricoprendoli. La copertura di metallo della pensilina volò via sulle altre auto parcheggiate, la gente venne gettata a terra, ci furono vetri infranti, antifurti impazziti, gente che urlava terrorizzata.

Il fumo denso e nero si innalzò a colonna. L’uomo fece segno al pilota di effettuare un secondo giro. Non potevano fermarsi di più. “Obiettivo centrato” disse alla radio l’uomo. “Andiamo via” comunicò al pilota.

Buio. I polmoni sembravano di piombo, l’aria talmente densa e carica di polvere. Cercò di tossire, tutto il suo corpo era squassato dal tremito e dal peso che le gravava addosso. I rumori erano ovattati, Aveva gli occhi serrati, cercò di aprirli, uno sprazzo di luce da un angolo della sua visuale, illuminava una testa direttamente sopra di lei. Era quell’uomo? Era sopravvissuta ad una esplosione? Il buio tornò a chiudersi su di lei.

“Un attentato?!”, Danner Holma, sergente di lungo corso guardò il collega.

“A quanto pare. Abbiamo anche il proclama, fresco fresco da internet” e Ben Mill, gli mostrò lo schermo del cellulare.

“Ma qui? E contro di chi? Non ha senso!”.

“Però il Comandante Handry e il ministero lo credono possibile, Danner”.

Assieme stavano guardando il recupero tra i resti dell’auto e della pensilina, da parte delle squadre di pronto intervento. “Cazzo, Sono vivi!” sentirono l’urlo di uno dei paramedici. Assieme si mossero verso il cerchio ristretto. “Fate piano, fate piano”, voci concitate che si sovrapponevano. “Le barelle presto, allertate l’ospedale!”. “Ehi cosa succede?”, chiese Ben.

“Quei due hanno avuto un vero miracolo dalla loro! Il muro li ha protetti e solo per quello che si sono salvati! L’uomo è messo male, ma la donna tutto sommato sta bene”. “Dove li portate?”. “Al Sanjuan”. “Vengo con loro!”, fece Ben. Il paramedico dubbioso annuì. “Io vedo di scoprire qualcosa qui poi ti raggiungo la. Massima priorità, una squadra che li segua, a parte i medici nessuno deve parlare con loro se sopravvivono!”. “Chiaro” fece lui.

Le ambulanze si all0ntanarono a sirene spiegate. Darren tornò a rivolgere l’attenzione alla scena drammatica.

Cosa sta succedendo? si chiede il Sergente Danner Holma.

  • Danner trova gli effetti personali della donna? (100%)
    100
  • I pompieri gli dicono che non è come sembra? (0%)
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  • Nel caos, qualcuno ha visto qualcosa? (0%)
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7 Commenti

  1. Ciao Markoor,
    ho notato un nuovo episodio pubblicato e sono venuta a dare un’occhiata. Sicuramente riesci a creare suspense, tuttavia vorrei farti notare – a grandi linee, perché non ricordo tutto, trattandosi di quattro capitoli – un paio di cose che, a mio parere, disturbano la lettura. Parlo delle ripetizioni, ne fai largo uso, probabilmente dipende da distrazione, magari potresti rileggere ad alta voce, o farlo fare al programma del tuo computer, per scovare ripetizioni di sorta. Mi è anche parso strano che la ragazza a cui il protagonista ruba l’auto con la quale si dà alla fuga sia proprio un agente dell’Interpol… come dicono gli innumerevoli libri sulla scrittura creativa e i corsi on line che mi sono sciroppata, le coincidenze in letteratura non esistono. Attenzione anche ai doppi punti esclamativi e/o interrogativi alla fine delle frasi, non valgono neanche quelli 😉
    Dici che hai fatto un giro tra gli altri racconti e hai visto che sono molto più frequentati del tuo… ma hai anche provato a commentarli quei racconti? Sai io cosa ho fatto appena arrivata su questa piattaforma? Magari neanche ti interessa, ma serve a spiegarti cosa intendo: ho fatto un giro degli altri racconti, ho scelto quelli che più mi piacevano e li ho commentati (io per prima, senza aspettare che venissero loro da me per poi commentare solo chi era passato). Il mio primo racconto “Eddie” ha ricevuto una settantina di commenti e un mare di preziosi consigli e critiche. E così è stato per tutti gli altri racconti. E in un anno e mezzo di permanenza qui sono cresciuta e ho imparato tantissimo. Perciò se vuoi che gli altri ti leggano e ti aiutino a migliorare (perché questo dovrebbe essere lo scopo di questo sito) LEGGI, leggi e commenta. Non limitarti a un paio di battute per far vedere che ci sei. Leggi con cura e racconta cosa ti è piaciuto e cosa avresti scritto diversamente. Se noti errori, falli notare a chi ha scritto, che magari non se ne è accorto…
    Fidati, non è il caso di lasciar perdere è invece il caso di cominciare a mettersi in gioco.
    E con questo “pippone” immane (spero mi perdonerai) ti lascio e ti auguro una buonissima domenica.
    Alla prossima!
    p.s. i miei sono consigli spassionati, fanne quello che credi 🙂

    • Grazie Keziarica e benvenuta/o a bordo di questa avventura.
      Faccio tesoro dei tuoi consigli e suggerimenti. : )
      Io non uso programmi di scrittura e i capitoli che scrivo sono spesso all’impronta. Ho un canovaccio base con varie ipotesi che poi sfociano anche nelle domanda che il programma consente. Lo faccio per divertimento, quindi qualche errore può esserci. : ) E come hai compreso le coincidenze non esistono, tutto fa parte della storia… : )
      Ho scoperto Theincipit da pochi mesi. Sto leggendo, quando ho tempo, le altre storie. Qualche volta commento, spesso no, su questo hai ragione, sarò limitato, ma alcune volte proprio non ci riesco, per rispetto di chi si è impegnato a creare qualcosa. : )
      GRAZIE e buon lavoro a te

  2. Ciao, Markoor,
    ci catapulti in un film d’azione classico: un sicario “incastrato” da altri sicari, scene di lotta tra cornicioni e scale antincendio, l’immancabile la femme fatale. Sulla vicenda non ho nulla da dire: seguo nella curiosità di vedere chi vuole morto Neiro e perché. Ho votato perché un sicario sia ancora vivo, magari potrà darci delle informazioni.
    Sulla forma, ho notato un paio di cosette, te le segnalo, poi tu ne fai quello che vuoi, tanto siamo tutti qui per divertirci 🙂
    La prima non è un’osservazione ma una domanda? Perché hai scritto la prima frase al passivo? “Il mirino del fucile inquadrava la finestra…” non era più immediata? Ma è solo una questione di gusti, immagino.
    “il suo lavoro sarebbe stato rimandato a future”: non l’avevo mai sentita l’espressione ” a future”
    “Qualcosa di luminoso fece comparsa nelle mani di lei..”: comparve, spuntò, apparve. Fece comparsa suona male.
    “qualcun’altro era sulle tracce del suo compito? si chiese.”: qualcun altro senza apostrofo. (Magari avrei anche messo “target” o “obiettivo” più che compito, che poi lo usi anche dopo, eviti la ripetizione). Ma soprattutto, la domanda indiretta non puoi scriverla così: dovrebbe essere “si chiese se qualcun altro fosse sulle tracce del suo compito”, senza il punto interrogativo.
    ” appena il primo dei due si volse per inquadrare il secondo”: qui non ho capito il senso di inquadrare. Cercava il complice con gli occhi?

    L’ultima annotazione che posso farti è che hai usato troppi puntini, particolarmente nella prima parte. Secondo me gli unici davvero giustificati sono quelli in cui Neiro sta chiedendosi che senso abbia dare un doppio incarico di eliminare qualcuno ed è interrotto dallo sguardo della donna e capisce di essere in pericolo. Però i puntini di sospensione devono essere 3, per essere corretti non 2.
    La scena della colluttazione è ben gestita, mi è piaciuta, è concitata, si legge con pathos, un finale di capitolo che dà voglia di leggere il seguito.
    Spero che le mie osservazioni non ti dispiacciano: è uno dei motivi di interesse dei siti di scrittura, scambiare consigli e reazioni.
    A rileggerti

    • Grazie per le tue precise ed attente osservazioni, Six Pistols.
      Primo errore non averlo riletto, se lo avessi fatto probabilmente lo avrei modificato altre tre, quattro volte, prima di pubblicarlo. Hai ragione troppo e mal gestiti i finti puntini di sospensione, alla fine rubano spazio alle parole.
      La frase “Tutto era scivolato via…rimandato a future…” doveva rappresentare il pensiero di Neiro che si interrompe bruscamente su “future” per riposizionarsi sul mirino e sul suo obiettivo. Chiaramente lo sapevo io, ma non sono riuscito a renderlo tale anche agli altri.
      Ancora grazie per avermi dedicato del tempo. A presto con il secondo capitolo!!

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